Wilkie Collins.
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IL DIAMANTE 
INDIANO. (La pietra di luna).
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TITOLO ORIGINALE: THE MOONSTONE.
Traduzione di: Alfredo Pitta. 
1937. A. Mondadori Editore. MILANO VERONA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano 
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Catia Righi per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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PRESENTAZIONE.
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The Moonstone (La pietra di luna, tradotto varie volte in italiano anche con il titolo: La maledizione del diamante indiano, Il diamante della luna, fu pubblicato a puntate nel 1868 sul periodico diretto da Dickens.  generalmente considerato il primo romanzo poliziesco in lingua inglese.
La pietra di luna del titolo  un diamante di dimensioni eccezionali che deriva il suo nome dal fatto che il suo posizionamento era in fronte a una statua del dio della luna degli Hindu. Era protetto da guardiani che si succedevano ereditariamente in questa loro mansione per ordine di Vishnu e si diceva che il suo splendore variasse in proporzione alla luminosit della luna.
Thomas Stearns Eliot, in veste di autorevole critico letterario scrisse: The Moonstone  il primo, il pi lungo e il migliore dei romanzi polizieschi inglesi. Si pu dire senza tema di sbagliare che quanto v di meglio e di pi efficace nel racconto poliziesco contemporaneo si trova gi in queste pagine.
Il sergente Cuff  il detective perfetto. Egli viene piuttosto descritto che non rivelato nelle sue azioni,  una persona vera e viva non meno che attraente, ed  brillante senza essere infallibile. Non c dubbio daltra parte che proprio il sergente Cuff sia il principale ispiratore di Sherlock Holmes.
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L'AUTORE.
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Wilkie William Collins, (Marylebone, 8 gennaio 1824, Londra, 23 settembre 1889)  stato uno scrittore inglese, amico e collaboratore di Charles Dickens, considerato il padre del poliziesco.
La sua produzione letteraria, e in particolare quella fantastica,  di assoluto rilievo, ma non vi  dubbio che a tutt'oggi sia maggiormente conosciuto dal grande pubblico per i romanzi gialli La donna in bianco, La pietra di Luna (Il diamante indiano), La legge e la signora e La follia dei Monkton. La pietra di Luna , inoltre, il primo fair-play, ossia il primo romanzo in cui il lettore dispone di tutti gli indizi per risolvere il mistero, anche se Collins complica le indagini con falsi indizi.
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IL DIAMANTE 
INDIANO.
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Indice.
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PROLOGO.
LA PRESA DI SERINGAPATAM. 1799. Estratto da carte di famiglia.
PARTE PRIMA. LA PERDITA DEL DIAMANTE.
Racconto di Gabriele Betteredge, maggiordomo di Lady Giulia Verinder.
PARTE SECONDA. LA SCOPERTA DELLA VERITA'.
Primo racconto. di Drusilla Clack, nipote del fu Sir Giovanni Verinder.
Secondo racconto. di Matteo Bruff, avvocato.
Terzo racconto. di Franklin Blake.
Quarto racconto. Estratto dal giornale del dottor Ezra Jennings.
Quinto racconto. Secondo di Franklin Blake.
Sesto racconto. Da una lettera del Sergente Cuff.
Settimo racconto. Da una lettera del dottor Candy.
Ottavo racconto. Secondo di Gabriele Betteredge.
EPILOGO.
LOCCHIO DI LUNA RICONQUISTATO.
RAPPORTO DI UN INCARICATO DEL SERGENTE CUFF.
RAPPORTO DEL CAPITANO DEL BEWLEY CASTLE.
DA UNA LETTERA DEL SIGNOR MURTHWAITE AL SIGNOR BRUFF.
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Fine Indice.
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PROLOGO.
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LA PRESA DI SERINGAPATAM (1799). (Estratto da carte di famiglia)
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1.
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Con queste righe, da me scritte in India, desidero di spiegare ai miei parenti dInghilterra le ragioni per le quali non sono stato con mio cugino Giovanni Herncastle in quei buoni rapporti damicizia che i vincoli di sangue esistenti fra noi avrebbero reso naturali. Il riserbo che ho mantenuto finora a questo riguardo  stato erroneamente interpretato da membri della mia famiglia della cui stima non posso disinteressarmi; e ad essi specialmente mi rivolgo, pregandoli di non dare il loro giudizio prima di aver letto questo breve racconto, i cui particolari, lo affermo sul mio onore, sono pura verit.
Le personali divergenze fra mio cugino e me sorsero durante un grande avvenimento di pubblico interesse nel quale entrambi ci trovammo coinvolti: voglio dire la presa di Seringapatam, avvenuta il 4 maggio 1799.
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2.
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Nellaccampamento inglese si facevano meravigliosi racconti sui tesori del palazzo del sultano di Seringapatam: ma quello che pi di frequente ricorreva fra noi, nei giorni che precedettero lassalto, si riferiva a un certo diamante di incalcolabile valore, del quale ora dir la storia.
Secondo le pi antiche tradizioni conosciute esso era incastonato nella fronte di un idolo indiano a quattro braccia, rappresentante la Luna, e, sia pel suo speciale colore tendente al giallo, sia perch si riteneva che risentisse delle influenze lunari aumentando o diminuendo il suo splendore con le fasi dellastro, era noto col nome di Occhio di Luna: superstizione, questa, non molto dissimile da altre diffuse fra i Greci e i Romani.
Le avventure della misteriosa gemma, almeno quelle tramandateci dalla tradizione, cominciano nellundicesimo secolo dellEra Cristiana, quando cio Mahmoud el Ghizni, il conquistatore maomettano, invase lIndia, prese la citt di Somnauth e spogli di tutti i suoi tesori il famoso tempio di quella citt santa, mta di tutti i pellegrinaggi indiani. Dei molti idoli venerati nel tempio soltanto quello rappresentante la Luna sfugg alla rapacit del conquistatore. Tre bramini lo portarono di notte a Benares, la seconda delle citt sacre dellIndia; e l, in una vasta sala dalle pareti incrostate di pietre preziose e dalle colonne doro, lidolo, sulla cui fronte risplendeva sempre linestimabile gemma, fu collocato in una nuova nicchia ed esposto alladorazione dei fedeli. La tradizione vuole anche che nella notte in cui i tre bramini ebbero compiuta la pia impresa Visn apparisse loro in sogno, e, dopo aver alitato il suo spirito sulla gemma, ordinasse che da quel momento in poi la custodissero notte e giorno tre bramini, a turno, fino alla consumazione dei secoli. Il dio avrebbe pure predetto grandi mali al temerario che avesse posto le mani sul diamante sacro e a tutti quelli della sua casa e del suo nome che lavessero ricevuto.
I secoli seguirono ai secoli, e sempre i successori di quei tre bramini vegliarono senza tregua sullinestimabile diamante. Ma allalba del secolo decimottavo, quando Aurungzeb, il Gran Mogol, fece saccheggiare di nuovo i templi braminici, laltare della Luna fu profanato con luccisione di animali sacri, e lOcchio di Luna trafugato da un alto personaggio della corte del feroce imperatore.
Non potendo ricuperare quel tesoro con la forza, i tre bramini che lo avevano in custodia, travestiti, seguirono dappertutto colui che se nera impossessato, non perdendolo mai di vista. Altre generazioni si succedettero; lalto personaggio della corte di Aurungzeb che aveva commesso il sacrilegio per miseramente, il diamante pass, portando seco la maledizione di Visn, da un maomettano allaltro, e tuttavia tre bramini, ognuno dei quali era sostituito alla sua morte da un altro, seguirono le vicende della preziosissima pietra, aspettando pazientemente il momento di poterla riprendere.
Finalmente lOcchio di Luna fin nelle mani di Tippu Sahib, il sultano di Seringapatam, il quale lo fece incastonare sullimpugnatura della sua scimitarra, e ripose questa fra gli oggetti pi preziosi del suo tesoro. Ma i tre bramini sintrodussero anche nel palazzo del sultano; e, dando a credere di essere musulmani, riuscirono a divenire in breve accetti a Tippu, il quale ne fece degli ufficiali della sua Corte. Cos ebbero modo di continuare la propria missione.
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3.
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Questo il racconto che correva nel nostro accampamento, e che non parve serio ed attendibile ad alcuno di noi, tranne che, appunto, a mio cugino, il quale fu tratto dal suo amore pel meraviglioso a prestarvi fede. Ricordo che precisamente nella sera che precedette il giorno dellassalto alla citt egli si irrit con me e con altri colleghi perch sostenevamo essere quel racconto nientaltro che una favola. Ne segu una discussione tempestosa, durante la quale Herncastle, trasportato dal suo temperamento impulsivo, giur e spergiur che se Seringapatam fosse presa gli avremmo visto il diamante in dito. Questa vanteria fu accolta da uno scoppio di risa, e pel momento tutto fini l.
Il giorno seguente Herncastle ed io partecipammo allattacco, ma in due colonne diverse. Infatti non lo vidi quando guadammo il fiume, n quando piantammo il vessillo inglese sulla prima breccia, n quando, continuamente battendoci, entrammo nella citt. Ma al crepuscolo, espugnata Seringapatam, e dopo che il nostro comandante in persona, generale Baird, ebbe trovato sotto un mucchio di cadaveri quello di Tippu Sahib, ci trovammo a fare entrambi parte di un distaccamento incaricato dal generale dimpedire il saccheggio e i tumulti seguti alla presa della citt. La turba di persone di ogni genere che seguiva lesercito commetteva eccessi deplorevoli, e, peggio ancora, gli stessi soldati erano riusciti a penetrare, per una porta incustodita, nei locali del tesoro del sultano, portando via oro e gioielli in gran quantit. E fu nella corte dalla quale si accedeva a quei locali che mio cugino e io, andati l per reprimere tanto disordine, cincontrammo.
Mi parve di comprendere che Herncastle, gi di per s irritabile, fosse divenuto addirittura frenetico in seguito alla orribile strage di quel giorno. I soldati intenti a saccheggiare il tesoro compievano la loro opera devastatrice in una indicibile confusione, ma senza violenza; anzi parevano messi di buonumore dal bottino, e spesso, ricordando la storia dellOcchio di Luna, si domandavano lun laltro se qualcuno lo avesse trovato. Feci del mio meglio, insieme con altri colleghi, per mettere fine a quella scena; ma non era cosa facile, giacch appena ristabilito lordine in un punto il disordine ricominciava in un altro.
Dimprovviso udii spaventose vociferazioni dalla parte del cortile. Accorsi; ma avevo appena aperta una porta in un angolo, dalla quale le grida parevano provenire, che vidi una scena terribile.
Due indiani, che dai loro abiti mi parvero dover essere ufficiali del palazzo, giacevano presso la soglia, morti. Un terzo, mortalmente ferito, si accasciava proprio in quel momento ai piedi di colui che lo aveva colpito. Allaprirsi della porta luccisore si volse di botto, e riconobbi in lui Herncastle. Egli teneva in una mano una torcia e nellaltra una scimitarra stillante sangue. Sullimpugnatura dellarma unenorme gemma, incastratavi a guisa di pomo, riluceva al chiarore della torcia: e mi parve, nel gesto che fece mio cugino volgendosi, che mandasse un bagliore sanguigno. Volli intervenire; ma prima che pronunciassi una parola il ferito si risollev sulle ginocchia, ed ebbe ancora la forza di dire, indicando lelsa della scimitarra:
LOcchio di Luna far la sua vendetta su te e sui tuoi, e...
Poi ricadde sul pavimento, morto.
Frattanto i miei uomini, accorsi a loro volta, si precipitavano nella stanza; ma mio cugino li affront con un viso da pazzo furioso.
Fa uscire tutti! Metti una guardia alla porta;, url, rivolto a me.
E poich cos dicendo si avventava sui soldati, questi si affrettarono a uscire. Io misi alla porta due sentinelle, uomini della mia compagnia sui quali sapevo di poter contare, e mi allontanai, chiamato altrove dal mio compito.
Per quella sera non vidi pi Herncastle. La mattina seguente, poich i disordini continuavano qua e l, il generale fece bandire a suon di tamburo che chiunque fosse stato colto in flagrante saccheggio sarebbe stato impiccato; e fu nella folla intenta a udire quel bando che mincontrai di nuovo con mio cugino. Egli mi stese la mano, come al solito, e mi salut.
Buongiorno.
Ma non presi subito la mano che egli mi offriva.
Un momento, risposi;, prima vorrei sapere come mor quellindiano, ieri sera, in quella stanza che poi ho saputo essere larmeria del tesoro, e che cosa significassero le parole che ti rivolse prima di spirare indicando la scimitarra che tenevi in mano.
Quellindiano, dici? replic Herncastle. Ebbene, suppongo che sia morto perch era stato ferito; e quanto al significato delle sue parole ne so quanto te.
Non hai da dirmi altro? soggiunsi guardandolo fissamente, e volendo dargli cos modo di confessarmi la verit che evidentemente egli mi nascondeva.
Nientaltro.
Gli volsi le spalle; e da quel momento non ci rivolgemmo pi la parola.
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4.
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Non potevo ragionevolmente denunciare mio cugino in base ai dati che avevo. Egli nulla aveva detto; e anche in seguito nulla disse mai, n del diamante n della scena nellarmeria, a colleghi che gli domandavano scherzando se avesse potuto impadronirsi dellOcchio di Luna come si era vantato che avrebbe fatto. Poi fece in modo da cambiare reggimento, dicendo apertamente che voleva in tal modo allontanarsi da me, e tutto fin.
Non volli accusare Herncastle, dico; n con questo breve racconto intendo di accusarlo davanti ai miei parenti. Giudichino essi, e dicano se lavversione che da quel momento ebbi sempre per lui fosse giustificata o no.
Quanto alla mia opinione personale, eccola. Non credo alla leggenda che accompagna lOcchio di Luna, ma son certo che ogni delitto porta realmente con s la sua punizione; e secondo me Giovanni Herncastle si rese colpevole dellassassinio di quegli indiani e del furto della gemma. Qualche volta, anzi, penso che se egli ha il diamante vivr abbastanza per rimpiangere il suo misfatto, e che se lo dar ad altri anche costoro dovranno pentirsi di esserne divenuti, in un modo o nellaltro, possessori.
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PARTE PRIMA.
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LA PERDITA DEL DIAMANTE. (1848)
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Racconto di Gabriele Betteredge, maggiordomo di Lady Giulia Verinder.
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1.
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Nella prima parte di Robinson Crusoe si trova scritto: Troppo tardi mi accorsi che  pazzia cominciare unopera prima di averne calcolato il costo, e prima di sapere se veramente si abbia la forza di compierla.
Ieri appena leggevo queste parole, e stamattina, 21 maggio 1850, il signor Franklin Blake, nipote di Lady Giulia,  venuto da me a tenermi un discorsetto. Eccolo.
Betteredge, ha detto il signor Franklin sono stato dallavvocato Bruff a parlare di certe cose di famiglia, e il discorso  caduto sul Diamante Indiano, scomparso due anni or sono dalla casa di mia zia, nel Yorkshire. Il signor Bruff  daccordo con me nel ritenere che la storia di tutta quella faccenda debba essere messa per iscritto, e al pi presto possibile.
Non comprendendo lo scopo a cui il signor Franklin mirava, e convinto daltra parte che sia sempre meglio, per amor di pace, essere dello stesso parere degli avvocati, ho risposto che anchio la pensavo cos. E il signor Franklin ha continuato:
In tutto quel triste affare sono stati sospettati deglinnocenti, come sapete bene, mio caro Betteredge; e la loro memoria pu soffrirne ancora per mancanza del racconto dei fatti, al quale i posteri possano richiamarsi. Perci, dato che il signor Bruff ed io siamo daccordo su questo punto, credo che abbiamo trovato il modo migliore di provvedere.
Il ragionamento non faceva una grinza; per loro, almeno, giacch io non capivo ancora.
La nostra idea,prosegu il signor Franklin,  che tutti coloro che furono immischiati in quegli avvenimenti scrivano a turno la storia della sparizione dellOcchio di Luna, soltanto per per ci che si riferisce a quanto ciascuno di essi ha visto e saputo di persona, e non oltre. Si comincer col ricordare in qual modo il diamante cadde nelle mani di mio zio Herncastle; e a questo ho potuto provvedere io, traendo la narrazione da antiche carte di famiglia. Poi bisogner raccontare come lo stesso diamante capit in casa di mia zia, due anni or sono, e come fu sottratto nel giro di meno di dodici ore; e questo, caro Betteredge, nessuno lo sa meglio di voi. Perci armatevi di carta, calamaio e penna e cominciate il vostro racconto.
Che avreste fatto nei miei panni, signori? Probabilmente ci che ho fatto io. Ho dichiarato modestamente di sentirmi inferiore al compito impostomi, sebbene in un certo senso fossi intimamente convinto del contrario; ma il risultato  stato quale prevedevo: e cio che il signor Franklin ha respinte le mie obbiezioni, e ha insistito perch cogliessi una simile occasione per mostrare la mia capacit. Ma son passate due ore da quando il signor Franklin se n andato, e sono ancora qui, seduto davanti alla mia scrivania, a riflettere su quelle giuste parole di Robinson Crusoe. Se volete considerare che esse mi caddero ieri sotto gli occhi per mero caso, comprenderete che quella  stata una vera e propria profezia.
Cos pare a me, almeno. Non sono superstizioso, ho letto molto in vita mia, tanto che in un certo senso posso dirmi uno studioso, ho passati i settantanni, ed ho ancora buona memoria: perci questa che vi ho esposta non vi sembri lidea strampalata di un ignorante. Per anni ed anni ho letto il Robinson, e so dirvi che sempre lho trovato un amico e un consigliere nelle contingenze di questa vita; sempre: quando avevo bisogno di esser guidato, quando mia moglie mi tormentava, quando mi trovavo ad aver bevuta qualche goccia di pi. Insomma,  un libro straordinario, quello; e lo si pu avere a poco prezzo, rilegato in tela azzurra e con unincisione per soprammercato.
Ma mi par di divagare. Non  la storia del diamante che devo scrivere? E invece mi perdo in tante altre considerazioni... Basta: pigliamo un nuovo foglio di carta e cominciamo.
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2.
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Il diamante non sarebbe mai capitato in casa nostra, voglio dire nella casa nella quale avevo lonore di essere maggiordomo, se non vi fosse venuto come un regalo alla figlia della mia signora; ed ella non avrebbe potuto avere questo regalo se la mia signora non lavesse messa al mondo con pena e travaglio. Perci cominciamo col parlare di Lady Verinder.
Se qualche cosa sapete della buona societ, avrete udito certamente parlare delle tre belle signorine Herncastle: Adelaide, Carolina, e Giulia: questultima, secondo me, superiore alle altre due, le quali, in prosieguo di tempo, sposarono luna il signor Blake, laltra il signor Ablewhite. Entrai al servizio del loro padre, che in questa storia non centra, come paggio delle tre damigelle. Avevo allora quindici anni, e in quella qualit rimasi in casa fino a che la signorina Giulia si spos con lora defunto Sir Giovanni Verinder. Ottimo uomo, quel povero signore, il quale aveva bisogno soltanto di qualcuno che lo guidasse; e, sia detto fra noi, questo qualcuno lo trov in sua moglie. Quel che  pi, il poveretto ci singrass, e visse beatamente cos, dal giorno in cui Lady Giulia lo condusse in chiesa perch si sposasse, a quello in cui gli chiuse gli occhi per sempre.
Dopo il matrimonio io andai a stare con gli sposi. E sapete come?
Giovanni,disse la signora al marito, non posso proprio fare a meno di Gabriele Betteredge.
Giulia, rispose Sir Giovanni, anchio non ne posso fare a meno.
Era cos che faceva sempre lei; e in questo senso posso dire che i suoi desideri erano quelli del marito.
Entrai dunque al loro servizio, in qualit di fattore; e vi assicuro che fui felice. Una situazione onorifica e di fiducia, un cottage tutto mio per abitarvi, piacevoli passeggiate nella propriet la mattina, i miei conti nel pomeriggio, la pipa e Robinson Crusoe la sera: che potevo desiderare di pi?
Poi misi gli occhi su Selina Goby, la donna che mi teneva in ordine il cottage. Quando volete scegliere una buona moglie, assicuratevi che mastichi bene e che appoggi fermamente il piede a terra. Selina faceva soddisfacentemente una cosa e laltra, e quindi decisi di sposarla: tanto pi che avrei potuto provvedere al suo mantenimento con ci che le davo di salario. Insomma, fu un calcolo di pura economia, quello, con una sfumatura damore. Ne parlai alla signora, come il mio dovere mimponeva.
Ho pensato a Selina Goby, dissi, e mi son persuaso che a sposarla risparmierei pi che a mantenerla come donna di servizio.
La signora proruppe in una risata, e rispose che non sapeva se la urtassero di pi le mie idee o il mio linguaggio. Che cosa la facesse ridere cos non saprei; n  facile indovinarlo, se non si appartiene allalta societ. Compresi ad ogni modo che ero libero di sposare Selina, e corsi a parlarne a lei. Ebbene, sapete che cosa mi rispose? No? Ah, come conoscete poco le donne! Mi disse subito di s, ecco.
Non posso affermare che fossimo una coppia felice, e neppure che fossimo una coppia infelice: eravamo felici per cinque decimi, e infelici per dieci ventesimi. Non so come fosse, ma i nostri desideri erano sempre contrastanti fra loro. Quando io volevo andare al primo piano mia moglie voleva scendere al pianterreno; e viceversa. Ecco la vita matrimoniale, per quanto io la conosco.
Dopo cinque anni di questo continuo malinteso che si svolgeva principalmente sulla scala interna del nostro cottage, piacque alla Provvidenza di liberarci entrambi chiamando a s mia moglie. Rimasi cos solo, solo con la mia bambina, Penelope. Poco dopo mor anche Sir Giovanni, e Lady Giulia rimase sola a sua volta, con la figlia Rachele. Naturalmente, la signora si prese cura della mia piccola Penelope, la fece educare a sue spese, e, quando ella ebbe let conveniente, la destin a cameriera della signorina.
Quanto a me, continuai fino al Natale 1847 ad essere fattore di Lady Giulia. Ma proprio nel giorno della festa la mia signora venne a prendere una tazza di t nel mio cottage e mi tenne un certo discorso. Mi disse che divenivo vecchio, cosa della quale io non mi ero ancora accorto; che era venuta a farmi quella visita, se cos posso dire, per dimostrarmi che il lavoro di fattore ormai era troppo pesante per me; e infine che intendeva di farmi passare tranquillamente e con minore disagio il resto dei miei giorni dandomi il posto di maggiordomo nella casa. Replicai con moderata e rispettosa indignazione che non era ancora il caso di pensare a mettermi in un certo senso a riposo; ma Lady Giulia, che conosceva il mio debole, insist, dicendomi che le avrei fatto un favore personale ad accontentarla; e, insomma, la contestazione fra noi due fin che dovei promettere, asciugandomi gli occhi da quel vecchio stupido che sono, di ripensare alla sua offerta.
 superfluo aggiungere che quella sera andai a letto fattore di Lady Giulia e mi risvegliai la mattina suo maggiordomo.
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3.
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Per cominciare il racconto propriamente detto ho ricorso a due mezzi: il primo, quello di grattarmi la testa, il che non ha portato a nulla; il secondo quello di consigliarmi con mia figlia Penelope. Ed  stata lei, la cara figliuola, a suggerirmi di riferire regolarmente ci che avvenne, giorno per giorno. Buona idea.
Perci, seguendo questo consiglio, comincio col dire che in una certa mattina, e precisamente un mercoled, il 24 maggio 1848 (vi ho detto che ho la memoria ottima) fui chiamato nel salottino particolare di Lady Giulia.
Gabriele, mi disse la mia signora, debbo darvi una notizia che vi sorprender. Franklin Blake  ritornato in Inghilterra.  stato per qualche tempo col padre a Londra, e domattina giunger qui per rimanervi sino al mese venturo, e cio fino al compleanno di Rachele.
Se avessi avuto in mano il cappello non so se il rispetto mi avrebbe trattenuto dal lanciarlo in aria in segno di giubilo. Non avevo visto pi il signor Franklin dalla sua adolescenza, e cio da quando stava con noi: ed allora era il pi bel ragazzo e il pi ardito che avessi mai visto. Poi... Poi era accaduto questo.
La sorella maggiore di Lady Giulia aveva sposato, come ho detto, il signor Blake, noto tanto per le sue grandi ricchezze quanto per la sua mania di litigare. Quanto egli abbia tormentato i tribunali della sua provincia per farsi riconoscere il diritto di ereditare il titolo di un duca del quale egli si diceva diretto discendente, lo sa il cielo; ma il fatto sta che gli morirono la moglie e due dei suoi tre figli prima che il tribunale si decidesse a metterlo alla porta per sempre, rinunziando allenorme quantit di denaro che egli spendeva in cause. Quando egli si accorse che non cera pi nulla da fare, e che il titolo di duca era conferito a un altro, pens al modo di vendicarsi dellingrata patria che lo aveva tanto maltrattato: e trov che il mezzo migliore consisteva nel privarla dellonore di educare lunico figlio rimastogli, e cio il signor Franklin. Il quale, perci, fu messo a studiare in un collegio di Germania.
Ora avete capito tutto, mi pare; e non occorre che dica di pi. Ritorniamo quindi al diamante, il quale ci fa ritornare al signor Franklin.
Dallestero il ragazzo scriveva di tanto in tanto alla zia, la quale mi teneva al corrente dei suoi progressi fisici... S, fisici; pel resto, che debbo dire? Scribacchiava, dipingeva alla meglio, cantava un po, suonava passabilmente, e soprattutto, debbo credere, prendeva denari in prestito, cos come aveva preso da me una volta un temperino, un gomitolo di spago e sette scellini e sei pence, il cui colore non ho pi visto. Alla sua maggiore et gli tocc la sostanza materna, che gli dava una rendita di settecento sterline allanno: ma anche quella gli si dilegu fra le mani come lacqua in uno staccio. Non so: quel benedetto ragazzo aveva un buco nelle tasche che non era possibile ricucire, giacch pi denaro egli aveva e pi gliene abbisognava. La sua prodigalit, aggiunta alla simpatia che ispirava, lo rendeva accetto dovunque andasse. Viaggiava continuamente, e pareva fosse dappertutto nello stesso momento.
Il suo indirizzo poteva essere: Fermo posta, Europa. Due volte pens di ritornare in Inghilterra, e due volte una qualche donna innominabile, salvo il vostro e mio rispetto, si trov sulla sua strada per impedirglielo. Alla terza volta finalmente pareva che ci fosse riuscito; ed ecco che stavamo per vedere che cosa fosse diventato quel caro scavezzacollo. Ormai aveva venticinque anni; ed oltre a ci era coraggioso, e veniva da buona razza.
La mattina seguente, e cio il gioved, poich la giornata era bellissima, Lady Giulia e la signorina Rachele, le quali non aspettavano il signor Franklin prima di sera, andarono a far colazione da alcuni amici del vicinato. Quando esse furono partite, andai a dare unocchiata alla camera preparata pel nuovo ospite; e poich non cera nulla da dire a questo riguardo, scesi in cantina a prendere qualche bottiglia del nostro famoso Bordeaux Latour e a metterla allaria tepida perch perdesse leccessiva frescura. Dopo di che, pensando che quel ch buono pel vino possa esser buono anche per i vecchi, presi una sedia e stavo per mettermi un po al sole nel cortile posteriore della casa, quando mi accadde di udire dallaltra parte, e cio verso la facciata della villa, un sommesso e come soffocato rullar di tamburo.
Il mio dovere mimponeva di andare a vedere di che si trattasse. Feci dunque il giro delledificio, e scorsi tre indiani color mogano, in calzoni e giacca bianca, che guardavano verso la villa. Ognuno di essi aveva appeso sul ventre un piccolo tamburo; dietro ad essi un ragazzo inglese, biondo e di aspetto delicato, portava un paniere. Credetti che fossero giocolieri ambulanti, e che il ragazzo portasse gli arnesi del mestiere; e infatti uno di essi, che parlava inglese e che, debbo dirlo, si presentava con garbo, mi fece comprendere che non mi ero sbagliato, domandandomi il permesso di fare qualche giuoco in presenza della padrona di casa.
Ora, io non sono un vecchio brontolone o nemico degli onesti divertimenti, n mi permetto di essere diffidente verso il mio prossimo soltanto perch ha una tinta un po pi scura della mia; ma ognuno di noi ha la propria debolezza, e la mia, quando mi si presenta un vagabondo, in apparenza meglio educato di me, consiste nel ricordarmi subito che c in casa dellargenteria. Perci replicai allindiano che la signora era fuori, e lo pregai di allontanarsi, lui e i suoi compagni, dalla villa. Per tutta risposta egli mi fece un bellinchino e se ne and, seguito dagli altri. Io, dal mio canto, me ne ritornai alla mia sedia, e l caddi in un piacevole sopore.
Fui svegliato da mia figlia Penelope, la quale correva verso di me come se la villa fosse in fiamme. Che credete che volesse? Semplicemente questo: che facessi fermare glindiani, subito, perch essi sapevano che il signor Franklin veniva da noi, e senza dubbio gli volevano far del male.
Il nome del signor Franklin mi risvegli completamente. Aprii gli occhi, e mi feci spiegare da Penelope come stesse la cosa.
A quanto pare, Penelope, uscita dal nostro cottage, dove era stata a fare quattro chiacchiere con la figlia della governante, insieme con lei aveva vista la scena dei tre indiani che avevo fatti allontanare, e si era messo in testa che essi maltrattassero quel ragazzetto inglese: questo non saprei dir bene perch, ma forse per la semplice ragione che egli appariva grazioso e delicato. Comunque, le due ragazze erano andate quietamente a spiare da dietro la siepe che divide la villa dalla strada, e avevano visto cose strane.
I tre indiani, usciti dal recinto, avevano dapprima guardato intorno per vedere se nessuno sopravvenisse; poi avevano chiacchierato nella loro lingua, discutendo insieme come incerti sul da fare, e intanto non perdendo docchio la villa; infine si erano rivolti al ragazzo inglese, come aspettandosi aiuto da lui.
Stendi la mano, gli aveva detto il capo dei giocolieri, quello che parlava inglese.
Il ragazzo aveva fatto un passo indietro, scuotendo la testa, e aveva replicato che non voleva; e allora lindiano gli aveva domandato, ma senza asprezza, se voleva ritornare a Londra, a morire di fame e a dormire allaperto, come lo avevano trovato. A quanto pare, quellargomento era stato decisivo, perch il ragazzo, per quanto a malincuore, aveva stesa la mano. Allora lindiano vi aveva versato alcune gocce di un liquido nero, simile ad inchiostro, che teneva in una fiala, poi aveva toccata la testa del piccolo inglese, facendo dei segni in aria, e ordinandogli: Guarda!
Allora il ragazzo si era irrigidito, come una statua, ed era rimasto a guardare nellinchiostro che aveva nel cavo della mano...
Insomma, a quanto mi pareva, fin l non si trattava che di trucchi di giocolieri, accompagnati da uno stupido sciupio di inchiostro. Stavo quindi per riaddormentarmi, quando il seguito del racconto di Penelope mi fece riscuotere.
Gli indiani, dunque, avevano guardato di nuovo da un lato e dallaltro della strada, poi il loro capo aveva detto al ragazzo:
Cerca il signore inglese che viene da lontano. Lo vedi?
Lo vedo, aveva risposto il ragazzo.
Verr qui, o andr altrove?
Verr qui.
Lo ha con s?
S, aveva risposto ancora il ragazzo, dopo una lieve esitazione.
E verr il signore inglese verso il tramonto, come ha promesso?
Non lo so.
Perch?
Sono stanco; mi si offusca il cervello... Per oggi non posso vedere altro.
Cos era finita quella specie di catechismo. Poi il capo indiano aveva detto qualche cosa ai compagni, accennando verso la villa, aveva fatto altri segni sulla testa del ragazzo, gli aveva soffiato sulla fronte e lo aveva fatto svegliare. Dopo di che tutti se nerano andati verso Frizinghall, dove, come sapemmo dopo, dimoravano; e le due ragazze non avevano visto altro.
Secondo me la cosa era semplicissima, e non era il caso che Penelope impedisse a suo padre di schiacciare un sonnellino per cos poco. Evidentemente glindiani avevano udito i servi parlare del prossimo arrivo del signor Franklin e, credendo che loccasione fosse buona per guadagnare un po di denaro, avevano cercato di sapere coi loro misteriosi mezzi se quellarrivo dovesse avvenire fra breve o no; a meno che quella che Penelope aveva visto non fosse che una prova generale della sperata prossima rappresentazione. Mi ripromisi ad ogni modo di tener docchio largenteria quella sera, e consigliai a Penelope di calmarsi e di lasciarmi dormire.
Era una cosa sensata, mi pareva; ma se conoscete bene le ragazze non vi sorprenderete quando vi avr detto che Penelope fu di parere contrario. Era una cosa seria, invece, secondo lei; un tranello preparato contro il signor Franklin...
Oh, pap! esclam supplichevolmente, giungendo le mani. Non pigliate la cosa in celia! Per esempio, che significa quella frase: Lo ha con s? Lo ha, che cosa?
Insomma, domandaglielo al signor Franklin, cara, se puoi aspettare finch egli sia arrivato, replicai. Cercavo cos di volgere veramente la cosa in ischerzo; ma poich Penelope appariva pi che mai preoccupata, finii col riflettere un po pi seriamente, e domandai: Del resto, che pu mai sapere di tutta questa storia il signor Franklin?
Domandateglielo, ribatt Penelope, trionfalmente;, e vedrete che forse egli non prender la cosa in ridere.
E con questa frecciata si allontan.
Con mia grande sorpresa il signor Franklin, come prevedeva Penelope, prese la cosa sul serio; e quanto sul serio comprenderete allorch vi avr detto che secondo lui la domanda dellindiano si riferiva allOcchio di Luna.
...
4.
...
Dopo aver sonnecchiato ancora un po, dunque, stavo stiracchiandomi, quando unaltra donna mi capit addosso. Non Penelope di nuovo, ma Nancy, la sottocuoca, questa volta; e non perch mi cercasse, ma perch doveva passarmi davanti per uscire. Mi accorsi che era aggrondata in viso e le domandai dove andasse: il che, notate, era anche mio dovere, come maggiordomo e quindi capo della servit.
Ebbene, Nancy, e perch non badi al pranzo? Dove vai?
Ella non rispose e cerc di tirar via; ma io mi alzai e la presi per un orecchio. Nancy era una bella ragazza grassoccia, e io avevo labitudine di prendere per un orecchio le ragazze che mi andavano a genio.
Insomma, che c? insistei.
Rosanna  di nuovo in ritardo pel pranzo, rispose ella irritata, e vado a cercarla. Gi, tutti i lavori pesanti cadono sulle mie spalle, in questa casa! Lasciatemi andare, dunque, signor Betteredge...
Rosanna era la seconda cameriera, per la quale avevo una certa piet, vedrete fra breve perch; e comprendendo dal viso di Nancy che ella lavrebbe fatta rientrare usando modi pi aspri di quelli che fossero necessari, pensai che pel momento non avevo altro da fare, e che quindi a cercare Rosanna sarei potuto andare io, cogliendo loccasione per esortarla ad essere pi diligente in avvenire.
Ma dov? domandai.
Eh! Alle sabbie, naturalmente! replic Nancy. Ha avuto un altro dei suoi deliqui, stamattina, ed  andata fuori a prendere una boccata daria fresca. Ma vi dico io che ormai la mia pazienza  esaurita!
Ritorna al tuo pranzo, figliuola, dissi. Io invece di pazienza ne ho tanta, con Rosanna, e andr a cercarla da me.
Nancy, che ha buon appetito, apparve contenta di quella soluzione. Quando  contenta ella  pi carina, e quando  p carina io le faccio il solletico sotto il mento. Non si tratta di licenziosit, ma dabitudine. Cos feci anche allora; poi andai a prendere il bastone e mincamminai verso le Sabbie.
La storia di Rosanna  presto detta. Quattro mesi prima Lady Giulia, stando a Landra, aveva visitato un Riformatorio nel quale si trovavano ricoverate ragazze liberate dal carcere e senza famiglia. La direttrice, vedendo la signora interessarsi a quellopera, le aveva indicata una delle ricoverate, una tale Rosanna Spearman, raccontandole di lei una certa pietosissima storia che non  il caso di riportare qui. In sostanza, la poveretta aveva rubato, e non essendo di coloro che derubano migliaia di persone, come le societ industriali, la giustizia le aveva messo le grinfie addosso; quindi prigione, e poi riformatorio. Lopinione personale della direttrice era che Rosanna, nonostante ci che aveva fatto, era degna del massimo interessamento, e che aveva solo bisogno di unoccasione favorevole per rialzarsi. Lady Giulia, da buona cristiana qualera, offr senzaltro di prenderla al proprio servizio; e una settimana dopo la povera ragazza entrava in casa nostra come seconda cameriera.
Nessuno seppe del passato di Rosanna, per, tranne la signorina Rachele e io. Lady Giulia mi consult a suo riguardo, e io, che avevo preso labitudine del povero Sir Giovanni, vale a dire che non osavo contraddirla, convenni con lei che quella era unopera di carit fiorita.
Cos Rosanna ebbe modo di dimostrare che era veramente degna dellinteressamento di cui era oggetto. Era trattata molto benevolmente, aveva il suo bravo salario come gli altri della servit, e di tanto in tanto la signora le diceva qualche buona parola per incoraggiarla. Ella, in compenso, si sforzava di fare del suo meglio; e sebbene non fosse molto forte, e spesso avesse di quei deliqui ai quali Nancy aveva accennato, compiva il suo lavoro accuratamente e con ogni diligenza. Soltanto, non era riuscita a conquistarsi lamicizia delle altre donne della casa (tranne mia figlia Penelope, la quale la tratt sempre con benevolenza) e ci perch era silenziosa, riservata, e amante della solitudine. Non si offendeva mai, se le facevano qualche sgarberia, n offendeva alcuno; tuttavia teneva le compagne a distanza, educatamente ma ostinatamente. Del resto era in lei qualche cosa di signorile che stonava col suo umile lavoro.. Che cosa fosse, non saprei dire precisamente: forse erano i suoi modi composti, forse la voce, forse la faccia; ad ogni modo le donne se ne accorsero fin dal primo giorno in cui ella entr in casa, e dissero senzaltro che la nuova venuta si dava delle arie.
La sua passeggiata favorita era quella delle Sabbie; e dir brevemente che cosa queste Sabbie fossero.
La nostra villa  posta in alto, sulla costa del Yorkshire. Le passeggiate nei dintorni sono molte e bellissime, meno per una, che a me pare orrida addirittura. Essa passa, per un quarto di miglio, attraverso una melanconica boscaglia di pini e poi conduce, fra basse colline, a una delle pi solitarie e pi brutte baje della nostra costa. L le dune di sabbia, scendendo verso il mare, vanno a finire in due lingue di terra o promontori, che proseguono cos, uno dirimpetto allaltro, degradando fino a che si perdono nellacqua; e si chiamano rispettivamente Punta Meridionale e Punta Settentrionale. Fra di esse, avanzandosi o arretrando secondo le stagioni, sono le pi orribili sabbie mobili di tutto il Yorkshire. Quando c la marea si vedono quelle sabbie tremolare come se qualche cosa le agitasse nelle loro paurose profondit: e questo fenomeno ha fatto dar loro, dai contadini, il nome di Sabbie Tremanti. Un gran banco roccioso, a un mezzo miglio allinfuori e cio presso lentrata della baia, rompe la forza delle onde delloceano, sicch dinverno e destate il mare copre le sabbie silenziosamente, quasi dolcemente, come se lasciasse indietro i flutti furiosi. Insomma, un luogo brutto e triste, ve lo dico io. Ed  davvero incredibile che una ragazza, con tante altre belle passeggiate a sua disposizione, e con tante persone disposte a farle compagnia soltanto che ella lo avesse chiesto, andasse a preferire proprio quella, ogni volta che andava fuori; eppure  cos. Mai Rosanna andava altrove, tranne che qualche volta nel vicino villaggio di pescatori, Cobbs Hole, a visitarvi lunica persona amica che avesse nelle vicinanze.
Verso le Sabbie Tremanti mi avviai dunque per cercarla e ricondurla pel pranzo, che la servit faceva a quellora. Non la scorsi nella boscaglia, ma la vidi subito, appena giunto sulla spiaggia. Ella era l, col suo cappellino di paglia e il suo semplice mantello scuro, seduta sulla rena, a guardare le sabbie mobili e il mare.
Debbo dire a questo punto che la povera ragazza, non brutta di viso, aveva per una spalla leggermente deforme, sicch quasi sempre usciva coperta da un mantello.
Mi accorsi che trasal quando le fui vicino; mi diede appena unocchiata e volse la faccia altrove.  questo un atto che, nella mia qualit di maggiordomo, non permetto alle persone della servit senza domandarne loro la ragione; sicch mi feci davanti a Rosanna, e mi accorsi che piangeva.
Avevo in tasca un bel fazzoletto regalatomi con altri cinque da Lady Giulia; lo presi, e dissi a Rosanna:
Vieni, figliuola, andiamoci a sedere un momento laggi. Ti asciugher gli occhi, e poi mi permetter di domandarti perch piangi. Su, via: che c? E che sono queste lacrime?
Piango sulla mia vita trascorsa, signor Betteredge, rispose ella quietamente, mentre io mi sedevo. Di tanto in tanto il ricordo del passato mi torna in mente.
Via, via, figliuola, ormai il passato  morto. Perch dunque non lo dimentichi?
Ella guard, poi mi prese una falda dellabito. Sono vecchio e ormai un po trascurato, sicch mi accade talvolta che, mangiando o bevendo, qualche particella di grasso o di vino mi spruzzi addosso; e allora una delle donne mi smacchia labito. Cos aveva fatto il giorno prima Rosanna, con un preparato che ci era stato garantito infallibile, e mi aveva tolta una grossa macchia. Questa era scomparsa, infatti, ma al suo posto la stoffa appariva ora di un diverso colore.
Guardate, signor Betteredge, mi disse Rosanna, accennando col dito;, la macchia qui  stata tolta, ma si vede che cera.
Non seppi dare adatta risposta a quellosservazione, e quindi feci la sola cosa che mi fosse possibile in quel momento: vale a dire, tentai di ricondurla a casa.
Aiutami a rialzarmi, Rosanna. Sei in ritardo pel pranzo, e sono venuto a cercarti.
Ma invece di aiutarmi la povera creatura mi prese una mano e me la strinse leggermente. Era chiaro che si sforzava di non ricominciare a piangere; e vi riusc. Questo aument il mio rispetto per lei.
Siete molto buono, signor Betteredge, disse poi. Ma non voglio pranzare, oggi... Lasciatemi rimanere ancora un po qui.
Ma che ci trovi di bello, in questo luogo, che ci vieni cos spesso?
C qualche cosa che mi vi attira, replic ella, tracciando col dito dei segni sulla sabbia. Cerco di starne lontana, ma non posso. Qualche volta, signor Betteredge... e abbass la voce, come spaventata ella stessa da quelle sue lugubri idee, qualche volta mi pare che qui debba essere la mia tomba.
C dellarrosto di montone e del pudding che ti aspettano, figliuola. Andiamo, andiamo a casa.
Non era forse quella la risposta pi adatta per la povera ragazza, il cui stomaco vuoto si nutriva con linquietudine dellanima, ma lavevo fatta nel suo interesse, posso ben dirlo; e stavo per aggiungere qualche altra esortazione dello stesso genere, quando improvvisamente si ud una voce fra le dune, che mi chiamava.
Betteredge! Betteredge! Ma dove siete?
Qui! Sono qui! urlai, senza sapere chi mai potesse essere a chiamarmi cos. Rosanna si raddrizz e rimase a guardare verso il punto dal quale la voce proveniva; e io stavo dal canto mio per rialzarmi, quando un improvviso mutamento sul viso della ragazza mi colp. Le guance erano divenute di un bel roseo, quale non le avevo mai visto, e mi parve che tutto il suo aspetto denotasse una profonda ma lieta sorpresa.
Ma chi  che chiama? le domandai.
S, chi ? ripet ella a bassa voce, come se parlasse a se stessa pi che a me.
Mi volsi, allora, non senza fatica, e vidi venire verso di noi un giovane di aspetto e portamento signorili, dagli occhi vivaci, inguantato, con una rosa allocchiello, e con un tal sorriso sulle labbra, che avrebbe potuto rendere gaie persino quelle tetre Sabbie Tremanti. Prima ancora che io potessi rialzarmi egli piomb accanto a me, mi pass un braccio al collo, e mi diede una stretta che mi fece mancare il respiro.
Caro! Caro il mio vecchio Betteredge! diceva. Vi debbo sette scellini e sei pence. Capite ora chi sono?
Dio benedetto! Egli era giunto quattro ore prima del tempo, nientemeno! Chi, chi, domandate? Ebbene, il signor Franklin Blake in persona!
Non avevo avuto ancora tempo n modo di dire una parola, che vidi il signor Franklin, un po sorpreso a quanto mi parve, distogliere lo sguardo da me per rivolgerlo su Rosanna. Guardai anchio, e vidi che la ragazza arrossiva anche di pi; poi ella si rivolse e si allontan bruscamente, in una confusione che non sapevo a che cosa attribuire, e senza neppure far la dovuta riverenza al signor Franklin o dire qualche parola a me. Cosa veramente strana in lei, giacch in vita mia non avevo mai vista una domestica pi rispettosa e meglio educata.
Che strana ragazza! esclam dopo qualche momento il signor Franklin. Che cosa pu mai vedere in me, da rimanere cos sbalordita?
Ebbene, replicai, deve essere quel non so che di forestiero che avete nellaspetto.
Per la terza volta tentai di rialzarmi, ma il signor Franklin me lo imped.
C una sola cosa buona, in questorrido luogo, mi disse;, ed  che lo abbiamo tutto per noi. Rimanete seduto, dunque, Betteredge: ho qualche cosa da dirvi.
Prima di tutto vi do il benvenuto nella vostra vecchia casa, signor Franklin; e doppiamente perch siete venuto prima ancora di quanto vi aspettassimo.
Ho avuta una buona ragione per far cos. Vedete, Betteredge, sospetto di essere stato seguito e spiato in questi tre o quattro ultimi giorni, a Londra; e quindi ho preso il treno del mattino anzich quello del pomeriggio. C un tale, uno straniero dalla pelle scura, al quale ho voluto far perdere le mie tracce.
Quelle parole mi sorpresero; poi, come in un lampo, mi ritorn in mente ci che aveva detto Penelope di quegli indiani...
Ma chi  che vi spia? E perch, signor Franklin?
Ditemi ci che sapete dei tre indiani che son venuti alla villa oggi, replic egli senza badare alla mia domanda. Potrebbe darsi che essi e il mio spione fossero ingredienti della stessa pietanza.
Ma come sapete che siano venuti quei tre indiani? domandai meravigliato, e senza pensare che prima avrei dovuto, per buona educazione, soddisfare a quella richiesta.
Ho visto Penelope, caro Betteredge. A proposito, ella prometteva di divenire una bella ragazza, e ha mantenuta la promessa, sapete?
Sentivo in me un po dirritazione contro mia figlia, la cui indiscrezione mi obbligava ora a raccontare quella stupida storiella; ma non potevo schermirmi, e ubbidii. Mentre parlavo vedevo la faccia del signor Franklin perdere la sua espressione allegra. Quando ebbi finito, egli rimase un momento silenzioso, aggrondato in viso, mi fece ripetere il dialogo fra il capo indiano e il ragazzo, poi, con mia meraviglia, trasse di tasca un pacchettino suggellato e disse, tentennando la testa:
Ho paura, mio caro Betteredge, che quel lo si riferisse alloggetto che  qui. E questoggetto sapete che cosa ? Il famoso diamante di mio zio Herncastle.
Oh, Signore! esclamai. E come mai accade che vi troviate a custodire voi il diamante di quel malvagio?... Del colonnello, voglio dire?
Il colonnello, col suo testamento, ha lasciata la gemma a mia cugina Rachele come regalo pel suo compleanno; e mio padre, nella sua qualit di esecutore testamentario, lo ha affidato a me perch lo portassi qui.
La mia sorpresa a quelle parole fu indicibile.
Il diamante del colonnello Herncastle lasciato alla signorina Rachele! esclamai. E vostro padre, signor Franklin,  lesecutore testamentario del colonnello? Strano! Avrei scommesso non so che cosa che il signor Blake non avrebbe voluto toccare Sir Giovanni Herncastle neppure con le molle!
Che paroloni, Betteredge! Ma che cosa aveva fatto, dunque, mio zio Herncastle? Io, veramente, non so nulla di ci che gli si possa rimproverare, giacch egli apparteneva ad unaltra generazione. Ditemi dunque ci che sapete di lui, e io vi dir come mai mio padre sia il suo esecutore testamentario; e forse qualche cosa di pi, anche. Malvagio, lo avete chiamato: perch, vediamo?
Avrei preferito tacere; ma vidi il signor Franklin piuttosto agitato e gli dissi ci che sapevo, e che mi par bene ripetere qui.
Si diceva che al suo ritorno dallIndia il colonnello avesse portato con s un diamante dimmenso valore, avuto con mezzi che nemmeno egli stesso, pure temerario comera, ardiva di confessare; e da quel momento tutti i membri della famiglia gli avevano chiuso le porte in faccia, a cominciare da sua sorella minore, e cio Lady Giulia. Quanto al diamante, ecco, era una faccenda misteriosa. Egli non aveva mai tentato di venderlo, non lo faceva mai vedere ad alcuno. Alcuni dicevano che facesse cos per evitare difficolt con le autorit militari, altri per evitare gravissimi pericoli. Forse in questultima congettura cera qualche cosa di vero, sebbene Sir Giovanni non avesse certo paura, perch due volte era stato attentato alla sua vita in India, e si credeva fermamente che questo fosse accaduto per lOcchio di Luna, come si chiamava il diamante. Anche quando, al suo ritorno in patria, tutti lo evitarono, si attribu questo fatto alla gemma. Altri, nei suoi panni, avrebbe cercato di sbarazzarsi di quel misterioso oggetto, o almeno di chiarire la propria condotta da qualsiasi sospetto, soprattutto davanti alla famiglia; ma Sir Giovanni si tenne il diamante, come una sfida alla pubblica opinione e a qualunque minaccia.
Una volta ebbi occasione di vederlo a faccia a faccia, sar stato un due anni or sono; e fu cos. Una sera egli si present inaspettatamente alla casa di Lady Giulia, a Londra. Era precisamente il compleanno della signorina Rachele, e si teneva un ricevimento. Un domestico mi disse che un signore desiderava di parlarmi; scesi nellatrio, e riconobbi il colonnello, che avevo visto altra volta di sfuggita; ma invecchiato, sciupato, male in arnese, e in aspetto pi cattivo che mai.
Andate a dire a mia sorella che son venuto a fare gli auguri a mia nipote, mi disse seccamente.
Sapevo che egli aveva fatti diversi tentativi per lettera allo scopo di riconciliarsi con Lady Giulia e che questa non aveva voluto mai saperne, e avrei voluto fare qualche obbiezione in tal senso: ma quel suo sguardo diabolico mi fece morire le parole in gola. Perci ubbidii e, lasciandolo nellatrio, andai a portare il messaggio. Lady Giulia ebbe uno scatto che denotava in lei un po del temperamento di famiglia, oh, ma fu appena un lampo! e rispose:
Dite al colonnello Herncastle che Rachele  impegnata e che quanto a me non desidero di vederlo.
Cercai di far presente alla mia buona signora che sarebbe stato opportuno mandare una risposta meno aspra; ma ella ebbe di nuovo uno scatto, questa volta proprio contro di me, e replic:
Gabriele, quando ho bisogno del vostro consiglio ve lo chiedo sempre, come sapete bene. Ora mi  superfluo.
Che fare? Ritornai nellatrio, e, cercando di mitigare di mia iniziativa lasprezza del rifiuto, dissi al colonnello:
Lady Verinder e la signorina Rachele sono molto occupate con glinvitati, signore, e vi pregano che vogliate scusarle se non possono aver lonore di ricevervi.
Mi aspettavo di vederlo montare in bestia a quella risposta, per quanto raddolcita da me; egli, invece, prese la cosa tranquillamente, il che, debbo dirlo, mi preoccup non poco. Mi guard un momento e rispose, sogghignando:
Grazie. Me ne ricorder, del compleanno di mia nipote.
E senzaltro si volse e usc.
Quando venne laltro compleanno della signorina, il colonnello era a letto ammalato. Sei mesi dopo, un rispettabilissimo personaggio, un membro del clero, scrisse a Lady Giulia una lettera, con la quale le dava due notizie strabilianti: la prima, che il colonnello era morto perdonando negli ultimi momenti a sua sorella; la seconda, che egli aveva perdonato pure a tutti gli altri, e che aveva fatta una fine molto edificante. Io ho un gran rispetto per la Chiesa: ma debbo dire che, nonostante ci che ne diceva quel degno signore, rimasi con la persuasione che Sir Giovanni Herncastle fosse morto in indisturbato possesso del diavolo, e che lultimo abbominevole atto della sua empia vita fosse stato quello di ingannare cos ipocritamente un ministro del Vangelo.
Il signor Franklin aveva ascoltato tutto il mio racconto con viva attenzione; ma lepisodio della visita del colonnello alla sorella, e specialmente le parole da lui dettemi prima di andar via, lo avevano fatto trasalire come se avesse avuta una schioppettata.
Ed ora lasciate che vi racconti io il poco che so, Betteredge, disse quando ebbi finito. Ma prima vorrei farvi una domanda, mio vecchio amico. Mi pare che non vi rendiate conto della gravit della cosa della quale ci intratteniamo:  vero?
 vero, signor Franklin; e non vedo...
Ecco, ora vi spiego il mio punto di vista. Il dono mandato dal colonnello a Rachele mi obbliga a tre considerazioni, o meglio mi induce a pormi tre quesiti. Seguitemi attentamente. Primo quesito: fu o no quel diamante oggetto di complotti intesi a riprenderlo, in India? Secondo quesito: seguirono i cospiratori il colonnello in Inghilterra? Terzo quesito: sapeva il colonnello tutto questo? e se s,  stato per vendicarsi della sorella che le ha fatto quel pericoloso legato servendosi del tramite di una innocente, e cio di Rachele?  questo che mi domando, Betteredge; e non intendo di spaventarvi dicendo che, a quanto dimostrerebbero le circostanze, sono tentato di rispondere affermativamente a tutti e tre i quesiti.
Non intendeva di spaventarmi! Facile a dirsi: ma il fatto, era che egli mi spaventava, invece. Gi vedevo la nostra pacifica e tranquilla casa messa sottosopra da quellinfernale diamante, che si portava appresso una serie di pericoli da parte di gente senza scrupoli e senza fede, come quei malaugurati visitatori che avevo gi visti davanti alla villa; e tutto questo per la vendetta di un uomo che aveva diabolicamente vissuto, e, a mio parere, diabolicamente era morto.
Il signor Franklin mi vide turbato e agitato, e forse credette mi sentissi male, giacch interruppe bruscamente il racconto che stava per cominciare e mi domand:
Ma che avete, Betteredge? Vi occorre qualche cosa?
Se mi occorreva qualche cosa! Ecco, non stavo precisamente male; ma in quel momento, e ve lo dico in confidenza, giacch non osai dirlo al signor Franklin, sentivo che per acquietarmi un po e mettermi in istato da poter connettere le idee due cose mi sarebbero state necessarie: una fumatina con la mia vecchia pipa, e una scorsa al mio Robinson Crusoe.
...
5.
...
Tenni tuttavia per me quei desideri strettamente personali e pregai rispettosamente il signor Franklin di andare avanti.
E cos egli fece, non senza per avermi raccomandato di non mostrarmi tanto inquieto.
Vi ricordate, Betteredge, quando mio padre intent quelle disgraziatissime cause per provare di aver diritto a quel famoso ducato? Ebbene, fu in quel tempo che mio zio Herncastle ritorn dallIndia. Mio padre sapeva, o supponeva, che egli avesse alcuni documenti che potevano essergli utili in giudizio, e and a fargli visita, col pretesto di dargli il bentornato. Il colonnello per non si lasci ingannare da quel pretesto, e rispose bruscamente al cognato:
Voi volete da me qualche cosa, piuttosto; altrimenti non sareste venuto a farmi visita, compromettendo cos la vostra reputazione.
Mio padre comprese che la sua sola speranza di riuscire nel suo tentativo consisteva nel giuocare a carte scoperte, e riconobbe di aver bisogno di quei tali documenti. Il colonnello chiese un giorno di tempo per riflettere sulla faccenda, e nelle ventiquattrore scrisse a mio padre che a sua volta aveva bisogno di qualche cosa da lui, e che quindi si sarebbero dovuti, se mai, aiutare vicendevolmente. La fortuna della guerra, fu questa la precisa espressione da lui usata, gli aveva fatto capitare nelle mani il pi grosso diamante del mondo, ma egli non si riteneva sicuro in alcun luogo fino a che tenesse la gemma con s. Aveva perci deciso di affidarla a unaltra persona, la quale per non avrebbe corso alcun rischio, avendo la facolt di depositare la preziosa pietra in una banca o presso qualche gioielliere. Lopera sua si sarebbe limitata a una parte puramente passiva; e cio ogni anno, in un determinato giorno e a un indirizzo da convenire, egli avrebbe ricevuta dal colonnello una lettera con la semplice notizia che era tuttora vivente. Passato quel giorno senza che avesse ricevuta la lettera, il fiduciario avrebbe dovuto dedurne che il colonnello era morto assassinato; ed in tal caso avrebbe dovuto aprire certe istruzioni suggellate e depositate insieme col diamante, seguendole alla lettera. Se mio padre, concludeva il messaggio, accettava di assumersi quellincarico, i documenti da lui desiderati erano a sua disposizione.
E che fece il signor Blake? domandai.
Che cosa fece? Ve lo dico subito: disse che tutta quella era una storia assurda, e che si trattava di sogni di mente inferma, che per non poteva essere pericoloso assecondare. Quindi si affrett ad acconsentire. Il diamante e le istruzioni suggellate furono da lui ricevuti e depositati in una banca; e in seguito le lettere del colonnello, dalle quali risultava che egli era tuttora in vita, furono indirizzate al nostro avvocato, il signor Bruff, il quale, come rappresentante di mio padre, le apriva. Avete mai udito nulla di simile, Betteredge? E non vi pare di leggere un romanzo dappendice?
E qual  la vostra opinione in questa faccenda, se posso domandarvelo? dissi.
Lasciate prima che finisca la storia del colonnello, poi vi risponder. Mio padre, dunque, ebbe i documenti che desiderava, e da quel momento non vide pi il cognato. Ogni anno, nel giorno stabilito, il signor Bruff riceveva la famosa lettera, sempre con le stesse parole, che ricordo bene perch ne ho viste un mucchietto, di quelle strane missive: Signore, la presente per assicurarvi che sono ancora vivente. Lasciate il diamante dov. Giovanni Herncastle. Ma sei o sette mesi or sono per la prima volta le parole della lettera furono diverse. Signore scriveva il colonnello mi dicono che sto per morire. Venite da me ed aiutatemi a fare il mio testamento. Il signor Bruff and e lo trov nella sua villetta suburbana, nella quale si era stabilito al suo ritorno dallIndia. L egli aveva sempre vissuto in compagnia soltanto di cani, gatti ed uccelli, e vedendo unicamente la donna che andava per qualche ora del giorno a rimettergli in ordine la casa, e il medico. Il testamento fu una faccenda semplicissima: tre clausole appena, che lo stesso colonnello dett. Con la prima egli provvedeva al mantenimento dei suoi cari animali; con la seconda fondava una cattedra di chimica sperimentale in una universit del settentrione: e di questo non c da meravigliarsi, perch la chimica era una vera passione per lui; con la terza lasciava in legato lOcchio di Luna, cio il famoso diamante, a sua nipote Rachele, come regalo in occasione del suo prossimo compleanno. Esecutore testamentario mio padre, specialmente per ci che si riferiva al diamante. Mio padre dapprima rifiut, poi, pensandoci meglio, fin col cedere, sia perch gli si assicur che quellincarico non gli avrebbe dato alcun fastidio, sia perch lo stesso signor Bruff gli fece osservare, nellinteresse di Rachele, che dopo tutto il diamante doveva avere un valore ingente.
Ma addusse qualche ragione il colonnello per giustificare questo dono alla signorina? domandai.
Sicuro, e ne fece cenno anche nel testamento. Ma ogni cosa a suo tempo, caro Betteredge. Per una certa disposizione di legge fu necessario, perch il testamento fosse riconosciuto valido, far eseguire la stima del diamante. Tutti i periti chiamati convennero nel riconoscere che quello era realmente uno dei pi grossi diamanti del mondo; ma dissero anche che non era facile valutarlo. Infatti la sua grossezza era tale, che non lo si poteva stimare ai prezzi correnti, dato che una simile gemma non era mai stata vista e che il suo colore era assolutamente nuovo. Per dippi, esso aveva un difetto proprio nellinterno, e cio una piccola screpolatura, che ne alterava il valore. Con tutto ci la stima pi modesta fu di ventimila sterline. Pensate quale fosse lo stupore di mio padre, Betteredge! Cera mancato poco che non avesse rifiutato lincarico dal colonnello, ed in tal caso una gemma di tanto prezzo sarebbe stata perduta per la famiglia. Allora egli si affrett ad aprire le istruzioni depositate insieme col diamante. Io le ho viste, insieme con gli altri documenti, e secondo me esse sono tali da far comprendere come e perch la vita del colonnello potesse essere minacciata.
Ma allora, signor Franklin, voi credete proprio allesistenza di questo complotto?
Tutto me lo fa credere; e quelle istruzioni, a parer mio, spiegano come mai, nonostante tutto, il colonnello finisse col morire tranquillamente nel suo letto. Era detto in quelle istruzioni, infatti, che in caso di morte del colonnello, e cio qualora la lettera annuale non fosse giunta, mio padre avrebbe dovuto mandare lOcchio di Luna segretamente ad Amsterdam, e precisamente ad un famoso lapidario, perch lo tagliasse in sei pietre, le quali sarebbero state vendute per fondare, col ricavato, quella stessa cattedra di chimica sperimentale che poi il colonnello volle effettivamente fondata col suo testamento. Notate che questa disposizione tendeva a impedire gli attentati di coloro che minacciavano la vita del colonnello, il quale cos veniva a salvaguardarsi. Era infatti come se egli avesse detto loro: Se mi uccidete, il diamante non sar pi lo stesso, e lo avrete definitivamente perduto nella sua integrit. Ora, che significa questo, secondo voi?
Mi parve di avere un lampo di genio.
Capisco, dissi. Per quei misteriosi cospiratori questo voleva dire che essi sarebbero stati puniti del loro delitto con la diminuzione del valore del diamante.
Neppure per idea! replic, con mia sorpresa e umiliazione, il signor Franklin. Per indagini da me fatte, invece, son venuto nella convinzione che lOcchio di Luna, tagliato in sei pietre, varrebbe pi della pietra intera, e questo per la semplice ragione che sei perfetti diamanti avrebbero nellinsieme un valore maggiore di quello di uno molto pi grosso ma imperfetto. Perci, se il motivo di quelle istruzioni del colonnello fosse stato quello di impedire ai suoi persecutori di rubare il diamante con quella implicita minaccia di diminuzione di valore, esse avrebbero forse conseguito leffetto opposto: e questo un uomo come Giovanni Herncastle non poteva ignorarlo.
Ma, benedetto il Cielo, signor Franklin! proruppi allora. Quale era dunque lo scopo che si proponeva quella gente?
Semplicissimo: quello di riprendere il diamante perch servisse al suo scopo originario. Senza dubbio, qualche antica superstizione indiana gli dava un grande e speciale valore. Ecco la mia opinione, caro Betteredge, che  confermata da certe carte di famiglia che presentemente sono in mani mie.
Ora che sapevo questo, la faccenda dei tre indiani capitati davanti alla villa mi si presentava in una nuova luce.
Infatti, continu il signor Franklin, lidea di sacerdoti o fanatici, o che altro possano essere, che dedichino la vita a cercar di riprendere una gemma sacra mi sembra conforme al temperamento e al fanatismo degli orientali. Ma la cosa che pi mi preoccupa, ora che son giunto a questa conclusione, : continueranno queste macchinazioni dopo la morte del colonnello? E se s, lo prevedeva il colonnello quando lasci il diamante alla nipote? Veramente, quando ho sapute le poche cose che vi ho dette non avrei voluto portar qui la gemma, ma il signor Bruff mi ha fatto osservare che qualcuno doveva pur consegnarla a mia cugina, e che questo qualcuno potevo benissimo essere io. Sono andato perci a ritirare il diamante alla banca; ma dopo aver fatto questo mi  parso di essere pedinato da un uomo piuttosto scuro di pelle, e male in arnese. Andato poi a casa per prendere le mie valigie vi ho trovato una lettera che mi obbligava a rimanere ancora per un paio di giorni a Londra. Allora son ritornato alla banca a depositarvi di nuovo la gemma, e mi  parso di vedermi ancora appresso quello stesso spione. Stamattina sono andato alla banca per la terza, volta, e per la terza volta ho vista la stessa persona; allora ho pensato bene, per fargli perdere le mie tracce, di partire col treno del mattino anzich con quello del pomeriggio. Giungo qui col diamante, e la prima notizia che mi si d  quella degli indiani e delle loro misteriose operazioni, che a quanto pare mi riguardavano! Ora, mi domando: tutto questo  un semplice caso, oppure si tratta di indiani che seguono instancabilmente lOcchio di Luna?
A quanto pare, n lui n io potevamo dare una precisa risposta a quella domanda; e perci ci fissammo un momento in silenzio. Poi, sempre in silenzio, ci volgemmo a guardare la marea che saliva lentamente sulle Sabbie Tremanti.
A che pensate, ora? mi domand a un certo punto il signor Franklin, improvvisamente.
Pensavo che getterei volentieri il diamante nelle sabbie mobili, per farla finita, risposi.
Ebbene, Betteredge, se avete in tasca il prezzo del diamante, compratelo, e poi fatene ci che volete.
 strano notare come spesso accada che un semplice scherzo ci sollevi lo spirito quando siamo preoccupati. A quelle parole entrambi ci mettemmo a ridere; poi il signor Franklin, ritornato serio, trasse di tasca una busta, lapr e mi porse una carta che cera dentro.
Betteredge, disse, limportante  di sapere, nellinteresse di mia zia e di mia cugina, quale motivo abbia spinto il colonnello a far questo dono. Ricordatevi ci che voi stesso mi avete detto, leggete qui e ditemi che ne pensate.
Quella carta era lestratto del testamento, che ho presente mentre scrivo. E diceva cos:
In terzo luogo ed ultimo, lascio a mia nipote Rachele Verinder, se sua madre, Lady Giulia Verinder, sar vivente al prossimo compleanno della detta mia nipote, il diamante giallo a me appartenente, noto in India col nome di Occhio di Luna. E voglio che il mio esecutore testamentario consegni detto diamante, sia personalmente, sia per mezzo di un suo fiduciario, nelle mani di essa mia nipote Rachele nel giorno del detto suo prossimo compleanno, e possibilmente in presenza della madre. Dispongo anche che un estratto del mio testamento, per la parti riguardante la presente clausola, sia consegnato alla detta mia sorella affinch ella possa sapere che dono il diamante alla figlia in segno di perdono delloffesa da lei fattami col suo contegno verso di me, contegno che ha nociuto alla mia reputazione; e pi specialmente a prova che io, come si conviene a chi sta per morire, perdono linsulto fattomi come gentiluomo e come ufficiale quando il suo maggiordomo per ordine suo mi chiuse in faccia la porta di casa sua, allorch andai a farle visita in occasione del compleanno di Rachele.
Seguivano altre disposizioni, per le quali il diamante, nel caso che, alla morte del testatore, o Lady Giulia o la signorina Rachele fossero passate da questa vita, avrebbe dovuto essere mandato in Olanda secondo le istruzioni suggellate in possesso dellesecutore testamentario: quelle stesse di cui il signor Franklin mi aveva fatto cenno.
Restituii la carta, pensoso e senza saper che dire. Una sola cosa per mi pareva certa, ed era che, come ne avevo gi avuta limpressione, il colonnello era morto cos empiamente come era vissuto.
Ebbene, ed ora che ne dite? domand il signor Franklin vedendo che tacevo. Nel portare il diamante in casa di mia zia mi faccio strumento involontario della vendetta del colonnello, o compio il mio dovere?
 una cosa difficile a stabilire, risposi, cos come sarebbe indegno affermare, su semplici congetture, che il colonnello mor con un odioso desiderio di vendetta in cuore e con unodiosa menzogna sulle labbra. Dio soltanto sa la verit.
Per qualche momento il signor Franklin, divenuto grave in viso, da allegro e spensierato che pareva, tenne la carta fra le mani, guardandola quasi che volesse estrarne la verit; poi disse, come riflettendo:
Ma perch, domando io, il diamante non  stato lasciato a mia zia direttamente?
Questo almeno  facile a indovinare: perch il colonnello sapeva che Lady Giulia non avrebbe accettato nulla da lui. Quanto alla signorina, egli avr pensato che non c ragazza che possa resistere alla tentazione di un regalo simile.
Forse... E c anche unaltra cosa di cui non riesco a comprendere il motivo: perch il colonnello ha messo come condizione alla consegna del diamante che mia zia dovesse esser vivente?
Ecco, signor Franklin, non vorrei dir troppo male di un morto; ma a me pare che se veramente Sir Giovanni intendeva con questo legato di dare dei fastidi e forse peggio alla sorella, era naturale che mettesse quella condizione.
Uhm! Ci sarebbe unaltra interpretazione, a voler essere meno pessimisti, Betteredge. E cio che cos facendo il colonnello volesse dimostrare alla sorella che egli moriva perdonandole, e le desse questa prova in un modo abbastanza delicato, e cio col fare un dono alla figlia.
A quanto mi parve, il signor Franklin credette con questo di aver risolto il problema in un modo soddisfacente, giacch apparve ad un tratto pi sollevato. Poi, sdraiandosi sulla sabbia, mi domand che cosa bisognava fare in quella contingenza.
Ma non  cosa che riguarda voi, questa, signor Franklin? osservai. Come potrei dirvelo io?
Gi... Ma vedete, amico mio, non vorrei allarmare mia zia senza ragione, e daltra parte non vorrei non metterla in guardia dato che fosse necessario. Insomma, Betteredge ditemi, che fareste se foste nei miei panni?
Ebbene, aspetterei.
Giusto; ma per quanto tempo?
Mi sforzai di spiegargli come vedessi io la cosa:
A quanto ho capito, signor Franklin, qualcuno dovr consegnare nelle mani della signorina questo diamante della malora nel giorno del suo compleanno, che cade il 21 giugno. Ora siamo al 25 di maggio, e quindi abbiamo quasi quattro settimane davanti a noi. Vediamo come andranno le cose e allora sapremo se mettere in guardia Lady Giulia o no.
Ben detto, Betteredge! Ma, e che cosa fare del diamante in tutto questo tempo?
Diamine, signor Franklin! Ci che fece vostro padre, e cio metterlo al sicuro in una banca, e precisamente a Frizinghall, che, come sapete,  la citt pi vicina. Anzi, se fossi in voi, vi andrei subito, e cio prima che le signore ritornino.
Evidentemente lidea di fare quella gita a cavallo, ag sul signor Franklin come uno stimolante, giacch egli balz in piedi e fece alzare anche me, senza troppe cerimonie, debbo dirlo.
Betteredge, mi disse poi, valete tantoro quanto pesate; e non  dir poco. Torniamo a casa, e l mi farete sellare subito il miglior cavallo che avete nelle scuderie.
Cos fu fatto: e quando, non molto dopo, vidi cavallo e cavaliere scomparire allo svolto della strada che passava davanti alla villa, mi domandai se tutto ci che era avvenuto non fosse stato un sogno.
...
6.
...
Proprio mentre pi sentivo il bisogno di starmene in pace, sbalordito comero dagli avvenimenti, Penelope mi capit addosso e, pressa poco come avrebbe fatto sua madre in casi simili, mintim di riferirle tutto ci che mi aveva detto il signor Franklin. Replicai che avevamo parlato di politica estera fino a che, stanchi, ci eravamo addormentati. Provate a dare una risposta di questo genere a vostra moglie o a vostra figlia quando vi rivolgono domande imbarazzanti in un momento imbarazzante, e lasciate fare alla naturale dolcezza del loro carattere.
Il pomeriggio pass lentamente; e verso il tramonto le signore rientrarono. Inutile dire che rimasero sbalordite alla notizia dellarrivo del signor Franklin, e a quella ancora pi strana che egli era uscito di nuovo, a cavallo. Ora la storiella della politica estera non andava pi bene; e quindi mi limitai a dire che il signor Franklin doveva essere giunto prima per uno dei suoi soliti capricci, e che per la stessa ragione doveva essere andato a fare quella gita.
Avevo superato anche questo scoglio; ma le mie difficolt non erano finite. Infatti ero appena rientrato nella mia stanza che Penelope venne, con naturale soavit femminile, a baciarmi e ad accarezzarmi, e mi parl questa volta di Rosanna. Mi disse che laveva sorpresa a scarabocchiare sorridendo il nome del signor Franklin, che poi laveva di nuovo vista che si guardava nello specchio, piangendo, la spalla deforme; e mi fece un profluvio di domande. Possibile che ella avesse conosciuto altrove il signor Franklin? Possibile che essi si fossero trovati immischiati insieme in qualche faccenda? Possibile questo? Possibile questaltro? Risposi che no, che era una pazzia immaginarsi cose simili, giacch i due avevano evidentemente mostrato, nellincontrarsi, di non conoscersi.
Ebbene, pap, disse infine Penelope molto seriamente, non c che una sola spiegazione a tutto questo: Rosanna deve essersi innamorata del signor Franklin a prima vista.
Benedetta ragazza! A quelle parole mi misi a ridere, e risi, risi, finch mi vennero le lacrime agli occhi. Sapete quale fu il commento di Penelope?
Pap, non avrei mai sospettato che tu fossi crudele, mi disse gentilmente. E se ne and.
Venne la sera, e la campana pel pranzo suon prima che il signor Franklin rientrasse. Per egli capit quasi subito e alle mie ansiose domande rispose che non gli era accaduto nulla, che non aveva visti indiani, e che aveva depositato il diamante alla banca.
Non so che cosa si dicessero il signor Franklin e le signore quando si rividero dopo tanto tempo, perch non ero presente. Dopo il pranzo udii che suonavano e cantavano, e questo mi rassicur, se anche non ce nera bisogno. Poi ebbi occasione di andare a portare al signor Franklin, nel fumoir, una bibita, e mi accorsi, che la signorina Rachele gli aveva fatto dimenticare completamente il diamante. Infatti, quando volli cercare di farlo parlare di argomenti seri, egli si limit a dirmi, come se non udisse le mie parole:
Betteredge, Rachele  la pi graziosa e cara ragazza che abbia mai vista da quando son ritornato in Inghilterra.
E questo fu tutto.
Verso mezzanotte feci la mia solita ronda nella casa per accertarmi che porte e finestre fossero chiuse. Mi accompagnava Samuele, il domestico. Quando avemmo finito, lo mandai a letto, e uscii per prendere una boccata daria fresca prima di andare a letto a mia volta. La notte era quieta e serena, e la luna piena risplendeva in cielo. Il silenzio intorno era cos assoluto, che di tanto in tanto giungeva fino a me, debole e lontano, il mormorio del mare. Il lato della casa sul quale si apriva la terrazza era nellombra, ma il chiaro di luna illuminava il viale inghiaiato che correva presso la terrazza. E fu volgendo gli occhi l per caso, che vidi unombra umana svoltare langolo delledificio.
Corsi a chiamare Samuele, che non si era ancora coricato, e insieme, senza disturbare alcuno, ci armammo di fucile e girammo intorno alla casa cercando dappertutto, anche nella boscaglia. Nessuno. Ma ripassando per il punto nel quale era apparsa lombra scorsi sulla ghiaia, scintillante alla luna, un piccolo oggetto lucente. Lo raccolsi e vidi che si trattava di una fialetta, contenente un liquido nero come linchiostro e di soave odore.
Non feci alcun commento con Samuele; ma, ricordandomi ci che mi aveva detto Penelope dei tre indiani, ebbi subito il sospetto che fossero stati quei pagani ad aggirarsi intorno alla villa, certo cercando di sapere dove potesse essere il loro malaugurato Occhio di Luna.
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7.
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Comunque per stessero le cose, il fatto  che per circa quattro settimane deglindiani non vedemmo pi neppure lombra. La vita alla villa scorreva tranquilla e pacifica, e sarebbe stata addirittura ideale se un nuovo capriccio del signor Franklin non avesse appestata tutta la casa di un odore che faceva starnutare perfino i cani quando vi capitavano. Quel benedetto ragazzo diceva di aver inventato un procedimento mediante il quale si poteva rimettere ogni sorta di pittura a nuovo. La signorina Rachele si era interessata molto della cosa, dicendo di voler provare lei stessa; e naturalmente il signor Franklin aveva mandato a prendere a Londra gli ingredienti necessari. Poi quei due cari ragazzi si erano messi insieme a lavorare. La cosa pareva non produrre altro che un gran sudiciume sui pavimenti, senza contare che le belle decorazioni erano spietatamente rovinate col pretesto di rinnovarle: ma essi parevano non stancarsene mai, e facevano di quella lunica loro occupazione quando non cantavano, o cavalcavano, o mangiavano, o ricevevano amici.
Una sera, ricordo bene, era il 4 giugno, si chiacchierava nella sala dei domestici; e argomento dei nostri discorsi erano appunto il signor Franklin e la signorina. Vedendo con quanto piacere essi stessero insieme, veniva naturale di pensare che forse avrebbero potuto avvicinarsi fra loro ancora pi e meglio che non facessero col decorare le porte. Alcuni sostenevano che prima dellestate avremmo avuto quel matrimonio; altri, e fra questi io, ammettevano che probabilmente la signorina si sarebbe sposata, ma forse non col signor Franklin. Che questi fosse innamorato di lei non cera dubbio; ma la signorina Rachele di lui! Uhm!
A proposito, non ve lho ancora presentata la signorina? No? Ecco, dunque. Al prossimo compleanno ella avrebbe compiuti i diciotto. Era piccoletta e snella, ma meravigliosamente proporzionata, tanto che la si sarebbe detta la grazia in persona. Capelli ed occhi nerissimi, bocca e mento che pi belli non se ne potevano vedere, portamento pieno di grazia e di brio ma non senza maest, una voce limpida e argentina, un sorriso che le appariva negli occhi prima che sulle labbra: ecco il suo ritratto, per quanto  nelle mie possibilit di farlo. Quanto al carattere, poi, ella aveva certo una volont propria ben definita, e una sincerit assoluta. Mai, neppure da bambina, posso ricordare che avesse detta una bugia. Se non voleva dire una cosa vi guardava negli occhi e rispondeva tranquillamente: Non te lo voglio dire! Tranquillamente, ho detto, ma risolutamente, perch, ho gi accennato, ella aveva una volont propria. Oh, se laveva!
E per spiegarvi le mie idee sul possibile matrimonio della signorina, voglio presentarvi anche il signor Godfrey Ablewhite, suo cugino, e cio figlio di una delle sorelle di Lady Giulia.
Questo signore, che abitava a Londra mentre i suoi erano a Frizinghall, era stato invitato da Lady Giulia ad intervenire alla festa che si sarebbe tenuta pel compleanno della figlia. Ed io avevo ragione di dubitare che il signor Franklin, con tutte le sue belle qualit, potesse avere il sopravvento sul signor Godfrey nel cuore della nostra signorina. Il signor Godfrey, infatti, aveva molte qualit. Era alto pi di un metro e ottanta, aveva una bella carnagione bianca e rossa, una faccia liscia e rotonda sempre accuratamente sbarbata, e una magnifica capigliatura. Ma perch dovrei sforzarmi a farvene la descrizione? Chiunque abbia mai partecipato a una delle tante sottoscrizioni per opere di carit promosse da comitati femminili, o sia intervenuto alle riunioni di questi comitati, conosce il signor Ablewhite quanto me. Era avvocato di professione, uomo di salotto per temperamento, e buon samaritano per sua scelta. Non cera miseria femminile o carit femminile che egli ignorasse. Dovunque signore caritatevoli fossero riunite a deliberare, l era di sicuro anche il signor Godfrey, sollecito a guidare quelle care anime lungo il sentiero spinoso della carit, ma questo sempre con un inchino cortese, una parola amabile e il cappello in mano. Era insomma, secondo me, il pi compito filantropo dInghilterra, senza contare che era anche mite di carattere, e il pi semplice, il pi piacevole uomo del mondo. Amava tutti, e tutti lo amavano. Ora, quali probabilit poteva avere il signor Franklin, quali potevano averne anche altri gentiluomini di solida reputazione e di provata capacit, contro un uomo simile?
Il 14 giugno il signor Godfrey rispose accettando linvito della zia, impegnandosi a rimanere alla villa dal mercoled, giorno del compleanno, alla sera del venerd, e cio fino a quando i suoi doveri verso i comitati di beneficenza glielo permettevano; e un alla lettera alcuni versi da lui composti per quelli che egli chiamava i fausti natali. Seppi poi che di quei versi la signorina aveva fatto le matte risate col signor Franklin, a pranzo. Penelope, che parteggiava pel signor Franklin, mi annunci trionfalmente la cosa; ma io mi limitai a replicare:
La signorina ti ha messa su falsa traccia, mia cara; ma io ho un fiuto che non si lascia fuorviare facilmente. Aspetta che il signor Ablewhite venga appresso ai suoi versi, e poi me ne saprai dire qualche cosa.
Penelope replic che il signor Franklin avrebbe potuto anche cercare di raggiungere il suo scopo prima che il poeta giungesse; ed a questo io risposi stringendomi nelle spalle, giacch veramente il signor Franklin nulla lasciava dintentato per piacere alla signorina. Per esempio, fumatore inveterato qualera, aveva smesso di fumare perch la signorina gli aveva detto che non le piaceva quellodore di tabacco di cui gli abiti di lui erano impregnati. Ma da quel giorno dormi cos male, mangi cos poco, apparve cos abbattuto, che ella stessa lo preg di riprendere a fumare. Ebbene, egli non volle. Capite? Non volle! Per ci non toglieva che la signorina avesse nella sua camera una fotografia rappresentante il signor Godfrey mentre parlava in un pubblico comizio. Che ne dite, voi, signori? Avevo proprio torto?
Il 16 giugno, poi, accadde qualche cosa che rese sempre pi sparute, secondo me, quelle probabilit di successo che il signor Franklin poteva avere. Un signore, che parlava linglese con accento straniero, venne a far visita al signor Franklin per affari, come egli stesso disse. Questi affari non erano certo relativi allOcchio di Luna; lo deduco dal fatto che egli non mi parl della cosa, e che ne parl invece a Lady Giulia. Probabilmente la signora dov a sua volta farne cenno alla figlia: comunque il fatto  che, a quanto seppi, la sera, stando al pianoforte, la signorina disse qualche frase piuttosto severa al signor Franklin a proposito delle persone fra le quali era vissuto allestero, e dei princip che ne aveva riportati in fatto di denaro. Il giorno seguente, per la prima volta, le decorazioni furono lasciate in pace. Certo, ero costretto a indovinare; ma la cosa mi parve molto significativa.
Il giorno 18, per, la nuvoletta sorta fra i due pittori dilettanti scomparve, ed essi sembrarono esser ritornati buoni amici come prima. Secondo Penelope, il signor Franklin aveva fatta la sua brava dichiarazione, alla quale la signorina non aveva risposto n s n no, limitandosi a dire che non credeva a quel profondo amore, ma poi segretamente rimpiangendo di aver trattato cos il povero innamorato. Con Penelope, veramente, ella usava molta familiarit; ma il suo carattere riservato non permetteva di avere una precisa conferma di quelle supposizioni.
Il 20 giunse un biglietto del signor Godfrey, il quale diceva che avrebbe passato quella notte a Frizinghall, e che sarebbe venuto il giorno seguente, a cavallo, con le sue due sorelle maggiori. Il biglietto era accompagnato da un elegante portagioielli di porcellana. E dire che il signor Franklin non aveva regalato alla signorina che un medaglione il quale certo costava s e no la met del portagioielli! Ma, ci credereste? Anche dopo questo Penelope, tanta  lostinazione femminile, propendeva a credere alla vittoria del signor Franklin.
Oh! Finalmente siamo arrivati al famoso compleanno, e al buono del racconto.
...
8.
...
Il felice giorno cominci, come sempre, con lofferta dei modesti doni di noi della servit alla signorina Rachele, accompagnati da un mio discorsetto,
Dopo colazione ebbi un colloquio col signor Franklin a proposito del diamante, giacch era finalmente giunta lora di consegnarlo alla sua nuova proprietaria. Fosse per lastinenza dal fumo, fosse pel suo amore infelice, il fatto  che quella mattina il povero ragazzo non era davvero in uno dei suoi momenti migliori. Basti dire che in venti minuti prese venti decisioni contraddittorie. Ad ogni modo finimmo con lo stabilire che egli sarebbe andato nel pomeriggio a Frizinghall, ritornando con lOcchio di Luna e probabilmente anche col signor Godfrey e con le sorelle di questi. Dopo di che egli se ne ritorn dalla signorina Rachele.
Insieme passarono tutta la mattinata in quel loro eterno lavoro di decorazione delle porte, senza che Lady Giulia, la quale li pregava, col fazzoletto al naso, di smettere, riuscisse a distoglierli da quella maleodorante occupazione. Non fu che alle tre che essi si tolsero i grembiali da lavoro, fieri dellopera compiuta. Infatti avevano finita la decorazione di una porta, quella della camera della signorina. E allora il signor Franklin, dopo aver mangiato un boccone rubacchiato alla credenza, part per Frizinghall, ufficialmente per accompagnare alla villa il signor Godfrey e le sorelle, in realt per riprendere lOcchio di Luna.
Poich quella era unoccasione solenne, nella quale dovevo dirigere personalmente i domestici che servivano a tavola, ebbi troppo da fare per poter ripensare alla gita del signor Franklin. Poi mi ritirai per riconcentrarmi, e una pipata, con unocchiata a un certo libro che sapete, mi rimisero a posto e corpo e mente. Fui riscosso dalle mie fantasticherie, non dir che fosse un sonnellino, dal calpestio di parecchi cavalli. Era il signor Franklin che ritornava coi cugini.
Strano a dirsi, ma anche il signor Godfrey mi parve essere di umore diverso dal solito. Tuttavia mi strinse la mano gentilmente, come faceva sempre, e si mostr compiaciuto che il suo vecchio amico Betteredge stesse cos bene in salute. Ma se egli era meditabondo e serio, le sorelle erano allegre per venti: due ragazzone grosse e rosee come il fratello, e che scoppiavano di salute. Per giunta, chiassose e rumorose da non dirsi.
Approfittai del chiasso che esse facevano per dire una parola a quattrocchi al signor Franklin, nella sala.
Ebbene, signor Franklin, avete portato il diamante?
Egli annu, battendosi con la mano sulla tasca interna della giacca.
E avete visto gli indiani?
Neppure per ombra.
Dopo di che egli mi domand dove fosse Lady Giulia, e and a raggiungerla subito nel salottino. Non era passato ancora un minuto che il campanello suon; e Penelope fu mandata dalla signorina a dirle che il signor Franklin desiderava di parlarle.
Era trascorsa appena una mezzora che, attraversando la sala, udii improvvisamente degli strilli che venivano dal salottino. Riconobbi subito le voci e la peculiare pronuncia delle signorine Ablewhite, e non mi spaventai pi che tanto; tuttavia, col pretesto di domandare qualche cosa a proposito del pranzo, andai a vedere che cosa fosse accaduto.
Seduta presso un tavolino la signorina Rachele teneva in mano il diamante, guardandolo come affascinata, mentre le due cugine, inginocchiate presso di lei, guardavano la gemma con occhi avidi, gridando come estatiche ogni volta che esso, mosso leggermente, mandava nuovi bagliori. Il signor Godfrey, allaltro lato della tavola, batteva le mani di tanto in tanto, esclamando: Stupendo! Meraviglioso! Il signor Franklin, seduto presso la libreria, guardava tra pensoso e preoccupato Lady Giulia, la quale, stando presso la finestra e volgendo le spalle agli altri, pareva intenta a leggere lestratto del testamento del fratello.
Quando chiesi alla signora istruzioni per il pranzo ella si volse, e allora potei vedere nel suo viso il cipiglio caratteristico della famiglia.
Venite in camera mia fra una mezzora, rispose. Avr qualche cosa da dirvi.
Detto ci, usc. Evidentemente ella era preoccupata dagli stessi problemi che ci eravamo posti il signor Franklin e io quel giorno di cui vi ho detto, laggi alle Sabbie Tremanti.
Guardate, Gabriele! esclam in quel momento la signorina Rachele; e mosse la gemma in modo che essa mi riflett negli occhi un raggio del sole che passava dalla finestra. Oh, Signore! Quello s che era un diamante! Grosso, allincirca, quanto un uovo di piccione, mandava fasci di una luce giallognola simile a quella della luna piena; e a guardarlo da vicino aveva tali abbaglianti profondit, che locchio non poteva scorgere altro. Lo mettemmo al sole, e lo vedemmo rilucere incredibilmente. Nessuna meraviglia quindi che la signorina Rachele fosse come affascinata e che le sue cugine, gi di per s cos esuberanti, strillassero estasiate. Il solo che rimanesse calmo era il signor Godfrey. Vedendo che me ne stavo a bocca aperta, egli mise un braccio intorno a ognuna delle sorelle, le rialz, e guardandomi quasi con compassione disse:
Ma  del carbonio, Betteredge! Nientaltro che del carbonio, alla fine, mio buon amico!
Quando, una mezzora dopo, mi presentai a Lady Giulia, la scena che pass fra lei e me fu una ripetizione di quella accaduta alle Sabbie Tremanti; con questa differenza, che non accennai neppure da lontano alla faccenda dei tre indiani. Allorch ella mi conged mi accorsi che era propensa a credere che il colonnello fosse stato animato dai peggiori motivi nel farle quel legato, e che aveva deciso perci di disfarsi del diamante alla prima occasione.
Stavo preparandomi per andare a dirigere il servizio pel pranzo, quando Penelope mi si present col pretesto di darmi un colpo di spazzola ai capelli e di aiutarmi a far meglio il nodo della cravatta. Mi accorsi per che aveva qualche cosa da dirmi; e infatti, quasi subito, baciandomi sulla sommit della testa, dove sono calvo, susurr:
Notizie, pap. La signorina lo ha rifiutato!
Ma chi?
Luomo dei comitati di beneficenza, proprio. Un bel tipo! Non posso soffrirlo, perch ha cercato di dare lo sgambetto al signor Franklin.
Avrei protestato contro quel modo poco rispettoso di parlare di un cos eminente filantropo, gentiluomo e nipote di Lady Giulia per dippi; ma Penelope si era messa a rifarmi il nodo della cravatta, e vi so dire io che mai in vita mia mi sono trovato pi vicino a essere strozzato.
...
9.
...
Il pranzo si annunciava solenne. I presenti, compresi i padroni di casa, erano precisamente ventiquattro: ma vi faccio grazia dellelenco, tanto pi che, esclusi coloro che gi conoscete e qualcuno di cui parleremo fra poco, nessuno di essi ricomparir in questo racconto.
Il Rettore di Frizinghall fece con belle parole la preghiera di ringraziamento; poi il pranzo cominci allegramente. Tutti gli occhi e tutta lattenzione erano per la signorina Rachele, non soltanto nella sua qualit di regina della festa, ma anche perch ella, con gran noia di Lady Giulia e grazie allaiuto del signor Franklin, era riuscita a fissare mediante un filo dargento il diamante in una broche, che aveva attaccata sul vestito bianco. Naturalmente era sulla prodigiosa gemma che soprattutto convergevano i discorsi; e i soli che non ne parlassero erano i due invitati seduti ai lati della signorina, e cio il dottor Candy, il medico di famiglia, un ometto gaio e piacevole, il quale aveva il solo difetto di scherzare a proposito e a sproposito, e il celebre viaggiatore indiano signor Murthwaite, di cui si diceva che, a rischio della vita, era penetrato travestito l dove nessun europeo aveva mai messo piede. Un uomo, questo, notevole anche nellaspetto: alto, segaligno, abbronzato, silenzioso, dallocchio stanco e tuttavia attento e indagatore.
Ho detto che quei due signori non parlavano del diamante; ma mi sarei espresso meglio dicendo che essi non si univano alle lodi sperticate degli altri. Infatti il dottore aveva detto soltanto:
Signorina Rachele, senza dubbio il vostro diamante  molto bello; ma vorrei che, nellinteresse della scienza, mi permetteste di portarlo nel mio gabinetto e di bruciarlo. Prima lo esporremmo a tale e tal grado di calore, poi a una corrente daria, ed allora, a poco a poco, il diamante si dissolverebbe, risparmiando cos a voi uninfinit di preoccupazioni sul modo di tenere al sicuro una gemma di tanto valore.
Il signor Murthwaite, invece, che pareva aver gi udito parlare dellOcchio di Luna, lo guard a lungo, tanto che la signorina cominci a sentirsi a disagio, poi disse, col suo solito tono gelido:
Se mai doveste andare in India, signorina Verinder, non portate con voi questa gemma. Spesso un diamante  un oggetto sacro per gli ind. So, per esempio, di una certa citt e di un certo tempio che  in essa, in cui, a presentarvi adornata come siete ora, non sopravvivereste pi di cinque minuti.
La signorina Rachele, che era al sicuro in Inghilterra, sembr compiacersi al pensiero del pericolo che avrebbe corso in India; e le signorine Ablewhite, lasciando cadere a quelle parole forchetta e coltello, esclamarono insieme: Oh! com interessante!. Lady Giulia si mosse irrequieta sulla sedia e cambi discorso.
Ma il pranzo non fu per tutta la sua durata allegro come io avrei supposto che dovesse essere. Strano a dirsi, tutti tacevano quando avrebbero dovuto parlare, e, quando parlavano, parlavano a sproposito.
E il signor Franklin, mi domanderete? Ebbene, egli si era rimesso dal suo malumore, ed era forse lunico che mostrasse una certa animazione. Ho il sospetto che Penelope avesse data anche a lui la notizia che aveva data a me. A un certo punto, poich gli venne fatto di dire che dormiva male e poco, il dottor Candy gli sugger che avrebbe dovuto seguire una cura per rafforzarsi il sistema nervoso indebolito. Il signor Franklin replic che i suoi nervi erano ben saldi, il dottore ribatt, e a poco a poco si accese fra i due una disputa che fin soltanto per lautorevole intervento di Lady Giulia.
Tuttavia, e nonostante questi incidenti, cera in tutti come una certa musoneria, ripeto. Evidentemente il diavolo, o lOcchio di Luna, che era la stessa cosa, aveva gettata la sua ombra sulla brigata; sicch fu un sollievo per tutti quando Lady Giulia si alz e diede alle signore il segnale di lasciare gli uomini ai loro liquori.
Le signore erano uscite da poco, e io avevo appena finito di mettere in fila le caraffe sulla credenza, quando udimmo venire dalla terrazza un suono che mi fece trasalire. Guardai il signor Franklin e mi accorsi che anche lui mi guardava. Era un sommesso rullar di tamburo. I giocolieri indiani erano ritornati alla villa ora che anche il diamante vi era ritornato!
Mi sporsi dalla finestra per dir loro che andassero via subito, ma disgraziatamente le due signorine Ablewhite erano gi schizzate sulla terrazza come due razzi, gridando che volevano vedere i giochi di quella gente. Le altre signore le seguirono; e glindiani, che certo non domandavano di meglio, cominciarono i loro esercizi, mentre le due sorelle baciavano entusiasticamente il ragazzetto inglese. A poco a poco anche gli uomini uscirono sulla terrazza, e finii quindi con landarvi io pure.
Il signor Franklin si mise accanto alla signorina Rachele, e io mi posi dietro di lei. Se i nostri sospetti erano esatti, ecco che ella, inconsapevole di tutto, si mostrava a quei pagani portando sul petto la gemma che essi tanto desideravano!
Non saprei dire quali giuochi glindiani facessero, giacch tutti quegli incidenti mi avevano messo quasi fuor di cervello. Ricordo soltanto che a un certo punto comparve sulla terrazza anche il viaggiatore indiano, il signor Murthwaite, il quale, girando silenziosamente intorno agli spettatori, and dietro aglindiani e rivolse improvvisamente loro qualche parola in una lingua sconosciuta.
Se egli li avesse punti a tradimento con una bajonetta, forse i giocolieri non avrebbero trasalito cos vivamente. Si volsero verso di lui alle prime parole, con una prontezza e direi quasi con una ferocia felina, poi subito dopo gli sinchinarono il pi cortesemente possibile, con quei loro modi da serpenti. Dopo avere scambiata con essi qualche altra parola sempre nella stessa lingua sconosciuta, il signor Murthwaite si ritir cos quietamente come si era avvicinato, e il capo deglindiani, che a me parve esser divenuto grigio in viso durante quel breve colloquio, si volse a Lady Giulia per dire che la rappresentazione era finita. Le due signorine Ablewhite protestarono contro il signor Murthwaite che aveva cos interrotti i giuochi; ma lindiano, portandosi la mano al petto, ripet la sua frase. Il ragazzetto and attorno a raccogliere monete nel berretto; poi le signore rientrarono, e gli uomini, eccettuati il signor Franklin e il signor Murthwaite, ritornarono nella sala da pranzo. Io, col domestico, seguii glindiani, e mi accertai che uscissero dal cancello.
Nel rientrare passai per la boscaglia, e l vidi il signor Murthwaite e il signor Franklin che passeggiavano lentamente, insieme. Questultimo mi fece cenno di avvicinarmi, e mi present al suo compagno.
Signor Murthwaite, questi  Gabriele Betteredge, il vecchio servo e amico della nostra famiglia del quale or ora vi ho parlato. Ditegli, ve ne prego, ci che avete detto a me.
Il signor Murthwaite si tolse dalla bocca il sigaro che stava fumando e si appoggi a un albero, con la sua solita aria stanca.
Signor Betteredge, disse poi quietamente, quei tre indiani non sono giocolieri pi di quanto lo siamo voi ed io.
Quella s che era una sorpresa! Ed appena mi fu possibile domandai al celebre viaggiatore se avesse visto quei pagani prima di allora.
Mai; ma so che cosa siano veramente i giocolieri indiani, e vi assicuro che i giochi fatti questa sera non sono che una goffa e cattiva imitazione di quelli che essi sanno fare. Se la mia esperienza, piuttosto lunga, non mi inganna, quei tre sono Bramini, e di alta casta, anche. Ho detto loro che mi ero accorto che erano travestiti e li avrete anche visti trasalire, sebbene glindiani siano molto abili a nascondere le proprie emozioni. C in tutto questo un mistero che non so spiegarmi. Essi hanno doppiamente violato i doveri imposti alla loro casta, anzitutto attraversando i mari, poi travestendosi da giocolieri. Per fare un simile sacrificio, che per loro deve essere stato terribile, debbono avere avuto un gravissimo motivo, tale da permettere loro di giustificarsi al ritorno in patria.
Io ero ammutolito, e cos anche il signor Franklin. Ma questi evidentemente rifletteva, giacch dopo un momento disse:
Veramente, signor Murthwaite, esito non poco a infastidirvi raccontandovi cose che sono strettamente di famiglia; ma dopo ci che avete detto mi sento obbligato a farlo, nellinteresse di mia zia e di mia cugina. Vi parlo riservatamente, e son certo che le mie confidenze rimarranno fra noi.
Dopo il quale preambolo egli prosegu raccontando tutto ci che lui ed io sapevamo della faccenda del diamante. Persino il flemmatico signor Murthwaite mostr di interessarsi al racconto, al punto che lasci spegnere il sigaro.
Ebbene, signor Blake, disse egli alla fine, per lesperienza che ho di certe cose posso dirvi che se io ho corsi pericoli mortali in vita mia voi ne avete corsi pi di me, in questa faccenda, intendo.
Davvero! esclam il signor Franklin stupefatto.  dunque una cosa cos seria?
Serissima, secondo me. Da ci che mi avete detto traggo lassoluta convinzione che quegli uomini vogliono a qualunque costo riprendere il diamante per rimetterlo al suo posto sulla fronte dellidolo; e questo spiega il sacrificio che essi hanno fatto, come vi dicevo pocanzi. Aspettano il momento propizio con la pazienza del gatto, e poi agiranno con la ferocia della tigre. Non so proprio spiegarmi come abbiate potuto sfuggir loro, dopo che avete avuto tante volte il diamante indosso. Ma forse sar stato perch passavate per vie affollate e di pieno giorno, e perch nel partire prendeste un altro treno: unidea geniale, questa, della quale mi compiaccio con voi. Ed oggi, siete venuto solo, da Frizinghall?
No: son ritornato in compagnia di mio cugino, il signor Ablewhite, delle signorine e del loro groom.
Di nuovo mi compiaccio con voi. Se un giorno aveste lidea di andare in contrade non ancora incivilite, signor Blake, fatemelo sapere: con voi vi ritorner volentieri.
Qui volli metter bocca anchio nella conversazione.
Volete dire proprio, signore, che quei pagani avrebbero sacrificata la vita del signor Franklin per prendergli il diamante, se ne avessero avuta loccasione?
Fumate voi, signor Betteredge? mi domand per tutta risposta il viaggiatore.
S, signore.
E vi curate di ci che avviene della cenere del tabacco quando vuotate la pipa?
No davvero, signore.
Ebbene, nel paese di quei pagani, come dite voi, una vita umana ha importanza quanta ne ha per voi la cenere della vostra pipa. Se ci fossero mille vite fra essi e il diamante, e le potessero distruggere senza esser visti, non esiterebbero un minuto secondo. Il sacrificare i privilegi di casta  una cosa seria, in India: il sacrificare una vita  meno che nulla.
Brutti assassini! borbottai. Al che il signor Murthwaite replic che quella era invece gente meravigliosa. Poi il signor Franklin insist:
Ed ora che essi hanno visto lOcchio di Luna sul petto di mia cugina, che bisognerebbe fare, secondo voi?
Ci che minacciava di fare vostro zio, signor Blake. Evidentemente egli conosceva coloro coi quali aveva da fare. Mandate domani stesso il diamante in Olanda sotto buona scorta, fatelo tagliare in sei, magari in dodici pietre diverse: cos finir lOcchio di Luna, e con esso ogni complotto.
Non c verso, Betteredge, sospir il signor Franklin rivolto verso di me. Domattina bisogner dir tutto a mia zia.
Non sarebbe meglio farlo stasera? replicai. E se glindiani ritornassero pi tardi?
Fu il signor Murthwaite che mi rispose.
Questo non  da temere: non si arrischieranno a ritornare stasera, o stanotte. Sono prudentissimi, in faccende di questo genere, perch sanno che il minimo errore comprometterebbe tutto.
Ma infine, se ritornassero? insistei.
In questo caso... non c che da lasciare i cani sciolti. Ne avete di grossi, suppongo?
Due, signore: un mastino e un segugio.
Benissimo: basteranno. In questo caso, vedete, signor Betteredge, i cani hanno un grande merito, e cio che non si preoccupano della santit della vita umana come fate voi.
Il cielo si era frattanto rannuvolato, e il signor Murthwaite, accorgendosene, concluse:
E poi, se volessero ritornare, i vostri indiani avrebbero bisogno dellombrello.
Eh, s, era facile per lui scherzare, in cose di questo genere; ma per me, che non ero un viaggiatore! E poich mi sentivo oltre ogni dire preoccupato salutai i due signori e me ne andai in camera mia, a fumare e a...
Lavete indovinato? E a dare una scorsa al mio Robinson Crusoe.
...
10.
...
Quando lultimo degli invitati fu partito ritornai nella sala, e vi trovai Lady Giulia, la signorina, il signor Godfrey e il signor Franklin. Leminente filantropo beveva un bicchiere di cognac temperato con acqua di seltz, e il signor Franklin non prendeva nulla: se ne stava seduto, in apparenza stanco morto o molto depresso.
Lady Giulia, nellaugurare la buona notte alla signorina, diede unocchiata di traverso al malaugurato lascito del fratello.
Rachele, dove metterai il diamante stanotte? domand.
La signorina, che era di buon umore, di quel buon umore che spesso si osserva nelle ragazze alla fine di una giornata memorabile e che magari fa loro dire delle sciocchezze, rispose dapprima che non sapeva, poi soggiunse che avrebbe messa la gemma sul tavolino da toletta, fra le altre sue cose. Ma subito dopo si ricredette ancora, e disse che lavrebbe messa invece in un mobile indiano che era nel suo salottino.
Ma, cara, quel mobile non ha serratura! osserv la madre.
Insomma, mamma,  forse un albergo questo? E ci sono dei ladri in giro?
Senza badare a quella stravagante osservazione, Lady Giulia diede la buona notte ai presenti, poi, mentre baciava la figlia, le propose di affidare per quella notte il diamante a lei. La signorina accolse quella proposta con la stessa riluttanza che avrebbe avuta dieci anni prima a separarsi da una nuova bambola; e la madre, vedendo che non cera modo di ragionare con lei quella sera, concluse:
Allora, cara, domani, appena ti sarai levata, vieni nella mia camera. Avr qualche cosa da dirti.
E usc lentamente, assorta in pensieri che non parevano piacevoli.
Poco dopo se ne and anche la signorina. Ella strinse la mano al signor Godfrey, poi si volse a dire qualche cosa al signor Franklin, che se ne stava, sempre silenzioso, in un angolo. Che cosa precisamente si dicessero non saprei; ma dal punto in cui ero vedevo la figura della ragazza riflessa nello specchio, e mi accorsi che ella prendeva in seno il medaglione offertole da lui e glielo mostrava, con un sorriso che certamente aveva un qualche speciale significato. La cosa mi sorprese ma non mi dispiacque; e cominciai a credere che dopo tutto Penelope poteva aver ragione.
Appena la signorina ebbe lasciata al signor Franklin la possibilit di vedere altre cose che non fossero la sua persona egli si accorse di me.
Betteredge, mi disse, quasi comincio a credere di aver preso troppo sul serio il signor Murthwaite, pocanzi; e mi domando se non ci abbia voluto ammannire uno dei soliti racconti di cui si compiacciono i viaggiatori. Avete proprio intenzione di sciogliere i cani?
Ecco, mi limiter a togliere loro il collare e a lasciarli liberi di fare un giretto se ne sentiranno la necessit, signor Franklin.
Benone: vedremo poi che cosa ci rimarr da fare domani. Il fatto , amico mio, che non vorrei allarmare mia zia senza un importante e urgente motivo. Buona notte.
Si alz e si avvi verso luscio; ma appariva cos pallido e depresso che mi arrischiai a consigliargli di prendere un sorso di cognac. Il signor Godfrey mi appoggi, e insist anche lui nel modo pi amichevole perch il cugino seguisse il mio consiglio; ma il signor Franklin rifiut, e col signor Godfrey se ne and al piano superiore. Le loro camere, infatti, erano contigue.
Noto questa circostanza quasi insignificante perch  bene precisare che i due giovani erano nel migliore accordo del mondo.
Giunto sul pianerottolo superiore, per, il signor Franklin parve ripensare al mio consiglio; e infatti, protendendosi sulla ringhiera, chiam:
Betteredge! Ebbene, mandatemi ad ogni modo un po di cognac in camera. Potrebbe darsi che ne avessi bisogno stanotte.
Mandai Samuele a portare il liquore, ed io me ne andai a sciogliere i cani, i quali, come impazziti di gioia per quella insolita libert, si slanciarono nel giardino. Ma ben presto la pioggia sembr raffreddare i loro ardori, sicch essi se ne ritornarono alla cuccia. Poi Samuele ed io facemmo la solita ronda, chiudemmo, e ci ritirammo a dormire, sicuri che tutto sarebbe andato bene. Dal canto mio per, con lo star continuamente a ripensare agli avvenimenti della giornata e specialmente allo stato di indisposizione in cui pareva essere il signor Franklin, non mi addormentai che verso lalba; e per tutta la notte lalto silenzio non fu interrotto che dal picchiettare della pioggia sui vetri e dal gemere della brezza notturna fra gli alberi.
Mi alzai alle sette e mezzo circa, e nellaprire la finestra vidi che il tempo era ritornato bello. Verso le otto stavo per uscire, quando un fruscio di sottane mi fece accorto che qualcuno veniva da me. Dopo un momento Penelope si precipitava nella mia camera ansante e sconvolta.
Pap! Pap! grid. Vieni su, dunque, per amor di Dio! Il diamante  scomparso!
Il diamante  scomparso! Ma che dici? Sei impazzita, ragazza?
S, scomparso, scomparso! E nessuno sa come. Vieni, vieni e vedrai.
E cos dicendo mi trascin letteralmente dietro di s fin nel salottino che comunicava con la camera da letto della signorina Rachele. Sulla soglia della camera era appunto la signorina, bianca in viso quasi come la sua vestaglia. Vidi che uno dei cassetti del mobile indiano era aperto per quanto era possibile.
Guarda! esclam Penelope. Ho visto io stessa la signorina mettere ieri sera il diamante in quel cassetto.
Mi accostai al mobile e guardai: il cassetto era vuoto.
 vero ci che dice Penelope, signorina? domandai.
Ed ella, con unespressione che non pareva pi la sua, e con una voce che non avrei riconosciuta, mi rispose soltanto, cos come aveva detto Penelope:
Il diamante  scomparso.
Poi rientr nella sua camera e chiuse la porta dietro di s.
Prima che potessimo, Penelope ed io, pensare a ci che si dovesse fare, Lady Giulia, che aveva udita la mia voce nel salottino della figlia, venne a vedere che cosa fosse accaduto. La notizia della scomparsa del diamante sembr dapprima pietrificarla; poi ella and a picchiare alluscio della camera della signorina ed entr.
La voce dello strano avvenimento doveva essersi sparsa nella casa con la rapidit del baleno, giacch poco dopo comparvero, uno dopo laltro, il signor Godfrey e il signor Franklin. Avevo contato sulla freddezza danimo di questultimo per qualche buon consiglio in quel frangente; ma egli sembrava sbalordito non meno del cugino, e, come seppi poi, pi sbalordito ancora era per il fatto che dopo tanto tempo aveva potuto finalmente dormir bene quella notte: cosa che, secondo lui, lo teneva in quello stato di stordimento. Una buona tazza di caff, per, lo rianim, ed egli prese subito le disposizioni che gli parvero opportune in un frangente simile.
Per prima cosa fece chiamare i domestici e ordin loro di lasciare le porte e le finestre del pianterreno cos come erano la sera precedente, allorch erano state chiuse; poi volle, col signor Godfrey e con me, accertarsi diligentemente, facendo una specie di perquisizione nel mobile indiano, che il diamante non fosse accidentalmente caduto in qualche fenditura. Infine, poich nulla fu trovato, dopo aver interrogata Penelope volle interrogare anche la signorina, e mand mia figlia a picchiare alluscio, di lei.
Fu Lady Giulia che venne ad aprire; ella, anzi, entr nel salottino e venne verso di noi, stravolta in viso. Il signor Franklin espresse il desiderio di parlare con la signorina, ma proprio in quel momento udimmo che ella si chiudeva a chiave nella sua camera.
La perdita del diamante ha addirittura sconvolta Rachele, disse poi Lady Giulia al nipote a guisa di spiegazione. Ella si rifiuta di parlarne persino con me, pensa! Una cosa strana, veramente...  impossibile che pel momento tu possa vederla. Rimase un po in silenzio, poi, come sforzandosi di riprendere la calma, soggiunse: Mi par bene per che non ci sia nulla da fare, e che sia il caso di avvertire la polizia: che ne dici? E tu, Godfrey?
Sicuro, convenne il signor Franklin;, e la prima cosa che la polizia dovr fare sar quella di acciuffare i tre giocolieri indiani che furono qui ieri sera.
Lady Giulia e il signor Godfrey, che non sapevano nulla di quanto era accaduto, sembrarono stupirsi di quelle parole; ma il signor Franklin continu:
Non  questo il tempo delle spiegazioni: ci che posso dirvi soltanto  che se il diamante  stato rubato i ladri non possono essere che quegli indiani. Zia, datemi una lettera di presentazione per qualche funzionario di Frizinghall, e lasciate che vada subito laggi. Soltanto se faremo presto, senza perdere neppure un minuto, potremo ancora avere qualche probabilit di prendere i ladri.
Pose, cos dicendo, loccorrente per scrivere davanti alla zia, la quale fece ci che egli desiderava, ma piuttosto a malincuore. Certo nel suo animo il dispiacere della perdita di una gemma valutata ventimila sterline era compensato da un sentimento che direi quasi di sollievo nel sapere scomparso quel malaugurato diamante, equivoco dono di un fratello del quale ella non aveva mai avuta alcuna stima.
Accompagnai il signor Franklin alla scuderia, e mentre andavamo gli domandai come, a parer suo, i ladri, e cio glindiani, avessero potuto entrare in casa.
Secondo me, rispose egli, uno pu essersi introdotto di soppiatto nella sala, approfittando della confusione del momento in cui glinvitati andavano via, e si sar nascosto dietro qualche sof. Da quel luogo avr udito mia zia e Rachele discutere sul luogo pi sicuro in cui mettere il diamante per la notte, e... E il resto  facile a indovinare, mi sembra.
Quella, infatti, mi pareva lunica ipotesi ragionevole. Ma mentre il signor Franklin, salito a cavallo, usciva e si avviava di galoppo verso Frizinghall, mi venne fatto di riflettere che quella stessa ipotesi aveva il difetto di non spiegare anche in qual modo il ladro aveva potuto poi uscire dalla casa, visto che io avevo chiuso accuratamente porte e finestre e che i cani erano rimasti sciolti in giardino. Che questi fossero stati avvelenati? Ma mi accertai subito che erano vivi e vispi, tanto vispi che quando volli rimetterli alla catena ebbi non poco da fare. E allora? Insomma, pi riflettevo, e meno la spiegazione datami dal signor Franklin mi sembrava soddisfacente.
Dopo la colazione, poich, qualunque cosa accada in una casa, si deve far sempre colazione, Lady Giulia mi fece chiamare, e, in breve, mi fece tante domande che fui obbligato a dirle tutto ci che sapevo degli indiani e di ci che si tramava intorno allOcchio di Luna. Da donna coraggiosa qual era, ella ebbe subito vinta lemozione che quel racconto le aveva prodotto, e mostr di preoccuparsi pi della figlia che di tutto il resto.
Gabriele, mi disse, voi sapete bene quanto sia strana Rachele, e quanto, a volte, si comporti diversamente dalle altre ragazze; eppure mai lho vista cos cupa e restia a parlare come in questa circostanza. La perdita del diamante sembra averle fatto dar di volta al cervello. Chi avrebbe mai pensato che quellinfernale gioiello potesse assumere tanta importanza per lei in cos breve tempo?
Infatti, la cosa era abbastanza strana, giacch la signorina non aveva per gioielli e vestiti quella morbosa passione che hanno le altre ragazze; e tuttavia, ora ella se ne rimaneva chiusa nella sua camera, apparentemente inconsolabile. Per dir tutto, per, debbo soggiungere che anche le altre persone che si trovavano in casa parevano essere state stravolte dal penoso incidente. Il signor Godfrey, per esempio, girava attorno come unanima in pena, senza saper che fare. Nei momenti gravi si vede di che tempra siano fatti gli uomini: e il signor Godfrey appariva di una tempra assai pi debole di quanto avrei potuto supporre. Quanto alle domestiche, tranne Rosanna Spearman, la quale se ne stava come sempre in disparte, esse non facevano che susurrare tra loro, riunendosi in crocchio dovunque capitassero a trovarsi insieme. Io stesso, debbo confessarlo, ero irrequieto e di malumore. Quel maledetto Occhio di Luna aveva fatto perdere la testa a tutti.
Un po prima delle undici ritorn il signor Franklin, piuttosto depresso, come se avesse perduto tutta la sua bella risolutezza durante il suo breve viaggio. Era andato via di galoppo, insomma, e ritornava al passo.
Ebbene? gli domand Lady Giulia. Viene la polizia?
S... Mi hanno detto che sarebbero venuti subito, il capo locale della polizia, il signor Seegrave, che forse conoscerete, e due uomini. Ma si tratter di una semplice formalit, secondo me. Il caso  disperato.
Che? Sono dunque scappati glindiani? esclamai.
Anzi, Betteredge, quei disgraziati sono stati presi; ma sono innocenti come bambini in fasce. Quella mia ipotesi, che uno di essi avesse potuto nascondersi in casa,  svanita, come tante altre. Che volete che vi dica? Non ci capisco nulla. Ad ogni modo  stato provato che glindiani sono innocenti, come dicevo.
Poi il signor Franklin si mise a sedere e ci spieg come erano andate le cose. A quanto pare, quel lato risoluto del suo carattere che lo spingeva ad agire energicamente lo aveva sostenuto fino a Frizinghall. L egli aveva esposto il caso al capo della polizia; e questi aveva disposto subito delle indagini, dalle quali era risultato per che glindiani non avevano fatto il minimo tentativo per andar via dalla citt. Erano ritornati a Frizinghall insieme col ragazzo inglese fra le dieci e le undici della sera precedente, il che, tenuto conto delle distanze, dimostrava che dalla villa erano ritornati direttamente l. A mezzanotte erano stati visti da alcune guardie nellalbergo nel quale abitavano, in occasione di una visita che esse vi avevano fatta. Subito dopo mezzanotte io stesso avevo chiuse porte e finestre; e quindi prova pi lampante dellinnocenza dei giocolieri non poteva esserci. Infatti il capo della polizia aveva detto che non era il caso di trattenerli come sospetti di aver compiuto il furto; ma ad ogni modo li aveva lasciati sotto chiave per averli a disposizione qualora si fosse scoperto nella villa qualche indizio a noi sfuggito.
Questo fu il racconto del signor Franklin, fatto in quella depressione di spirito che in lui si alternava cos spesso a una attiva risolutezza. Dunque, tutto faceva credere che glindiani fossero innocenti: ma se cos era, chi aveva preso il diamante dal tiretto della signorina Rachele?
Dieci minuti dopo giunse, con nostro indicibile sollievo, il signor Seegrave. Per una famiglia nella nostra situazione il capo della polizia di Frizinghall era il funzionario ideale: alto, di portamento maestoso, di modi militareschi, con una bella voce di comando, pareva dire: Ecco qua luomo che vi abbisogna!.
Per di pi dava i suoi ordini, alle due guardie che lo accompagnavano, con una severit che ci convinse subito che con lui non cera da scherzare.
Cominci col visitare i dintorni della villa e i muri di questa allesterno: e il risultato di quelle indagini fu che rimase dimostrato che nessuno era entrato nella casa per effrazione, e che il furto, di conseguenza, doveva essere stato perpetrato da qualcuno della casa stessa. Vi lascio immaginare la costernazione dei domestici quando seppero di quella conclusione ufficiale del signor Seegrave. Questi decise poi di esaminare il mobile indiano, e di interrogare la servit. Nello stesso tempo mise uno dei suoi uomini di guardia ai piedi della scalinata che portava alle camere dei domestici, con ordine di non lasciar passare alcuno. Allora tutte le domestiche, tra spaventate e indignate, salirono in gruppo nel salottino della signorina, costringendo anche Rosanna ad accompagnarle, e intimarono al capo della polizia di dire su chi di loro cadessero i suoi sospetti.
Il signor Seegrave si mostr allaltezza della situazione. Fiss le disturbatrici col suo sguardo risoluto e le intimid con la sua voce di comando.
Via, donne, ridiscendete! esclam. Non vi voglio qui. Che cos tutto questo chiasso? Guardate intanto che avete fatto con le vostre sottane!
E cos dicendo accennava alluscio dipinto di fresco, sul quale, proprio presso la serratura, si scorgeva la decorazione un po impiastricciata. Rosanna Spearman, che era la pi vicina al corridoio, diede lesempio dellubbidienza e ritorn prontamente alle sue faccende; poi anche le compagne la seguirono. Il signor Seegrave continu intanto il suo esame della stanza, poi mi domand chi si fosse accorto per primo del furto. Risposi che la prima a saperlo era stata Penelope; ed allora egli la fece chiamare.
Lenergico funzionario sulle prime fu alquanto brusco con mia figlia, giacch cominci col dirle:
Ed ora, ragazza, badate a ci che vi domando, e mettetevi in testa di dire la verit.
Ma aveva trovato pane per i suoi denti. Infatti Penelope prese fuoco come un fiammifero.
Badate voi a ci che dite, signor poliziotto! Non mi hanno mai insegnato a dir bugie, sapete? E se mio padre  capace di starsene l zitto e quieto a vedermi cos insultata e sospettata che non posso neppure ritornare in camera mia, vuol dire che non  quel buon padre che ho sempre creduto che fosse.
Dovetti intervenire; e con una buona parola detta a proposito resi meno tesi i rapporti fra la giustizia e mia figlia. Domande e risposte si succedettero con maggior calma, ma non portarono a nulla che gi non sapessimo.
Poi il signor Seegrave espresse il desiderio di parlare con la signorina Rachele. Penelope lo disse alla padroncina attraverso la porta chiusa, ma quella rispose, senza aprire:
Non ho nulla da dire alla polizia. Non desidero di vedere alcuno.
Il signor Seegrave parve sorpreso e offeso da quel rifiuto; ma io gli feci osservare che la signorina era indisposta, e lo pregai di aspettare: forse avrebbe potuto parlarle pi tardi. Dopo di che ridiscendemmo, e nellatrio vedemmo il signor Franklin e il signor Godfrey, che lattraversavano. Furono afferrati a volo dal capo della polizia, e richiesti di dire tutto ci che sapevano e che potesse gettare un po di luce sullintricata faccenda. Nulla sapevano, nulla avevano udito la notte. Poi il signor Franklin trov modo di susurrarmi:
Questuomo non ci sar minimamente di aiuto, Betteredge:  un asino calzato e vestito.
E poco dopo anche il signor Godfrey, il cui interrogatorio era terminato, trov modo di susurrarmi qualche cosa.
Betteredge, il signor Seegrave  di una abilit straordinaria. Ho in lui la massima fiducia.
Poi il signor Seegrave volle ritornare nel salottino, e io ve laccompagnai, insieme con Penelope. Il suo scopo era quello di accertarsi che nessun mobile fosse stato spostato durante la notte. Ma aveva appena cominciato le sue nuove indagini, che con nostro grande stupore luscio della camera da letto si apr e comparve la signorina Rachele. Ella sembr non badare neppure al funzionario, e si volse a Penelope per domandarle:
Il signor Franklin ti aveva mandata da me stamattina, nevvero?
S, signorina.
Voleva parlarmi, credo?
S, signorina.
Dov adesso?
Udivo parlare nella sottostante terrazza. Guardai dalla finestra, e vidi il signor Franklin e il signor Godfrey che passeggiavano insieme. Allora risposi io per Penelope:
Il signor Franklin  sulla terrazza, signorina.
Senza dire altro, e senza badare al signor Seegrave pi che se non fosse esistito, sebbene egli cercasse di parlarle, la signorina, sempre pallida come una morta e assorta nei suoi pensieri, usc e and a incontrare i due sulla terrazza. Dal canto mio, quantunque quella fosse una mancanza di rispetto e di buona educazione, non potei fare a meno di guardare dalla finestra. Vidi la signorina andare direttamente dal signor Franklin senza badare al signor Godfrey, il quale si ritir subito lasciandoli soli, e parlargli concitatamente. Non udii per ci che egli dicesse. Il signor Franklin lascoltava attonito, a quanto vedevo. Poi sopravvenne anche Lady Giulia, e la signorina, vedendola, disse poche altre parole in tutta fretta al cugino e se ne and. Lady Giulia, sorpresa, e vedendo che appariva sorpreso anche il signor Franklin, gli rivolse la parola, e ad essi si un poi di nuovo il signor Godfrey. Passeggiarono un po tutti e tre, mentre il signor Franklin parlava, e ci che egli disse dov sorprendere gli altri due, giacch essi ad un certo punto si fermarono di botto, come sbalorditi dalla sorpresa. Avrei continuato a guardare ancora, ma in quel momento luscio del salottino si spalanc violentemente ed entr la signorina, col viso infiammato e gli occhi lampeggianti di furore, o cos mi parve. Si diresse senzaltro verso la sua camera da letto; e quandera gi sulla soglia, poich il capo della polizia cercava nuovamente di rivolgerle la parola, si volse e gli disse concitatamente:
Ma che volete? Non vi ho mandato a chiamare, io! Non ho bisogno di voi. Il mio diamante  scomparso, e n voi n altri riuscirete a trovarlo.
E con questo ella entr e ci sbatt luscio in faccia. Penelope, che era appunto presso luscio, ud che poi ella prorompeva in singhiozzi. Che significava dunque tutto questo?
Con una scrollata di spalle il signor Seegrave si volse a me e mi domand se qualcuno dei domestici sapeva che la signorina avrebbe messo il diamante nel tiretto del mobile indiano durante la notte. Risposi che lo sapevano Penelope e Samuele, i quali ne avevano udito parlare, e che poteva darsi benissimo che essi ne avessero fatto poi cenno davanti agli altri, magari involontariamente.
Ah! fece il signor Seegrave scrollando la testa. E son tutte persone oneste, questi domestici, che voi sappiate?
A quella domanda il mio pensiero corse immediatamente a Rosanna Spearman; ma non era n mio compito n mio desiderio quello di sollevare sospetti contro quella poveretta: la direttrice del Riformatorio aveva detto di lei che era sinceramente pentita e degna di piena fiducia. Perci risposi:
Onestissimi, tutti; e tutti meritano la fiducia che la mia signora ha in essi.
Poi il funzionario volle interrogare i domestici separatamente. Uno dopo laltro essi risposero che nulla sapevano e che nulla avevano da dire, e tutti protestarono a gran voce contro lordine che impediva loro di rientrare nelle proprie camere. Poi fu chiamata di nuovo Penelope, la cui precedente sfuriata nel salottino aveva male impressionato il signor Seegrave. Quando, come il Cielo volle, anche il secondo interrogatorio fu finito, mia figlia ritorn da me in uno stato che chiamerei addirittura frenetico. Ormai non cera pi dubbio: quellidiota di poliziotto le aveva detto quasi apertamente che la sospettava di essere la ladra! Stentavo a credere, veramente, una cosa simile, sebbene fossi dellopinione del signor Franklin riguardo al signor Seegrave; e ad ogni modo risposi ridendo a Penelope che la cosa era troppo buffa per esser presa sul serio. In cuor mio per, lo confesso, ero un po urtato anchio.
Dopo di che il signor Seegrave volle parlare con Lady Giulia. Fui presente al colloquio, e ricordo bene che egli, dopo avere affermato alla signora che il diamante doveva essere stato preso da qualcuno della casa, le chiese il permesso di far perquisire le stanze e i bauli dei domestici. Lady Giulia, da quella ottima padrona che era, si rifiut di consentire che i suoi bravi servitori fossero trattati da ladri. Il signor Seegrave sinchin, e poi guard me, come per dirmi: Perch mandarmi a chiamare, dunque, se poi mi simpedisce di fare ci che mi sembra opportuno? Allora, come capo della servit, sentii che era mio dovere di non approfittare cos della generosit della nostra padrona, e intervenni.
Ringraziamo di tutto cuore Vostra Signoria; ma noi stessi ci uniamo al signor Seegrave nel chiedere questo permesso, e gli diamo le chiavi delle camere e dei mobili. E quando Gabriele Betteredge d un simile esempio, soggiunsi poi rivolto al funzionario, gli altri lo imiteranno, siatene certo. Per cominciare, ecco le mie chiavi.
Lady Giulia mi prese la mano e mi ringrazi con le lacrime agli occhi. S, avevo fatto il mio dovere; ma che cosa non avrei dato in quel momento, Signore, per avere il piacere di assestare un bel pugno in testa a quel Seegrave!
Come avevo preveduto, gli altri domestici compresero le ragioni che mi avevano mosso e consegnarono ognuno le proprie chiavi. Ma bisognava vedere la faccia che facevano le donne quando le guardie si misero a frugare nelle loro cose! La cuoca, specialmente, guardava il signor Seegrave come se volesse metterlo sulla graticola, e le altre sembravano disposte a mangiarlo, cotto che fosse.
La perquisizione fin, e del diamante nessuna traccia. Il signor Seegrave si ritir nella mia camera, per riflettere, disse, e io andai verso la biblioteca, dove il signor Franklin mi aveva fatto chiamare. Ma con mia indicibile sorpresa avevo messa appena la mano sulla maniglia delluscio, che questo si apr.
Dalla biblioteca usciva Rosanna Spearman!
...
11.
...
Dopo che la biblioteca era stata spazzata e rimessa in ordine la mattina, nessuno della servit aveva ragione di entrarvi. Perci trattenni Rosanna e le domandai che cosa significasse la sua presenza col.
Il signor Blake aveva lasciato cadere un anello e son venuta a riportarglielo, rispose Rosanna, arrossendo vivamente. E detto questo si allontan con una mossa della testa cos fiera, che rimasi a guardarla sbalordito. Se la faccenda del diamante aveva messo un po sossopra tutti, Rosanna, poi, pareva divenuta addirittura unaltra.
Trovai il signor Franklin che scriveva. Appena mi vide mi chiese di preparargli un mezzo di trasporto per andare alla stazione; e mi bastarono quelle prime parole per farmi comprendere che egli si trovava in uno dei suoi momenti risoluti.
Andate a Londra? domandai.
Vado a telegrafare a Londra, replic. Ho persuasa mia zia della necessit di avere qualcuno che abbia sulle spalle una testa un po pi solida di quella del signor Seegrave, e ho avuto il permesso di rivolgermi a mio padre. Egli conosce il capo della polizia di Londra, e potr avere luomo che occorre per chiarire questo mistero. E a proposito di misteri, Betteredge, continu poi abbassando la voce, ho unaltra cosa da dirvi prima che ve ne andiate; ma non ne fate cenno con alcuno, mi raccomando! Quella Rosanna Spearman, vedete, se non  sviata di cervello, credo sappia del diamante un po pi di quanto dovrebbe.
Non so dire se fossi pi sorpreso che addolorato a quelle parole; ma lesperienza mi aveva insegnato a tenermi per me le mie impressioni, e perci tacqui, mentre il signor Franklin continuava:
Ella  venuta da me a riportarmi un anello che avevo lasciato cadere. Lho ringraziata, e mi aspettavo naturalmente che se ne andasse; ma invece si  fermata l, ecco, allaltro lato della tavola, ed  rimasta a guardarmi in un modo stranissimo, fra leccessivamente familiare e lo spaventato. Poi ha detto, improvvisamente:
Una strana faccenda quella del diamante, nevvero, signore?
Gi, gi... ho risposto, meravigliato.
Ma non lo troveranno mai, non vi pare? ha ripreso a dire; e a ripensarci ora, Betteredge, credo veramente che non avesse il cervello a posto. No, non lo troveranno; n troveranno chi lha preso, ve lo dico io.
E cos parlando mi sorrideva, Betteredge, facendomi con molta familiarit cenni con la testa, come se fossimo dintesa. Poi, prima che potessi domandarle che significasse tutto questo, si  udito il vostro passo nel corridoio. Ella ha cambiato di colore, forse perch non voleva essere sorpresa qui, ed  uscita. Ora, che diamine mai pu significare tutto questo?
Neppure in quel momento potevo risolvermi a dire al signor Franklin ci che sapevo di quella strana ragazza; e daltra parte anche una rivelazione simile non ci avrebbe aiutati a capire la ragione di quello strano contegno.
Buon per lei che ha parlato cos a me, riprese a dire il signor Franklin;, che se avesse detto qualche cosa di simile davanti al signor Seegrave, egli, stupido com, avrebbe...
Sinterruppe, e io ne approfittai per dire:
Ecco, signor Franklin, la miglior cosa da fare mi sembra questa, che io dica due parole riservatamente a Lady Giulia, la quale sinteressa di Rosanna in modo speciale. Per non c nulla di serio, ve lassicuro. Sapete bene come sono le domestiche, quando accade qualche cosa! Perdono la testa, addirittura.
Il signor Franklin parve accontentarsi di quella spiegazione, e io, lasciatolo a terminare il suo telegramma, uscii per andate alle scuderie. Nel passare davanti alla sala dei domestici, che pranzavano, cercai con locchio Rosanna, ma vidi che non cera. Domandai, e mi fu risposto che si era sentita male, e che era andata in camera sua a stendersi sul letto.
Strano! osservai. Quando lho vista poco fa pareva che stesse bene!
Penelope mi segu fuori della sala.
Non parlare cos davanti a tutti costoro, pap! mi ammon. Li farai odiare sempre pi quella povera Rosanna... Disgraziata! Le si spezza il cuore per il signor Franklin, sai?
Eh, eh! E se Penelope avesse avuto ragione, dopo tutto? Questo avrebbe spiegato la stranezza della condotta di Rosanna. Pur di stare accanto al signor Franklin, difatti, avrebbe detta la prima cosa che le fosse passata per la mente...
Attaccai io stesso il pony alla vettura ordinata dal signor Franklin, poi ritornai verso la villa, davanti alla quale trovai che mi aspettavano, oltre al signor Franklin, anche il signor Godfrey e il signor Seegrave.
Lottimo funzionario aveva avuta unaltra idea, nel frattempo: e cio, pure insistendo nella versione che il ladro dovesse essere stato uno della casa, aveva sospettato che egli, chiunque fosse, potesse avere agito daccordo con glindiani; e quindi intendeva di estendere le indagini ai giocolieri trattenuti a Frizinghall. Il signor Franklin si era offerto di ricondurlo in citt, dato che era di l che egli avrebbe dovuto telegrafare; e il signor Godfrey, sempre fiducioso nel senno del signor Seegrave, e daltra parte desideroso di assistere allinterrogatorio deglindiani, aveva chiesto di accompagnarli. Una guardia doveva rimanere alla villa per qualunque evenienza, laltra avrebbe seguito il suo superiore. Cos tutti e quattro i posti della vettura furono occupati.
Prima di prendere le redini il signor Franklin mi chiam in disparte per dirmi:
Non telegrafer se non dopo linterrogatorio deglindiani, per quanto non ne speri nulla. Questo balordo di poliziotto brancola nel buio, e la sua idea di sospettare dei domestici  assurda. In attesa che io ritorni, Betteredge, tenete gli occhi aperti, e vedete se potete capirci qualche cosa voi, in quella faccenda di Rosanna. Intendiamoci, non vi chiedo nulla che sia contro la vostra dignit o che possa riuscire crudele verso la ragazza, ma soltanto di esercitare pi del solito il vostro spirito di osservazione.  una faccenda troppo importante, questa, per baloccarci con le parole.
Infatti, si tratta di ventimila sterline, risposi.
Si tratta di qualche cosa di pi, e cio di ridare la tranquillit a Rachele, corresse gravemente il signor Franklin. Sono molto inquieto per lei.
E mi lasci bruscamente, cos dicendo, come se temesse di aggiungere altro. Forse, se avesse continuato, avrei saputo ci che la signorina gli aveva detto sulla terrazza.
La giornata pass tristemente, e senza che avessi occasione di dire qualche parola a Rosanna, come avrei desiderato. Del resto cera nella villa una tale aria lugubre, che me ne andai a riconfortarmi lo spirito con la lettura del mio Robinson.
Una mezzora prima del pranzo il signor Godfrey e il signor Franklin ritornarono, annunciando che il signor Seegrave sarebbe venuto allindomani. Linterrogatorio deglindiani non aveva dato il minimo risultato, sebbene il signor Murthwaite, richiestone, avesse acconsentito a fare da interprete con quelli dei tre giocolieri che non parlavano linglese; e cos il signor Franklin aveva finito col telegrafare al padre.
Insomma, le tenebre erano pi fitte che mai; e soltanto uno o due giorni dopo esse dovevano diradarsi un pochino... Ma vedremo che cosa accadesse poi.
...
12.
...
La mattina seguente si ebbero due notizie.
La prima: il garzone del fornaio disse di avere incontrata Rosanna nel pomeriggio del giorno precedente, coperta da un fitto velo, nel sentiero che mena a Frizinghall attraverso la brughiera. Mi parve strano che qualcuno potesse prendere abbaglio riguardo a Rosanna, che la spalla deforme rendeva facilmente riconoscibile; e tuttavia quelluomo doveva essersi sbagliato, giacch Rosanna, come abbiamo visto, in quel pomeriggio era rimasta in camera sua, indisposta.
La seconda: ci venne per mezzo del portalettere, e riguardava il piccolo dottor Candy. Quando egli era andato via dalla villa, nella sera della festa, pioveva: e a me, che glielo facevo osservare, aveva data una delle sue solite risposte scherzose, dicendo cio che la pelle dei medici  impermeabile. Pareva per che cos non fosse, perch era ritornato a casa con un fiero raffreddore, e aveva la febbre con un po di delirio. Ce ne dispiacque per lui e per la signorina Rachele, la quale, secondo il signor Franklin, poteva avere bisogno di assistenza medica se la sospensione danimo portata dalla faccenda del diamante non finiva presto.
Dopo colazione il signor Franklin ricev un telegramma dal padre, il quale lo informava che per mezzo del suo amico, il capo della polizia londinese, aveva potuto assicurarsi laiuto di un detective che faceva al caso nostro. Era questi il Sergente Cuff, che sarebbe venuto da noi col treno di quella stessa mattina.
Nel leggere quel nome il signor Franklin trasal. Pare che egli avesse udito dire cose strabilianti dellabilit di quel signor Cuff, che occupava un alto grado nella polizia investigativa, e cio era ispettore superiore, o Sergente. Dato che avevo avuto poco da fare con la polizia, mera parso dapprima che si trattasse semplicemente di un sergente del corpo dei policemen, e questo non mi aveva data una grande idea dellimportanza del personaggio.
Comincio a sperare che non siamo lontani dalla fine delle nostre incertezze, soggiunse poi il signor Franklin. Se  vera la met di ci che ho udito raccontare del signor Cuff dallavvocato di mio padre, non ce n un altro in Inghilterra eguale a lui.
Ritorn il signor Seegrave, e saputo da noi del prossimo arrivo di Cuff si chiuse in una stanza e si diede a stendere un rapporto contenente tutti i particolari da lui accertati, sicuro che sarebbe stata quella la prima cosa che il Sergente gli avrebbe richiesta. Avrei avuto piacere di andare a prendere il signor Cuff alla stazione; ma la vettura che di solito serviva a quelle gite era impegnata dal signor Godfrey, il quale aveva detto di essere obbligato a partire, per quanto a malincuore, perch la mattina seguente doveva assistere a una importante riunione di patronesse. Quanto a servirci della carrozza di Lady Giulia non era il caso neppure di pensarci.
Giunta lora dellarrivo del treno andai presso il cancello della villa ad aspettare; e non and molto che vidi apparire un signore anziano, correttamente vestito di nero, dai capelli grigi, ma cos disperatamente magro che mi sorpresi a domandarmi se avesse potuto avere in qualche punto del corpo unoncia di carne sulle ossa. Il viso era tagliente come una lama e la pelle gialla, quasi asciutta, avvizzita come una foglia dautunno. Ma ci che mi impression soprattutto in lui furono gli occhi: due occhi di un grigio-acciaio pallido, che guardavano in un modo sconcertante, come se aspettassero da colui nel quale si fissavano qualche cosa di pi di quanto egli stesso sapesse di poter dire. Landatura era tranquilla, la voce melanconica, le lunghe dita sottili arcuate come artigli. Insomma, allaspetto lo si sarebbe potuto credere un ecclesiastico, un impresario, ci che volete, fuorch quello che era realmente.
 questa la casa di Lady Verinder? mi domand.
Sissignore.
Io sono il Sergente Cuff.
Accomodatevi, signore.
Mentre andavamo verso la casa gli dissi chi ero e quale posizione occupavo presso Sua Signoria; ma egli non sembr badarvi pi che tanto. Ammir la campagna intorno, e disse che sentiva la brezza marina, fresca ed esilarante.
Domandammo di Lady Giulia; e saputo che era in una delle serre, girammo verso la parte posteriore della villa, verso i giardini, e mandammo un domestico ad avvertirla. Nellattesa il signor Cuff parve interessarsi molto dei nostri rosai, e quando rivolse la parola al giardiniere mi accorsi, con stupore, che quello straordinario detective sintendeva di rose in modo superlativo. Lod le diverse qualit di piante, fece molte giuste osservazioni, e specialmente disse che i vialetti fra un filare e laltro avrebbero dovuto essere erbosi, non inghiaiati.
Erba, erba ci vuole nei viali, giardiniere, concluse. La ghiaia  troppo greve per le piante. Guardate, signor Betteredge, ecco la nostra rosa muschiata, la vecchia rosa inglese. Vedete com bella! Oh, cara!
E accarezzava delicatamente i petali del fiore con le dita sottili, parlandogli come avrebbe fatto a un bambino.
Oh, s! Era proprio quella la via da seguire per trovare il bandolo dellarruffatissima matassa della scomparsa del diamante! Tuttavia mi limitai a osservare:
Mi sembrate molto appassionato di rose, signor Cuff.
Non ho il tempo di appassionarmici come vorrei, rispose, ma appena ne ho la possibilit mi occupo di esse a preferenza di qualsiasi altra cosa. Uno di questi giorni, a Dio piacendo, smetter di arrestare ladri e assassini e mi dedicher ai rosai. Per i miei vialetti saranno erbosi, erbosi e non inghiaiati.
Mi sembra che i vostri gusti non abbiano nulla a che fare con la vostra professione, soggiunsi.
Se vi guardaste intorno, caro signor Betteredge, il che non tutti fanno, osservereste che in molti casi i gusti di un uomo sono opposti alla professione che egli esercita. Ditemi se vi sono cose pi opposte fra loro di una rosa e di un assassino, e cercher di correggere i miei gusti, se non  troppo tardi... Ma ecco una signora che si avvicina:  Lady Verinder?
Laveva vista prima di me e del giardiniere, sebbene non sapesse da qual parte dovesse venire; e fu questo che cominci a farmelo considerare pi acuto di quanto apparisse sulle prime.
La vista del detective, o la sua missione, imbarazzarono forse un po Lady Giulia, giacch ella, per la prima volta in vita sua, sembr non saper che dire. Cuff per la trasse subito dimbarazzo, domandandole se altre persone si fossero occupate della faccenda del furto; e saputo che le prime indagini erano state fatte dal signor Seegrave, chiese che lo facessero parlare con lui prima di ogni altra cosa.
Ci allontanammo con Lady Giulia, non senza che quello strano detective raccomandasse ancora una volta al giardiniere, prima di unirsi a noi, di togliere la ghiaia dai vialetti. Poco dopo i due funzionari di polizia erano luno di fronte allaltro; e a me parve, non saprei dire bene perch, che il signor Seegrave divenisse come pi piccino davanti al suo eminente collega. Poi si ritirarono insieme in una stanza e vi rimasero soli a lungo. Quando ne uscirono, il signor Seegrave pareva eccitato, mentre il signor Cuff sbadigliava.
Il Sergente desidera di visitare il salottino della signorina, mi disse vivamente e con enfasi il signor Seegrave. Pu aver bisogno di fare delle domande. Occupatevi di lui, se non vi dispiace.
Nelludire quegli ordini cos pomposamente dati guardai il grande Cuff; e il grande Cuff, da parte sua, guard il signor Seegrave in quello sconcertante modo che vi ho descritto, come attendendo che venisse il resto. Non posso affermare che questo resto fosse il vedere apparire improvvisamente il collega in forma di asino: ma ne ho per lo meno un fiero sospetto.
Condussi i due funzionari nel salottino della signorina Rachele. Il Sergente and tranquillamente ad osservare tuttintorno, rivolgendo di tanto in tanto qualche domanda a me e pi raramente al signor Seegrave: domande per il cui scopo sfuggiva ad entrambi. Quando giunse alluscio che dava dal corridoio nel salottino si ferm a guardare la macchia che si era venuta a formare sulla decorazione mentre era ancor fresca, e lindic in atto interrogativo.
Questo  un vero peccato, disse poi, rivolgendosi a me. Come  potuta accadere una cosa simile?
Ieri son venute qui tutte le domestiche, risposi, e deve essere stata qualcuna di esse a fare questo guasto strisciandovi col vestito. Poi il signor Seegrave le ha mandate fuori prima che potessero fare altri danni.
Gi, le ho mandate via subito! intervenne a dire il signor Seegrave col suo tono soldatesco. Sono state esse a far quella macchia col vestito, Sergente: sono state esse, indubbiamente.
E avete potuto vedere chi sia stata? domand di nuovo Cuff, come parlando a se stesso.
Nossignore, fui pronto a rispondere io. Allora egli si volse al collega.
Ma voi s, suppongo; nevvero?
Il signor Seegrave parve un po imbarazzato; tuttavia fece del suo meglio per rispondere con disinvoltura.
Non posso aggravare la mia memoria con simili quisquilie.  un particolare senza importanza, mi pare.
Cuff guard il collega come aveva guardati i vialetti coperti di ghiaia, poi disse, con la sua voce melanconica:
La settimana scorsa, signor Seegrave, ho dovuto occuparmi di un assassinio. Sapete che cosa mi ha condotto alla scoperta del delinquente? Una piccola macchia dinchiostro su una tovaglia. La mia modesta esperienza in materia mi ha insegnato che quando si fanno delle indagini non c cosa senza importanza, per minima che sembri. Perci, prima di occuparci daltro in questa faccenda, bisogna accertare due cose: quale sia il vestito che ha fatta questa macchia, e quando precisamente la decorazione era ancora umida. Cominceremo da questultimo punto. C qualcuno che possa dirmi se alle undici di ieri mattina la pittura era umida o asciutta?
Il nipote di Sua Signoria, il signor Franklin Blake, deve saperlo, risposi.
 in casa, questo signore?
Il signor Franklin era, per cos dire, a portata di mano, e cio sul pianerottolo, impaziente di essere presentato al grande Cuff. Mezzo minuto dopo, si trovava nel salottino e rendeva la sua deposizione.
Questa porta, Sergente,  stata dipinta dalla signorina Verinder sotto la mia guida e col mio aiuto, mediante un impasto di mia composizione. Con questo impasto i colori si asciugano in dodici ore.
E vi ricordate quando fu dipinto il punto sul quale si vede una macchia? domand Cuff.
Perfettamente, perch fu quello lultimo pezzo ad essere dipinto. Volevamo, la signorina e io, che la porta fosse finita entro il mercoled, cio nel giorno del suo compleanno; ed io stesso dipinsi quel pezzo, completandolo verso le tre del pomeriggio.
Oggi  venerd, osserv Cuff rivolgendosi a Seegrave. Vediamo, dunque. Alle tre del pomeriggio di mercoled fu completata la pittura. Limpasto usato si asciuga in dodici ore. Quindi, questo pezzo si asciug verso le tre della notte fra il mercoled e il gioved. Voi interrogaste i domestici qui alle undici antimeridiane del gioved; sicch la decorazione era asciutta da otto ore, signor Seegrave, quando voi supponeste che il vestito di qualcuna di quelle donne avesse prodotta la macchia.
Un colpo bene assestato, che avrebbe dovuto mettere knock out il signor capo della polizia di Frizinghall. Proprio, se egli non avesse sospettato di Penelope, ne avrei avuta piet!
Dopo di che il Sergente parve mettere definitivamente da parte il collega, come inutile, e continu a rivolgersi al signor Franklin, che doveva sembrargli pi promettente.
 indubbio che ci avete dato un prezioso indizio, signor Blake... cominci. Ma in quel momento luscio che dava nella camera da letto si apr di botto e apparve la signorina Rachele.
Ella si rivolse senzaltro al signor Cuff, sembrando non tener conto del fatto che le era perfettamente sconosciuto.
Avete detto, esclam, indicando il signor Franklin, che egli vi ha dato un prezioso indizio?
 la signorina Verinder, susurrai al Sergente standogli alle spalle. Ed egli rispose lentamente, scrutando con quei suoi occhi insopportabili la fanciulla:
S, signorina Verinder, questo signore mi pare ci abbia fornito un indizio che ci aiuter a veder chiaro nella faccenda. Ed ora che ho risposto alla vostra domanda vogliate permettermi che ve ne rivolga una io. C una macchia sulla decorazione delluscio: sapreste per caso quando fu fatta, o da chi fu fatta?
Ma la signorina continu nelle sue domande, come se non avesse udito.
Siete un altro funzionario di polizia, voi?
Sono il Sergente Cuff, signorina, della polizia investigativa londinese.
Ebbene, se il consiglio di una ragazza pu aver qualche valore per voi, ecco che cosa vorrei dirvi: fate ci che dovete da solo, e non accettate aiuto dal signor Franklin Blake.
Ella pronunci quelle stranissime parole con un impeto cos selvaggio, e con tanta acrimonia contro il signor Franklin, che per la prima volta, nonostante tutta la stima e tutto laffetto che le portavo, mi vergognai per lei. Il Sergente replic, continuando a guardarla:
Grazie del consiglio, signorina. Sapete per caso qualche cosa di quella macchia? Potreste averla prodotta voi stessa senza volerlo?
Non so nulla della macchia. E detto questo ella si volse e rientr nella sua camera, richiudendo luscio. Questa volta la udii io stesso prorompere in pianto, appena rimasta sola. Guardai il signor Franklin e lo vidi addolorato, pi addolorato di me, per quella scena.
Vi ho detto ieri, Betteredge, che ero inquieto per lei, mi disse. Ora potete vedere perch.
La signorina Verinder sembra essere esasperata per la perdita del diamante, osserv tranquillamente Cuff.  naturale,  naturale: un gioiello di tanto valore! Ma non badate a ci che ella ha detto, signor Blake: le signorine hanno il privilegio di parlare liberamente... Dimentichiamo dunque questa parentesi e continuiamo. In grazia vostra, intanto, sappiamo quando la pittura si asciug; ora bisogna accertare anche quando la decorazione fu vista intatta lultima volta. Voi, signore, che avete la testa sulle spalle, certo comprendete a che voglio venire.
Il signor Franklin, che frattanto si era sforzato di dominarsi, rispose prontamente:
Credo di capire, infatti. Pi si restringe il tempo in cui il fatto avvenne, pi si restringe il campo delle indagini.
Perfettamente, convenne Cuff. Poneste mente alla decorazione, dunque, mercoled, dopo che era stata completata?
No, non mi pare.
E voi, signor Betteredge?
Neppure io potrei dire nulla di preciso, risposi.
Chi fu lultima persona che stette qui, nella sera di mercoled?
La signorina, suppongo.
O vostra figlia, intervenne a dire il signor Franklin. La figlia di Betteredge, signor Cuff,  la cameriera di mia cugina.
Cuff mi trasse presso la finestra e mi disse, a bassa voce:
Signor Betteredge, pregate vostra figlia di venir qui. Un momento!... Il signor Seegrave, mi ha riferito in qual modo ha condotte le indagini; e, a quanto egli stesso ha riconosciuto, fra le altre cose ha messi in uno stato di vera irritazione tutti i domestici. Bisogna in qualche modo raddolcirli, mi capite? Perci presentate i miei complimenti a vostra figlia e a tutti gli altri, e dite loro da parte mia: primo, che io non ho la prova che il diamante sia stato rubato; secondo, che io non ho da fare altro con essi se non pregarli di aiutarmi a ritrovarlo.
Potrei permettermi di aggiungere una terza cosa? domandai.
Quale?
Che essi son liberi di andare e venire dalle loro camere?
Sicuro. Son liberissimi.
E allora questo s che li raddolcir, dalla cuoca alla sguattera.
Me ne andai, e in cinque minuti avevo fatto tutto. Lunica difficolt che trovai fu quella di impedire alle donne di seguirmi in gruppo presso il signor Cuff per rendere la loro deposizione. Condussi con me la sola Penelope.
Il Sergente guard mia figlia con una certa ammirazione, pressa poco come aveva guardata la rosa muschiata in giardino; ed ella rese la sua deposizione con molta grazia... Ah!  mia figlia, alla fine! E non c molto di sua madre in lei; no, non molto, lo devo dire.
Ella disse che aveva posto mente a quella parte della decorazione che era sotto la serratura perch era stata lultima; che a mezzanotte, quando aveva accompagnata la signorina in camera sua, laveva vista intatta; che ella sapeva che la pittura era fresca e aveva posta speciale cura a non toccarla nellaprire e chiudere luscio; che non avrebbe potuto giurare di averla toccata col vestito, ma che ricordava perfettamente quale vestito portasse, e questo non aveva macchie.
Ne seguiva dunque che fra la mezzanotte, tempo in cui Penelope aveva vista la decorazione intatta, e le tre del mattino, ora in cui pressa poco essa si era asciugata, qualcuno era stato nel salottino. A questo punto Cuff sembr accorgersi che Seegrave era ancora di questo mondo e si rivolse a lui.
Vedete, signor Seegrave, quella quisquilia, come voi la chiamavate,  divenuta una cosa un po pi importante di quanto credeste. Ora bisogna accertarsi di tre cose: la prima, se qualche vestito o qualche capo di biancheria, nella casa, abbia tracce di vernice o di colori; la seconda, a chi questo indumento appartenga; la terza, come questa persona spieghi di essere stata qui fra la mezzanotte e le tre. Se la persona stessa non potr rispondere in modo soddisfacente, non bisogner cercare molto per sapere quale mano abbia preso il diamante. A tutto questo penser io stesso, se non vi dispiace; e cos non sarete obbligato a trascurare pi a lungo le vostre funzioni ordinarie a Frizinghall. C qui uno dei vostri uomini, a quanto ho visto: lasciatemelo, pel caso che possa averne bisogno, e permettete che vi auguri il buongiorno.
Il rispetto che il signor Seegrave aveva per Cuff era grande, ma quello che aveva per se stesso era anche maggiore; perci, prima di uscire, volle rendere colpo per colpo.
Finora mi sono astenuto dallesprimere la mia opinione, disse con la sua voce soldatesca, ma nellaffidarvi le indagini ho una cosa da dirvi, Sergente: ed  che spesso di una macina da mulino si fa una montagna. Buongiorno.
Ma spesso una macina di mulino appare una pietruzza a coloro che tengono la testa troppo alta per vederla, replic Cuff. E con questa botta e risposta i due colleghi si separarono.
Cuff se ne stette per un minuto o due presso la finestra, a zufolare; poi, volgendosi, rimase a guardare pensoso luscio della camera della signorina. Infine scosse la testa, e volgendosi a me mi preg di chiedere a Lady Giulia un colloquio di pochi minuti, quando le fosse piaciuto.
Mentre uscivo udii il signor Franklin domandargli:
Avete qualche sospetto, signor Cuff, su chi possa aver rubato il diamante?
Nessuno ha rubato il diamante, rispose il Sergente.
Mi volsi trasalendo a quella strabiliante risposta, cos come avevo visto trasalire il signor Franklin; e a una voce gli domandammo entrambi che avesse inteso dire.
Aspettate ancora un po, rispose Cuff. Questo  come il giuoco del puzzle: bisogna mettere ogni pezzo al proprio posto. E ancora non lho potuto fare.
...
13.
...
Lady Giulia si mostr piuttosto restia a parlare col Sergente, ed ebbe la bont di spiegarmene la ragione:
Temo di avere i nervi un po scossi, Gabriele. C qualche cosa, in quel detective londinese, che mi preoccupa, non saprei dir bene perch. Ho il presentimento che egli debba portare con s il dolore nella mia casa. Unubbia, forse, e molto insolita in me, anche: ma  cos.
Non sapevo che rispondere, giacch quanto a me pi vedevo i metodi di Cuff e pi egli mi piaceva. Poi Lady Giulia, da quella donna di gran coraggio che era, si riprese e acconsent a vedere il detective; ma volle che io rimanessi presente al colloquio.
Io mi sono formata gi unopinione di questa faccenda, disse Cuff dopo i primi convenevoli, ed appena si fu seduto. Vorrei per pregare Vostra Signoria di permettermi di tenerla per me, intanto.
Poi egli continu riferendo le indagini fatte sulla macchia alla porta, e concluse:
Due cose quindi sono certe: che il diamante  scomparso dal tiretto del mobile indiano, e che ci deve essere in casa un indumento qualsiasi con tracce di pittura fresca. Si tratta di trovare questindumento prima di fare qualsiasi altro passo.
E la scoperta di esso implicherebbe lidentificazione del ladro? domand Lady Giulia.
Voglia scusarmi Vostra Signoria, ma io non dico che il diamante sia stato rubato; dico soltanto che per ora non si trova. E lindumento macchiato potr essere il filo che ci condurr a ritrovare il diamante.
Ah! E in che modo intendereste di fare questa ricerca? I miei buoni e bravi domestici, che per anni sono stati in casa mia, hanno gi dovuto subire una perquisizione per ordine del signor Seegrave; mi vergogno anche a dirlo. Ora, io non posso e non voglio permettere che essi abbiano a sopportare una seconda volta questinsulto.
Vi domando io, non era quella una padrona che faceva piacere a servire? E non se ne trova una su mille di questo genere, ve lassicuro!
 proprio di questo che volevo parlare a Vostra Signoria, rispose Cuff. Il signor Seegrave ha guastato molto le cose, lasciando comprendere ai domestici che li sospettava; e se anchio dessi loro questa stessa persuasione, essi potrebbero, specialmente le donne, crearmi uninfinit di ostacoli. Tuttavia  indispensabile che le loro camere e i loro mobili siano di nuovo perquisiti, per la semplice ragione che la prima volta si cercava il diamante, e ora si cercherebbe lindumento macchiato. Convengo pienamente con Vostra Signoria che la suscettibilit dei domestici debba essere rispettata, ma insisto nel dire che la perquisizione  necessaria. Ora, per conciliare le due cose, io avrei unidea, che metter ad effetto se Vostra Signoria vorr permettermelo. Mi propongo cio di spiegar loro come stanno precisamente le cose.
Le donne per si crederanno direttamente sospettate, obbiettai io.
No, signor Betteredge, se dir loro che intendo di esaminare i vestiti di tutti coloro, a cominciare da Sua Signoria, che dormirono in casa la notte in cui scomparve il diamante. Naturalmente quella che riguarda Vostra Signoria  una semplice formalit, soggiunse poi Cuff rivolgendosi a Lady Giulia;, ma cos i domestici saranno persuasi, e vedendo che alle ricerche non si sottraggono neppure i padroni, invece di intralciare le mie indagini le faciliteranno.
Compresi che il Sergente aveva ragione; e dopo la prima sorpresa lo comprese anche Lady Giulia. Infatti ella suon il campanello per chiamare la cameriera, poi replic:
Signor Cuff, parlerete ai domestici tenendo in mano le chiavi del mio guardaroba.
Un momento, Lady Verinder: non sarebbe meglio assicurarci prima che anche le altre signore e i signori che sono in casa acconsentiranno?
Di altre signore in casa non c che mia figlia, rispose Lady Giulia un po interdetta. E di uomini non vi sono che i miei nipoti, il signor Blake e il signor Ablewhite. Quindi non c il minimo timore che alcuno di questi tre si rifiuti.
Ricordai a Lady Giulia che il signor Godfrey stava per partire. Proprio in quel momento si ud picchiare alla porta e comparve il signor Godfrey in persona, che veniva a salutare la zia. Con lui era il signor Franklin, che doveva accompagnarlo alla stazione. Lady Giulia spieg loro la situazione, e il signor Godfrey tolse di mezzo ogni difficolt ordinando a Samuele di riportare in camera sua la valigia e consegnandone le chiavi a Cuff, il quale le accett scusandosi di dover compiere quellingrato dovere, e promettendogli di far seguire la valigia col prossimo treno. Il signor Franklin, dal canto suo, disse al Sergente che poteva andare nella sua camera a fare qualsiasi ricerca gli fosse piaciuto, giacch nulla era chiuso a chiave.
Rimaneva ora da ottenere il consentimento della signorina. E Lady Giulia affront la questione appena fummo rimasti di nuovo noi tre soli, domandando a Cuff:
Se vi far consegnare le chiavi della signorina Verinder, avr eseguito ci che pel momento vi aspettavate da me?
Voglia scusarmi Vostra Signoria, replic il Sergente, ma prima di cominciare desidererei di esaminare il libro del bucato, se nella casa se ne tiene uno.
Anche a questo Lady Giulia acconsent volentieri, e diede alla cameriera gli ordini necessari. Poco dopo entrava Rosanna Spearman portando il libro richiesto. Cuff le alz un momento gli occhi in viso quando entr, e le guard la spalla quandella usc. Poi consult il libro in un mezzo minuto e lo richiuse.
Posso disturbare ancora un momento Vostra Signoria con unultima domanda? disse quando ebbe finito. Grazie. Ecco, vorrei sapere se quella ragazza che ha portato qui il libro  stata al suo servizio cos a lungo come gli altri.
Ma perch questa domanda? replic Lady Giulia un po imbarazzata.
Perch lultima volta che lho veduta ella era in prigione per furto.
Non cera altro da fare che dire la verit. Per Lady Giulia, nel riferire in quali circostanze aveva presa al suo servizio la ragazza, insist sulla buona condotta da lei tenuta, e sulla stima che aveva per quella disgraziata la direttrice del Riformatorio. E concluse:
Spero che non la sospettiate, nevvero?
Ho gi avuto lonore di dire a Vostra Signoria che non sospetto alcuno della casa di aver commesso un furto... Almeno fino a questo momento.
Poi Lady Giulia usc per andare a chiedere le chiavi della signorina Rachele, e il Sergente si affrett ad aprirle luscio, inchinandosi profondamente. Osservai che ella rabbrivid passandogli accanto.
Aspettammo, aspettammo, ma le chiavi non si vedevano. Cuff zufolava, tenendo rivolta verso la finestra la sua faccia melanconica. Alla fine venne Samuele, il quale portava non le chiavi, ma un foglietto piegato e destinato a me. Non senza difficolt, data la mia emozione nel sentire quei diabolici occhi di Cuff che mi fissavano, cercai gli occhiali, e quando li ebbi inforcati lessi le poche parole scritte nel foglietto da Lady Giulia. Ella minformava che la signorina si rifiutava recisamente di far perquisire il suo guardaroba e che, richiesta di dire la ragione di quel rifiuto, aveva risposto: Non voglio perch non voglio; e se dovr cedere ceder soltanto alla forza. Dopo di che si era messa a piangere. Che fare?
Notizie delle chiavi della signorina? domand Cuff.
S; ella si rifiuta di far perquisire il suo guardaroba.
Ah! fece il Sergente, senza meraviglia, e come se si fosse aspettata quella notizia. Quelluomo un po mirritava e un po mi spaventava; non avrei saputo dire perch, ma era cos.
Allora bisogner rinunciare alla perquisizione? domandai.
S, dato questo rifiuto della signorina. O si esaminano tutti glindumenti, o nessuno. Perci mandate pure la valigia del signor Ablewhite a Londra e restituite il libro a quella ragazza che lha portato, facendole i miei saluti e i miei ringraziamenti.
Non mi sembrate molto deluso per questa nuova difficolt, osservai.
No, infatti; non molto.
Cercai di indurlo a spiegarsi.
Ma per quale ragione, secondo voi, la signorina si  rifiutata? Non sarebbe nel suo interesse di assecondarvi?
Aspettate un momento, signor Betteredge; aspettate.
Forse un cervello pi acuto del mio, o qualcuno che avesse amata meno appassionatamente di me la signorina Rachele, avrebbe compreso a che cosa Cuff mirasse: io no, lo confesso.
Ed ora, che si deve fare? domandai.
Ora? Scendiamo un poco nel giardino, e andiamo a dare unocchiata alle rose.
...
14.
...
Per giungere pi presto al giardino, dal luogo in cui eravamo, bisognava attraversare il sentiero della boscaglia, passeggiata favorita del signor Franklin, nella quale lo si poteva sempre trovare quando non era nella villa.
Non potevo rassegnarmi a tutti quei misteri che il signor Cuff faceva con me; quindi volli girare la situazione.
Cos come stanno le cose, osservai, se fossi al vostro posto non saprei pi che pensare.
Se foste al mio posto, rispose egli, vi sareste gi formata unopinione. Ma non parliamo di questo, signor Betteredge; vi ho condotto qui non perch cerchiate di farmi parlare, ma per avere da voi alcune informazioni. Avrei potuto chiedervele mentre eravamo in casa,  vero: ma gli usci e gli orecchi hanno sempre fra loro troppa simpatia; sicch, nella mia professione, ho dovuto finire con lavere una salutare predilezione per laria aperta. Ora, non volendo occuparci dei motivi che possono avere spinto la signorina ad agire come agisce, ci limiteremo a dire che  un peccato che ella si rifiuti di aiutarmi, intralciando cos le mie investigazioni. Poich non posso esaminare gli indumenti di tutti, ho deciso dinterrogare la servit; ma prima di cominciare vorrei farvi qualche domanda. Voi, che siete un osservatore, ditemi, avete notato nulla di strano nella servit dopo la scomparsa del diamante, tranne i naturalissimi effetti di tutto quel subbuglio? Per esempio, c stato qualche bisticcio? Qualcuno si  mostrato insolitamente irritabile, o si  sentito male?
Ebbi appena il tempo di pensare allimprovvisa indisposizione di Rosanna nel giorno precedente, che, prima di poter rispondere, vidi Cuff voltarsi bruscamente verso la boscaglia. Poi lo udii dire piano, come fra s: Ah! ah!
Che c? fui pronto a domandare, contento di quella diversione.
Una fitta nella schiena: probabilmente il mio solito reumatismo, al quale do il bentornato, rispose il Sergente a voce alta, come se volesse essere udito da una terza persona. Vedrete che fra non molto cambier il tempo.
Continuammo tuttavia a camminare, e quando fummo nel giardino, allaperto, dove nessuno poteva udirci senza che lo vedessimo, Cuff riprese:
A proposito, che ne dite di quella Rosanna Spearman? Non  probabile, dato quel suo difetto fisico, che abbia un innamorato; eppure vorrei sapere se non sia proprio cos.
Lo guardai sbalordito, non sapendo dove volesse arrivare con quella domanda; ed allora egli mi spieg:
Ho vista Rosanna nascondersi nella boscaglia mentre noi passavamo.
Davvero! Quando avete detto Ah! ah!?
Precisamente. Perci, se c di mezzo un innamorato, la cosa si spiega da s; se invece non c, quellatto, dato il momento,  sospetto.
Che cosa potevo rispondere io, in nome del Cielo? Sapevo che quella era la passeggiata favorita del signor Franklin, e sapevo anche, almeno a quanto sosteneva Penelope, che Rosanna aveva perduta la testa per lui. O dovevo raccontare quella storia a Cuff, o lasciare che egli sospettasse il peggio. Mi decisi quindi, sebbene a malincuore e soltanto nellinteresse di Rosanna, posso assicurarvelo, a dire al mio compagno come, secondo Penelope, poteva spiegarsi la cosa.
Cuff non rideva mai; soltanto, allorch qualche cosa lo divertiva, arricciava lievemente le labbra agli angoli della bocca. Cos accadde in quel momento.
Vi pare strano che Rosanna sia stata tanto sciocca da innamorarsi del signor Blake? soggiunsi.
Dovreste dire piuttosto che ella  sciocca ad essere domestica, e brutta per giunta. Che si sia innamorata del signor Blake non  troppo strano, o per meglio dire non  questa la cosa pi strana in lei. Ad ogni modo son contento che sia cos. No, non temete, non ne parler ad alcuno: io mi sforzo sempre di mostrarmi compassionevole per le miserie umane, sebbene non ne trovi spesso il modo, nella mia professione. E credete che il signor Franklin si sia accorto di questo amore di Rosanna per lui? No? Certo, se ne sarebbe accorto se ella fosse graziosa. Questo mondo non  favorevole alle donne brutte: speriamo che esse trovino compenso altrove. Belle, queste rose, eh? Soltanto, non ci vorrebbe la ghiaia... No, grazie, non voglio rose: quando ne vedo staccare una dallo stelo mi si spezza il cuore. Pressa poco come si spezza il cuore a voi se vedete qualche cosa di irregolare nella sala della servit. Vi siete accorto, nevvero, di qualche cosa di strano fra i domestici dopo la scomparsa del diamante?
Ah! Fino a quel momento le cose erano andate abbastanza lisce, col signor Cuff; ma ora quella sua tortuosit, nel farmi cos innocentemente e con tanta naturalezza una domanda un po insidiosa, mi mise in guardia.
Non mi sono accorto di nulla, risposi candidamente, tranne che di una cosa: e cio che tutti avevano perduta la testa.
Davvero! Ed  questo tutto ci che avete da dirmi?
Tutto.
Quei tremendi occhi mi fissarono.
Signor Betteredge, disse poi egli, avreste nulla in contrario a che io vi stringessi la mano? Mi piacete molto, davvero.
Diamine! Egli sceglieva, per farmi quella eccezionale dichiarazione di stima, proprio il momento in cui lo ingannavo. Potevo dunque esser fiero di aver saputo darla a bere nientemeno che al famoso Sergente Cuff!...
Ritornammo in casa, e l il Sergente mi chiese che gli assegnassi una stanza, nella quale i domestici sarebbero stati chiamati ad uno ad uno. Gli offrii la mia camera, e poi chiamai i domestici, fra i quali apparve anche Rosanna, tranquilla come se nulla fosse avvenuto.
La prima ad essere interrogata fu la cuoca; e nelluscire, dopo appena un minuto, disse, a guisa di commento: Il signor Cuff ha laria malinconica, ma si vede subito che  un perfetto gentiluomo. Poi entrarono gli altri, ed ognuno, nelluscire, fece da parte sua qualche commento.
Clara, la cameriera di Lady Giulia, rimase pi a lungo della cuoca, e nelluscire osserv:
Se il Sergente Cuff non presta fede a una donna rispettabile, pu almeno tenersi per s la sua opinione.
Segu Penelope, e uscita dopo pochi momenti esclam:
Il signor Cuff mi fa pena, pap! Deve avere avute delle delusioni in amore, quando era giovane.
La governante rimase a lungo, come la cameriera, e nelluscire comment:
Signor Betteredge, non sono entrata al servizio di Lady Verinder perch il primo poliziotto venuto mi faccia capire chiaramente che dubita di me!
Dopo di lei entr Rosanna, la quale rimase col Sergente pi a lungo delle altre; e nelluscire rimase silenziosa. Soltanto, aveva il viso del color della cenere.
Samuele segu a Rosanna, e riusc dopo un minuto appena. Disse:
Chiunque sia a lustrare le scarpe del signor Cuff, dovrebbe vergognarsene; fanno pena a vederle!
Nancy, la sottocuoca, fu lultima. Rimase anche lei per breve tempo, e nelluscire mi confid:
Il signor Cuff ha un cuore, signor Betteredge; egli non ama divertirsi alle spalle di una povera ragazza che sgobba da mattina a sera.
Dopo che gli interrogatori furono finiti entrai a mia volta nella camera, e trovai il signor Cuff che zufolava, accanto alla finestra.
Ebbene, avete scoperto qualche cosa? domandai.
Se Rosanna Spearman chiedesse di uscire, rispose soltanto, lasciatela andare, poveretta. Per avvertitemene prima.
Ecco, nonostante ci che gli avevo detto, il Sergente sospettava di quella disgraziata ragazza. Ah, se lavessi saputo! Almeno non avrei avuto bisogno di farlo ridere col racconto dellinfelice passione di Rosanna. Ad ogni modo mi arrischiai a domandare
Non vorrete sospettare Rosanna di aver avuta parte in quella maledetta faccenda del diamante, vero?
Gli angoli della bocca del signor Cuff si arricciarono, ed egli mi guard fissamente, come aveva fatto in giardino.
Sar meglio che non ve lo dica, rispose;, altrimenti potreste perdere la testa unaltra volta, signor Betteredge.
Che significava questo? Ahim, era anche troppo chiaro; e cominciai a dubitare se veramente pocanzi avessi messo nel sacco il famoso Cuff. A sollevarmi dal mio imbarazzo, venne un domestico a dirmi che Rosanna domandava il permesso di uscire, perch aveva lemicrania e sentiva il bisogno di una boccata daria fresca. A un segno del Sergente risposi acconsentendo. Poi, quando fummo rimasti soli, egli mi domand:
Da quale parte esce la servit? E dopo che glielo ebbi indicato, dalla finestra, soggiunse: Chiudete luscio di questa stanza, e se qualcuno domanda di me dite che mi ci sono chiuso io per riordinare le idee.
Non replicai, e dopo aver chiuso luscio me ne andai nella sala dei domestici. Era lora del t, e mi misi a sedere anchio nella speranza di udire qualche cosa di nuovo. Il t, infatti, a quanto ho potuto osservare, scioglie la lingua, specialmente alle donne. E la mia speranza non fu vana, perch non pass molto che ne seppi quanto poteva saperne lo stesso Cuff attraverso glinterrogatori.
A quanto pare la cameriera di Lady Giulia e la governante non avevano creduto allimprovviso malore di Rosanna, il giorno precedente; sicch quelle due diavolesse (come chiamarle in altro modo?) erano salite quietamente, durante il pomeriggio, alla camera della poveretta, e trovando luscio chiuso avevano picchiato; ma nessuno aveva risposto. Poi Rosanna era riapparsa al t, e subito dopo era ritornata di nuovo in camera sua. Le due anime buone vi erano andate di nuovo anchesse, ma avevano trovato nuovamente luscio chiuso; n era stato loro possibile di guardare attraverso il buco della serratura, perch questo era otturato. A mezzanotte circa erano ritornate per la terza volta: avevano visto filtrare della luce dal basso delluscio, ed avevano udito il crepitio della fiamma. Il fuoco nelle camere della servit in quella stagione! Qualche cosa doveva esserci sotto. Tutto questo esse avevano narrato al Sergente, il quale, anzich ringraziarle, le aveva guardate sospettosamente, come se non credesse a tutte quelle storie: il che, secondo me, che ormai conoscevo i tortuosi sistemi del signor Cuff, poteva significare invece che egli aveva semplicemente fatto finta di non credere, tanto vero che era andato a sorvegliare Rosanna.
Dopo il t uscii e mi avviai tutto pensoso verso la boscaglia. L incontrai il signor Franklin, il quale mi disse che, ritornato dalla stazione, aveva avuto un lungo colloquio con la zia, ed aveva saputo da lei dello strano rifiuto della signorina Rachele a far esaminare il suo guardaroba.
Ebbene, che ve ne pare, mio buon Betteredge, di questa atmosfera di sospetto e di mistero che  intorno a noi? disse a un certo punto. Vi ricordate del giorno in cui venni qui con quel maledetto diamante? Volesse il Cielo che lavessimo veramente gettato nelle sabbie mobili!
Dopo questo sfogo tacque, e per qualche momento passeggiammo in silenzio. Poi egli mi domand dove fosse e che cosa facesse il sergente Cuff. Esitai un momento, ma mi persuasi che fosse meglio dirgli la verit; e raccontai che cosa era accaduto. In un batter docchio, con la sua solita prontezza, egli comprese quali potessero essere i sospetti del detective.
Non mi avete detto stamattina che uno dei fornitori ha incontrata ieri Rosanna sul sentiero di Frizinghall? domand.
Proprio cos, signor Franklin.
Se la cameriera di mia zia e la governante hanno detta la verit, quel fornitore non deve essersi sbagliato. La ragazza finse di star male per andare in citt, chiss con quale recondito scopo. Evidentemente il vestito con la macchia doveva appartenere a lei, e quel fuoco in camera sua dimostra che deve averlo bruciato nella notte. Betteredge,  Rosanna che ha rubato il diamante! Voglio andare subito a dirlo a mia zia.
Non ancora, se non vi dispiace, signor Blake, disse improvvisamente una voce melanconica dietro di noi.
Ci volgemmo di botto, e ci trovammo a faccia a faccia col signor Cuff.
E perch non subito? domand senzaltro il signor Franklin.
Perch, caro signore, se lo dite a Sua Signoria ella lo dir anche alla signorina.
Ebbene? E se anche cos fosse? replic il signor Franklin accigliandosi, e con tale veemenza che si sarebbe creduto che Cuff lo avesse mortalmente offeso.
Credete che sia cosa saggia fare a me una tale domanda e in un momento come questo? replic quietamente Cuff.
Vi fu un momento di silenzio, durante il quale il signor Franklin si avvicin al detective fin quasi a toccarlo, guardandolo negli occhi. Poi, abbassando improvvisamente la voce, riprese:
Signor Cuff, sapete che mi chiedete una cosa molto delicata?
Non  la prima volta, signor Blake, che mi trovo a trattare materie delicate, replic imperturbato il detective.
Debbo dunque credere che mi proibite di riferire a mia zia ci che accade?
Se non vi dispiace, dovete credere soltanto che se riferite a Lady Verinder o a chiunque altri ci che accade io mi disinteresser delle indagini e me ne andr.
Il ragionamento non faceva una grinza, e il signor Franklin non pot che arrendersi. Si volse bruscamente e se ne and, fremente di collera.
Io avevo assistito alla breve scena angustiato e senza saper che fare. Due cose, per, ormai mi apparivano chiare: che quei due parlavano di una cosa che per me rimaneva ancora un mistero ma che essi sembravano sapere perfettamente, e che in un modo o nellaltro la mia cara signorina Rachele a quella cosa non era estranea.
Signor Betteredge, mi disse poi Cuff, durante la mia assenza avete commessa una sciocchezza: avete cio fatto un po il detective per conto vostro. Per lavvenire abbiate la bont di compiere le vostre indagini insieme con me, o sotto la mia direzione.
Poi mi prese a braccetto, forse per alleviare leffetto di quel giusto rimprovero, e mi condusse pel sentiero dal quale era venuto. Pensai ad un tratto che volesse tendere un tranello a Rosanna col mio aiuto, e mi fermai di botto. Che fosse ladra o no, io avevo piet di quella poveretta, e non avrei contribuito a rovinarla.
Che volete da me? dissi, sciogliendo il mio braccio dal suo.
Nientaltro che qualche indicazione sulla contrada intorno. Non avrete difficolt, spero, a darmi delle nozioni topografiche. Dunque, c qualche sentiero che meni alla spiaggia, da questa parte?
S, risposi dopo una breve esitazione. C un sentiero.
Indicatemelo.
E luno accanto allaltro, nel tramonto, ci avviammo verso le Sabbie Tremanti.
...
15.
...
Cuff rimase per qualche tempo silenzioso; poi, quando fummo giunti nellabetaia, disse improvvisamente:
Signor Betteredge, cessiamo dal tentare di ingannarci lun laltro e parliamoci con assoluta franchezza. Ve ne dar io lesempio. Voi siete deciso a non darmi alcuna informazione che possa nuocere a Rosanna Spearman, perch la ritenete una buona figliuola e perch avete piet di lei. Un sentimento onorevolissimo, questo, ma che nel caso presente  sciupato, perch la ragazza non pu aver noie per ci che si riferisce alla scomparsa del diamante; e ci per una ragione tanto evidente, quanto  evidente che avete un naso.
Intendete dire che Lady Verinder non vorrebbe che fosse processata?
Intendo dire che ella non potrebbe farla processare. Rosanna  un semplice strumento nelle mani di unaltra persona, e per amor di questa non sar minimamente infastidita.
Cuff parlava sinceramente, era chiaro; e forse aveva anche ragione. Tuttavia sentivo una sorda animosit contro di lui.
Non potreste dare un nome a questa persona? dissi.
E voi non lo potreste, Betteredge?
No.
Il Sergente si ferm di botto, e mi guard interessato.
Mi sforzo sempre di aver compassione delle debolezze umane, disse, e in questo momento, signor Betteredge, mi sento particolarmente preso da compassione per voi, cos come voi fate con Rosanna, nevvero? Poveretta! Eppure  trattata bene... Per esempio, non le fu ultimamente regalato un nuovo corredo di biancheria?
Ecco unaltra delle sue domande insidiose, certo: ma a che cosa essa mirasse, il Cielo solo poteva saperlo. Tuttavia mi parve che la verit non potesse recar danno a Rosanna, e quindi risposi che cos era, e che Lady Giulia, vedendo che la sua protetta aveva poca biancheria, in premio della sua buona condotta le aveva regalato, una quindicina di giorni addietro, un nuovo corredo.
Vedete com il mondo! osserv egli. Se non fosse stato per questo nuovo corredo, avremmo fatto un bel passo avanti. Giacch avrete capito che cosa facesse la ragazza ieri, no? Come no? Eppure  chiaro come quella striscia di sole laggi. Vediamo, voi stesso avete interrogato i domestici dopo di me, e avete saputo che cosa hanno scoperto quelle due donne. Seguite il mio ragionamento, dunque. Alle undici, quellineffabile Seegrave accenna alla macchia sulla porta; Rosanna, che ha ragione di temere che quella macchia labbia prodotta lei con lo strofinio della sua veste da notte, o non so che altro, finge di ammalarsi, e invece va in citt, compra della nuova tela per farsi unaltra veste da notte, e a sera tarda va a cucirsela in camera sua. Il fuoco di cui le due donne hanno parlato serviva a stirare e ad asciugare il nuovo indumento, non a bruciare quello macchiato: il quale, probabilmente, ella ha nascosto in qualche luogo, o porta addirittura addosso, per disfarsene al momento opportuno. Non mi meraviglierei che ora stesse facendo appunto questo, laggi, su quel punto solitario della spiaggia... Pocanzi ne ho seguite le tracce, e ho visto che andava in una certa casa nel villaggio dei pescatori, Cobbs Hole, mi pare che si chiami. Si  trattenuta in quella casa per qualche tempo, e quando ne  uscita aveva qualche cosa nascosta sotto il mantello. Il mantello di una donna, vedete, signor Betteredge,  come la carit: ricopre una moltitudine di misfatti. Ditemi, vi pare bella questa vostra spiaggia?
S, replicai asciutto.
Questione di punti di vista, mio caro: per me  orribile, perch se vi si vuol seguire una persona non c un albero o un pezzo di roccia dietro cui celarsi. Perci ho dovuto scegliere fra due partiti: o far mettere sotto chiave Rosanna per questa sera, come sospetta, o lasciarla libera di fare il suo giochetto. Ho scelto questultimo partito, anche per non dare troppo presto lallarme alla persona che fra noi non si pu nominare; e son ritornato alla villa per pregarvi di condurmi verso la parte settentrionale della spiaggia per unaltra via. La sabbia, vedete,  unottima detective, per via delle impronte; e perci, se non incontreremo Rosanna, la sabbia ci dir dov stata, almeno se ci sar ancora abbastanza luce. Oh, eccoci giunti. Vi dispiace se passo per primo?
Non so se ci sia una malattia che chiamerei la febbre del detective, ma il certo  che in quel momento essa mi prese sotto forma di una smania dindagine che mi fece seguire il Sergente come un cane segue il cacciatore. Passando fra le dune egli giunse sin presso le sabbie mobili, e io aspettai un po lontano, proprio dovero il giorno in cui giunse il signor Franklin, agitato, turbato, col cuore che pareva volesse balzarmi in gola. Ricordavo che la povera ragazza quel giorno aveva messa la sua mano nella mia per ringraziarmi della mia bont verso di lei, e mi sentivo sempre pi depresso...
Il sole era scomparso allorizzonte, e nella luce crepuscolare un silenzio interrotto solo dal mormorio delle onde gravava su quella spiaggia desolata. Era il tempo della marea, e potevo scorgere le sabbie mobili agitarsi leggermente, come rabbrividendo. Vidi il signor Cuff trasalire e starsene un momento ad osservare limpressionante fenomeno; poi egli si volse verso di me:
Un luogo traditore, questo, signor Betteredge; e nessun segno di Rosanna, per quanto guardi. Venite a vedere.
Lo raggiunsi, e vidi che effettivamente le nostre orme erano le sole sulla sabbia. Poi egli mi domand:
 lontano di qui il villaggio dei pescatori?
Cobbs Hole? Poco lontano, verso sud.
Ho vista la ragazza venire lungo la spiaggia a nord di Cobbs Hole; dunque, verso questo punto. Si dovrebbero trovare le sue tracce. Basta: possiamo andare di qui al villaggio lungo la spiaggia, mentre lacqua  bassa? S? Andiamo, allora; e possibilmente con una certa rapidit, perch le tenebre non ci colgano.
Avevamo percorso un duecento metri circa verso il villaggio quando vidi Cuff cadere improvvisamente in ginocchio, come preso da un frenetico bisogno di pregare.
Dopo tutto, anche questa spiaggia  buona a qualche cosa, disse poi. Vedete, qui ci sono impronte di un piede femminile, che fino a prova contraria riterremo essere quello di Rosanna: impronte molto confuse, volutamente confuse, direi. Ah, quella poveretta le conosce anche lei le qualit della sabbia! Ecco, qui c unimpronta che viene dal villaggio, e qui ce n unaltra che va in direzione di esso. Poi altre ancora in direzione dellacqua. Poi, poi... Eh, eh! Senza urtare i vostri sentimenti, signor Betteredge, si direbbe che Rosanna abbia voluto camminare per quanto possibile sulla roccia e poi nellacqua. Ella aveva qualche cosa sotto il mantello, mi pare di avervelo detto: non qualche cosa che volesse distruggere, perch altrimenti non avrebbe prese tante precauzioni, ma qualche cosa da nascondere, probabilmente. Andiamo a quella casa di pescatori nella quale  stata, e forse l ne sapremo di pi.
A quella proposta la mia febbre dindagine si raffredd.
Che bisogno avete di me? osservai. Non posso esservi utile a nulla, mi pare.
Signor Betteredge, vedo in voi ad ogni momento, si pu dire, nuove virt. Siete anche modesto! Ah, quanto  rara la modestia in questo mondo! Non comprendete dunque che se andassi solo al villaggio nessuno parlerebbe, mentre, presentandomi con voi, tanto conosciuto, la cosa sar diversa?
Ma sapete almeno qual la casa che cercate?
Egli me la descrisse minutamente, ed io compresi che si trattava di un cottage abitato da un pescatore per nome Yolland, da sua moglie e dai suoi due figli. Credo di avere gi detto nel principio di questo racconto che Rosanna aveva degli amici a Cobbs Hole; orbene, questi amici erano appunto i Yolland, gente rispettabilissima. Rosanna aveva stretto amicizia con la figlia del pescatore, nota nel paese col nome di Lucia la Zoppa per via di un piede storto, e a quanto sapevo era sempre la benvenuta nel cottage. Mi sentii pi tranquillo: se Rosanna era andata in quella casa, non era stato certo per farvi nulla di male: e forse, accompagnandovi Cuff, le avrei reso un servigio anzich nuocerle.
Al cottage trovammo che il pescatore e il figlio erano fuori e Lucia la Zoppa a letto. Fu dunque la signora Yolland che ci ricev, in cucina. Io le presentai il signor Cuff come una celebrit londinese, ed ella se ne stette a guardarlo per un pezzo come incantata.
Ora toccava al Sergente a parlare: ed io aspettavo, non senza curiosit, di vedere come avrebbe fatto cadere il discorso su Rosanna. Prendendola come sempre alla larga, egli parl di un po di tutto: della Famiglia Reale, dei Metodisti, del prezzo del pesce, e a poco a poco giunse a deplorare lantipatia che la servit di casa Verinder aveva per la povera Rosanna, della quale le aveva specialmente dato prova in occasione della perdita del diamante. Gli sarebbe piaciuto molto, disse, di poter dissipare ogni sospetto sul conto della povera ragazza, contro la quale le sue nemiche avevano fatte delle insinuazioni. Insomma seppe fare in modo che un quarto dora dopo la buona donna era persuasa di parlare al miglior amico di Rosanna, e insisteva perch egli si riconfortasse lo stomaco con qualche sorsata di liquore.
Ma quanto a strappare informazioni alla signora Yolland, la quale saltava continuamente di palo in frasca, era unaltra faccenda. E Cuff, alla fine, trasse lorologio per vedere che ora fosse. Credevo che volesse abbandonar la partita, ma invece egli faceva un ultimo tentativo.
Ed ora dobbiamo darvi la buona notte, signora, disse. Nellandarmene, per, desidero di confermarvi ancora che Rosanna ha in me un amico fedele e zelante. A come stanno le cose, quasi avrei piacere che ella lasciasse il posto che ha presentemente.
Benedetta me! Ma sta per lasciarlo! esclam la donna.
Trasalii. Rosanna stava per lasciarci, e senza dir nulla a Lady Giulia o almeno a me! La cosa mi pareva molto strana. Comunque, temendo che le cose si mettessero male per la ragazza, cercai di condur via Cuff; ma egli si rimise a sedere, chiedendo ancora un po di quelleccellente liquore. Seccato, mi avvicinai alla porta dicendo che per conto mio dovevo andarmene non potendo tardare oltre; e tuttavia rimasi.
Ah! Dunque Rosanna vuole andarsene? riprese il Sergente. Ma che far, dopo? Oh, che cosa triste! Quella povera creatura non ha altri amici al mondo che voi e me.
Ne ha anche degli altri, non dubitate. Oggi  venuta qui, e dopo aver chiacchierato un po con Lucia  andata su a scrivere, dicendo che doveva mandare una lettera a una persona amica, e che non poteva farlo alla villa per evitare pettegolezzi da parte delle altre domestiche. A chi la lettera fosse diretta non saprei dirvi: ma devessere stata assai lunga, perch ella  rimasta un pezzo a scriverla. Vedrete che presto se ne andr, vi dico.
Credo che sbagliate, signora Yolland, intervenni io. Se Rosanna avesse lintenzione di andarsene lavrebbe detto prima di tutto a me.
Siete in errore, signor Betteredge! esclam la donna. Ella ha persino comperato da me certe cose di cui aveva bisogno per il suo viaggio. S, proprio qui. Anzi, questo mi ricorda una cosa che intendevo fare. E cos dicendo si frugava in tasca. La vedrete stasera, qualcuno di voi?
Col pi grande piacere far io la vostra commissione a quella poveretta, fu pronto a dire Cuff prima che io potessi rispondere.
La signora Yolland trasse di tasca alcune monete, e si mise a contarle con esasperante lentezza; poi, con una certa riluttanza e come se le dolesse di separarsene, le pose sulla tavola, davanti a Cuff.
Ecco, dovreste avere la bont di dare questo denaro a Rosanna, coi miei pi cari saluti. Ecco com la cosa: ha acquistato da me, come vi dicevo, alcuni oggetti, e ha insistito per pagarmene il prezzo. Lho preso, si sa, perch il denaro, in una casa povera,  sempre il benvenuto: ma poi mi son sentita a disagio. Io prendere il denaro da quella creatura! E poi, mio marito non vorrebbe, certamente. Perci ditele che tenga gli oggetti che ha presi come un mio regalo, e si riprenda il denaro. Ma levatelo di l, dunque! Finch rimane sulla tavola, potrei essere tentata di riprendermelo. I tempi sono cos duri, e la pesca cos scarsa!
Eh, eh, signora! osserv Cuff scrollando la testa.  una cosa delicata, restituire del denaro. Vediamo, le avrete fatto pagare un prezzo molto basso per ci che ha acquistato, nevvero?
Basso! Un momento, giudicherete voi stesso. Venite.
Prese la candela e condusse Cuff in un angolo della cucina, dovera un mucchio di diversi oggetti, per lo pi di metallo, certamente avanzi di qualche naufragio raccolti sulla spiaggia dal marito. Ella frug nel mucchio e ne trasse una vecchia scatola di metallo, a disegni giapponesi, col coperchio e con un anello che serviva a chiuderlo: una di quelle scatole, insomma, che usano i marinai per preservare carte o altri oggetti dallacqua, giacch sono fatte in modo da rimanere ermeticamente chiuse.
Ecco, guardate! esclam. Rosanna ha comperata la gemella di questa. Uno scellino e sei pence, signore!  caro, dite?
Caro? Ma  regalata! convenne Cuff.
Teneva in mano la scatola e si era messo a zufolare, ora. Evidentemente, mi dissi, aveva fatta una scoperta.
E questa? prosegu la donna, traendo ora dal mucchio una di quelle catene che servono per legare i cani. Ne avevamo tre, e Rosanna ha voluto le altre due. Le servivano, diceva, per legare bene la scatola. Le ho fatto osservare che sarebbe stato meglio usare una cordicella, ma ella mi ha risposto che la catena  pi salda della corda. E due, ne ha voluto.  una strana ragazza, vedete, signore: buona come un angelo con la mia Lucia, ma strana, strana. Ebbene, due di queste catene, nientemeno, gliele ho fatte pagare tre scellini e sei pente. Parola!
Ma le avete date via per nulla, proprio! Ed ora che so come stanno le cose, signora Yolland, davvero non me la sento, di riportarle il denaro. Non ha preso altro?
Niente altro, e ha portato via i suoi acquisti. Dunque, voi dite che...
Che non  il caso di restituirle il denaro, naturalmente.  roba regalata, quella.
Proprio, la pensate cos? esclam la donna, il cui viso parve illuminarsi.
Ma non c dubbio!
Allora... E la signora Yolland afferr le monete e se le ripose in tasca.
Poco dopo uscivamo. Mi sentivo irritato contro Cuff e contro la donna, come se qualcuno di essi mi avesse mortalmente offeso. Per qualche momento camminammo in silenzio; poi Cuff disse:
Grazie della vostra presentazione, Betteredge. Mi portate rancore? Avete torto, perch, se mai, avete contribuito a rendere migliore la situazione di Rosanna. Vedete, ci che ella ha fatto stasera  chiaro, ormai: ha unite insieme le due catene, le ha legate intorno alla scatola e ha messa questa nellacqua o nelle sabbie mobili, in modo per che una delle estremit della catena potesse essere attaccata a una punta di roccia celata sotto lacqua e nota a lei sola. L la scatola rimarr ancorata, per cos dire, finch sia finito il chiasso che si fa intorno a questa faccenda; dopo di che ella la riprender a suo piacimento. Chiarissimo; soltanto, e qui per la prima volta udii nella voce del sergente un lieve tono dimpazienza, soltanto il mistero  questo, ora: che cosa mai avr ella messo nella scatola?
Il diamante, certo! dissi tra me; e a Cuff: Non indovinate, dunque?
Non  il diamante, Betteredge. Se fosse il diamante direi che sono stato un asino tutta la mia vita.
Ecco, ora mi riprendeva quella diabolica febbre del detective! Sar una mia idea, ma il fatto  che suggerii subito:
Lindumento macchiato, allora!
Cuff si ferm di botto, mi mise una mano sul braccio, poi domand:
Betteredge,  accaduto mai che un qualsiasi oggetto gettato nelle sabbie mobili sia ritornato alla superficie?
Mai. Leggero o pesante, ogni oggetto che vi sia gettato vi scompare per sempre.
Lo sa, questo, Rosanna?
Lo sa quanto me.
E allora, se voleva sbarazzarsi di un indumento, non sarebbe stato pi semplice avvolgerlo intorno a una pietra e gettarlo nelle sabbie? Dunque, se dellindumento si tratta, come credo, ella deve averlo voluto nascondere. Non c ombra di ragione perch abbia potuto desiderare di far cos, e tuttavia lo ha fatto... Signor Betteredge, se non intervengono fatti nuovi bisogna che domattina io vada a Frizinghall, a indagare che cosa sia andata a comperare laggi quella benedetta ragazza.  un rischio, allontanarsi in momenti simili dalla villa, ma bisogna correrlo, per evitare di fare altri passi nel buio.
Ritornati a casa, trovammo che la servit stava a cena. Cuff domand allagente lasciatoci dal signor Seegrave se Rosanna fosse ritornata, e ne ebbe risposta affermativa. Quando? Da circa unora. Che aveva fatto? Era andata disopra a togliersi mantello e cuffia, e ora stava tranquillamente a cena con gli altri.
Betteredge, brontol Cuff, quando fummo soli, mi sento diminuire nella mia propria estimazione.
E usc, come depresso. Lo seguii, e vidi che dallesterno guardava una delle finestre al primo piano, illuminata.
Non  quella la finestra della signorina? mi domand.
Risposi che s, ma che avrebbe fatto meglio a venire a cena, ormai. Egli per non si mosse, e disse che gli piaceva il profumo dei fiori nella notte. Cos lo lasciai, ma prima di rientrare lo udii che zufolava la sua romanza preferita, Lultima rosa destate. Sapevo ormai che cosa questo significasse: Cuff aveva fatta unaltra scoperta, e questa volta, evidentemente, a proposito della mia cara signorina!
Mi decisi a ritornare ancora una volta presso di lui, dicendogli che non me la sentivo di lasciarlo solo.
C forse qualche cosa che non capite, lass? soggiunsi, accennando verso la finestra.
La risposta mi sbalord; ma al tono della sua voce compresi che il sergente Cuff si sentiva rialzare nella propria estimazione.
Voi siete grandi scommettitori, nel Yorkshire, Vero? disse.
Ebbene? E se cos fosse?
Se cos fosse, Betteredge, e mi prese il braccio, se cos fosse, e se fossi anchio del Yorkshire, scommetterei contro di voi la mia ultima sterlina che la signorina Verinder si  improvvisamente decisa ad andar via dalla villa. Dato che vincessi, poi, riscommetterei che questa idea le  venuta da poco, non oltre unora fa.
Ripensando a ci che il policeman ci aveva detto, che cio Rosanna era rientrata da circa unora, credetti di capire la ragione della seconda affermazione. Ma perch la signorina avrebbe dovuto lasciare la casa? Irritato, ritirai bruscamente il braccio, e andai a vedere da me stesso come andassero le cose.
La prima persona che incontrai nel corridoio fu Samuele, il domestico. Ma prima che potessi dire una parola egli mi annunci:
Signor Betteredge, Sua Signoria desidera di veder subito voi e il signor Cuff.
 molto che te lha detto? domandai.
Poco meno dunora fa.
Ahi! La cosa era chiara. Rosanna era rientrata, la signorina Rachele aveva presa una risoluzione... come dir? straordinaria, Lady Giulia chiedeva di me e del Sergente, tutto questo in rapida successione, e durante quellultima ora... Quel diavolo di Cuff, intanto, mi aveva seguito senza che me ne accorgessi, ed io dovetti lasciare che venisse con me da Lady Giulia; ma non gli rivolsi la parola. Quando alzai la mano per picchiare alluscio del salottino fui preso come da un tremito.
 Non sarei molto sorpreso, udii il Sergente susurrarmi alle spalle, se stanotte dovesse scoppiare uno scandalo qui in casa. Ma non ve ne preoccupate, Betteredge: ho messo a posto cose molto pi gravi in vita mia!
Mentre egli diceva queste ultime parole udii la voce di Lady Giulia:
Avanti!
...
16.
...
Trovammo la mia padrona nel salottino illuminato soltanto dalla lampada che di consueto le serviva per leggere, e disposta in modo che il viso le rimanesse nascosto nellombra. Invece di guardarci in faccia, come faceva sempre, ella tenne gli occhi ostinatamente fissi su un libro che aveva davanti a s.
Sergente, disse senzaltro, pu interessarvi, per le vostre indagini, di sapere anticipatamente che una persona della casa intende di partire?
Minteressa moltissimo, Lady Verinder.
Debbo dirvi, allora, che mia figlia si propone di andare a casa di sua zia, la signora Ablewhite, a Frizinghall, domattina per tempo.
Cuff mi guard. Io feci un passo avanti per dire qualche cosa alla mia padrona; ma il batticuore me limped.
Posso domandare a Vostra Signoria quando la signorina Verinder le ha comunicata questa sua intenzione? domand Cuff.
Circa unora fa.
Il Sergente mi guard di nuovo. Si dice che il cuore dei vecchi sia lento a muoversi; ma questo, a giudicarne da ci che accadeva a me in quel momento, non  vero.
Non posso in alcun modo impedire alla signorina di partire, riprese poi Cuff. Tutto ci che posso chiedere a Vostra Signoria  di fare in modo che la partenza sia ritardata di qualche ora. Debbo andare a Frizinghall anchio di buon mattino, e sar di ritorno verso le due, se non prima. Se la signorina potesse aspettare fino a quel momento, desidererei dirle due parole.
Lady Giulia mi ordin di dire al cocchiere di preparare la carrozza per la signorina alle due. Poi domand a Cuff se avesse altro da dirle.
Una cosa soltanto: che se la signorina fosse sorpresa di questo mutamento dorario non bisognerebbe dirle ch dipeso da me.
Lady Giulia alz gli occhi verso Cuff, e parve voler replicare; ma li riabbass subito, e con un cenno della mano ci conged.
Donna meravigliosa, quella, mi disse Cuff quando fummo fuori. Se non fosse per la sua padronanza di s, questa sera il mistero che vi inquieta sarebbe risolto.
A quelle parole mi parve di comprendere. Sentii salirmi il sangue alla testa, afferrai il Sergente pel bavero e lo spinsi contro il muro.
Allinferno anche voi! esclamai. Deve trattarsi della signorina Rachele... E me lavete nascosto sempre!
Cuff, stretto contro il muro, non si mosse.
Ah! disse soltanto. Lavete indovinato, finalmente!
La mano che lo teneva rallent la stretta, e chinai la testa avvilito. Non bisogna dimenticare che ero stato in quella casa oltre cinquantanni, e che avevo tenuta la signorina sulle ginocchia. Chiesi perdono a Cuff, ma, temo, con occhi velati di lacrime.
Non vi addolorate tanto, Betteredge, replic egli con una gentilezza maggiore di quella che potessi aspettarmi. Guai se nel genere di lavoro che faccio fossi permaloso! Anzi, se questo vi pu essere di conforto, sbattetemi pure contro il muro unaltra volta.
Lo condussi nel mio salottino e chiusi la porta.
Ora ditemi la verit, signor Cuff: che cosa sospettate, proprio? Non  gentile da parte vostra celarmelo.
Non sospetto: so, replic egli tranquillamente.
Vorreste dire, in parole povere, che la signorina ha rubato a se stessa il diamante? esclamai tra ironico e irritato.
Precisamente. La signorina Verinder ha tenuto sempre lei il diamante, ed ha preso per confidente Rosanna, calcolando che costei potesse essere pi facilmente degli altri accusata di furto. Ed ora, riafferratemi alla gola, se vi fa piacere.
Ma... ma ditemi almeno le ragioni che avete per pensare una mostruosit simile!
Domani, rispose Cuff. Giacch domani, se la signorina insister a voler andare dalla zia, cosa della quale non dubito, dovr dir tutto a Lady Verinder.
Uscii irritato e perplesso oltre ogni dire. Per la prima volta mi sentivo terribilmente vecchio, e mi domandavo quando sarebbe piaciuto al Signore di richiamarmi a s. Tuttavia la mia fiducia nella signorina non era scossa. Se Cuff fosse stato Salomone in persona, e mi avesse detto che ella si era condotta in un modo cos basso e riprovevole, mi sarei limitato a rispondere al sapientissimo re: Tu non la conosci, io s.
Mentre mi avvicinavo alla porta che conduceva dalla sala della servit allatrio, la vidi spalancarsi; e Rosanna corse verso di me, sconvolta in viso, con una mano sul cuore come per trattenere un dolore troppo violento. La fermai.
Rosanna! Ma che avete, figliuola? Vi sentite male?
Per amor di Dio! Per amor di Dio, non mi dite nulla! rispose ella in tono convulso; e sfuggendomi corse via in direzione della scala che menava alle camere della servit. Dissi alla cuoca, che era a poca distanza, di andare da quella disgraziata a vedere se avesse bisogno di qualche cosa; ma, per quanto non me ne fossi accorto, altre due persone avevano visto e udito. Cuff usc silenziosamente dal salottino e mi domand che fosse accaduto.
Nulla, risposi brevemente. Ed in quello stesso momento il signor Franklin apr la porta e mi chiam nellatrio, domandandomi se avessi vista Rosanna.
S, proprio ora.  corsa via sconvolta in viso.
Betteredge, temo di essere io, involontariamente, causa di questo. Non saprei come spiegare la cosa; ma se quella ragazza  realmente implicata nella faccenda del diamante, credo proprio che stesse per confessarmelo pocanzi. A me, pensate!
A voi, signor Franklin?
Proprio. Stavo presso il bigliardo, passando il tempo ad esercitarmi, per dimenticare quella maledetta faccenda, quando ecco che nellalzare gli occhi vedo Rosanna. Uno spettro, Betteredge! Quel suo accostarsi silenzioso, quasi subdolo, era una cosa cos strana che sulle prime non sapevo che cosa dirle. Tuttavia le ho domandato se desiderasse di parlarmi.
S, se ne avr il coraggio, mi ha risposto.
Sapendo che vi erano dei sospetti a suo carico ho interpretato quelle parole come un desiderio di confessarmi la colpa, e a questo pensiero mi son sentito a disagio. Daltra parte non mi potevo rifiutare di ascoltarla. Perci ho replicato:
Non vi capisco. Posso fare qualche cosa per voi?
Ma quella strana creatura  parsa addolorata a quelle parole; infatti ha abbassata la testa sul petto, e lho udita mormorare, come a se stessa:
Ecco,  tutto intento al bigliardo. Qualunque cosa, pur di non guardarmi
E prima che potessi fermarla  corsa via. Ora, Betteredge, vi confesso che non so che pensarne. Vi dispiacerebbe di dire a Rosanna che non ho avuto desiderio di condurmi villanamente con lei? Forse in cuor mio le avr fatto torto, sospettandola per il diamante e quasi desiderando che lavesse preso lei; ma questo non per malanimo, bens...
Sinterruppe, e senza aggiungere altro si volse e ritorn al bigliardo. Che cosa avrei dovuto fare? Mandai a chiedere notizie della ragazza e mi fu detto che ella si era chiusa in camera sua rifiutando ogni offerta di assistenza. Andai a riferire la notizia al signor Franklin, ed egli, con una scrollata di spalle, si allontan.
Era lora di andare a letto, e cominciai il mio giro nella casa per spegnere le lampade. Nel passare davanti al corridoio, in fondo al quale era lappartamento della signorina Rachele, udii come un respiro regolare di dormiente. Andai a vedere di che cosa si trattasse, e con mia indicibile sorpresa e indignazione scorsi Cuff steso attravers il corridoio, su tre sedie messe in fila e la giacca sotto la testa a guisa di cuscino. Lo scossi ruvidamente, ed egli parve svegliarsi.
Oh, buona notte, signor Betteredge! disse quietamente. Mi pareva di stare a discutere col giardiniere per via delle rose.
Che fate qui? E perch non siete a letto?
Perch sono uno di quei disgraziati che non possono guadagnarsi la vita onestamente e comodamente insieme. Le diverse circostanze verificatesi questa sera mi hanno persuaso che la signorina deve necessariamente comunicare con Rosanna prima di partire. Gi hanno parlato insieme qualche ora fa; se volessero farlo ancora mi troverebbero qui... Mi dispiace di mettere sottosopra in questo modo le regolate abitudini della casa, ma la colpa  del diamante.
Volesse Iddio che non ci fosse mai venuto! esclamai.
Cuff, che si era alzato a sedere, guard le sedie sulle quali avrebbe dovuto passare la notte e rispose gravemente:
 quello che dico anchio.
Non potevo impedire al Sergente di far ci che egli credeva necessario per compiere la missione affidatagli, e quindi mi ritirai. Debbo dire subito, per, che nulla accadde durante la notte, e che n la signorina n Rosanna tentarono di vedersi.
Avevo creduto che Cuff partisse di buon mattino per Frizinghall; invece egli rimase ancora, ed io, non volendo immischiarmi in ci che intendeva di fare, uscii per prendere una boccata dellaria fresca del mattino.
Nellavvicinarmi alla boscaglia scorsi il signor Franklin che faceva la sua passeggiata favorita. Me gli avvicinai, ma prima che avessimo potuto scambiare due parole Cuff ci apparve dimprovviso accanto, apparentemente con lintenzione di parlare al signor Franklin; il quale, per, lo accolse piuttosto altezzosamente.
Avete qualche cosa da dirmi, Sergente?
S, qualche cosa a proposito delle indagini che svolgo, signor Blake, rispose quietamente Cuff. Ieri avete compreso da quale parte esse si volgessero, e naturalmente ne siete rimasto urtato e irritato. Non meno naturalmente riversate su di me la vostra collera per questo scandalo di famiglia.
Insomma, che cosa volete da me?
Vorrei ricordarvi, signore, che, fino a questo momento almeno, non  apparso che io abbia avuto torto nelle mie induzioni. Nello stesso tempo vogliate considerare che io sono un funzionario di polizia chiamato qui, non venutovi spontaneamente, e che agisco col consenso della padrona della casa. Dato questo, credete voi che sia o no dovere di un buon cittadino di fornirmi quelle informazioni che mi possono essere utili?
Non ho speciali informazioni da darvi, replic il signor Franklin; ma il Sergente continu, senza badargli:
Ecco, signor Blake, voi potreste risparmiarmi tempo e fatica cercando di comprendermi e acconsentendo a parlare.
Non vi capisco e nulla ho da dirvi, signor Cuff.
Eppure una delle domestiche vi parl privatamente, ieri a sera. Notate che non faccio nomi.
Per lultima volta, non ho nulla da dirvi.
Stavo ad ascoltare quello strano dialogo, ripensando a ci che avevo visto e udito la sera precedente, quando da dietro gli alberi comparve improvvisamente Rosanna Spearman in persona. La seguiva Penelope, la quale pareva sforzarsi di ricondurla verso la casa. Debbo credere che la ragazza si aspettasse di trovare il signor Franklin solo, giacch vedendo Cuff e me si ferm di botto. Il signor Franklin scorse le due ragazze nello stesso tempo che le scorsi io; e soltanto il Sergente, con la sua diabolica furberia, finse di non averle viste. Tutto questo accadde in un istante. Poi, prima che il signor Franklin o io potessimo dire una sola parola, Cuff riprese a dire indifferentemente, come se continuasse lo stesso discorso, ma a voce pi alta, certo per farsi udire da Rosanna:
Del resto non dovete temere di poter nuocere a quella ragazza, signor Blake. Anzi, se vi interessate di lei, fatemi lonore di aver fiducia in me e parlate liberamente.
Con la sua solita prontezza il signor Franklin finse a sua volta di non aver vista Rosanna, e rispose, a voce alta anche lui:
Vi sbagliate: io non me ne interesso minimamente.
Guardai Rosanna. Il signor Franklin aveva appena pronunciate quelle parole, che ella si volse e corse via, trascinando con s Penelope, che prima non aveva potuto trattenerla. Si ud suonare in quel momento la campanella della colazione; e allora Cuff si rivolse verso di me.
Pel momento non ho altro da fare qui, signor Betteredge. Vado dunque a Frizinghall: sar di ritorno prima delle due.
E si allontan. Auff! Per qualche ora almeno eravamo sbarazzati della sua presenza.
Avete udito ci che sono stato costretto a dire, Betteredge? domand il signor Franklin appena fummo rimasti soli. Fatemi il favore, spiegate a Rosanna perch ho dovuto rispondere cos a quelluomo. Pare impossibile che io sia destinato a dire o a fare verso quella povera ragazza delle cose spiacevoli! Ma vi sarete accorto, suppongo, che Cuff voleva tendere un tranello a lei e a me parlando cos come ha fatto. Nel rispondere come ho risposto, invece, Rosanna si  allontanata, ed io ho conseguito il doppio scopo di farla tacere e di dimostrare a Cuff che avevo visto chiaro nel suo giuoco. Evidentemente egli ci ha uditi parlare ieri sera, stando a origliare.
Aveva fatto qualche cosa di pi, invece, quel diavolo duomo, a quanto mi pareva: aveva cio abusato della confidenza da me fattagli circa il presunto amore di Rosanna, e aveva calcolato su quella circostanza nel rivolgere il suo appello al signor Franklin. Ma questo non potevo dirlo; e quindi mi limitai a rispondere:
Quanto allo stare in ascolto, signor Franklin, credo che, chi pi chi meno, finiremo col farlo tutti. Qui ormai non si fa che spiare, origliare, sorvegliarci lun laltro come  naturale che accada fra gente posta nella situazione in cui siamo; e quindi non passeranno altri due giorni che diffideremo ognuno del suo vicino, e diverremo muti addirittura. Scusate il mio scatto, signor Franklin: ma tutta questa orribile faccenda mi fa leffetto di un forte liquore, mi d alla testa, insomma... Ma basta, far come mi avete detto: cercher di spiegare le cose a Rosanna.
Non le avete parlato del nostro colloquio di ieri sera?
No, non ancora.
Ebbene, non gliene dite nulla. Ella potrebbe sentirsi indotta a farmi le sue confidenze, e col Sergente che ci sta addosso la cosa potrebbe finir male per lei. Capisco che il mio modo di agire deve sembrarvi un po incoerente, Betteredge: ma  che non vedo come si potr uscire da questo maledetto garbuglio, a meno che il diamante non si trovi in possesso di Rosanna. E tuttavia non posso e non voglio aiutare Cuff a provare la colpa di quella disgraziata, ammesso che colpevole sia.
Ecco, anche questo discorso era incoerente; ma io sarei stato lultimo a riconoscerlo, giacch in fondo quello del signor Franklin era il mio stesso stato di mente. S, lo comprendevo: e se vorrete ricordarvi che siete uomini e mortali lo comprenderete anche voi, ne son certo.
...
17.
...
Al suo ritorno da Frizinghall incontrai Cuff sulle scale.
Dopo ci che era accaduto avrei dovuto mostrarmi indifferente a ci che egli potesse fare o no; e tuttavia la curiosit fu pi forte di me.
Ebbene, quali notizie da Frizinghall? domandai quasi senza volerlo.
Ho visti glindiani e ho saputo che cosa sia andata a comperare Rosanna gioved scorso, rispose Cuff con la sua solita cortesia. Glindiani saranno rilasciati mercoled prossimo. Non ho il menomo dubbio, cos come non lha il signor Murthwaite, che essi venissero qui quella sera per rubare il diamante, ma ci che accadde nella notte mand a monte i loro progetti, e quindi essi non hanno a che fare nella sparizione della gemma pi di voi e di me. Per, badate, credo di potervi affermare una cosa, Betteredge: se non lo troveremo noi, lOcchio di Luna, lo troveranno loro. E udrete ancora parlare di quella brava gente.
In quel momento passava il signor Franklin. Egli dov certamente udire quelle ultime frasi, ma, dominando la sua curiosit meglio di quanto io avessi saputo dominare la mia, non ci guard neppure, e si allontan.
Quanto a me, poich avevo gi fatto sacrificio della mia dignit, risolsi almeno di trarne un beneficio; e ripresi:
Questo per quanto riguarda glindiani; e per Rosanna?
Ehm! replic Cuff scrollando la testa. Da quella parte il mistero si infittisce, invece. Ho saputo che  andata soltanto alla bottega di un certo Maltby e ha comperato della tela in quantit sufficiente per farne una veste da notte.
Ma per chi?
Per se stessa, naturalmente. Non capite? Fra le due e le tre della notte del mercoled ella deve essere andata nella camera della signorina, strisciando inavvertitamente con un lembo della sua veste sulla porta ancora umida per la recente pittura. Rientrata in camera sua si sar accorta di avere lindumento macchiato, ed allora avr pensato di andare a comperare la tela necessaria per farsene un altro, affinch non se ne scoprisse la mancanza dal suo corredo. Fin qui  chiaro; ma il mistero  questo: perch, dopo essersi provveduta di una nuova veste da notte, ella non ha distrutta quella macchiata, e invece lha nascosta con tanta cura? Ma basta, vedremo, cercheremo... Intanto, signor Betteredge, sentiamo che ci dice Joyce, al quale ho raccomandato di tener docchio la ragazza. Dov Joyce?
Joyce era lagente venuto da Frizinghall col signor Seegrave, e da questi lasciato a disposizione di Cuff. Ma proprio mentre mi disponevo a mandarlo a cercare scoccarono le due. Cuff mi trattenne.
Una cosa per volta, Betteredge. Pensiamo prima alla signorina Verinder.
Dato il tempo tuttavia minaccioso era stata preparata, per la partenza della signorina Rachele, la vettura chiusa. Sul sedile posteriore, destinato allo staffiere, era gi salito Samuele, il domestico. Cuff lo chiam a s.
Badate, gli disse a voce bassa, che dietro quegli alberi, presso il cancello, c un mio amico. Quando passerete, egli, senza far fermare la carrozza, e senza che la signorina se ne accorga, salir sul sedile posteriore presso di voi. Non avete altro da fare se non che tenere la lingua a casa e chiudere gli occhi; e badate bene che se agiste altrimenti ve ne verrebbero delle serie noie.
Samuele promise e ritorn al suo posto. Non saprei dire che cosa egli pensasse; ma quanto a me il cuore mi balzava in gola allidea che la signorina Verinder, la mia signorina, dovesse essere sorvegliata da un poliziotto. Ah, quelluomo diabolico! Mi sarei morsa la lingua, per punirla di avergli parlato.
La prima persona a uscire sotto la pensilina fu Lady Giulia, muta, come assorta. Ella non ci rivolse la parola, a Cuff e a me, e sembr anzi non vederci neppure. Un mezzo minuto dopo comparve anche la signorina Rachele, in abito da viaggio. Ella si avanz con le graziose movenze di un giglio agitato sullo stelo, e tuttavia rapida e silenziosa come una gattina. Nulla era alterato del suo bel viso, tranne gli occhi e le labbra: gli occhi, perch pi brillanti e pi fieri di quanto avrei voluto, le labbra perch avevano completamente perduto il loro colore e il loro bel sorriso. Ella baci con atto rapido e improvviso la madre, sulle guance, disse soltanto: Cerca di perdonarmi, mamma!... e si trasse gi il velo, ma con tanta veemenza che lo lacer. In un momento scese i gradini e corse a celarsi nella vettura come in un rifugio.
Cuff fu subito accanto allo sportello, che tenne aperto.
Che volete? domand la signorina, dietro il velo.
Desidero dirvi una parola soltanto, signorina, prima che partiate, rispose Cuff. Io non posso presumere di impedirvi di andare a far visita a vostra zia, ma posso arrischiarmi a dire che il fatto di lasciarci cos, al punto in cui sono le cose, costituisce per me un ostacolo al ritrovamento del diamante. Vogliate valutare limportanza di ci che vi dico, e decidete quindi voi stessa se partire o rimanere.
Ma la signorina sembr non aver udito neppure; e volta al cocchiere ordin:
Andiamo, Giacomo!
Senza aggiungere altro Cuff chiuse lo sportello; ma proprio in quel momento il signor Franklin veniva correndo gi per gli scalini. Si avvicin a sua volta alla vettura, stese la mano.
Rachele, Rachele!... Arrivederci!
Andiamo, Giacomo! esclam la signorina a voce ancora pi alta, e senza badare al signor Franklin e al suo gesto pi che non avesse badato alle parole di Cuff.
Il signor Franklin indietreggi di un passo, come fulminato, se cos posso dire. Giacomo, incerto, si volse a guardare Lady Giulia, rimasta al suo posto col viso alterato dal dolore e dalla vergogna. Ella con un gesto gli ordin di partire, poi rientr in casa senza una parola. Ma il signor Franklin la raggiunse mentre la carrozza si metteva in moto, e lo udii esclamare:
Zia, zia! Avevate ragione!... Lasciate che vi ringrazi per la vostra bont e... e permettetemi di partire.
Lady Giulia si ferm e si volse, come se volesse dirgli qualche cosa che aveva sul cuore; ma poi, quasi temendo di non averne la forza, si limit a rispondere, con voce rotta:
Va bene, Franklin... Vieni a vedermi prima di partire.
Quando ella fu scomparsa il signor Franklin ritorn verso di me. Aveva le lacrime agli occhi.
Betteredge, un ultimo favore. Fatemi accompagnare al treno al pi presto possibile.
E rientr anche lui. Si sarebbe detto che la scena di prima avesse fiaccata quella forte fibra.
Rimasi cos solo con Cuff. Egli guardava la vettura allontanarsi lungo il viale, teneva le mani in tasca, e zufolava pianamente il suo eterno ritornello: Lultima rosa destate.
Mi pare che non sia tempo di zufolare, questo! esclamai rabbiosamente.
In quel momento scorsi la carrozza in uno spazio disalberato, e vidi che sul sedile posteriore cera ora, accanto a Samuele, un altruomo.
Benissimo! disse Cuff come fra s. Poi si volse. Gi,  vero, Betteredge, non  tempo di zufolare, questo;  tempo anzi di mandare avanti le cose energicamente e senza risparmiare alcuno. Cominceremo con Rosanna Spearman. Dov Joyce?
Mandai uno della scuderia a cercarlo; e mentre aspettavamo il Sergente continu:
Avete udito che cosa ho detto alla signorina? E avete visto in che modo ha accolte le mie parole? Ebbene, vi dico una cosa, Betteredge: ella ha un compagno con s, nella carrozza, e questo compagno si chiama Occhio di Luna.
Non replicai; ma neppure allora la mia fede nella signorina Rachele fu scossa. Intanto luomo mandato alla ricerca del policeman ritornava con lui.
Dov Rosanna Spearman? domand Cuff al suo dipendente.
Joyce apparve piuttosto confuso; poi rispose, incerto:
Non saprei dirlo, signor Cuff. Mi dispiace... Ma Cuff lo interruppe aspramente.
Non capisco. Prima di partire per Frizinghall vi ho raccomandato di tener docchio la ragazza senza per che ella se ne accorgesse. Vorreste dirmi che ve la siete lasciata sfuggire?
Ecco, signor Cuff, rispose Joyce, che tremava, comincio a temere di aver usato troppe cautele appunto perch ella non si accorgesse di essere vigilata. Ci sono tanti corridoi in questa casa, che avrei dovuto...
Da quanto tempo lavete perduta docchio?
Sara circa unora, signor Cuff; ma...
Potete ritornarvene dal vostro capo a Frizinghall, interruppe di nuovo Cuff, parlando ora col suo solito tono di voce tranquillo e quasi melanconico. I vostri talenti non fanno per me; e ci che mi aspettavo da voi va un po oltre le vostre possibilit. Buongiorno.
Laltro si allontan senza replicare, tutto umiliato. Da parte mia ero addolorato e inquieto per quella sparizione di Rosanna, che poteva sembrare indizio di colpa o di connivenza con la signorina Rachele, sicch me ne stavo muto a guardare Cuff. Ma egli sembr leggermi in mente.
No, caro signor Betteredge, la vostra piccola amica non mi sfuggir cos facilmente: finch sapr dov la signorina Verinder potr rintracciare anche lei. Io ho impedito loro di vedersi questa notte, e probabilmente ora saranno insieme a Frizinghall.
Ma che intendete di fare, in nome del Cielo? balbettai.
Il grande detective mi prese confidenzialmente per un braccio e disse, come a se stesso:
Veramente, se sintendesse di rose costui sarebbe perfetto! E dopo questa riflessione sospir e parve accondiscendere a spiegarsi. Dunque, al punto in cui stanno le cose Rosanna non pu che essere andata direttamente a Frizinghall prima del mio ritorno, oppure essere passata ad accertarsi che la sua famosa scatoletta  ancora dove ella lha nascosta. Ora cerchiamo di sapere dai domestici chi lha vista per ultimo prima che ella uscisse.
Da una rapida indagine risult che lultima a vedere Rosanna era stata Nancy, la sottocuoca. Laveva vista uscire con una lettera in mano e affidarla, perch limpostasse nel ritornare a Frizinghall, al garzone del macellaio, che in quel momento era venuto a portare la carne. Luomo aveva data unocchiata allindirizzo e le aveva fatto osservare che era una cosa strana impostare a Frizinghall una lettera diretta a Cobbs Hole, che era cos vicino, tanto pi che essendo quello un sabato la lettera non sarebbe giunta che al luned. Rosanna aveva replicato che quel ritardo non aveva alcuna importanza, e che ella desiderava soltanto di esser sicura che la lettera fosse impostata. Poi luomo era andato via promettendo che cos avrebbe fatto. Nancy, che era stata chiamata in quel momento in cucina, non aveva potuto vedere altro.
Ebbene? domandai a Cuff quando fummo rimasti soli.
Ebbene, dovr ritornare a Frizinghall.
Per sapere della lettera?
Naturalmente.  in quella lettera che devessere indicato il segreto del nascondiglio in cui si trova la scatoletta. Mi accerter alla posta dellindirizzo, e se  quello che immagino luned prossimo far unaltra visita alla nostra buona amica signora Yolland.
Senza replicare, andai con lui alla scuderia per ordinare che si attaccasse la vetturetta scoperta. Ma nella scuderia trovammo un altro indizio, che ci fece considerare sotto una nuova luce la scomparsa di Rosanna.
...
18.
...
La notizia di quella scomparsa era giunta, a quanto pareva, fino alla scuderia; e si era saputo anche che un ragazzetto piuttosto sveglio, soprannominato Duffy, il cui lavoro consisteva nello svellere le erbacce dal giardino, aveva visto appena una mezzora prima, nella pineta, Rosanna che si dirigeva correndo verso il mare.
Conosce questo ragazzo la zona intorno alla spiaggia? mi domand Cuff.
Sicuro.  nato e cresciuto qui.
Ebbene, Duffy, continu il Sergente, vuoi guadagnarti una corona? S? Vieni con me, allora. Signor Betteredge, fate che al mio ritorno la vettura sia pronta.
Cos dicendo si avvi in direzione delle Sabbie Tremanti, seguito da Duffy, che gli trotterellava appresso. Ma, angosciato comero, volli andare anchio, sebbene il passo di Cuff mi sembrasse affrettato, per ben conservate che fossero le mie gambe in rapporto alla mia et.
Cuff, quindi, scomparve ben presto; ma non pass molto che vidi ritornare alla mia volta, correndo a precipizio, Duffy. Il Sergente lo mandava da me con un biglietto: Date al ragazzo una delle scarpe di Rosanna; ma sbrigatevi! Non mi ero ancora allontanato di molto dalla villa e rinviai Duffy perch dicesse al Sergente che al pi presto gli avrei portata io stesso la scarpa. E cos feci: voglio dire che ritornai alla villa, mandai una delle domestiche nella camera di Rosanna, e mi rimisi subito in cammino portando loggetto richiestomi.
Mentre mi avvicinavo alla spiaggia il cielo si riannuvol, e ben presto cominci a cadere la pioggia. A quanto potevo comprendere dal fragore delle ondate anche il mare doveva essere infuriato. Nel passare fra le dune vidi Duffy rannicchiato in una piccola cavit formata da una sporgenza rocciosa, e nella gialla solitudine della spiaggia una solitaria figura nera; il sergente Cuff.
Appena mi ebbe scorto egli mi fece un gesto con la mano, Tenetevi da quella parte! grid. E venite da me!
Cos feci, ansante e col cuore che mi balzava in petto un po per la fatica del cammino e molto pi per langoscia. Non potevo parlare, e meno ancora mi fu possibile articolare anche una sola sillaba quando scorsi sul viso di Cuff qualche cosa che rassomigliava molto allorrore. Silenziosamente, anche lui, mi strapp la scarpa di mano e la mise, per confrontarla, su unimpronta ancora visibile nella sabbia, rivolta verso lestremit rocciosa della Punta Meridionale. Poi, sempre muto, il Sergente mi guard indicandomi la scarpa: calzava a capello con limpronta.
Gli presi il braccio, e volli sforzarmi di dirgli qualche cosa: ma non vi riuscii. Egli prosegu verso la Punta, seguendo le impronte, finch giungemmo allestremit di essa. Lacqua copriva in quel luogo le Sabbie Tremanti e pareva sobbollire. Di tanto in tanto, con una persistenza che a me appariva terribile, Cuff provava la scarpa sulle impronte: sempre, essa vi si adattava precisamente. E mentre tutte le impronte erano dirette verso lestremit della Punta, nessuna se ne vedeva che indicasse esser ritornata indietro colei che le aveva prodotte.
Ella  andata ancora al suo nascondiglio, brontol Cuff come fra s. E non ne  ritornata. Qualche disgrazia deve esserle accaduta qui...
Ripensando allaspetto disperato di Rosanna, alle sue parole e ai suoi atti incoerenti di poche ore prima, ebbi, come mi parve avesse anche il Sergente, la dolorosa certezza che quei timori corrispondessero a unorrenda verit. Ricordavo la strana attrazione che le Sabbie Tremanti esercitavano su lei, ricordavo che una volta mi aveva detto che spesso le accadeva di domandarsi se quella non dovesse essere la sua tomba. Pensai alla mia cara figliuola: Penelope era della stessa et di Rosanna; e chiss, se fosse stata provata come provata era stata quella poveretta, forse anche lei avrebbe potuto fare quella spaventevole fine... Non ricordo bene, ma devo supporre che le emozioni mi facessero accasciare, giacch sentii il braccio di Cuff sostenermi. Poi, appoggiandomi a lui, mi rivolsi da quel luogo di orrore.
Dalle dune, ora, venivano correndo verso di noi alcuni domestici. La voce della sparizione di Rosanna doveva essere giunta fino ad essi non so come, forse per mezzo di Duffy, ritornato alla villa. Cera anche Yolland, il pescatore; ed appena fummo visti qualcuno ci domand gridando se avessimo potuto sapere qualche cosa. In quattro parole Cuff disse dei suoi timori, poi trasse in disparte il pescatore e gli domand:
Ditemi, avrebbe potuto la ragazza scendere in una barca da quelle rocce con un tempo simile?
Nessuna barca potrebbe essere andata fin l, replic Yolland indicando le onde spumeggianti che si avventavano contro la roccia tuttintorno alla Punta.
Ecco, vedete, prosegu Cuff indicando le impronte che la pioggia aveva gi in parte cancellate, qui c la prova che ella non  ritornata indietro; e voi dite che  impossibile che sia andata via per mare. Devessere giunta qui allincirca unora fa: quanto, secondo voi, poteva allora essere alta la marea da questa parte?
Come sale la marea, unora fa non ci sarebbe stata acqua sufficiente ad annegare neppure un gattino.
E da quella parte? e Cuff indic il lato opposto.
Meno ancora. Le Sabbie Tremanti dovevano essere coperte appena.
Cuff si volse verso di me e mi disse che a parer suo la disgrazia doveva essere accaduta dalla parte delle sabbie mobili. Si sarebbe detto allora che qualche cosa mi sciogliesse la lingua, giacch esclamai:
No, non  una disgrazia! Ella devesser venuta qui stanca della vita, e avr voluto uccidersi.
Ma che ne sapete voi? replic Cuff.
Non risposi, Gli altri mi avevano udito e mi si affollarono intorno. Cuff li allontan subito, dicendo che io ero vecchio, che avevo avuta una scossa troppo forte, e che per qualche momento dovevo esser lasciato solo. Poi si volse a Yolland:
C qualche probabilit di ritrovarla, a marea bassa?
Nessuna, replic il pescatore. Le Sabbie trattengono per sempre ci che prendono. E devessere proprio come dice il signor Betteredge. Vedete, a circa un metro dalla punta della roccia c unaltra sporgenza a livello della sabbia. Se la ragazza fosse caduta accidentalmente vi si sarebbe afferrata, ed ora sarebbe l. Se fosse caduta dallaltra parte non si sarebbe potuta annegare perch avrebbe avuta lacqua appena fino alla cintola. Dunque non si tratta di disgrazia: deve essersi gettata volontariamente nelle Sabbie.
Davanti a quella testimonianza Cuff non replic pi. Anche tutti noi tacemmo, e per tacito accordo ritornammo, tristi e silenziosi, verso le dune.
...
19.
...
Quando rientrammo alla villa trovammo che la notizia vi era stata gi portata. I domestici erano atterriti. Mentre passavamo davanti alla porta di Lady Giulia la vedemmo spalancarsi violentemente, e la signora apparve, seguita dal signor Franklin, il quale tentava invano di calmarla. Ella pareva fuori di s.
La colpa  vostra! grid a Cuff, agitando minacciosamente le braccia verso di lui. Gabriele! Date a questo miserabile il suo denaro e fate che non lo veda pi!
Cuff era il solo fra noi che avesse mantenuta la testa a posto; e quindi rispose, con rispettosa dignit:
Lady Verinder, io non sono responsabile di questa catastrofe pi che non lo sia Vostra Signoria. Se fra mezzora Vostra Signoria insister nel volere che io lasci la villa, io accetter il suo congedo, ma non il suo denaro.
Quelle parole ebbero il loro effetto su Lady Giulia come lavevano avuto su me. Ella lasci che il signor Franklin la riconducesse nel suo salottino. Quando luscio si richiuse su di essi, il Sergente si volse verso la servit, e vide che mentre tutti apparivano spaventati Penelope piangeva dirottamente. Allora le disse di prepararmi dei vestiti asciutti, e di venir poi a parlare ad entrambi, in camera mia.
Quando, poco dopo, rasciugati che ci fummo, Penelope venne da noi, ebbi un momento di profonda commozione. La presi sulle ginocchia e pregai Iddio di benedirla. Ella appoggi la testa sulla mia spalla, mi circond il collo con le braccia e rimase un po in silenzio. Certo a quella nostra commozione non era estraneo il ricordo della povera Rosanna... Quanto a Cuff, pareva aver dimenticato di voler parlare a Penelope. Lo ringraziai per averci lasciato cos sfogare il nostro cuore troppo aggravato.
Trascorsa che fu la mezzora di cui Cuff aveva parlato a Lady Giulia udimmo suonare il campanello. Nellavviarmi verso il salottino incontrai il signor Franklin, il quale mi disse che la zia era disposta a vedere il Sergente, in mia presenza. Poi egli ritorn indietro con me, e vidi che si fermava a consultare un orario ferroviario che era nella sala.
Volete proprio partire, signor Franklin? domandai. Non credete che la signorina si acquieter, se gliene date il tempo?
Si acquieter quando sapr che son partito, e che non sar pi costretta a vedermi, rispose egli.
...
20.
...
La prima a parlare, seduti che ci fummo nel salottino, fu Lady Giulia.
Signor Cuff, il modo inconsiderato in cui vi ho parlato mezzora fa avrebbe forse qualche scusante, se non qualche giustificazione: ma io non vi ricorrer. E dico, in perfetta sincerit, che mi dolgo di avervi fatto torto.
La grazia della voce e dei modi della mia padrona nel fare quelle scuse ebbe il suo effetto su Cuff. Egli chiese il permesso di giustificarsi e disse che desiderava di farlo per un atto di rispetto verso di lei. Aveva sospettato di qualche cosa la povera Rosanna, ma, e se ne appellava a me, si era sempre sforzato di fare in modo che ella non dovesse allarmarsene. Qui, a parer mio, egli avrebbe dovuto fermarsi, se avesse avuto giudizio; invece volle andare avanti.
Debbo poi aggiungere, Lady Verinder, che ho udito accennare a qualche cosa che potrebbe spiegare latto disperato di quella ragazza; ma si tratta di una cosa che non ha assolutamente nulla a che vedere col diamante, e quindi ne faccio cenno soltanto, e di passata. Da parte mia, credo che una profonda agitazione in qualche modo riferentesi alla gemma scomparsa labbia indotta a suicidarsi. Non pretendo di conoscere il vero motivo di questagitazione, ma credo, me lo permetta Vostra Signoria, di poter rivolgermi a una persona che ha la possibilit di dirmi se ho torto o no.
 nella villa, questa persona? domand Lady Giulia dopo un momento.
No;  partita, signora.
Quella risposta si riferiva evidentissimamente alla signorina Rachele. Segu un silenzio che mi parve interminabile. Oh, Signore, come ululava il vento, come scrosciava la pioggia!
Vogliate aver la bont di spiegarvi chiaramente, disse infine Lady Giulia. Alludete a mia figlia?
S, replic Cuff risolutamente.
Lady Giulia aveva sulla tavola il suo libretto di assegni, certo per pagare al Sergente il suo compenso; ma a quella parola lo rimise nel cassetto. Mi parve di vederle tremare la mano, quella mano che aveva colmato di benefici il suo vecchio servitore.
Avevo sperato, riprese poi ella quietamente, che, ricompensati i vostri servigi, potessimo separarci senza che il nome di mia figlia dovesse esser fatto fra noi... Ora siamo andati troppo oltre per poter ritornare indietro; e debbo a me stessa come alla mia creatura di insistere perch rimaniate ancora e perch parliate chiaramente.
Sono pronto, replic Cuff. Senza dubbio questo discorso  penoso per Vostra Signoria, ma  penoso anche per me...
La mia padrona lo interruppe con un gesto.
Posso forse renderlo meno penoso per voi e per il mio fedele servo qui presente, disse, dandovi lesempio del parlare franco e schietto. Voi sospettate la signorina Verinder di ingannarci tutti nascondendo il diamante per qualche suo misterioso scopo, non  cos?
Proprio cos, Lady Verinder.
Benissimo. Ora, prima che cominciate, debbo dirvi, come madre della signorina Verinder, che ella  assolutamente incapace di fare ci di cui la sospettate. Conosco il suo carattere fin da quando era piccola cos; e quindi vi lascio insistere sul vostro sospetto quanto e in qualunque modo vi piaccia, assicurandovi per che  impossibile che mi offendiate cos facendo. Son sicura che, con tutta la vostra esperienza, circostanze ingannevoli vi abbiano tratto in errore. Badate bene che vi dico questo basandomi esclusivamente sulla conoscenza che ho di mia figlia, e non perch sia in possesso di qualche dato di fatto a voi ignoto. Ve lo ripeto ancora, conosco Rachele: e mi basta. Poi ella si volse verso di me, mi tese la mano, che io baciai devotamente e in silenzio, e concluse: Ed ora parlate pure.
Il signor sinchin; e dallespressione un po raddolcita del suo volto compresi che le sue parole e il contegno della mia cara e buona signora avevano prodotta in lui una profonda impressione; ma quanto allavere scossa la sua convinzione sia pure dun capello era un altro paio di maniche. Egli si mise a suo agio nella poltrona e cominci la sua scellerata requisitoria contro la signorina in questi termini:
Debbo chiedere a Vostra Signoria di esaminare la cosa dal mio punto di vista, e cio come se ella fosse nei miei panni e avesse lesperienza che ho io. E la mia esperienza  questa. Da circa venti anni mi son trovato in una serie di scandali che chiamerei di famiglia; e spesso mi  accaduto di sapere che signorine di alto rango e di eminente posizione sociale contraggono debiti personali che non osano di rivelare ai pi intimi. Spesso si tratta della sarta, della modista, del gioielliere; altre volte anche si tratta di necessit occasionali che non menziono perch non credo sia questo il caso. Ora, avendo presente ci che le ho detto, voglia Vostra Signoria seguirmi in un mio ragionamento, e giudicare se io sia dovuto giungere a certe conclusioni, volente o nolente.
Si raccolse un momento, poi continu, con una odiosa precisione che costringeva a seguire il suo ragionamento, ed insieme con una abbominevole imparzialit che non risparmiava alcuno.
Le prime informazioni riguardanti la perdita del diamante mi vennero dal signor Seegrave, il quale mi apparve subito come incapace di condurre a termine indagini tanto complesse. La sola cosa, fra le tante da lui dettemi, che mi paresse degna di attenzione, fu che la signorina si era rifiutata di lasciarsi interrogare, e gli aveva risposto con una severit e un disprezzo perfettamente incomprensibili. Questo particolare mi parve strano, ma lo attribuii soprattutto a una possibile forma brusca di Seegrave, la quale aveva potuto apparire offensiva alla signorina. Pel momento non ci pensai pi, e mi dedicai alle mie indagini in modo assolutamente obbiettivo. La prima parte di esse condusse, come sapete bene alla scoperta della macchia sulla porta, la quale, alla luce degli altri elementi raccolti a questo stesso proposito, mi parve indizio assai importante. Fino a quel momento io non avevo alcun preciso sospetto, tranne che, se il diamante era stato rubato, il ladro potesse essere uno dei domestici. Bene; ma che accade a questo punto? La signorina esce improvvisamente dalla sua camera e mi rivolge la parola. Io osservo in lei tre cose che mi sembrano sospette: la prima, che ella  ancora violentemente agitata a ventiquattrore di distanza dalla scomparsa del diamante; la seconda; che mi tratta come aveva trattato Seegrave; la terza, che  profondamente irritata contro il signor Franklin Blake. Anche a volere tener conto che si tratta di una signorina di carattere impetuoso, e addolorata dalla perdita di un gioiello di tanto valore, non posso non rilevare che ella mostra un incomprensibile risentimento contro il signor Blake, il signor Seegrave e me, vale a dire contro le tre persone che, ognuna a modo suo, si sforzano di ritrovare la gemma. Ed  a questo punto, e non prima, signora, che io, obbligato a riflettere, ricorro alla mia esperienza in casi simili. Una sola ipotesi poteva spiegare quel contegno; e cio che la signorina si trovasse nelle stesse condizioni delle altre alle quali ho accennato. Ella deve avere dei debiti che non vuol confessare, e che devono essere pagati: ora, non pu la scomparsa del diamante significare semplicemente che esso  stato messo in pegno per fare tali pagamenti?  questa dunque la conclusione che la mia esperienza, come dicevo, mi obbliga a trarre dalle circostanze che sono a mia conoscenza. Che pu opporre a questo Vostra Signoria?
Ci che ho gi detto. Le circostanze vi hanno sviato.
Giusta o errata che fosse, ad ogni modo, questa ipotesi doveva essere sorretta da altre circostanze. Fu perci che suggerii a Vostra Signoria di lasciarmi esaminare tutti gli indumenti che erano in casa: era un modo di trovare quello che aveva prodotta la macchia sulluscio. Che accadde? Vostra Signoria acconsent; il signor Blake acconsent; il signor Ablewhite acconsent; la signorina Verinder soltanto si oppose, impedendo in tal modo che si facesse quellimportante ricerca. Ebbi cos una conferma dellesattezza del mio sospetto. Vostra Signoria ha udito che cosa ho detto alla signorina mentre stava per partire, ed ha visto con quale risultato. Dippi, anzich riconoscere che il signor Blake mi aveva pi di tutti aiutato col fornirmi un cos prezioso indizio, ella lo ha pubblicamente insultato. Che significa tutto questo, se la signorina  innocente nella scomparsa del diamante?
N Lady Giulia n io rispondemmo; e Cuff continu. Oh, Signore! Come mi irritava il vedere che egli non si lasciava smontare dal nostro silenzio!
Ecco come stanno le cose per quanto riguarda la signorina Verinder da sola. Vediamo adesso come stiano per quanto riguarda lei e la defunta Rosanna insieme. Quando la signorina si rifiut di far esaminare il suo guardaroba, io portai il mio esame su due punti: primo, sul giusto sistema da seguire nella continuazione delle indagini; secondo, sulla possibilit che ella avesse qualche complice fra le domestiche. Decisi di condurre le indagini in un modo che noi chiameremmo irregolare, ma che tendeva a circoscrivere lo scandalo nella cerchia della famiglia. Quindi, niente arresti e possibilmente niente sorveglianza. Avevo bisogno che qualcuno mi assistesse, e scelsi il signor Betteredge, il quale, per la situazione che ha nella casa e per la sua devozione alla famiglia, appariva il pi adatto. Avrei potuto scegliere anche il signor Blake, ma me ne astenni, perch egli comprese subito quali fossero i miei sospetti, e dati i suoi sentimenti verso la signorina non era possibile che ci intendessimo. Mi dilungo in questi particolari solamente per dimostrare a Vostra Signoria che ho voluto mantenere il segreto nella stretta cerchia della famiglia. Io sono lunico estraneo che ne sia a parte, e per correttezza professionale sono tenuto a tacere.
A questo punto sentii che la mia correttezza professionale obbligava me a parlare, invece. Infatti, lidea di passare agli occhi della mia signora come una specie di aiuto-poliziotto era cos amara che anche i miei sentimenti cristiani si ribellarono.
Prego Vostra Signoria di voler credere, dissi, che mai ho scientemente collaborato a questabbominevole faccenda poliziesca; e intimo al signor Cuff di smentirmi, se ne ha il coraggio!
Detto questo mi sentii molto sollevato. Sua Signoria mi onor di un gesto amichevole battendomi leggermente sulla spalla, mentre io guardavo con giusta indignazione il Sergente, per vedere come si sarebbe comportato. Egli per rimase mansueto come un agnello, e mi guard anzi con espressione di simpatia.
Capisco, gli disse poi Lady Giulia, che avete fatto sinceramente del vostro meglio, agendo in quello che credevate il mio interesse. Continuate pure.
Ci che debbo dire ora riguarda Rosanna Spearman. Quando ella mi port il libro della lavanderia io la riconobbi, e per un momento la sospettai autrice della sparizione del diamante. Ora la povera creatura  morta in quel modo orribile, e non vorrei che Vostra Signoria credesse che io abbia troppo gravata la mano su lei. Se si fosse trattato di un furto comune, non avrei dubitato di Rosanna pi che di qualsiasi altra domestica della casa, giacch la nostra esperienza ci insegna che le ricoverate nel Riformatorio femminile, quando appaiono meritevoli di essere messe a servire in qualche casa, e vi sono trattate giudiziosamente e con bont, si mostrano quasi sempre degne della fiducia che si ripone in esse; ma in questo caso si trattava, a parer mio, di un vero complotto, nel quale entrava anche la persona che possedeva il diamante. Posta cos la cosa, era naturale, me lo perdoni Vostra Signoria, che mi ponessi un quesito: la signorina si sarebbe accontentata di far credere allo smarrimento del gioiello, o avrebbe voluto simulare un furto? In questultimo caso era anche naturale che ella pensasse alla possibilit di unaccusa contro Rosanna, a causa del suo passato, e quindi mettesse tutti noi su una falsa traccia che ci avrebbe condotti lontano dalla verit.
Ma era possibile, mi domandai, che quelluomo potesse esporre le cose in un modo pi abbominevole?
Cera poi unaltra ragione per farmi sospettare della povera Rosanna, continu Cuff. Chi, fra le persone della casa, avrebbe potuto aiutare la signorina a ricavar denaro dal diamante? Rosanna Spearman, della quale ella avrebbe potuto servirsi come mediatrice. Rosanna, infatti, e di questo son certo, conosceva uno dei pochi prestatori di denaro in Londra capaci di dare una rilevante somma sulla gemma senza fare troppe domande imbarazzanti. Voglia aver presente questo Vostra Signoria, e mi lasci dire come i miei sospetti apparissero poi rafforzati dallo stesso contegno di quella poveretta.
Continu poi ricordando tutto ci che Rosanna aveva fatto e detto in quei giorni, e che voi sapete ormai al pari di me; e debbo riconoscere che il quadro era tale da indurre a credere alla giustezza di quei sospetti. Perfino Lady Giulia appariva turbata al punto da non saper che dire. Ma Cuff parve non preoccuparsi neppure questa volta del suo silenzio, e continu, che il diavolo se lo porti! pi tranquillamente che mai:
Ed ora che ho esposto a Vostra Signoria il caso quale io lo vedo, non mi rimane che a dirle ci che mi propongo di fare. Vedo due vie soltanto per condurre a buon fine le indagini: una, che mi darebbe la certezza, laltra che consisterebbe soltanto in un ardito esperimento. Decider Vostra Signoria. La certezza si potrebbe avere in questo modo. Sia che la signorina rimanga a Frizinghall, sia che torni a casa, bisognerebbe sorvegliarla attentamente, e con lei tutti coloro coi quali ella avr a che fare, tenendo docchio anche la corrispondenza.
E poi? domand Lady Giulia.
E poi domanderei a Vostra Signoria il permesso di introdurre nella casa, come domestica in sostituzione di Rosanna, una donna di mia fiducia, abituata a indagini e sorveglianze di questo genere.
E poi? ripet la mia signora.
E poi manderei uno dei miei colleghi da quel prestatore di denaro in Londra, il cui nome, indubbiamente, deve essere stato fatto da Rosanna alla signorina Verinder. Il procedimento richiederebbe tempo e denaro; ma in questo modo noi tracceremmo un cerchio intorno al diamante, che a mano a mano si restringerebbe fino a farcelo rintracciare: e rintracciare in possesso della signorina, sempre che ella non se ne sbarazzasse prima. Se, premuta dalle sue necessit, ella si decidesse a mandarlo a Londra, noi lo intercetteremmo al suo arrivo col.
Quella proposta, che consisteva nel far sorvegliare sua figlia come una delinquente, punse sul vivo Lady Giulia, la quale per la prima volta in quel colloquio apparve irritata.
Considerate la vostra proposta come respinta in ogni particolare, replic seccamente. E quale sarebbe laltro mezzo?
Per lidea che mi son formata della signorina, continu imperturbato quelluomo diabolico, la ritengo capace di un atto ardito, ma troppo poco abituata a dissimulare e a dominarsi, come i fatti hanno dimostrato. Ed  su questo lato del suo carattere che vorrei basarmi per fare un tentativo, che la inducesse a tradirsi. In altri termini vorrei dirle della morte di Rosanna, cos, bruscamente, in modo che sotto la violenza di una simile scossa ella potesse rivelare ci che ha nel cuore. Accetta Vostra Signoria di servirsi di questo mezzo?
Mi aspettavo che Lady Giulia respingesse anche questa proposta con altrettanta indignazione; invece ella rispose, pronta:
S; accetto.
Ebbene, poich la vettura  pronta, ho lonore di augurare il buon giorno a Vostra Signoria. Parto.
Ma ella lo trattenne con un gesto.
Un momento, signor Cuff. Questo indiretto appello ai migliori sentimenti di Rachele, come voi fate comprendere, sar fatto, ma da me. Reclamo questo diritto, come sua madre. Voi rimarrete qui, Sergente, e a Frizinghall andr io.
Per una volta almeno nella sua vita il grande Cuff rimase muto per lo stupore, come un uomo qualunque. Lady Giulia, senza badargli, suon il campanello, diede gli ordini opportuni, sebbene io la scongiurassi di non affrontare quel viaggio con quel tempo e con la vetturetta aperta, la sola che rimanesse disponibile; poi, nellavviarsi, disse a Cuff:
Di due cose potete esser sicuro: che far lesperimento di cui mi avete parlato con tanta franchezza quanta ne avreste voi; e che vi terr informato del risultato, o di persona o per lettera, prima che parta lultimo treno per Londra.
E senza aggiungere altro si allontan.
...
21.
...
Soltanto dopo che la signora fu partita mi fu possibile di pensare a Cuff. Lo trovai in un angolo della sala, intento a consultare un suo taccuino.
Prendete qualche appunto? domandai.
No; vedo quale sia il mio prossimo impegno professionale.
Ah! Credete dunque che qui la cosa sia finita?
Credo che Lady Verinder sia una delle pi avvedute donne dInghilterra, e credo anche che una rosa sia pi bella a vedere di un diamante, mi rispose egli enigmaticamente.
Non ci fu verso di fargli dire una parola di pi a proposito di quellinfernale Occhio di Luna. Ormai egli pareva disinteressarsi delle indagini, e persist a domandarmi dove fosse Begbie, il giardiniere. Glielo dissi, e quando, unora dopo, passai presso la serra, udii i due appassionati floricoltori discutere ad alta voce di rose.
Dopo che ebbi lasciato il Sergente volli andare ad accertarmi se il signor Franklin persistesse nella sua risoluzione di partire. Lo cercai, e alla fine lo scorsi in piedi presso una finestra, intento a tracciare geroglifici sul vetro appannato.
Il vostro sherry vi aspetta, signor Franklin, gli dissi; ma tanto sarebbe valso rivolgermi alla parete. Egli pareva immerso in una profonda meditazione, il cui oggetto mi fu chiaro allorch, rivolgendosi improvvisamente, mi domand:
Betteredge, come spiegate la condotta della signorina, voi?
Impreparato comero alla domanda, gli porsi il mio Robinson Crusoe, che avevo in mano, fermamente persuaso che in esso avrebbe trovata una spiegazione del mistero, se si fosse data la pena di cercarla. Ebbene, sapete che mi rispose?
Ma perch non lo consultate, Betteredge? In verit, si sarebbe detto che fossi io a non volerne sapere del mio Robinson! E perch perdete cos la pazienza, quando  la pazienza che occorre per giungere a scoprire la verit? Non minterrompete, dunque. Betteredge! La condotta di Rachele, vedete,  perfettamente incomprensibile; ma che sappiamo noi? Sappiamo soltanto che la perdita del diamante, la mattina di gioved, la gett in uno stato di eccitamento nervoso dal quale non si  ancora ripresa... Non minterrompete, dunque! Ora, essendo ella in tale stato, come potremmo aspettarci che agisse cos come avrebbe agito chiunque di noi in momenti normali? Che cosa ne concludo, vorreste sapere? Ne concludo questo: che Rachele, per cos dire, non  pi Rachele, ma... unaltra persona, una sconosciuta. Ora, credete che possa interessarmi, di essere trattato aspramente da una sconosciuta? Come vedete, siete irragionevole, Betteredge, se credete questo. Concludo ancora, che a dispetto della vostra ristrettezza di vedute e della vostra mentalit inglese io sono perfettamente felice, e mi sento a mio agio. Dov lo sherry?
Avevo la testa in tali condizioni, pel succedersi degli avvenimenti, che a quel discorso cominciai a dubitare se quella che avevo sulle spalle fosse la testa mia o quella del signor Franklin. Perci mi limitai a portare lo sherry e ad andarmene in camera mia, dove una buona pipata mi sollev lo spirito. Quanto al mio Robinson, ebbene, sarebbe pur venuto il giorno in cui il signor Franklin avrebbe dovuto riconoscere il suo torto.
La vetturetta ritorn da Frizinghall prima che me laspettassi. Il domestico rifer che Lady Giulia aveva deciso di rimanere pel momento in casa della sorella, e port due lettere, una per il signor Franklin laltra per me.
Portai subito al signor Franklin, nella biblioteca, quella diretta a lui, e me ne andai a leggere laltra in camera mia. Un assegno che ne usc appena lebbi aperta mi fece comprendere subito che ormai Cuff non doveva pi occuparsi delle indagini; perci mandai a dirgli che avevo bisogno di parlargli. Poco dopo egli comparve, infatti, ma con la testa piena di rose e di giardinaggio; io cominciai col pregarlo di mettere da parte pel momento quelle sciocchezze e di darmi ascolto, ch dovevo parlargli di cose ben pi serie.
Ah! esclam egli come annoiato. Vedo che avete avute notizie di Lady Verinder. Mi riguardano, forse, Betteredge?
Giudicatene voi stesso, signor Cuff, risposi. E gli lessi la lettera.
Mio buon Gabriele, Vogliate far sapere al sergente Cuff che ho mantenuta la promessa fattagli, con questo risultato, per quanto si riferisce a Rosanna Spearman: che la signorina solennemente dichiara di non aver mai scambiata una parola in segreto con lei fin dal giorno in cui quella poveretta entr nella nostra casa. Non si sono mai viste, neppure per caso, nella notte in cui scomparve il diamante, e da quel momento non hanno comunicato in alcun modo fra loro. Questo  ci che ho saputo da mia figlia dopo, averle comunicato improvvisamente la notizia del suicidio die Rosanna.
A questo punto alzai gli occhi in viso a Cuff, e gli domandai che ne pensasse.
Mio caro Betteredge, rispose egli semplicemente e con la pi esasperante rassegnazione, se vi dicessi che cosa ne penso vi offenderei. Continuate, continuate.
Ricordai che quelluomo aveva laudacia di lamentarsi della cocciutaggine di Begbie nelle loro eterne discussioni sulle rose, e sentii venirmi sulla punta della lingua qualche parola pepata. Ma questa volta il mio spirito cristiano resist. Ripresi a leggere.
Avendo fatto con Rachele ci che il signor Cuff mi aveva consigliato, ho continuato a parlarle nel modo da me creduto il pi adatto ad impressionarla, accennando specialmente al fatto che col suo contegno ella si esponeva ai pi degradanti sospetti e domandandole se avesse dei segreti del genere di quelli ai quali ha accennato il Sergente. La sua risposta  stata semplice, e improntata alla pi assoluta veridicit: ella non deve uno scellino a chicchessia, e non ha in suo possesso il diamante, cos come non lo ha mai avuto dalla notte in cui lo ripose nel tiretto del mobile indiano.
Ma le sue confidenze non sono andate oltre queste semplici notizie; e quando io le ho chiesto di dirmi come spiega la scomparsa del diamante, ha mantenuto un silenzio ostinato, cos come si  limitata a mettersi a piangere quando lho pregata di parlare per amor mio. Questo solo ha saputo rispondere alle mie accorate insistenze: Verr giorno in cui potrai spiegarti perch non mimporti di essere sospettata e perch taccia anche con te, mamma cara. Ho agito in modo da farmi compatire da mia madre, ma non da farla arrossire di me. Sono le sue stesse parole.
Dopo ci che  stato detto fra il signor Cuff e me credo che anche lui debba sapere ci che la signorina mi ha detto. Perci leggetegli la mia lettera e consegnategli lassegno che accludo. Nel dispensarlo dal continuare il suo lavoro tengo a fargli sapere, per, che sono convinta della sua onest e della sua avvedutezza, ma che sono altrettanto persuasa che nel caso presente le circostanze lo hanno fatalmente sviato dalla retta interpretazione dei fatti.
Qui finiva la lettera; e domandai a Cuff se avesse qualche osservazione da fare a proposito di quanto essa diceva.
Non fa parte dei miei doveri, signor Betteredge, di fare osservazioni in una faccenda della quale non mi occupo pi.
Gli gettai lassegno attraverso la tavola con un gesto indignato. Egli lo prese, lo guard, e inarc le sopracciglia come se fosse meravigliato della larghezza con la quale Lady Giulia lo ricompensava.
 una valutazione molto generosa del mio tempo, quella che fa Sua Signoria, disse;, e mi sento quindi obbligato a contraccambiare in qualche modo tanta liberalit. Quando se ne desse loccasione, signor Betteredge, me ne ricorder.
Che intendete dire? domandai meravigliato.
Questo: che Sua Signoria ha per ora aggiustate le cose con molta avvedutezza, ma che questo genere di scandali di famiglia, chiamiamoli cos, prorompono di nuovo quando meno ce laspettiamo. Perci ci sar ancora da fare, a proposito dellOcchio di Luna, prima che esso diventi di qualche mese pi vecchio.
In linguaggio semplice, quelle parole volevano dire che la signorina Rachele, supplicata ed esortata da sua madre, le aveva mentito! Non so come avrebbe risposto altri in quel caso; ma so bene che cosa risposi io...
Sergente Cuff, considero queste vostre ultime frasi come un insulto alla mia padrona e a sua figlia!
Signor Betteredge; prendetele invece per un avvertimento a voi e vi avvicinerete di pi alla verit.
Per irritato che fossi, quella infernale fiducia che egli aveva in se stesso mi rese muto; e fui obbligato ad alzarmi e ad andare verso la finestra per riprendermi. Laprii. La pioggia era cessata; ebbene, che vidi nella corte? Begbie, il giardiniere, che aspettava evidentemente Cuff per continuare con lui la discussione sulle rose.
Dite al Sergente, per favore, mi grid Begbie appena mi ebbe scorto, che se va alla stazione a piedi sar ben contento di accompagnarlo.
Che? grid a sua volta Cuff, che mi era venuto accanto. Non siete dunque ancora convinto?
Neppure per sogno! replic il giardiniere.
Allora andremo a piedi fino alla stazione.
E io vi aspetter al cancello.
Ero irritato,  vero; ma che pu fare un uomo, anche se irritato, davanti a un dialogo di quel genere? E quale collera non sbollirebbe? Cuff si accorse subito del mutamento nella espressione del mio viso.
Via, via, Betteredge, perch non fate come Sua Signoria, e non dite che le circostanze mi hanno fatalmente sviato? Non  colpa mia se esse mi hanno portato a certe conclusioni.
Questa  unaltra faccenda, risposi sentendomi di nuovo salire il sangue alla testa. Voi credete, mi pare, che la signorina Verinder abbia mentito, e dite quindi che sentiremo parlare di nuovo del diamante. Toglietevelo dalla testa, Sergente! Toglietevelo dalla testa!
Nonostante il tono in cui avevo pronunciato quelle parole egli non si offese; anzi mi prese la mano e me la strinse fino a farmi male.
Dichiaro davanti al Cielo, disse poi quello strano poliziotto, che domani stesso mi metterei a fare il domestico se avessi la possibilit di essere nella casa in cui siete voi. Il dirvi che siete limpido come un bambino significa fare ai bambini un complimento che nove volte su dieci essi non meritano. Via, via, non ricominciamo a bisticciarci! Non dir pi una sola parola n di Lady Verinder n della signorina; ma diverr profeta una volta tanto per amor vostro, e vi dir tre cose che accadranno in avvenire a proposito del diamante: tre cose che simporranno alla vostra attenzione, lo vogliate o no.
Vediamo, risposi, in tono tra incredulo e schernevole.
Ecco. Primo, avrete qualche messaggio dagli Yollands, luned, quando il postino consegner loro la lettera di Rosanna.
Se mi avesse gettata una secchia dacqua gelata sulla testa, quel diabolico Cuff, mi avrebbe data una sensazione meno spiacevole. In un lampo mi venne alla mente che le asserzioni della signorina Rachele rendevano la condotta della povera Rosanna assolutamente incomprensibile... Ma Cuff non mi lasci il tempo di riflettere, e prosegu tranquillamente:
Secondo, sentirete parlare di nuovo dei tre indiani. Qualche cosa accadr, qui o a Frizinghall, se la signorina ritorner a casa o rimarr dalla zia, oppure a Londra se la signorina andr a stare a Londra.
Questo ormai mi interessava meno; sicch presi il secondo avvertimento un po pi alla leggera.
Ah, ah! esclamai. E la terza profezia, se non vi dispiace?
La terza, ed ultima,  che presto o tardi udrete immischiato in questa faccenda il nome di quel prestatore di denaro a Londra del quale ho gi parlato. Datemi il vostro taccuino, e io vi annoter il suo nome e il suo indirizzo, acciocch poi non vi siano equivoci.
Ubbidii senza replicare, ed egli scrisse: Septimus Luker, Middlesex Place, Lambeth, Londra. Poi concluse:
Son queste le ultime parole che vi dico a proposito del diamante: e non vi disturber oltre a tale riguardo. Il tempo dir se avevo ragione. Io vado via, signor Betteredge, ma non senza ripetervi che ho per voi una stima e una simpatia che onora entrambi. Se non ci vedremo oltre nella mia carriera di detective, spero che almeno vorrete venire a farmi una visita nella mia nuova residenza, una casetta di campagna presso Londra sulla quale ho posto locchio da qualche tempo, e dove mi ritirer a coltivare rose. Ci saranno dei sentieri con lerba, signor Betteredge, nel mio giardino, ve lassicuro! Quanto alle rose muschiate bianche...
Le avrete un corno, le rose muschiate bianche, se prima non le innesterete con le rose canine! url una voce dallesterno.
Ci volgemmo di scatto. Era lineffabile Begbie, il quale, troppo interessato nella controversia per attendere al cancello, era venuto sotto la finestra e aveva udito. E il Sergente, dopo avermi stretta nuovamente la mano, corse fuori, ansioso a sua volta di continuare la discussione.
...
22.
...
Avevo ordinato che la vettura rimanesse pronta pel caso che il signor Franklin intendesse realmente di partire. E infatti non pass molto che vidi uno dei domestici portare i bagagli sulla gradinata esterna, seguito subito dopo dal signor Blake.
Cos, siete proprio deciso, signore? gli domandai, andandogli incontro. Non vorreste attendere ancora uno o due giorni, e dare cos alla signorina la possibilit di...
Senza rispondermi egli mi prese pel braccio e mi condusse nellatrio; poi, una volta l, mi porse aperta la lettera scrittagli da Lady Giulia. La lessi, un po turbato. Nella prima parte consisteva in un racconto pressa poco eguale a quello contenuto nella lettera diretta a me; poi continuava:
Tu forse ti meraviglierai, mio caro Franklin, che io permetta a Rachele di tenermi cos completamente alloscuro. Una gemma del valore di ventimila sterline  scomparsa, e tutto mi dovrebbe indurre a credere che il mistero di questa scomparsa non  tale per Rachele, e che ella tace per qualche ragione incomprensibile che non posso in alcun modo indovinare. Dovrei dunque insistere in ogni modo. Ma Rachele  in uno stato di agitazione nervosa che fa pena a vedere, e io non ardisco fare altre allusioni al diamante prima che il tempo labbia un po acquietata.  stato per questo che non ho esitato a congedare il signor Cuff; tanto pi che al solo udirne il nome Rachele sinfuria. Quanto a te... Ebbene, io non posso in alcun modo scusare lasprezza con la quale ella pare voglia renderti responsabile di un avvenimento che tu non potevi certo prevedere; ma ora non si pu ragionare con Rachele, si pu compatirla soltanto. E, mi duole il doverlo dire,  meglio che per ora voi due rimaniate lontani luna dallaltro. Il solo consiglio che posso darti  quello di darle il tempo di ritornare in s.
Resi la lettera al signor Franklin sinceramente addolorato per lui, sapendo quanto amasse la signorina, e comprendendo quanto quella lettera lo affliggesse.
Sapete bene come dice il proverbio, signor Franklin: quando le cose sono arrivate al peggio bisogna bene che migliorino. E mi pare che peggio di cos non possano andare.
Questo fu tutto ci che seppi dirgli. Egli ripieg la lettera lentamente, se la mise in tasca, senza mostrarsi riconfortato dalle mie parole, poi disse:
Quando venni da Londra con quel maledetto diamante in tasca, Betteredge, credevo che in tutta lInghilterra non ci fosse una casa pi felice di questa. Guardatela ora! La famiglia sparpagliata, disunita, tutto qui avvelenato da unaria di sospetto e di mistero! Vi ricordate quella mattina alle Sabbie Tremanti, quando parlammo di mio zio Herncastle e del suo malaugurato dono? Ebbene, Betteredge, lOcchio di Luna ha fatte le vendette del colonnello come egli stesso forse non sperava!
Lo accompagnai presso la vettura, e quando fu sul punto di salire mi arrischiai a domandargli:
Almeno, signor Franklin, diteci dove andate...
Egli abbracci Penelope, che era scesa a salutarlo e che piangeva dirottamente, poi si trasse il cappello sugli occhi.
Dove vado, Betteredge? Ebbene, vado al diavolo! rispose.
La mattina seguente una lettera di Lady Giulia minform che ella aveva deciso di andare a stare con la signorina nella loro casa di Londra, in Montagu Square. Mi dava istruzioni circa quella parte della servit che avrebbe dovuto raggiungerle, specialmente Penelope e Samuele, e concludeva dicendo che non sapeva quando sarebbe ritornata alla villa, della quale la signorina non voleva neppure udir parlare.
La domenica pass tristemente. Nella mattina del luned... Ebbene, in quella mattina malaugurata la prima parte della profezia del Sergente Cuff si avver; ed ecco come.
Penelope e la cameriera della signora erano appena partite per la stazione, dirette a Londra, quando, volgendomi, mi trovai a faccia a faccia con la figlia del pescatore, Lucia la Zoppa: ma ella non aveva il suo solito sguardo dolce, ed appariva irritata e nervosa.
Ebbene, figliola mia, che volete? domandai.
Dov quelluomo che chiamate Franklin Blake? domand ella a sua volta, guardandomi fieramente e appoggiandosi sulla gruccia.
Ehi! Ehi! Non  questo il modo di parlare di un gentiluomo, ragazza! Se  del nipote della signora che volete parlare, abbiate la bont di chiamarlo il signor Franklin Blake.
Ella fece zoppicando due passi verso di me, e parve volermi mangiare vivo. Poi replic, anche pi fieramente:
Il signor Franklin Blake, dite? Lassassino Franklin Blake, invece, sarebbe il nome pi adatto per lui.
Mi ricordai in quel momento della pratica da me fatta con la fu signora Betteredge, la quale non scherzava in fatto di impeti di collera, e mi ricordai anche che la mia esperienza con lei mi aveva insegnato che quando una donna cerca di irritare un uomo la cosa migliore da fare  che luomo capovolga la situazione e faccia invece arrabbiare lei con la propria calma. Cos guardai ironicamente in faccia la fanciulla e mi limitai a esclamare:
Toh! Davvero?
Ella batt furiosamente la gruccia a terra.
S, un assassino! Un assassino! ripet lanciando fiamme dagli occhi.  stato lui causa della morte di Rosanna Spearman!
 stato causa della morte di Rosanna! ripetei attonito. Ma che cosa vi induce a parlare cos?
Che importa a voi? Che pu importare questo a un uomo? Oh! Se ella avesse avuto degli uomini lidea che ne ho io sarebbe ancora a questo mondo!
Quanto a me, almeno, replicai, mi sono sforzato di esserle amico; ed ella, poveretta, me nera grata.
Avevo detto quelle parole pi che altro per confortare Lucia; e infatti la mia risposta sembr in un certo senso raddolcirla. Ella si protese verso di me.
Le volevo bene, ecco, disse con voce commossa. La sua  stata una vita ben dolorosa, signor Betteredge, e tuttavia questo non ha alterata la dolcezza del suo carattere. Era un angelo, vedete; e con me avrebbe potuto essere felice. Avevo progettato di andare con lei a Londra, dove avremmo vissuto insieme come sorelle, lavorando; ma  venuto quelluomo, e il mio bel progetto  svanito. Egli lha stregata, proprio; e non mi dite che non  stata colpa sua, perch avrebbe dovuto saperlo, invece. S, avrebbe dovuto saperlo, e avrebbe dovuto avere piet di lei. Ella mi diceva infatti di non poter vivere senza di lui, che non la guardava neppure. Che crudelt! Io le rispondevo che nessun uomo vale la pena che si soffra tanto per amor suo; ma ella si ostinava. Vi sono uomini per i quali varrebbe la pena di morire, Lucia; ed egli  uno di essi. Ecco che mi diceva... E invece che cosa  accaduto? Oh! Che cosa  accaduto? Ecco che stamattina mi giunge una sua lettera, nella quale ella mi dice addio per sempre... Ma dov? Dov quelluomo?
Non mi arrischiai a fare alla ragazza una nuova rimostranza a proposito del rispetto dovuto ai gentiluomini, visto che ella era troppo agitata in quel momento. Perci mi limitai a domandare:
Ma insomma, che volete dal signor Franklin Blake?
Voglio vederlo.
Per qualche cosa di personale?
S; ho una lettera da dargli.
Una lettera di Rosanna, forse?
S; una lettera che era unita a quella mandata a me.
Forse era un lembo del mistero che si sollevava. Mi sforzai di attendere prima di rispondere, giacch mi pareva che la febbre del detective mi ritornasse. Infine dissi:
Ebbene, non potete vederlo, il signor Franklin.
No? Debbo vederlo, invece; e lo vedr.
Impossibile, vi dico.  partito per Londra.
Ella mi guard fissamente, come per leggermi nellanimo, e vide che le dicevo la verit. Allora, senza aggiungere altro, si volse per andarsene,
Un momento! esclamai. Aspetto domani notizie del signor Franklin. Datemi la lettera, e gliela mander per posta.
La ragazza si raddrizz sulla gruccia e si volse a guardarmi.
Devo dargliela personalmente, replic. Quindi non la dar che a lui.
Volete che gli scriva, e gli dica qualche cosa da parte vostra?
Ditegli che lo odio, e sar la verit.
Va bene, va bene. Ma dicevo, di quella lettera...
Se la vuole, bisogner che venga qui da me.
Con queste parole ella si allontan zoppicando in direzione del villaggio. Per un momento la seguii, cercando di persuaderla; ma ero un uomo, e Lucia la Zoppa provava un certo piacere a contraddirmi. Perci dovetti rassegnarmi ad attendere loccasione propizia di scrivere al signor Franklin ci che era accaduto.
La mattina seguente il portalettere, da me atteso con quellimpazienza che  facile immaginare, mi port due lettere; una di Penelope, la quale si limitava a farmi sapere che Lady Giulia e la signorina si erano stabilite nella casa di Londra, laltra di Jeffco, il domestico del signor Blake padre. Costui mi informava che il signor Franklin era gi partito dallInghilterra e mi riportava anche un brano del colloquio avuto con lui:
Jeffco, vedete a quale ora partir domattina il treno in coincidenza col battello pel continente, gli aveva ordinato il signor Franklin.
Alle sei e quaranta, signor Franklin.
Bene. Chiamatemi alle cinque.
Andate allestero, signore?
Vado dove mi porter la ferrovia.
Debbo dirlo a vostro padre, signore?
S... Cio, egli mi ha detto pocanzi che avrebbe potuto darmi retta soltanto alla fine della sessione parlamentare. Ebbene, Jeffco, glielo direte alla fine della sessione.
Questa specie di sparizione del signor Franklin mi toglieva ogni possibilit di fare ulteriori scoperte, data anche lostinazione di Lucia la Zoppa. Che cosa mai poteva contenere quella lettera di Rosanna? Poteva essere un semplice addio, poteva essere una rivelazione, la rivelazione di quella verit che invano avevamo cercata. Ma bisognava rinunciarvi; e intanto le Sabbie Tremanti custodivano, col corpo di quella disgraziata creatura, il suo triste segreto.
Due giorni dopo ebbi una seconda lettera da mia figlia, con la quale ella mi informava che la signorina Rachele, per consiglio del medico, cercava di distrarsi andando a teatro, a esposizioni e via dicendo. Il signor Godfrey era andato a farle visita e, con grande delusione di Penelope, era stato molto graziosamente ricevuto. Lady Giulia, invece, appariva depressa di corpo e di spirito, ed aveva gi avuto due colloqui col suo avvocato. La lettera mi parlava inoltre di una certa signorina Clack, una parente povera di Lady Giulia, che aveva gi tentato di essere ricevuta. Non sarebbe necessario, veramente, accennare a questa signorina; ma lo faccio semplicemente perch ritengo che ella debba far seguire una sua narrazione a questa mia. In tal caso, vogliate farmi il favore di non credere una parola sola di ci che ella potr dire del vostro umile servitore Betteredge.
La posta del sabato mi port una sorpresa sotto forma di un giornale di Londra. Dapprima non compresi chi potesse mandarmelo, poi, quandebbi letto un brano segnato a matita rossa, ed ebbi confrontato un nome in esso riportato con quello che il Sergente Cuff mi aveva fatto segnare nel taccuino, compresi che era stato lui a spedirlo.
E la notizia era questa:
Poco prima della chiusura delludienza, alla Corte di Lambeth si  presentato il signor Septimus Luker, il ben noto commerciante di gemme antiche, cammei ed altro, il quale ha chiesto al magistrato che cosa potesse fare in una certa faccenda che lo preoccupa non poco. Egli ha detto di essere stato in questi ultimi giorni assillato da tre di quegli indiani che infestano le vie di Londra, i quali hanno tentato in ogni moda di penetrare in casa sua sotto pretesto di chiedere unelemosina. La polizia, da lui chiamata, li aveva scacciati, ma essi erano ritornati ancora. Il signor Luker ha detto che temeva qualche furto, dato che egli ha una collezione di gemme che pu dirsi unica. Il magistrato ha risposto che, qualora i tre indiani avessero continuato a disturbarlo, avrebbe fatto bene a citarli davanti a lui; e intanto avrebbe potuto ricorrere alla polizia per protezione. Le gemme ad ogni modo, sarebbero sicure in qualche banca.
Cos le tre profezie del Sergente si erano verificate a puntino. Infatti, dopo aver avuta la visita di Lucia Yollands il luned, ecco che ora venivo ad avere notizie dei tre indiani e del signor Luker; e questo mentre la signorina Rachele, notate bene, era a Londra. Come vedete, espongo le cose quali sono, anche se appaiono tali da darmi torto nei miei convincimenti. Se; dopo ci, voi voleste schierarvi col Sergente, dovreste convenire che lunica spiegazione plausibile della cosa sarebbe stata che la signorina e quel Luker si fossero visti, e che lOcchio di Luna fosse stato messo in pegno. Ebbene, se questa  la vostra conclusione non posso onestamente biasimarvi. Vi ho condotti fino a questo punto brancolando nel buio, e nel buio son costretto a lasciarvi, coi miei pi rispettosi saluti.
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PARTE SECONDA.
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LA SCOPERTA DELLA VERITA.
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PRIMO RACCONTO
Scritto dalla signorina Drusilla Clack, nipote del fu Sir Giovanni Verinder.
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1.
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Debbo ai miei cari genitori, ora entrambi in Cielo, le abitudini di ordine e di regolarit che mi hanno accompagnata dallinfanzia fino ad oggi. Ricordo che in quei tempi beati mi si insegnava a tenere i capelli sempre ben pettinati, giorno e notte, e a mettere ogni sera i miei vestiti, accuratamente piegati, sulla stessa sedia, nello stesso ordine, alla stessa ora; e prima di far questo dovevo scrivere invariabilmente una pagina del mio diario.
Ed ho sempre continuato a piegare accuratamente i miei indumenti e a tenere il mio diario. Ora, ecco che questultima abitudine si  inaspettatamente addimostrata importante per i miei umili interessi, nel senso che il diario mi ha data la possibilit di soddisfare il capriccio di un ricco membro della famiglia, e cio del signor Franklin Blake.
Quando si  poveri, spesso si  dimenticati anche dai parenti. Tuttavia una lettera del signor Franklin Blake mi  giunta, nella cittadina nella quale dimoro per ragioni di economia, e che ha per me linestimabile vantaggio di possedere un parroco eloquente e un mercato nel quale si spende molto meglio che a Londra.
Ora, il capriccio del signor Franklin  questo: che io scriva tutto ci che so di mia scienza del deplorevole scandalo dellOcchio di Luna. Egli mi offre un compenso pecuniario, con quella indifferenza per la suscettibilit altrui che  propria dei ricchi. Debbo cos rinnovellare penosi ricordi, e in compenso vedermi inferta unaltra ferita, sotto forma di un assegno, e cio quello mandatomi dal signor Blake. Ho dovuto sostenere con me stessa unaspra lotta; ma lumilt cristiana ha vinto il mio peccaminoso orgoglio, ed io ho finito col decidermi a scrivere il racconto richiestomi, che fortunatamente posso trarre dal mio diario, e ad accettare lassegno.
Leggo nel mio diario, adunque, che il 3 luglio 1848, passando per caso in Montagu Square, vidi aperte le imposte della casa della zia Giulia. Pensai che ella potesse essere venuta a Londra, e che quindi fosse doveroso da parte mia informarmi. Andai senzaltro a suonare alla porta; e la cameriera che venne ad aprirmi, una ragazza troppo mondanamente adornata e dallo sguardo ardito, mi disse che mia zia e la figlia erano arrivate da qualche giorno e sarebbero rimaste a Londra per un po di tempo. Replicai che non volevo disturbarle, che desideravo semplicemente di far sapere loro che avrei voluto salutarle quando fosse stato possibile, e che mi mettevo a loro disposizione per qualsiasi cosa potesse occorrere.
La cameriera mi ascolt e and a portare il mio messaggio mantenendo un insolente silenzio. Ella  la figlia di un vecchio pagano a nome Betteredge, troppo, troppo a lungo tollerato nella casa di mia zia. Rimasta sola nellatrio, mentre aspettavo pensai che avrei fatto opera meritoria a cogliere loccasione per lasciare a quellimpertinente ragazza uno di quegli opuscoli di cui sono sempre provvista, diti da veri cristiani e che vogliono essere una saggia guida nelle cose pi interessanti della vita in rapporto alla nostra futura salvezza. Ne scelsi uno di una serie pubblicata nellinteresse delle giovani donne, e che riguardava il modo di vestire. Era intitolato: Lasciate che vi diciamo una parola a proposito del vostro cappellino.
La cameriera ritorn, e sempre con la stessa peccaminosa arditezza nello sguardo mi diede la risposta.
La mia signora vi  molto obbligata per la vostra gentilezza e vi prega di voler venire a colazione domani alle due.
Ringraziai quella giovane pagana e le dissi, in tono di cristiano interessamento:
Vorreste farmi il favore di accettare un opuscolo?
 scritto da un uomo, o da una donna, signorina? domand ella dopo aver guardato il titolo. Perch, vedete, se  un uomo dovreste dirgli che questa dei cappellini  una faccenda di cui egli non sintende.
Detto ci mi restitu lopuscolo ed apr la porta. Ma bisogna seminare la buona semenza dove e come si pu; perci, allorch ella ebbe richiuso, lasciai cadere il prezioso fascicoletto nella cassetta delle lettere. Cos sentii di aver compiuto il mio dovere verso il prossimo, per quanto mi era possibile.
Quella sera intervenni a una seduta del Comitato per la Riduzione dei Calzoni. Lo scopo di questo caritatevole Comitato , come tutte le persone serie sanno, quello di ritirare i calzoni messi in pegno dai padri di famiglia e ridurli pei loro innocenti figliuoli. Accenno a questo Comitato perch insieme con me ne faceva parte un mio prezioso ed ammirevole amico, il signor Godfrey Ablewhite, che era anche mio lontano parente. Ma quella sera egli, con mia grave delusione, non comparve; e le mie consorelle, alle quali ne domandai, dopo aver manifestata la loro meraviglia nel vedere che io ignoravo un avvenimento di cui parlava tutta Londra, mi dissero che tre giorni prima due persone di diversissima posizione sociale, e cio il signor Godfrey e un certo Septimus Luker, erano stati vittima di unaggressione.
Non avevo letto i giornali, e quindi non posso riportare qui integralmente il racconto che essi fecero di quelle aggressioni. In quel tempo fui anche privata dellinestimabile vantaggio di udirne parlare dal signor Godfrey in persona con la sua fervida eloquenza. Tutto ci che, posso fare, quindi,  di riferire ci che seppi quel giorno al Comitato, procedendo cos in questa racconto con lo stesso ordine e la stessa regolarit che usavo da bambina nel riporre a sera i miei vestiti. Sono una povera donna: che pu volersi di pi da me?
Nella mattina in cui avvenne laggressione, adunque, il nostro ottimo signor Godfrey Ablewhite si trov ad andare ad incassare un assegno in una banca di Lombard street. Dopo aver compiuta la piccola operazione egli si avvi per uscire; ma presso la porta sincontr con un altro signore, a lui totalmente sconosciuto, il quale stava per uscire esattamente nello stesso momento. Ne segu uno scambio di convenevoli, ognuno volendo lasciar passare prima laltro; poi, con un mutuo inchino, i due si separarono e andarono ciascuno per la sua via.
Ancora una volta sono obbligata a constatare che le circostanze pi lievi possono, come in questo caso, condurre ai pi gravi risultati. La mia pu essere una riflessione mondana, ma mi sembra giusta. E infatti, premesso semplicemente che laltro cliente della banca era il signor Septimus Luker, di Lambeth, vediamo che cosa accadesse al povero signor Godfrey.
Ritornato a casa sua, a Kilburn, egli trov ad attenderlo nellatrio un ragazzetto poveramente vestito, delicato di aspetto, il quale gli porse una lettera, dicendogli semplicemente che glie laveva data, per consegnarla, una vecchia signora che egli non conosceva. Cose simili accadevano troppo frequentemente al signor Godfrey, noto come promotore di opere caritatevoli, perch egli potesse meravigliarsene; e perci il degno gentiluomo lasci che il ragazzetto se ne andasse e apr la lettera.
I caratteri gli erano completamente sconosciuti; ma la scrivente, la quale diceva di interessarsi alla santa opera della Riduzione dei Calzoni, lo pregava di voler andare entro unora in una certa casa di Nothumberland Street, nello Strand, per darle maggiori ragguagli sulla caritatevole organizzazione, alla quale ella si proponeva di contribuire piuttosto largamente. Soggiungeva che, data la brevit del suo soggiorno a Londra, non poteva andare ad attingere informazioni altrove.
Un mondano avrebbe per lo meno esitato a trascurare i propri impegni per corrispondere ai desideri di una sconosciuta; ma un eroe cristiano come il signor Ablewhite non esita, quando si tratta di fare del bene: e quindi il caritatevole gentiluomo and immediatamente alla casa indicatagli. Gli apr la porta un uomo corpulento ma dallaspetto rispettabile, il quale, udito il nome del visitatore, lo condusse attraverso alcune stanze vuote in una specie di salotto, allammezzato. Nellentrare in quel salotto il signor Godfrey not due cose insolite: la prima un lieve odore di muschio e di canfora; laltra un antico manoscritto orientale aperto su una tavola, con illustrazioni e fregi di stile indiano.
Egli stava esaminando il manoscritto, tenendo le spalle volte alla porta, quando, senza che il minimo rumore venisse a metterlo in guardia, si sent improvvisamente passare un braccio al collo da qualcuno che gli saltava alle spalle. Egli ebbe appena il tempo di notare che quel braccio era nudo e come abbronzato, che si trov bendato e imbavagliato; poi subito dopo fu gettato a terra. Gli parve che i suoi aggressori dovessero essere tre almeno, giacch due lo tenevano e un altro gli frugava le tasche. Anzi, se una cosa simile pu esser detta da una signora, questultimo lo perquis fin sulla nuda pelle.
Laggressione era avvenuta in assoluto silenzio. Dopo quella specie di perquisizione, il signor Godfrey ud tre uomini scambiarsi alcune frasi a bassa voce, in una lingua a lui perfettamente sconosciuta, ma in un tono che denotava una rabbiosa delusione. Poi egli si sent bruscamente sollevare e mettere su una sedia, alla quale lo legarono per le mani e pei piedi. Da una corrente daria che gli sfior il viso comprese che la porta era stata aperta; e poich il silenzio si era fatto pi profondo che mai, comprese di essere stato lasciato solo.
Pass un certo tempo, poi il povero signor Ablewhite ud come il fruscio di una veste femminile. La donna, poich realmente era una donna, scendeva in fretta gi per le scale. Improvvisamente si ferm e lanci un urlo. Una voce duomo grid a sua volta: Che c?. Indi qualcuno entr nella stanza, e il povero prigioniero sent che mani cristiane lo liberavano dalle corde, dalla benda e dal bavaglio. Egli scorse due sconosciuti, un uomo e una signora, e domand con voce debole:
Ebbene, che cosa significa tutto questo?
 proprio, ci che stavo per domandare a voi, rispose luomo, meravigliato.
Linevitabile spiegazione segu... Cio, ci che segu, debbo dirlo per amore dellordine, fu che il signor Godfrey fu soccorso alla meglio. Gli furono fatti odorare dei sali, gli si diede da bere dellacqua fresca. La spiegazione venne dopo, e fu semplice e strana insieme. Quei due signori erano i padroni di casa, i quali raccontarono che lappartamento era stato preso in affitto per una settimana da un signore dallaria perbene, probabilmente quello stesso che aveva aperta la porta al visitatore, per conto di tre nobili personaggi orientali, che venivano per la prima volta a Londra. I padroni di casa avevano visto giungere il signor Ablewhite, e poco dopo avevano notato che gli stranieri erano usciti senza di lui, avviandosi tranquillamente in direzione dello Strand. La cosa era parsa loro piuttosto strana; sicch, dopo essersi consultati, avevano deciso di andare a vedere perch il visitatore fosse rimasto solo in casa. Il risultato era stato quello che abbiamo visto.
Fu accertato che tutto ci che si trovava nelle tasche del signor Godfrey era sparso qua e l sul pavimento, e che nulla, proprio nulla, mancava. Il manoscritto orientale era scomparso portato via dagli stranieri. Che poteva significare quel mistero? Indubbiamente, si fu obbligati a concludere, il signor Godfrey era stato vittima di un equivoco, e una volta accertato che egli non era luomo che essi volevano gli aggressori si erano allontanati.
Per grande che sia il mio amore per la regolarit e per lordine, non credo necessario ripetere ci che accadde in quella stessa mattinata al signor Septimus Luker. Il racconto delle due aggressioni  quasi in tutto simile, con la sola differenza che il Luker era stato tratto nel tranello con un pretesto che non poteva non interessare quelladoratore di Mammona, e cio che un ricco signore orientale desiderava di fare acquisti di gemme antiche per la sua collezione. Inoltre, al signor Luker era stata portata via una ricevuta, dalla quale risultava che egli aveva depositato presso i suoi banchieri una gemma di gran valore. Ad ogni modo quel documento non poteva servire a perpetrare una frode, giacch il signor Luker aveva pattuito con la banca che la gemma sarebbe stata restituita bens contro presentazione della ricevuta, ma soltanto a lui personalmente. Appena libero, tuttavia, egli era corso alla banca, nella speranza di sorprendere gli aggressori in flagrante tentativo di ritirare la gemma; ma nessuno si era visto. Evidentemente il complice inglese dei tre orientali aveva avuto il tempo di leggere sulla ricevuta le condizioni alle quali il deposito era subordinato, e aveva rinunciato a un inutile tentativo.
Le due aggressioni erano state denunciate alla polizia, ma le indagini compiute da questa non avevano avuto alcun risultato. Si fin per credere che gli indiani, avuto sentore che la gemma era stata depositata alla banca, avevano creduto di potersene impossessare mediante la ricevuta. Quanto al signor Ablewhite, il fatto che egli si era incidentalmente incontrato col signor Luker presso la porta della banca aveva potuto far credere ai malviventi che il documento fosse stato consegnato a lui per maggiore sicurezza.
Il giorno seguente andai puntualmente dalla zia Giulia allora indicatami. Ella mi ricev con la sua solita graziosa cortesia, ma io mi accorsi, quasi subito, che cera in aria qualche cosa.
Finita la colazione, la zia si rivolse a Rachele.
Ricordati che cosa ti ha raccomandato il dottore, cara, e cio che dopo i pasti faresti bene a leggere un po, per distrarti.
Vado nella biblioteca, allora, mamma, rispose Rachele. Ricordati per di farmi avvertire se viene Godfrey: sono ansiosa di aver sue notizie, dopo lavventura di Northumberland Street.
Baci la madre sulla fronte, poi, con un distratto: Arrivederci, Clack, usc. Debbo dire subito che quella sua insolenza a mio riguardo non sollev in me risentimento alcuno; e soltanto mi proposi di pregare per lei.
Quando fummo rimaste sole, mia zia mi raccont tutta quella orribile storia del diamante indiano, che io sono ben contenta di non dover riportare qui. Ella non mi nascose che avrebbe preferito tener la cosa per s; ma poich la servit sapeva dellaccaduto, e la gente arrivava persino a domandarsi se non vi fosse una certa connessione tra gli avvenimenti della villa e laggressione di Northumberland Street, aveva preferito parlarmi francamente. Poi concluse:
Rachele  ancora molto scossa. I medici le raccomandano di distrarsi con qualche divertimento e con molto esercizio, e insistono che io stessa mi adoperi perch ella non pensi pi allaccaduto. Io faccio del mio meglio, infatti: ma ora  capitata anche questa strana avventura di Godfrey a guastare le cose. Rachele, da quando lha saputa, si  mostrata irrequieta, e non mi ha lasciato pace fino a che non ho scritto a Godfrey di venire a farci visita. Figurati che ella si interessa persino di quel Luker, cos mi pare che si chiami, sebbene, naturalmente, egli le sia perfettamente sconosciuto; e questo soltanto perch la sua avventura  in un certo senso connessa con quella di Godfrey.
Cara zia Giulia, la vostra conoscenza del mondo  superiore alla mia, dissi con una certa diffidenza;, per direi che ci deve essere una ragione perch Rachele si comporti in modo tanto insolito. Evidentemente ella vi tiene celato un suo peccaminoso segreto; quindi, non credete che in questi ultimi avvenimenti ci sia qualche cosa che minacci appunto questo segreto?
Segreto? ripet mia zia. E che vuoi che sia? Un segreto che possa riguardare il signor Luker? O mio nipote Godfrey?
Aveva appena pronunciato quelle parole che, come se la Provvidenza avesse voluto darle una risposta, un domestico venne ad annunciarle la visita del signor Godfrey Ablewhite.
...
2.
...
Il signor Godfrey si present al momento opportuno, vale a dire non troppo presto dopo lannuncio dato dal domestico, e non troppo tardi per darci la noia dellattesa ad uscio aperto.  nel complesso della sua vita ordinaria che si vede il vero cristiano. Quel caro uomo era davvero perfetto.
Andate a dire alla signorina che il signor Ablewhite  qui, ordin mia zia al domestico. Poi insieme con me ella sinform della salute del visitatore dopo la terribile avventura occorsagli. Con tatto perfetto egli si sforz di rispondere nello stesso tempo ad entrambe.
Ma che ho fatto io per meritare tanto? esclam egli con profonda tenerezza. Cara zia! Cara signorina Clack! Sono stato scambiato con qualcuno, ecco tutto. Mi hanno un po imbavagliato, un po bendato, un po strangolato,  vero; ma quanto sarebbe potuta andar peggio!
Poi egli domand di Rachele, se ella continuasse sempre a divertirsi, e infine si rivolse a me e mi espresse il suo profondo rincrescimento per aver dovuto rimanere assente dalle sedute del Comitato per la Riduzione dei Calzoni, promettendo che vi avrebbe per partecipato al pi presto.
La celeste dolcezza del suo sorriso faceva quelle sue scuse irresistibili. Risposi rassicurandolo del mio meglio, e gli dissi anche che avevamo fatta una nuova abbondante messe di calzoni da ridurre. Ma fui interrotta sul meglio dallentrata di Rachele, che si precipit nel salotto come una ventata. Ella si avvicin al signor Godfrey con una vivacit poco compatibile con la riservatezza necessaria ad una damigella, e, mi dispiace dirlo, indebitamente arrossendo. Per di pi, gli parl subito, con la stessa scioltezza che avrebbe avuta un giovinotto.
Sono veramente contenta di vedervi, Godfrey; e avrei voluto che aveste condotto con voi anche il signor Luker. Siete in questo momento i due pi interessanti uomini di Londra. Raccontatemi dunque subito la vostra avventura. Secondo me i giornali non hanno detto tutto.
Cara Rachele, i giornali hanno detto tutto, veramente, e molto meglio di quanto possa fare io, rispose egli con quella stessa voce avvincente che aveva usata con me nel parlarmi dei calzoni da ridurre.
A quanto intendo, Godfrey crede che si parli un po troppo di questa disgraziata faccenda, entr a dire mia zia.
Davvero? E perch?
Rachele aveva fatta questa domanda con un improvviso lampo negli occhi, guardando fissamente Godfrey. Questi, dal canto suo, la guard con unindulgenza cos eccessiva, e a parer mio cos poco meritata, che mi credetti in dovere di intervenire.
Ma  evidente, cara Rachele! osservai dolcemente. La vera grandezza danimo, il vero coraggio, sono sempre modesti.
Ma ella non sembr neppure udire le mie parole; e continu:
Voi siete un ottimo ragazzo a modo vostro, Godfrey; ma non mi pare che abbiate una vera e propria grandezza danimo, n un eccessivo coraggio; e quanto alla modestia, se anche ne aveste avuta, queste signore vostre adoratrici ve lavrebbero fatta perdere da un pezzo. Ritengo perci che abbiate qualche ragione personale per non parlare della vostra avventura; ed  appunto questa ragione che vorrei conoscere.
Se una ragione c,  la pi semplice immaginabile, rispose egli, sempre indulgentemente. Sono stanco di udir parlare di questa faccenda.
Via, via! Venite a sedervi qui e cercate di rispondere precisamente a domande precise.
E cos dicendo Rachele lo trascin, debbo dire cos, verso alcune poltrone che erano presso la finestra. Mi dispiace di dover riferire questi particolari, ma vi sono obbligata dallamore della verit e dallassegno del signor Franklin. Guardai mia zia e mi accorsi che ella era disposta a lasciar correre, mostrando unindifferenza e uninerzia che forse erano unicamente dovute a una reazione al trambusto di quegli ultimi giorni. Poi udii Rachele tempestare di domande il cugino.
Ha fatto qualche cosa la polizia, Godfrey?
Proprio nulla.
Ed  certo, come pare, che i vostri aggressori siano quelli stessi del signor Luker?
Umanamente parlando, cara Rachele, dovrebbe essere cos.
E non  stata scoperta nessuna traccia di loro?
Nessuna.
Si crede, nevvero, che quei tre orientali siano gli indiani venuti alla nostra villa?
C chi lo crede, infatti.
E voi, lo credete?
Mia cara Rachele, fui bendato prima di vedere chi mi aggredisse. Come potrei saperlo?
Anche langelica dolcezza del signor Godfrey, come vedete, cominciava ad alterarsi sotto quella tempesta di domande. Ma Rachele continu imperterrita:
Vorrei sapere qualche cosa del signor Luker, Godfrey.
Mi dispiace ancora, cara Rachele; ma nessuno conosce il signor Luker meno di me.
Non lavete mai visto prima dincontrarlo alla banca?
Mai.
E lavete pi riveduto?
S; la polizia ci ha interrogati insieme.
 vero che egli  stato derubato di una ricevuta rilasciata dalla banca? E a che cosa si riferiva quella ricevuta?
Si riferiva ad una gemma di valore, da lui depositata.
Infatti,  ci che dicono i giornali. Ma questo pu bastare ad un lettore indifferente, non a me. Vediamo, era specificato nella ricevuta di quale gemma si trattasse?
Per quanto io abbia udito, no. La gemma era descritta soltanto come un oggetto di gran valore, appartenente al signor Luker, depositato da lui in un pacchetto portante il suo suggello, e che a lui soltanto avrebbe potuto essere restituito.
Rachele tacque un momento. Guard la madre e sospir; poi guard di nuovo il signor Godfrey e riprese:
Pare che qualche cosa di ci che  accaduto alla villa sia stato riportato dai giornali, nevvero?
Mi dispiace di dirlo, ma  cos.
Ed  vero anche che qualche sfaccendato che neppure ci conosce ha voluto trovare una connessione tra ci che  avvenuto alla villa e queste aggressioni?
Temo proprio che la curiosit pubblica si orienti in questo senso.
C dunque chi dice che i tre sconosciuti aggressori e i tre indiani siano le stesse persone; e costoro dicono anche che la gemma depositata alla banca...
Ella sinterruppe ancora. Da qualche momento diveniva sempre pi pallida in viso, di un pallore che il nero dei suoi capelli rendeva per contrasto quasi spettrale. Il signor Godfrey tent per una seconda volta di alzarsi, e la zia Giulia preg la figlia di non continuare in quel discorso. Da parte mia volli fare unofferta di pace sotto forma di una boccetta di sali. Ma nessuno di noi produsse il minimo effetto su Rachele.
Godfrey, rimanete qui! esclam ella imperiosamente. Mamma, non c nessuna ragione che tu ti preoccupi per me. Clack, ti assicuro che non sto per svenire!
Che strana risposta alle mie affettuose premure! Ma non bisogna giudicare. No, non bisogna giudicare.
Ditemi dunque francamente, Godfrey, continu ella dopo un momento,  vero che la gente dice che quella gemma sia precisamente lOcchio di Luna?
Quando ud menzionare il diamante indiano il mio ammirevole amico sembr oscurarsi in volto; e fu con una nobile indignazione che egli replic:
S, lo dicono, infatti. E si accusa apertamente il signor Luker di mentire quando egli dichiara solennemente di non aver mai udito parlare dellOcchio di Luna prima che questo scandalo scoppiasse. C chi sostiene che egli abbia tutto linteresse a dire cos. Vergognoso! Vergognoso!
Rachele lo guardava con una strana espressione negli occhi e nel viso; poi riprese:
Dato che la vostra conoscenza col signor Luker  soltanto occasionale, Godfrey, mi pare che lo difendiate con un calore un po eccessivo.
A quella insinuazione il mio ottimo amico diede una delle risposte pi evangeliche che io abbia mai udite:
Spero bene, Rachele, di difendere con calore la causa degli oppressi e dei calunniati.
Di nuovo ella lo guard, ma con unespressione raddolcita; poi improvvisamente gli prese la mano.
Godfrey, credo di aver trovata la vera ragione che vi fa restio a parlare di questa faccenda davanti a mia madre e a me. Un disgraziato caso vi ha associato, nella mente delle persone, al signor Luker. Mi avete detto che cosa si dice di lui; vorreste dirmi ora che cosa si dice di voi?
Anche messo cos alle strette, il caro signor Godfrey, sempre pronto a rendere bene per male, volle risparmiare la sua tormentatrice.
Non me lo domandate replic.  meglio dimenticare tutta questa disgraziata faccenda, Rachele, credete a me.
Voglio saperlo! grid ella, fieramente.
Diteglielo, suvvia, Godfrey! supplic mia zia. Nulla di ci che potrete dirle le farebbe pi male del vostro silenzio.
I begli occhi del signor Godfrey si riempirono di lacrime; poi, dopo aver dato alla cugina un ultimo sguardo di muto appello, egli pronunci le parole fatali:
Ebbene, Rachele, giacch volete proprio saperlo, si dice anche che... che lOcchio di Luna sia stato messo in pegno presso il signor Luker, e precisamente da me.
Rachele balz in piedi con un grido dorrore, e guard a volta a volta Godfrey e la madre con una cos selvaggia espressione nel viso, che io credetti stesse veramente per impazzire.
Tentammo di dirle qualche cosa, ma ella, indietreggiando come un animale accerchiato e atterrito, si ridusse in un angolo del salotto, esclamando:
Non mi dite nulla! Non mi toccate!  colpa mia!  colpa mia! Bisogna che rimetta le cose a posto. Ho sacrificata me stessa... ma avevo il diritto di farlo, se cos mi piaceva; permettere per che sia sospettato un innocente, tenere il segreto mentre una mia parola pu far rifulgere la sua innocenza. Oh! Dio mio!  terribile
Davvero, cara Rachele, esagerate, udii che diceva limpareggiabile signor Godfrey. La mia reputazione sta troppo in alto per poter essere attaccata da miserabili pettegolezzi.
Ma io debbo, e voglio chiudere la bocca ai calunniatori! Mamma, Clack, udite bene dunque ci che dico. Io so chi ha preso il diamante, capite? Lo so... E cos dicendo ella batt il piede sul pavimento, come per sottolineare quellaffermazione. E so che Godfrey Ablewhite  innocente! Conducetemi davanti al magistrato, Godfrey, e lo giurer.
Mia zia mi prese la mano con un movimento convulso e mi susurr:
Rimani cos, mia cara, fra lei e me, un momento, un momento solo, che ella non mi veda... E poich la, guardavo sbalordita, osservando con una certa apprensione che il viso le diveniva quasi violaceo, prosegu;, Prender qualche goccia della mia medicina e presto sar passato...
Cos dicendo chiuse gli occhi; ma io non potei occuparmene pi a lungo, intenta comero ad udire ci che diceva, sempre con la stessa dolcezza, il signor Godfrey.
No, cara Rachele, voi non dovete comparire pubblicamente in questa faccenda. La vostra reputazione  qualche cosa di troppo puro e di troppo sacro...
La mia reputazione! interruppe ella, prorompendo in una risata. Ma non sapete che io sono accusata al pari di voi? Il miglior detective dInghilterra  convinto che sia stata io stessa a rubare il mio diamante! Domandategli il suo parere, dunque, ed egli vi dir che ho impegnata la gemma per pagare i miei debiti!
Sinterruppe, corse verso la madre e le singinocchi accanto.
Mamma! Mamma! Dovrei essere pazza, nevvero, a nascondere ancora la verit, ora? Poi, troppo eccitata per rendersi conto delle condizioni della povera zia in quel momento, si rialz e ritorn prestamente presso il signor Godfrey. No, non voglio che siate accusato per colpa mia! Nessun innocente deve essere accusato! Se non volete condurmi davanti al magistrato, stendete voi stesso la mia dichiarazione, e io la firmer. S, fate come vi dico, Godfrey, se non volete costringermi a scrivere ai giornali o a proclamare la verit per la strada!
E cos dicendo ella gli tese la mano. Ahim, quanto  profonda la decadenza della nostra natura! Il signor Godfrey non soltanto si dimentic al punto da baciarle la mano, ma giunse a dirle, con una dolcezza che era pressa poco un compromesso col peccato:
Va bene, va bene, cara; ma a condizione che non parleremo pi di questa orribile faccenda.
In quel momento un forte picchiare alla porta di strada ci fece sobbalzare. Mi avvicinai alla finestra a guardare, e vidi che nella via il Mondo, la Carne e il Diavolo aspettavano, sotto forma di tre donne vestite con incredibile audacia, indecentemente sdraiate in una vettura. Rachele venne a guardare a sua volta, fece uno sforzo per ricomporsi, poi and verso la madre,
Mamma, son venute le mie amiche a prendermi, per andare alla mostra di floricultura. Una parola ancora prima che me ne vada: non ti ho troppo addolorata, nevvero?
Frattanto le gocce avevano prodotto il loro effetto, e il viso della povera zia aveva ripreso laspetto consueto.
No, no, cara, rispose ella. Va pure con le tue amiche, e divertiti.
Mi alzai per andarmene a mia volta, ma la zia insist perch mi rimettessi a sedere.
Hai qualche cosa di urgente da fare? domand.
 superfluo dire che le risposi di essere completamente a sua disposizione; ed ella riprese:
Tienmi compagnia per unaltra ora, dunque. Alle cinque verr lavvocato Bruff, per il mio testamento, e tu lo firmerai in qualit di testimone.
Il suo testamento! Ripensai alle gocce che le avevo visto prendere, a quel suo improvviso malessere che laveva fatta cos alterata in viso, e compresi.
...
3.
...
Quando si tratta soltanto dei miei umili interessi io mi accontento generalmente di servirmi dellomnibus. Ma quella volta, e giudicate da questo quanto fosse grande la mia devozione alla zia Giulia! mi premisi il lusso di prendere un cab. Cos andai a casa, scelsi accuratamente una dozzina di opuscoli edificanti, quegli opuscoli cos salutari allanima e al corpo che io soglio distribuire pel bene dellumanit e che costituiscono, secondo me, la pi alta letteratura del mondo, e ritornai a Montagu Square. Pagai al conducente lammontare preciso della corsa, e poich egli prese il denaro bestemmiando, in via di mancia gli offrii uno dei miei fascicoletti. Se gli avessi messa una pistola al petto quel disgraziato sarebbe forse apparso meno costernato; poi frust il cavallo, e, con una profanit di linguaggio alla quale non voglio neppure lontanamente riferirmi, si allontan di corsa. Ma invano, oso dirlo: giacch ebbi il tempo di gettare nellinterno della vettura la buona semente, certa che lavrebbe ritrovata poi.
A casa della zia seppi che ella era in consultazione col medico. Anche il signor Bruff, lavvocato, era giunto, e aspettava in biblioteca; e nella biblioteca andai anchio; in attesa di essere ricevuta.
Il signor Bruff mi guard sorpreso, quando entrai. Egli  lavvocato della famiglia, e ci siamo visti qualche volta in casa della zia.  un uomo, mi dispiace dirlo, inveteratamente mondano, il quale, nel momento del dolore e delle difficolt, non sa trovare altre consolazioni che quelle che il mondo pu offrire: un uomo, insomma, capace di leggere un romanzo e lacerare uno dei miei opuscoli morali.
Siete venuta per alloggiare qui, signorina Clack? mi domand, guardando la borsa nella quale avevo posto la mia letteratura.
Rivelare a un uomo simile il contenuto della borsa sarebbe stato come provocare in lui una reazione profana; perci mi abbassai al suo livello e gli dissi perch ero venuta, e cio per essere testimone del testamento.
Davvero, signorina? Va bene, va bene... Siete maggiorenne, ormai, e non avete alcun interesse nella disposizione della sostanza di Lady Verinder.  questo che richiede la legge dai testimoni in un caso simile.
Quelle parole mi sollevarono. Non ero interessata economicamente in quellatto! Meglio; giacch se la zia avesse disposto qualche legato in mio favore, dato che tutti conoscono la mia povert chiss che cosa si sarebbe detto di quelle mie premure!... Ed ero immersa in queste riflessioni, elevate se non del tutto piacevoli, quando mi riscosse di nuovo la voce del signor Bruff.
Ebbene, signorina Clack, quali sono le ultime notizie dei vostri comitati di beneficenza? E come sta il vostro signor Ablewhite, dopo la scossa avuta in Northumberland Street? Al mio club se ne dicono delle belle, di quel caritatevole signore, a proposito dellaggressione!
Ero passata sopra al modo veramente poco gentile col quale il signor Bruff aveva accennato alla mia et e alla nessuna speranza che potevo avere che la zia si ricordasse di me nel suo testamento; ma quellattacco diretto contro lInnocenza e la Perfezione, personificate nel signor Godfrey, meritavano unadeguata risposta a quel mondano. Cos replicai:
Vivo quasi fuori del mondo, signor Bruff, e non ho il piacere di appartenere ad alcun club; per so quali possono essere le basse chiacchiere che si fanno a questo proposito, e son fiera di potervi dire che calunnia pi vile non  stata mai messa in giro.
Capisco, capisco, voi avete fiducia nel vostro amico...  naturale, diamine! Ma temo che il signor Ablewhite trover la gente pi difficile a convincere delle sue benefiche amiche. Le apparenze sono contro di lui... Vedete, egli era nella villa quando il diamante fu smarrito o rubato, e fu il primo a ripartire per Londra; mettendo insieme queste circostanze con gli ultimi avvenimenti... Perch, infatti, si domanda la gente, gli aggressori, e cio glindiani, aggredirono proprio lui e il signor Luker? Eppure Luker aveva avuto contatto non meno casuale, diciamo cos, con decine e decine di persone, quella mattina. Dunque glindiani erano certi che uno dei due dovesse avere la ricevuta che poteva assicurar loro il possesso della gemma; e se questa certezza avevano, da qualche circostanza dovevano pur derivarla... Ecco quel che dice la gente, cara signorina; e non  facile confutare questo ragionamento, credetemi.
Pronunci queste parole con tanta sicurezza di s, e cos tronfio nella sua mondana sapienza, che non potei resistere alla tentazione di farlo parlare ancora un po prima di rivelargli quella verit che doveva sconfiggerlo.
Certo non posso presumere di discutere con un abile avvocato come voi, replicai;, ma vi faccio notare che il Sergente Cuff, e cio il pi abile detective inglese, non ha mai sospettato del signor Ablewhite, ma soltanto di Rachele.
E sareste anche voi di questo parere, signorina?
Non giudico alcuno, io, avvocato. Riferisco un fatto.
Ed io invece lo commetto, questo peccato del giudicare; e dico che il signor Cuff ha preso un grosso granchio, e che se egli avesse conosciuta la signorina Rachele come io la conosco, anche se i fatti lavessero accusata avrebbe sospettato chiunque anzich lei. Riconosco che ella ha i suoi difetti, giacch  ostinata, ribelle, chiusa anche, quando crede di aver ragione di esser tale; ma  anche sincera e leale come loro, e generosa oltre ogni dire. Se tutte le prove del mondo accusassero qualcuno, e la signorina affermasse il contrario, io, per quanto avvocato e quindi abituato a credere ai fatti soltanto, mi metterei alla sua parte.
Davvero? Cos, secondo voi, anche se Rachele si mostrasse straordinariamente agitata e interessata in tutta questa faccenda, pi di quanto non spiegherebbe, voglio dire, il fatto di aver perduto una tale gemma, voi avreste sempre la stessa fiducia nel suo giudizio?
Sempre, e in modo assoluto.
Ed allora, ripresi trionfante, permettetemi di farvi sapere che qualche ora fa il signor Ablewhite era qui, e che la sua assoluta innocenza in tutta questa faccenda  stata proclamata precisamente da Rachele, con tanta forza, che mai mi  accaduto di udir parlare cos una signorina.
Vidi il signor Bruff sbalordito, e confesso che gioii del mio trionfo. Egli balz in piedi e mi guard fissamente.
Ebbene? dissi placidamente. Che ne dite, ora?
Che volete che dica? Se la signorina ha proclamata linnocenza dei signor Ablewhite, ebbene... ebbene, debbo credervi anchio. Sar stato sviato dalle apparenze, come tanti altri... Ad ogni modo, far ammenda del mio torto difendendo il vostro amico contro coloro che lo attaccano. Lasciate per che mi congratuli con voi della vostra strategia: prima mi avete condotto dove volevate, e poi avete sparata la vostra artiglieria quando meno me laspettavo. Se foste stata uomo e avvocato, ve lo dico io, sareste andata lontano.
E cos dicendo mi volse le spalle e cominci a passeggiare nervosamente su e gi per la stanza.
Scusate se disturbo le vostre riflessioni, ripresi dolcemente dopo qualche tempo. Ma perch mai, signor Bruff, avendo voi accennato alla presenza del signor Ablewhite nella villa al momento in cui il diamante scomparve come a una circostanza sospetta, non avete sospettato anche del signor Franklin Blake per la stessa ragione?
Il vecchio mondano si volse, si rimise a sedere e mi guard con un sorriso beffardo.
Ah, ah, signorina Clack! Vedo che non varreste, come avvocato, quanto credevo! E perch avrei dovuto sospettare del signor Blake? Io gli voglio molto bene  vero: ma questo non avrebbe importanza. Ci che avrebbe importanza, invece,  che non si potrebbe comprendere la ragione per la quale egli avrebbe compiuto il furto.
Ma, i suoi debiti...  noto che ne ha molti.
Mentre il signor Ablewhite ne ha meno, almeno palesemente. Verissimo. Ma ci che ignorate  che degli interessi del signor Franklin mi occupo io, e che i suoi creditori, sapendo che egli erediter un giorno la grossa fortuna paterna, non lo assillano per riavere il loro denaro, ma si contentano di aggiungere interessi a interessi; ed ignorate anche che, quando il diamante scomparve, la signorina Rachele aveva gi acconsentito a sposare il signor Franklin, sicch il diamante stava per essere in un certo senso propriet di entrambi. E allora?
Mah! Il cuore umano  un abisso...
E se fosse stato il signor Franklin a prendere il diamante si sarebbe data, proprio lui, tanta pena per farlo ritrovare? Sicch, secondo la vostra teoria sul cuore umano, egli avrebbe rubato il diamante senza motivo, e poi avrebbe messo sottosopra cielo e terra, e non per distogliere da s sospetti perch nessuno lo sospettava, ma per giungere a far cadere i sospetti sulla fanciulla che egli amava, che voleva sposarlo, e che era ricca e padrona del diamante? No, no, cara signorina... Piuttosto, vedete, dopo ci che abbiamo detto, la cosa si riassume cos: la signorina Rachele  innocente, e questo  fuor di dubbio; il signor Franklin pure; e, a quanto pare dopo lattestazione della signorina, innocente  anche il signor Ablewhite. Chi potrebbe capirci qualche cosa? Nessuno, proprio...
Non risposi; ma mi venne fatto di pensare che forse il sergente Cuff ci aveva capito qualche cosa.
...
4.
...
La cerimonia del testamento fu molto pi breve e sommaria di quanto immaginassi, e tutta la faccenda fu condotta, a parer mio, con una fretta indecente. Samuele il domestico fu laltro testimone; e io stavo per dire qualche parola quale loccasione avrebbe richiesto quando il signor Bruff, piegando il testamento, mi guard significativamente. Senza dubbio egli voleva farmi comprendere che desiderava di rimanere solo con mia zia. Ma io, che potevo essere indifferente al fatto di non aver avuto alcun lascito, e potevo anche rinunciare a dire ci che il cuore mi avrebbe dettato in cos solenne momento, non intendevo di mancare alla mia principale missione, che era quella di consegnare i miei opuscoli; sarebbe stato pi facile smuovere la cattedrale di San Paolo che me. Il signor Bruff, il quale, debbo riconoscerlo per amor di equit, non manca dintuito, lo comprese, rimase un momento perplesso, cos come era rimasto il conducente del cab, poi con uninteriezione molto profana si ritir, lasciandomi padrona del campo.
Appena rimanemmo sole, la zia Giulia si arrovesci sul sof, e con un certo imbarazzo alluse alla faccenda del testamento.
Non vorrei che ti considerassi dimenticata, cara, disse. Intendo di darti personalmente un piccolo ricordo.
Ora s che loccasione era magnifica! Aprii la borsa, nella quale, come ho accennato, avevo messo qualcuno dei miei aurei libretti, e ne trassi il primo che mi capit. Era intitolato Il serpente in casa, e dimostrava che il Maligno ci insidia fino in quegli atti della nostra vita che sembrano i pi insignificanti. Ricordo infatti che alcuni capitoli, dedicati alle donne, erano intitolati: Satana nel pettine, Satana dietro lo specchio, Satana sotto il tavolino da t, Satana fuori della finestra, e cos via.
Cara zia, dissi in tono dolce e persuasivo, leggete attentamente questo prezioso libriccino, e mi avrete dato tutto ci che posso desiderare. Vedete...
Aprii lopuscolo a caso, e trovai uno dei passi pi eloquenti, del capitolo Satana sotto i cuscini del sof. Lessi qualche frase, poi le porsi il libro aperto; ma la povera zia, dopo avervi data unocchiata, me lo restitu languidamente, dicendo un po imbarazzata:
Purtroppo, cara Drusilla, mi ci vorr qualche tempo prima che io sia in grado di leggere queste cose.
Tenetelo, zia, ve ne supplico! Potreste sentirvi meglio, fra qualche ora, o svegliarvi domattina con un senso di vuoto, e allora esso vi riuscir prezioso.
Ella non rispose, e allora io misi furtivamente lopuscolo sotto un cuscino, sicura che, nel voler prendere il fazzoletto o la boccetta dei sali, lavrebbe ritrovato. Poi mi alzai per andarmene; ma in quellatto mi accadde di vedere i molti vasi di fiori che erano sulla finestra, e ebbi unidea.
Oh, che bei fiori, zia! Vorreste permettermi di prenderne uno? E senza attendere la risposta andai alla finestra; ma invece di prendere un fiore un altro ne aggiunsi ai tanti che verano, sotto forma di un secondo opuscolo morale che lasciai cadere tra i geran e le rose.
Ebbene, zia, vi lascio riposare.... Ritorner domani.
Nelluscire, lasciai cadere qua e l gli altri fascicoli. Cos, con la coscienza di aver compiuto il mio dovere, ritornai alla mia povera casa, e passai una notte benedetta. La mattina seguente mi alzai come ringiovanita, e pi... Ecco, potrei dire anche pi graziosa, se fossi capace di fermarmi a ci che riguarda il mio corpo mortale; quindi passo sopra a queste mondanit. Stavo per uscire, quando la cameriera della padrona di casa venne ad avvertirmi che il domestico di Lady Verinder aveva qualche cosa da consegnarmi.
Entr Samuele, un bel giovinotto roseo in viso e di modi corretti, il quale mi porse un pacchetto. Certo si trattava del ricordo di cui la zia mi aveva parlato, e confesso che mi sentii tratta ad aprirlo subito. Ma il senso del dovere vinse quella miserabile curiosit, e pensai che loccasione era buona per dire qualche salutare parola a quel giovinotto. Lo fissai bene, come per leggergli in cuore; ma egli apparve quasi intimidito, e si sarebbe detto che, avendomi dato linvolto, non avesse ormai altro desiderio che quello di fuggir via. Lo trattenni con qualche domanda banale su mia zia, e sulla signorina, e su tante altre cose. Ma egli minterruppe:
Vogliate scusarmi, signorina; ma debbo andare a prendere dei biglietti per un concerto, e se non mi affretto non ne trover pi.
E senza lasciarmi il tempo di replicare, quel bravo ragazzo, evidentemente ligio al suo dovere terreno, fugg via.
Poich ero sola aprii il pacchetto, non senza, lo confesso, una certa trepidazione... Ahim! Il pacchetto conteneva tutti, tutti gli opuscoli disseminati in casa della zia il giorno precedente, con un biglietto nel quale ella, non senza evidente imbarazzo, povera cara! mi diceva che mi restituiva i preziosi libriccini per preciso ordine del medico!
Che fare? Una decisione non era facile; e tuttavia non esitai a lungo. Scrissi parecchie lettere, alcune a nome mio, altre a nome di signore immaginarie, ad ognuna di esse inclusi un trattato, e mi proposi di farle pervenire a mia zia parte per posta e parte lasciandole cadere io stessa qua e l nel ritornare a casa sua. Una lettera non desta sospetto, e quasi sempre vien letta prima di esser gettata via, se tale  la sua sorte. Una cominciava con le parole: Cara zia, posso richiamare la vostra attenzione su un breve passo?... Unaltra: Cara signora, vogliate perdonarmi se, da umile ma fedele amica, mi permetto di dirvi qualche parola, ecc.. Cos via. Inutile dire che avevo cercato di alterare di volta in volta la mia scrittura.
Dopo le due ero gi sul campo della pia battaglia. Seppi che la povera zia aveva passata una cattiva notte, e che era, nel salottino, stesa sul sof, cercando di dormire un po. Dissi che avrei aspettato nella biblioteca, nella speranza di poterla vedere quando fosse possibile. La casa era quieta, e credetti che Rachele, insieme con le sue amiche, fosse andata al concerto di cui mi aveva parlato Samuele. Mi applicai perci a mettere qua e l le lettere che avevo portato con me (le altre avevo gi messe alla posta) e uscii dalla biblioteca con questo fine. Ma mi trovavo nel salotto principale, a pianterreno, quando udii picchiare alla porta di strada. Per ritornare nella biblioteca avrei dovuto passare per latrio, e sarei stata vista da Samuele, che era andato ad aprire. Pensai che potesse essere il medico, e mi sentii sollevata, giacch egli sarebbe stato introdotto subito presso mia zia; invece, con mio orrore, udii la voce del signor Godfrey Ablewhite, il quale domandava della signorina Rachele, e poi quella del domestico:
Vado a vedere, signore. Vorreste accomodarvi qui?
I passi si avvicinarono. Il signor Ablewhite veniva proprio nel salotto nel quale ero io! Che fare? Come spiegare la mia presenza in quella stanza, quando Samuele sapeva che ero nella biblioteca?
Non vidi che una via di scampo. In fondo al salotto era una pesante cortina, che mascherava il vano fra quello e un altro salottino. Mi nascosi dietro di essa.
...
5.
...
Ero perplessa e turbata; ma non crediate che il terribile imbarazzo della situazione nella quale mi trovavo fosse la causa principale di quel turbamento. No: mi domandavo invece che cosa potesse volere a quellora il signor Godfrey da Rachele; ed era tale il fraterno interessamento che avevo per lui, che per un momento mi pass per la mente di uscire dal mio nascondiglio e di supplicarlo... Ma supplicarlo di che? Di non vedere Rachele? Di non abbandonare la santa opera della Riduzione dei Calzoni? Di non privarci del suo angelico sorriso? Ma perch dunque mi assalivano questi dubbi? Forse perch quella visita insolita poteva significare... Ero a questo punto dei miei pensieri quando improvvisamente udii una voce nel salotto, una voce ferma, ardita, mancante dellattrattiva squisitamente femminile che  la dolcezza: la voce di Rachele Verinder!
Perch siete venuto qui, Godfrey, e non nella biblioteca? domandava ella.
Godfrey rise pianamente, poi riprese:
Perch nella biblioteca c la signorina Clack.
Quasi involontariamente, nelludire il mio nome, scostai un po la tenda. Vidi che a quelle parole Rachele si metteva a sedere sullottomana in fondo alla stanza.
Ah! Clack  nella biblioteca? replic. Allora avete ragione, Godfrey:  molto meglio che rimaniamo qui.
Allagitazione del primo momento era ormai succeduta in me una fredda calma. Se prima sarebbe stato difficile mostrarmi, ora diveniva addirittura impossibile. Era un martirio, quello,  vero: ma non indietreggiavo.
No, non vi mettete a sedere sullottomana, Godfrey, prosegu Rachele. Prendete una sedia. Mi piace di avere dirimpetto a me la gente con la quale parlo. Cos... Dunque, che avete detto alle signore? Che mamma sta male, e che non voglio lasciarla in queste condizioni per andare al concerto?
Precisamente. Si son dispiaciute molto della vostra assenza, ma hanno perfettamente compreso; e tutte mandano saluti a voi e auguri alla zia, che son certe di riveder presto in buona salute.
Ah! E dite la verit, Godfrey, avete anche voi la stessa speranza, o meglio questa fiducia?
Sicuro! Fra qualche giorno la zia star bene, vedrete.
Ebbene, lo credo anchio. Sono stata dapprima un po spaventata, ma quasi comincio a rassicurarmi. Piuttosto, ditemi, e voi perch non siete andato al concerto? Non cera ragione...
Non dite cos, Rachele. Se sapeste quanto son pi contento di essere qui, con voi!
Strinse insieme le mani, cos dicendo, e la guard. Dal punto in cui ero potevo vedere benissimo il suo viso; e si giudichi del mio stato danimo allorch in quellatto e in quel viso rividi il gesto e lespressione che mi avevano estasiata un giorno in cui lo avevo udito perorare la causa di milioni di creature umane, a Exeter Hall.
So bene che non  facile perdere unabitudine, Godfrey, rispondeva intanto Rachele. Ma ve ne prego, non fosse altro che per farmi piacere, smettete quella di far complimenti!
Ma non vi ho mai fatto complimenti in vita mia, Rachele! Riconosco che un amore corrisposto pu ispirare un linguaggio che rassomigli a quello delladulazione; ma un amore senza speranza, cara, dice nullaltro che la verit.
E nel dire un amore senza speranza egli trasse la sedia pi accanto allottomana e prese fra le sue la mano di mia cugina. Ella non la ritrasse, e dopo un breve silenzio riprese:
Avete dimenticato dunque ci che fu convenuto fra noi, laggi alla villa? Che saremmo stati cugini, e nientaltro.
S; ma ogni volta che vi vedo, cara Rachele, manco al patto.
E allora fate in modo da non vedermi.
Inutile: anche soltanto pensando a voi manco lo stesso. Oh, cara! Laltro giorno, appena mi diceste che ero salito nella vostra stima pi in alto di quanto non fossi mai stato...  dunque una pazzia, la mia, se su queste care parole costruisco un edificio di rinnovate speranze? Sono pazzo a sognare che un giorno possa venire in cui il vostro cuore si addolcir verso di me? Lasciatemi, lasciatemi le mie illusioni, cara: ne ho bisogno per esserne confortato, giacch non posso avere altro.
La voce gli tremava, e a un certo punto egli si port il fazzoletto agli occhi. Sempre gli stessi gesti di quel giorno a Exeter Hall! E quei gesti avevano un tale potere di seduzione, che persino il cuore indurito di Rachele ne apparve conquiso. Notai nella sua voce qualche cosa come un nuovo interessamento.
Siete proprio sicuro, Godfrey, di amarmi tanto?
Sicuro? Ebbene, Rachele, voi sapete quello che ero; lasciate che vi dica quello che sono, e giudicherete. Ho perduto ogni interesse alla vita, tranne che per quanto riguarda voi; e in me  avvenuta una trasformazione della quale non so bene rendermi conto. Per esempio, tutta quella faccenda delle opere di beneficenza mi  divenuta insopportabile; ed ora, quando vedo una delle signore dei Comitati, vorrei essere in capo al mondo.
Mi pareva di sognare. Ah, apostata! Pensai al Comitato per la Riduzione dei Calzoni, pensai alle tante altre associazioni del genere, tutte imperniate su quelluomo che ora le rinnegava, e rabbrividii.
Cos, ora mi avete fatta la vostra confessione, riprese Rachele;, ma mi domando se, facendovi ora io la mia, questo possa guarirvi dal vostro disgraziato affetto per me.
Egli trasal, e confesso che a quelle parole trasalii anchio. Certo, ella stava per rivelare il mistero del diamante!
Mi credereste, se vi dicessi che sono la pi miserabile creatura che sia al mondo? continu ella. Eppure  cos. E c cosa pi amara di quella di sentirsi degradati davanti a se stessi? Eppure,  questa ormai la mia vita.
Rachele! Ma  impossibile che possiate avere una seria ragione per parlare di voi stessa in tal modo!
E perch  impossibile, secondo voi?
Che domanda! Perch vi conosco. Il vostro silenzio in quel disgraziato affare non vi ha mai diminuita nella stima dei vostri sinceri amici. La scomparsa del diamante pu sembrare strana, la vostra inesplicabile connessione con quel mistero pu sembrare pi strana ancora, ma...
Parlate dellOcchio di Luna, Godfrey?
Certo. Credevo che voleste alludere...
Neppure per idea! Posso udir parlare della scomparsa del diamante senza sentirmi diminuita nella mia propria stima. Se un giorno la verit fosse conosciuta, si saprebbe che io mi sono addossata una terribile responsabilit, ma si saprebbe anche, e chiarissimamente, che non ho commesso alcun atto che fosse basso o meschino. Mi avete frainteso, Godfrey... Ebbene, per quanto possa costarmi, voglio parlare pi chiaramente. Supponiamo che non mi amaste, e che amaste invece unaltra donna...
Ebbene?
E che veniste a sapere che essa  assolutamente indegna di voi, in modo che la sola idea di sposarla vi facesse arrossire di vergogna... E supponete anche che, nonostante tutto questo, non riusciste a strapparvi limmagine di quella donna dal cuore... Supponete infine... Oh, ma con quali parole potrei dirvi il mio cuore? Come posso far comprendere a un uomo che il sentimento che mi fa inorridire pu anche affascinarmi nello stesso tempo? E... Ma no, no, basta! Non voglio che abbiate compassione di me! Andatevene, per amor di Dio! Andatevene!
Ella nel dire si volse di scatto, batt selvaggiamente le mani sui cuscini, e vi nascose la faccia, prorompendo in pianto. Allora... Oh, allora accadde una cosa che mi sbalord e mi indign insieme. Si crederebbe? Egli le cadde davanti in ginocchio! S, su entrambe le ginocchia si lasci cadere! E pu il mio pudore aggiungere che le mise un braccio attorno alla vita? E posso io, sia pure con riluttante ammirazione, dire anche che egli la elettrizz con due parole?
Nobile creatura! esclam; e dopo un breve silenzio prosegu: Una donna che pu dire cos la verit per solo amore di essa, una donna capace di sacrificare la propria fierezza anzich ingannare luomo che lama, una donna simile, dico,  il pi prezioso di tutti i tesori. Ebbene, Rachele, in ginocchio, vedete, vi supplico di lasciare che curi io il vostro cuore ferito. Rachele, volete farmi lonore, volete darmi la suprema gioia di divenire mia moglie?
A quelle parole stavo per turarmi le orecchie e chiudere gli occhi per non essere testimone di ci che credevo stesse per accadere, ma una frase di Rachele mi rassicur:
Godfrey, ma siete pazzo?
Pazzo! Mai ho parlato pi ragionevolmente in vita mia, cara, nel mio interesse, ma anche nel vostro. Che sarebbe dunque per voi lavvenire, se sacrificaste la vostra felicit al ricordo di un uomo indegno, che aveste deciso di non rivedere pi? Oh, Rachele! Io non vi chiedo amore, vi chiedo soltanto di accettare un cuore che vi ama e vi onora, e che si accontenter della vostra stima e del vostro rispetto. La devozione di vostro marito e il tempo faranno il resto.
Ella parve cedere. Incredibile! Oh, come mi sarei condotta diversamente io, se fossi stata al suo posto!
Non mi tentate, Godfrey, disse;, sono gi caduta cos in basso nella mia propria stima!...
Una domanda sola, cara: avete qualche cosa da dire contro di me? Vi sono antipatico?
No. Mi siete sempre piaciuto, anzi; e dopo ci che mi avete detto or ora sarei una donna senza cuore se non vi ammirassi e rispettassi insieme.
E conoscete molte mogli, voi, che ammirino e rispettino i propri mariti? Tuttavia anche quelle famiglie vivono in pieno accordo. Quante spose...
Godfrey, ve lo dico ancora una volta: andatevene, pel vostro bene. Sono cos disperata, che se insisteste forse finirei col cedere.
Non mi rialzer fino a che non abbiate detto di s.
Se vi dicessi di s, ve ne pentireste, e forse me ne pentirei anchio: ma troppo tardi. Badate!
Invece benediremo entrambi questo giorno, tesoro, questo giorno in cui io ho insistito e voi avete ceduto.
Avete proprio fiducia che sarebbe cos?
Un esempio solo. Vedete mio padre e mia madre, a Frizinghall: credete che siano infelici insieme?
Neppure per ombra, a quanto posso giudicare io.
Ebbene, quando era ragazza mia madre amava un altro, un uomo che poi si addimostr indegno di lei.  una cosa nota, in famiglia. Poi ella si spos con mio padre, che rispettava e stimava; e il risultato  stato quello che voi stessa potete vedere. Non vi sembra questo un esempio convincente?
Ma non insisterete troppo per far presto... la cosa?
Sceglierete voi stessa il momento.
Non mi chiederete pi di quanto io possa darvi?
Oh, angelo! Non vi chiedo che di darmi voi stessa!
Ebbene, prendetemi!
E cos, con queste due sole parole, ella lo accett.
Egli ebbe un altro impeto mondano, dovrei dire quasi satanico, questa volta, giacch attrasse Rachele sempre pi a s finch i loro visi quasi si toccarono; e allora... No, no, in verit non posso giungere fino a riferire ci che accadde.
Poi egli le si sedette accanto, questa volta senza che ci fossero proteste, e domand:
Ed ora, cara, vuoi che parli io alla zia, o glielo dirai tu?
Mamma non deve saper nulla fino a che non stia bene. Desidero anzi che la cosa rimanga celata a tutti... Ed ora, Godfrey, vattene: ritornerai stasera. Siamo rimasti qui soli anche troppo, e mamma...
Fu interrotta da una voce che chiamava forte:
Signorina! Signorina!
Rachele corse alluscio, proprio mentre Samuele, il domestico, entrava, pallido in viso.
Venite, venite, signorina! La signora  svenuta, e non riusciamo a farle riprendere i sensi!...
Un momento dopo ero sola, e libera di uscire dal salotto. Andai dove la zia era solita di starsene, e vidi Rachele inginocchiata accanto al sof, con la testa della mamma stretta al petto. Bast unocchiata a quel viso disfatto perch comprendessi la dolorosa verit: la mia povera zia era morta; e quel chera peggio, morta senza avere aperta nessuna di quelle salutari lettere che le avevo mandate. Un tal pensiero fu per me cos angoscioso, che pass qualche giorno prima che mi ricordassi che ella era morta senza avermi dato il piccolo ricordo che mi aveva promesso.
...
6.
...
La morte di Lady Verinder metteva Rachele, per volont della defunta, sotto la tutela del signor Ablewhite senior, cio del padre di Godfrey, e questo fino a che ella non si maritasse o divenisse maggiorenne. Fu allora, suppongo, che il signor Godfrey inform il padre del suo fidanzamento; comunque, il certo  che dieci giorni dopo la morte della zia esso non era pi un segreto per alcuno, nella cerchia della famiglia.
Le prime difficolt del tutore si ebbero quando si tratt di scegliere la residenza di Rachele. La casa in Montagu Square era troppo piena di recenti e dolorosi ricordi; la villa nel Yorkshire era connessa con lo scandaloso affare del diamante; n daltra parte lorfana poteva andare ad abitare in casa degli Ablewhite a Frizinghall, perch il suo recente lutto avrebbe imposto un troppo penoso freno alla naturale esuberante allegria delle cugine. Perci si fin col decidere di prendere in affitto una villa ammobiliata a Brighton, nella quale sarebbero stati ammessi soltanto i parenti e qualche vecchio amico. Con Rachele sarebbe rimasta laltra mia zia, la signora Carolina Ablewhite, sorella della povera Lady Giulia.
La signora Ablewhite era una donna grossa, bionda, silenziosa, inerte. Non si era mai saputo che ella avesse fatto qualche cosa da s, e la sua pigrizia mentale eguagliava quella del corpo. Aveva vissuto accettando laiuto di tutti e le opinioni di tutti. Dal punto di vista spirituale, poi, era assolutamente senza speranza. Quando io volevo parlarle appunto di cose spirituali, ella mi ascoltava,  vero; ma nello stesso modo avrebbe udito parlare il Gran Lama del Tibet. Trov la villa a Brighton fermandosi in un albergo di Londra e facendo venire a s il figlio; poi diede un giorno di vacanza alla cameriera, dicendole che avrebbe potuto divertirsi andando a chiamare la signorina Clack.
La trovai seduta su un sof, a sventagliarsi.
Oh, Drusilla, sei tu? Ascolta, ho bisogno di alcuni domestici. Sei cos avveduta! Cercameli.
Arrischiai qualche rimostranza sulla pigrizia, e sulla necessit di vivere i nostri giorni su questa terra con santa energia. Ella mi rispose che avevo ragione, e non si mosse. Capii che non sarei riuscita a ottenere nulla, e domandai rassegnata:
Ebbene, di quali domestici avete bisogno?
Lo sa Rachele, replic ella scuotendo la testa.
E allora andai nella camera attigua, rivedendo cos Rachele per la prima volta da quel memorabile giorno in Montagu Square.
Ella mi fece una dolorosa impressione, tutta piccola e tenue nel suo abito da lutto.
Son lieta di vederti, Drusilla, mi disse; e con mia grande sorpresa si alz e mi venne incontro a mani tese. In passato ti ho parlato scioccamente e sgarbatamente: scusami. Spero che mi perdonerai.
Probabilmente il mio viso si sar atteggiato a stupore, a quelle inattese parole, giacch ella arross e spieg:
Quando la povera mamma era in vita non sempre i suoi amici erano anche i miei; ora che lho perduta, il mio cuore si volge verso coloro che ella am. Ti volle bene, Drusilla; e ora tu cerca di essere amica anche a me, se puoi.
Risposi con la maggiore cordialit possibile, poi ci sedemmo insieme sul sof e parlammo di cose di famiglia, discutendo per di tutto fuorch del suo matrimonio. Cercai parecchie volte di far cadere la conversazione su quellargomento, ma ella sfugg sempre. Mi disse che la casa a Brighton era stata trovata, che vi sarebbero andati a stare fra qualche giorno, e concluse:
E ci verrai anche tu come mia ospite, nevvero? Vedrai che ti ci troverai bene. Brighton  cos bella!
Anche quellinvito mi stup, ma lo accettai in vista del bene che in tal modo avrei potuto fare. Scelsi i domestici, tenendo conto del loro spirito religioso oltre che degli altri requisiti, e andai a Brighton con essi, attendendo i padroni di casa.
La sera del sabato le signore giunsero, accompagnate non dal signor Godfrey, come avevo creduto, ma dal signor Bruff.
Ebbene, come va, signorina Clack? mi disse il vecchio mondano. Badate che questa volta intendo di rimanere.
Quellallusione allincidente in Montagu Square, quando cio io lo avevo obbligato a cedermi il campo, mi fece comprendere che egli era venuto a Brighton con uno scopo preciso. Mi ero sforzata di preparare un piccolo paradiso per la mia cara Rachele, ed ecco che dal primo momento vi entrava il serpente!
A Godfrey  molto dispiaciuto di non poterci accompagnare, mi disse la zia Carolina. Aveva non so quali faccende. Il signor Bruff si  gentilmente offerto di fare le sue veci, e ci far compagnia sino a luned. Ecco, vedete, signor Bruff, qui si sta bene. Se si vuol prender aria, non occorre incomodarsi, basta mettersi a sedere presso la finestra...
Mentre la zia parlava, Rachele se ne stava silenziosa presso la finestra, guardando il mare. Me le avvicinai.
Sei stanca, tesoro?
No; un po depressa, soltanto. Ho visto qualche altra volta il mare con quello stesso colore verdastro, sulla nostra costa dello Yorkshire, e pensavo ai giorni che non torneranno pi.
A pranzo mi confermai nellidea che il signor Bruff fosse venuto a Brighton con qualche suo speciale proposito, riguardante senza dubbio Rachele, giacch certe volte non le staccava daddosso quei suoi occhi astuti. Tuttavia nulla disse; sinvit a colazione pel giorno seguente, e se ne and al suo albergo.
La mattina seguente, domenica, andammo sole alla chiesa Rachele ed io, essendomi stato impossibile di ottenere dalla zia che si vestisse in tempo. Il sermone fu veramente stupendo, e dur circa unora, reso pi impressionante ancora dalla possente voce del ministro. Quando uscimmo domandai a Rachele:
Ebbene, cara, hanno trovata la via del tuo cuore quelle parole?
No, mi hanno fatto venire lemicrania, ecco tutto.
A colazione Rachele rifiut di mangiare, pretestando un gran mal di capo; e allora il signor Bruff disse che lunico rimedio a quel genere di mali  una buona passeggiata, e si profferse di accompagnarla.
Grazie, signor Bruff, rispose Rachele. Molto volentieri.
Bada, cara, osservai gentilmente, che le funzioni religiose del pomeriggio cominciano alle tre, e non avremo finito di far colazione prima delle due.
Eh! Come vuoi che venga in chiesa con unemicrania simile? replic ella seccata.
Che fare? Sarebbe stato mio dovere intervenire in qualche modo per evitare simili profanit, ma non vedevo come poter riuscire. Finita la colazione Rachele e il signor Bruff uscirono effettivamente, egli affettuoso e premuroso, mia cugina evidentemente contenta. Al ritorno dalla chiesa trovai che erano gi rincasati; e mi bast uno sguardo per comprendere che il signor Bruff aveva dovuto farle il discorso per cui era venuto. Infatti non lo avevo mai visto cos rispettoso e devoto verso Rachele, mentre ella appariva silenziosa e meditabonda in modo veramente insolito. Poi lavvocato and via per tempo, adducendo non so che impegno, e dicendo che alla mattina seguente sarebbe ripartito per Londra col primo treno.
Siete sicura della vostra risoluzione, figliuola? udii che le domandava egli nel salutarla, presso la soglia.
Assolutamente, replic ella. E cos si separarono.
Partito il signor Bruff, Rachele si ritir in camera sua, e quando fu lora di pranzo mand la cameriera, quella ragazza troppo svelta alla quale ho gi accennato, a dire che non poteva scendere, essendole ritornata lemicrania. Corsi da lei, ma trovai luscio chiuso; e a tutte le esortazioni e le fraterne profferte fattele attraverso i battenti ella rispose con un semplice ringraziamento, ma non apr.
Non mi scoraggio facilmente, io; e la mattina seguente, quando la cameriera le port il t, trovai modo di entrare con lei da Rachele. Me le sedetti accanto, e le parlai amorevolmente, suggerendole di sollevarsi con la lettura di qualcuno di quei preziosi libriccini di cui, naturalmente, lavevo fornita, e che rimanevano negletti su un angolo della tavola.
Oh! Vi sono cose ben pi importanti, ora! replic ella languidamente.
Rattenni la risposta che mi veniva alle labbra, e invece ripresi:
Sai, tesoro, che ieri mi era passata una certa idea per la testa a proposito del signor Bruff? E quando siete ritornati dalla passeggiata ho avuta limpressione che ti avesse portate cattive notizie.
Rachele mi guard coi suoi penetranti occhi neri, poi replic:
Proprio al contrario! Egli mi ha date invece notizie che mi hanno profondamente interessata, e gliene sono riconoscente.
Davvero, tesoro? Riguardanti il signor Godfrey, naturalmente?
Ella trasal, alla lettera, e divenne pallidissima. Mi accorsi che stava per darmi una risposta un po secca, come spesso aveva fatto in passato; ma si trattenne, pens un momento, poi mi disse queste memorabili parole:
Io non sposer mai Godfrey Ablewhite.
A mia volta trasalii a quella incredibile dichiarazione.
Ma che intendi dire, Rachele? esclamai. Tutti nella famiglia considerano questo matrimonio come cosa fatta!
Il signor Godfrey  atteso qui per oggi, replic ella caparbiamente. Aspetta che sia venuto, e... e vedrai.
Pi tardi ella cominci ad andare attorno per la casa come unanima in pena; e finalmente si mise a sedere al pianoforte e suon. Suon, ma unaccozzaglia di musica indicibilmente profana, e persino tolta da qualcuna di quelle composizioni del demonio che chiamano operette. Non potendo farla smettere minformai dellora in cui sarebbe venuto il signor Godfrey e uscii per isfuggire a quel supplizio. Povera anima!
Andai a visitare alcuni amici che avevo a Brighton, e passai un tempo anche troppo breve in seria e pia conversazione. Nel ritornare a casa entrai nella stanza da pranzo, di solito vuota a quellora, e vi trovai nientemeno che il signor Godfrey! Egli non fece nulla per evitarmi, ed anzi mi venne incontro vivamente.
Cara signorina Clack, aspettavo proprio voi! Son potuto venire prima di quanto immaginassi, e...
Ma ditemi, interruppi, avete vista Rachele?
Egli sospir dolcemente e mi prese la mano, una mano che avrei certamente ritirata subito se la risposta che nello stesso tempo mi diede non mi avesse addirittura sbalordita.
S, ho vista Rachele, rispose con la massima tranquillit;, e... Vediamo, cara amica: voi sapete bene che eravamo fidanzati, nevvero? Ebbene, ella ha improvvisamente deciso di rompere questo fidanzamento, dicendomi che profonde riflessioni lhanno portata a concludere che sarebbe meglio, nel suo e nel mio interesse, rompere un impegno da lei preso troppo precipitosamente; e quindi mi ha lasciato libero di fare altrove una pi felice scelta.  questa lunica ragione da lei addotta, e la sola risposta che ha saputo dare alle mie insistenze.
Sicch avete finito col rassegnarvi?
S, mi sono rassegnato alla sua volont, replic egli, senza il minimo turbamento.
Quel suo contegno in una simile circostanza mi pareva cos straordinario che, senza pensarvi, rimanevo a guardarlo come incantata, lasciando che egli mi tenesse sempre la mano. Alla fine potei dire soltanto, come in sogno:
Ma... ma che vuol dire, questo?
Se vorrete permettermelo, vi spiegher. Vogliamo sederci?
E mi accompagn al sof. Ho un vago ricordo di non averlo visto mai cos premuroso, e, diciamolo pure, affettuoso verso di me. Vorrei dire anche che giunse fino a circondarmi la vita col braccio, per sostenermi, ma non ne sono ben sicura. Ci mettemmo a sedere, di questo son certa: ma di altre circostanze di quel memorabile momento non posso esser sicura davvero.
...
7.
...
Ho perduta a un tratto una bella ragazza, unottima posizione sociale e una sostanziosa rendita, e tuttavia mi ci sono rassegnato, cominci Godfrey. Perch, mi domanderete? Ebbene, mia preziosa amica, cos, senza uno speciale motivo.
Come, senza motivo? ripetei.
Ecco, lasciate che faccia appello allesperienza che potete avere, voi cos caritatevole, in fatto di bambini. Un bambino si conduce in un certo modo, che stupisce chi gli sta accanto, e che tuttavia non ha un motivo vero e proprio. Nulla da fare: tanto varrebbe domandare allerba perch cresce, agli uccelli perch cantano.  questo il caso mio; e aggiungo che non comprendo perch mai facessi quella proposta di matrimonio a Rachele, cos come non so perch abbia tanto negletto le mie care compagne di beneficenza. Ora, tutto questo non lo confesserei ad alcuno: a voi, s.
Cominciavo un po a riprendermi. Cera in tutta quella faccenda un problema da risolvere, e i problemi minteressano.
Perci, ottima amica, esercitate le vostre facolt mentali e aiutatemi, continu egli. Ditemi, cio, perch a un certo momento mi  parso che quel mio fidanzamento si fosse concluso come in sogno, e perch io abbia improvvisamente capito che per me la vera felicit sta nellaiutare le mie care dame. La posizione sociale? Ne ho gi una passabile. La rendita? Ho abbastanza per il pane e il companatico, per lalloggio, per il sarto. Quanto a Rachele, ella stessa mi disse che amava un altro, e che acconsentiva a sposarmi soltanto per cercare di dimenticarlo. Bella unione, sarebbe stata la nostra! Ora dunque che ella ha mutato parere, io... io mi rassegno, senza neppur tentare di combattere.
E la bella testa gli cadde sul petto. Ero vivamente commossa, ma comprendevo. Egli si era condotto deplorevolmente, quel giorno, quando io ero nascosta dietro la tenda; ma ora la parte migliore del suo carattere riprendeva il sopravvento, e gli faceva vedere la realt della cosa. Gli espressi il mio pensiero con franchezza di sorella, ed egli mi ascolt compunto; poi parve addirittura sopraffatto quando gli promisi una trionfale accoglienza da parte delle signore del Comitato per la Riduzione dei Calzoni. Mi prese le mani e se le port alle labbra, ed io, felice del risultato ottenuto, lo lasciai fare. Chiusi gli occhi, anzi, e gli lasciai cadere la testa sulla spalla, in una vera estasi spirituale che non mi lasciava pensare n volere. Un momento ancora, e certamente gli sarei svenuta fra le braccia, se una interruzione del mondo esterno non mi avesse fatta ritornare in me. Udii un orribile tintinnio di coltelli e di forchette, un acciottolio di piatti; poi la porta si apr, e il domestico venne ad annunciare che la colazione era pronta.
Oh, come passa presto il tempo con voi! esclam Godfrey alzandosi di scatto e guardando lorologio. Non far forse nemmeno in tempo a prendere il treno.
Mi arrischiai a domandargli perch avesse tanta fretta di ripartire.
Mio padre mi ha scritto che alcuni affari lo costringono ad andare oggi a Londra, rispose soavemente. Questa sera, poi, o domattina, verr qui. Bisogna bene che lo avverta di ci che  accaduto fra Rachele e me. Era cos contento di questo matrimonio, che sar per lui un fiero colpo. Dunque, carissima e impareggiabile amica, arrivederci. S, ci rivedremo.
E detto cos si affrett ad andarsene. Io, da parte mia, passai un momento per la mia camera, a ricompormi prima di affrontare lo sguardo di Rachele e della zia.
A tavola, cercai naturalmente di vedere come Rachele si comportasse dopo la rottura del suo fidanzamento. Per quanto potessi essere incompetente in materia, credetti di notare che la riconquistata libert la faceva pensare pi che mai allaltro, alluomo che ella segretamente amava. Ma chi mai poteva essere costui? Avevo bens qualche sospetto, ma non potendo mutarlo in certezza decisi di aspettare. Una volta che la avessi convertita, mi dissi, ella si sarebbe confidata con me; e allora avrei saputo, e di quelluomo, e del diamante.
La mattina seguente, come il signor Godfrey aveva previsto, capit improvvisamente, per gli altri almeno, il signor Ablewhite. La zia, che non sapeva che sarebbe dovuto arrivare, fu sbalordita quanto la sua pigra natura glielo permetteva; ma non certo quanto lo fui io vedendo, immediatamente dopo il signor Ablewhite, apparire, indovinate chi? Il signor Bruff!
Evidentemente i due non avevano fatto il viaggio insieme, giacch anche il signor Ablewhite sembr meravigliato di veder lavvocato, e lo accolse con una cordialit un po sforzata.
Questa  una bella sorpresa, signor Bruff, gli disse. Ma ieri, nelluscire dal vostro ufficio, ignoravo che avrei avuto lonore di vedervi a Brighton cos presto.
Dopo che siete andato via ho riflettuto sulla nostra conversazione, e mi  parso che avrei potuto essere utile qui, replic tranquillamente lavvocato.
E data questa spiegazione, certamente non veritiera, egli and a sedersi accanto a Rachele. Io mi ritirai modestamente in un angolo, tenendo in grembo, per ogni evenienza, unarma, e cio uno degli aurei scritti di Miss Jane Ann Stamper. Mia zia se ne stette seduta presso la finestra, sventagliandosi pigramente, e il marito rimase in piedi in mezzo alla stanza, pi rosso in viso e sulla testa calva di quanto lavessi mai veduto. Poi egli si volse alla nipote:
Rachele, cara, Godfrey mi ha date delle notizie veramente straordinarie, e io son venuto a sincerarmi. Tu hai un salottino, qui: vuoi farmi lonore di ricevermici?
Rachele non si mosse, e si limit a rispondere:
Tutto ci che potete desiderare di dirmi potete dirlo qui, in presenza dei miei parenti e... a questo punto guard Bruff, e del vecchio e fidato amico di mia madre.
Come vuoi, come vuoi, si affrett a rispondere il compiacente zio, mettendosi a sedere. Poi prosegu: Alcune settimane or sono Godfrey mi inform che tu gli avevi fatto lonore di fidanzarti con lui.  possibile che egli possa avere frainteso ci che gli dicesti in quelloccasione?
No, certo, replic Rachele. Mi impegnai realmente a sposarlo.
Ecco una risposta franca, che mi fa capire meglio... Certo ora vi  stato fra voi uno dei soliti bisticci di innamorati, vero?
Zio, o io mi sono espressa male, o voi mi fraintendete volutamente. Sappiate dunque che mi impegnai bens a quel matrimonio, ma che ormai  cosa convenuta fra vostro figlio e me che rimarremo cugini e niente altro.  chiaro?
Ed ella pronunci quelle parole cos nette in un tono che avrebbe reso impossibile qualsiasi equivoco. Il signor Ablewhite divenne pi che mai rosso sulla sommit della testa calva, era quello il barometro del suo umore, e quando rispose parl con un tono un po meno amabile:
Cosicch il fidanzamento sarebbe andato a monte?
Precisamente, zio.
E debbo ritenere anche che lidea sia venuta da te?
S; ma vostro figlio ha convenuto con me ed ha approvata la mia decisione.
Il barometro del signor Ablewhite cominci a indicare addirittura tempesta.
Mio figlio  uno sciocco rammollito! esclam. Ma per mio conto, e non per suo, debbo domandarti di che cosa tu ti debba lamentare nei suoi riguardi.
Qui intervenne per la prima volta il signor Bruff.
Non siete tenuta a rispondere a questo, disse quietamente a Rachele.
Come osate, voi?... replic il vecchio. Non dimenticate, signore, che se siete ospite qui non vi abbiamo invitato; e avreste data prova di molto miglior gusto aspettando a dare il vostro parere quando ve lo avessimo chiesto.
Il signor Bruff non si scompose. Rachele lo ringrazi pel suo consiglio, poi si volse allo zio, che era divenuto addirittura pauroso a vedere.
Vostro figlio mi ha fatta la vostra stessa domanda, osserv;, e gli ho risposto ci che ora rispondo a voi: la riflessione mi ha persuasa che nel suo interesse e nel mio sarebbe stato meglio rompere un impegno preso troppo precipitosamente.
Ma che ha fatto insomma, Godfrey? Voglio saperlo, intendi?
Vi ho gi risposto; e non occorre che aggiunga altro.
In parole povere  la tua sovrana volont che ha deciso cos? Ed  stato per il tuo piacere, civetta, che mio figlio si  visto prima accogliere e poi scacciare?
Rachele rimase un momento silenziosa, e la udii sospirare. Il signor Bruff le prese la mano e gliela strinse. Poi ella replic:
Ho sopportato accuse e sospetti anche peggiori, e pazientemente. Se vi piace di credermi una civetta, fate pure. Io non ho altre spiegazioni da darvi.
Il signor Ablewhite era diventato purpureo addirittura; e pareva stesse per soffocare dalla collera. Credetti giunto il momento di fare il mio dovere e mi avvicinai a lui.
Caro signor Ablewhite, una parola sola! E poich egli mi guardava meravigliato, continuai: Come vostra amica e un po anche parente, che non desidera altro che il vostro bene, vorrei aiutarvi a calmarvi.
E gli porsi laureo opuscolo di Miss Stamper, soggiungendo:
Oh, non con le mie parole, ma con quelle ben pi preziose di Miss Anna Stamper! Rugiada su terra arida, sintitola questo libro prezioso. Parole di conforto, parole damore, parole...
Eh! minterruppe egli furioso. Al diavolo Miss Stamper!
Ho scritta la spaventevole frase, obbligata come sono alla verit intera dallassegno del signor Franklin, ma non posso dirvi la terribile impressione che mi fece. Mi limitai perci, resa muta dallorrore, a porgergli il libriccino. Ma il vecchio mondano lo afferr, lo lacer in quattro pezzi e lo gett via; poi si volse alla moglie, balbettando pel furore:
Chi... chi... chi ha fatto venir qui questa fanatica? Tu?
Ma prima che la zia Ablewhite potesse rispondere intervenne Rachele.
La signorina Clack qui  mia ospite.
Quelle semplici parole ebbero sul signor Ablewhite uno strano effetto, giacch egli parve improvvisamente calmarsi. Da ci che disse compresi che credeva di poter prendere ora la rivincita sulla nipote.
Ah, come tua ospite? ripet in tono sarcastico. Tua ospite in casa mia?
Fu la volta di Rachele di montare in collera. Ella si volse allavvocato e gli domand alteramente:
Ma che dice egli, signor Bruff?
E il signor Bruff si affrett di nuovo in suo aiuto.
A quanto sembra voi dimenticate, signor Ablewhite, disse senza perdere la calma, che avete presa questa casa in affitto come tutore della signorina Verinder, per suo uso e col suo denaro.
Ah, cos? replic il vecchio. Ebbene, debbo dire anche io unultima cosa. Sappiate dunque, signore, che se mio figlio non  degno di sposare la signorina Verinder ne consegue che suo padre non  degno di esserle tutore. Declino quindi lincarico conferitomi da mia cognata, per dirla nel vostro linguaggio legale. Questa casa lho presa a mio nome, e intendo tenermela, anche se possa costituire un peso per me; quindi la signorina Verinder  nientaltro che mia ospite. Non voglio certo che vada via sui due piedi; ma a suo comodo ella potr partire, e con lei codesta... lospite sua.
E mi guard velenosamente, cos dicendo.
Fu questa la vendetta del signor Ablewhite contro Rachele! Dopo di che egli usc. La zia Ablewhite, che forse per la prima volta in vita sua appariva commossa e agitata, si avvicin alla nipote e la baci affettuosamente, mormorando parole di scusa. Il signor Bruff dal canto suo profferse a Rachele la propria casa, dove, soggiunse, la moglie sarebbe stata felice e onorata di tenerla come una figlia. E neppure io fui lenta a parlare.
Un momento! Un momento! esclamai. Signor Bruff, voi non siete suo parente, io s; e sono io che linvito nella mia povera casa, e che intimo a chi di ragione di nominarmi sua tutrice.
Il signor Bruff tacque, e Rachele mi guard con uno stupore per me crudele, che ella non si diede la pena di dissimulare.
Sei molto gentile, Drusilla, rispose infine;, e spero che ci rivedremo, quando sar a Londra. Ma ritengo opportuno di accettare linvito del signor Bruff perch credo che sia il meglio che si possa fare; e rimarr sotto la sua tutela.
Dopo di che, senza volere udire altro, usc dalla stanza; ed io, avvilita, sprezzata da tutti, vi rimasi sola, poich la zia e il signor Bruff la seguirono.
Che cosa potrei aggiungere ancora alla mia narrazione? Il diario a questo punto tace di Rachele, che da quel giorno non lho vista pi. Ho molto pregato per lei; e per renderle in bene le umiliazioni che ho sofferte da lei e per cagion sua, ho deciso che alla mia morte ella avr da me, come sacro legato, il pi prezioso dei doni, e cio La Vita, lEpistolario, lOpera di Miss Jane Ann Stamper.
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SECONDO RACCONTO.
 Scritto da Matteo Bruff, avvocato.
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1.
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Poco potrei raccontare per compiacere al desiderio del mio cliente ed amico signor Franklin Blake, se non mi fossi trovato a conoscere personalmente qualche particolare non senza importanza sulla faccenda del famoso Occhio di Luna, e se non sapessi la vera storia della rottura del fidanzamento fra Rachele e Godfrey Ablewhite.
Debbo cominciare col dire che il padre di Rachele, Sir Giovanni Verinder, che io assistetti quando volle fare il suo testamento, lasci tutta la sua propriet, senza alcun vincolo n eccezione, alla moglie. E la rimpianta Lady Giulia si mostr cos degna di tanta fiducia, che quando ella a sua volta dett il suo testamento la propriet stessa, bene amministrata, risultava rilevantemente accresciuta; e Rachele fu nominata, sotto speciali condizioni, unica erede, salvo qualche legato di piccola importanza.
Per coloro che non fossero pratici di materia legale dir che secondo la legge inglese il testamento deve essere depositato nellArchivio del Consiglio degli Avvocati, dove chiunque pu esaminarlo facendone richiesta. Cos feci, naturalmente, anche io, pel testamento di Lady Verinder. Giudicate quindi della mia meraviglia quando, circa tre settimane dopo la perdita della mia rimpianta cliente, un amico che aveva eminenti funzioni al Consiglio mi disse:
Sapete che mi risulta, Bruff? Qualcuno ha chiesto di vedere il testamento di Lady Verinder, e lha esaminato.
La notizia era veramente strana, giacch nessuno poteva avere interesse a prender cognizione del testamento o possibilit di contestarlo.
Davvero! replicai dopo qualche momento di riflessione. Ma perch mai? E sapete chi sia stato a fare la richiesta?
A voi posso dirlo:  stato il signor Smalley, della ditta Skipp e Smalley, avvocati. Che cosa poteva cercarvi, costui?
Mah! Tenter di vederci chiaro. Intanto vi ringrazio molto della notizia.
Dopo tutto, pensai andandomene, era una fortuna che si trattasse proprio della ditta Skipp e Smalley, da me ben conosciuta come un ufficio legale di secondordine, che aveva per qualche tempo vissuto con le briciole che cadevano dalla mia tavola, per cos dire, giacch mandavo ad essa gli affari minori dei quali non potevo o non volevo occuparmi. Per di pi il mio segretario, ottima persona sotto ogni rispetto, era fratello di Smalley. Perci appena ritornato a casa parlai con lui, e, dopo di averlo informato della cosa, lo mandai dal fratello a mio nome con preghiera di farmi sapere perch la ditta aveva creduto necessario di esaminare il testamento di Lady Verinder.
Il signor Smalley venne personalmente da me poco dopo insieme col fratello, riconobbe lesattezza della notizia, ma soggiunse che il segreto professionale lo vincolava alla discrezione quanto al nome del cliente. Avemmo una non troppo amichevole discussione a questo riguardo. Senza dubbio egli aveva ragione, e io torto; ma sospettavo di qualche losca manovra a danno di Rachele, e finii col dire:
Ebbene, signor Smalley, scegliete: o perdere il vostro cliente, o perdere la mia amicizia.
Un vero atto dispotico, quello, lo riconosco, e forse anche peggio. Ma il signor Smalley, messo cos fra luscio e il muro, sorrise in atto rassegnato e mi disse il nome del cliente: il signor Godfrey Ablewhite. Mi bast e non volli saper altro.
A questo punto, sia pure a costo di violare a mia volta il segreto professionale, debbo dire che la speciale condizione alla quale Lady Verinder aveva subordinata leredit era che la figlia, in sostanza, non dovesse che usufruire delle rendite del vasto patrimonio, senza che n ella n il futuro marito potessero alienarne o ipotecarne la minima parte. La saggia donna aveva voluto cos per un ammirabile senso di previdenza, e cio per evitare che lorfana cadesse nelle reti di qualche cacciatore di dote. Non occorreva di pi per rendermi la cosa chiara: il signor Godfrey Ablewhite aveva voluto accertarsi che la propriet della fidanzata fosse libera, e aveva avuta invece la delusione di sapere il contrario. Il punto, ora, era questo: avrebbe egli mantenuto il suo fidanzamento? Tutto dipendeva dalla situazione in cui si trovava, e che io ignoravo: se, per esempio, egli avesse avuto bisogno di realizzare una rilevante somma dopo il suo matrimonio, certo si sarebbe ritirato dopo aver saputo che la cosa sarebbe stata impossibile.
Appena potei vedere Rachele, la chiamo cos senzaltro perch lho sempre amata come una figliuola, e cio il giorno in cui accompagnai lei e la zia a Brighton, le parlai chiaramente. E questo accadde durante una passeggiata che io la indussi a fare col pretesto che ella si sarebbe sentita sollevata dalla sua emicrania.
Figliuola mia, le dissi a un certo punto, dopo che avemmo parlato del pi e del meno, posso dirvi una parola a proposito del vostro fidanzamento?
Ma s, se non avete cose pi interessanti di cui parlarmi.
Perdonate a un vecchio amico una domanda indiscreta: vi sposate veramente per amore?
Mi sposo per disperazione, replic ella quietamente;, e per cercare una stagnante tranquillit che mi permetta di riconciliarmi con la vita.
Quello strano linguaggio mi avrebbe indotto ad andare a fondo della questione; ma pel momento volevo conseguire un altro scopo, e continuai domandandole se il signor Ablewhite si sposasse per amore, lui. Sempre calma, ella replic:
Almeno,  ci che dice. Del resto debbo credergli, ch se cos non fosse, perch mi sposerebbe dopo ci che gli ho confessato?
Povera creatura! Non le era neppure passato per la mente, nella sua lealt, che la si potesse sposare pel suo denaro. Ma dovevo assolvere il mio compito, e aprirle gli occhi. Cominciai quindi a farle qualche osservazione, cos alla larga; ma ella minterruppe:
Signor Bruff, voi avete qualche cosa da dirmi di Godfrey. Parlate pure, senza ambagi.
La conoscevo abbastanza per prenderla alla parola; cos le porsi il braccio, e mentre continuavamo a camminare le raccontai ci che avevo saputo. Ella diveniva a grado a grado pi pallida, ma non diceva una parola, e pareva assorta in dolorose riflessioni. Infine mi guard ben fisso negli occhi e disse:
Vi debbo molto, signor Bruff; e veramente voi siete troppo buono con me. Di una cosa desidero pregarvi: se udiste qualcuno a Londra parlare del mio matrimonio, smentitelo.
Avete dunque deciso di rompere il vostro fidanzamento?
Ne dubitereste, dopo ci che mi avete detto?
No, ma... Vedete, cara signorina Rachele, voi siete molto giovane e inesperta, e io... io forse vi son troppo devoto per essere obbiettivo. Non avete qualcun altro col quale consigliarvi?
Non ho alcuno; e del resto ho deciso.
Infine, era ci che desideravo e che mi aspettavo da lei. Presi quindi a consigliarla sul modo da tenere col signor Ablewhite per annunciargli la rottura del fidanzamento; e come la cosa si svolgesse certamente lavrete letto nella narrazione della signorina Clack, che deve essere indubbiamente pi ordinata e pi particolareggiata della mia, se io ricordo bene quella curiosa donna. Rachele acconsent a tutto, e soltanto mi domand, mentre stavamo per rientrare:
Signor Bruff, se doveste giudicare un uomo che si fosse comportato come il signor Godfrey, in qual modo lo definireste? Dite, dite senza esitare.
Ebbene, direi che quelluomo si  comportato indegnamente.
Allora avete pi che mai ragione. Mi sono abbassata fino a fidanzarmi con un uomo simile, ma appunto per questo, come potrei dirgli ora ci che penso di lui? Ebbene, creder a un mio capriccio: meglio cos.
Ritornato a sera pel pranzo seppi che il signor Godfrey Ablewhite aveva accettata senza discutere la decisione di Rachele; e la cosa mi parve naturale, dato ci che egli doveva aver saputo delle disposizioni testamentarie di Lady Verinder.
La signorina Clack ha raccontato ci che accadde dopo. Posso aggiungere soltanto che partimmo la sera stessa, Rachele ed io, e che ella trov in casa mia, a Hampstead, il riposo e la quiete di cui, povera figliuola, aveva tanto bisogno. Mia moglie e le mie figlie laccolsero con vero giubilo, e quando ella dov andar via, essendo stata nominata la nuova tutrice, si separarono da lei con vero rincrescimento e in duratura amicizia.
Ma vengo ora allOcchio di Luna, e a ci che accadde a me personalmente a proposito di esso.
Otto o dieci giorni dopo la partenza di Rachele uno dei miei impiegati mi disse che un signore desiderava di parlarmi, e mi porse un biglietto da visita. Vera scritto un nome straniero, ormai sfuggitomi dalla memoria, e sotto, a matita: Raccomandato dal signor Septimus Luker.
Laudacia di un personaggio come il signor Luker, che si permetteva di raccomandare a me una persona, mi rese per qualche momento muto per lo stupore; sicch il mio impiegato cred di illuminarmi nella mia apparente indecisione, spiegandomi:
 un tipo interessante, signor avvocato; e cos scuro di pelle che abbiamo creduto fosse un indiano, o qualche cosa di simile.
Un indiano, e raccomandato da quel Luker! Immediatamente pensai che quella visita potesse avere a che fare col famoso diamante, e questo vinse la mia esitazione. Ordinai quindi di introdurre il visitatore.
Vidi apparire subito dopo un uomo piuttosto magro, vestito correttamente alleuropea, di modi straordinariamente cortesi, ma che era indubbiamente un orientale. Lo invitai a mettersi a sedere; ed egli, dopo essersi scusato per la libert che si prendeva venendo a disturbarmi, trasse di tasca un pacchetto, lo svolse e mi mostr una scatola di ebano tempestata di pietre preziose, che poi mi porse, soggiungendo:
Son venuto a chiedervi, signore, di volermi prestare una certa somma di cui ho bisogno, lasciandovi in pegno questo oggetto.
Ah! E voi venite qui raccomandato dal signor Luker per questo? E poich egli si limitava a inchinarsi in segno di assenso, continuai: E potrei domandarvi allora perch non vi abbia egli stesso prestata la somma?
Mi ha detto di non aver denaro disponibile.
E vi ha fatto il mio nome?
 scritto l, signore. E accenn al biglietto da visita.
Ah! Ebbene, mi dispiace, ma il signor Luker si  sbagliato mandandovi da me. Come molti miei colleghi, ho in deposito somme che sono autorizzato a prestare: ma non ho prestato mai a stranieri, n con garanzie simili a quella che mi offrite.
Anzich insistere, come altri avrebbe fatto, lindiano si limit a fare un altro inchino, e riprese la sua scatola, involgendola accuratamente nella carta; poi disse:
Vorrebbe la vostra condiscendenza giungere fino a dare uninformazione a uno straniero? Grazie. Dunque, supponendo che vi fosse stato possibile di concedermi il prestito che vi ho chiesto, dopo quanto tempo avrei dovuto pagare?
Secondo le abitudini del paese, dopo un anno.
Lindiano fece un ultimo inchino, profondissimo, e usc. Notai che proprio nel fare quellultima domanda, e mentre io gli davo la risposta, egli mi guardava fissamente; e, ravvicinando quella circostanza ad altre, ne dedussi, dopo matura riflessione sullo strano caso, che egli era venuto da me esclusivamente per avere quellinformazione, e che tutta la storiella del prestito non era che un modo per giungervi. N mi sbagliavo; perch il giorno seguente venne da me nientemeno che il signor Luker in persona, il quale si scus di aver fatto il mio nome allo straniero, e mi raccont che questi era andato da lui per fargli la medesima proposta e la medesima domanda che aveva fatto a me. Infine, gli aveva chiesto di indicargli uno stimato professionista, e il signor Luker gli aveva detto il mio nome.
Che significava dunque tutta quella misteriosa faccenda? Riflettei per un pezzo; poi, giacch dovevo andare a un pranzo quella sera, andai a vestirmi, cercando di sgombrare la mente da quel groviglio di misteri.
...
2.
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Una delle pi eminenti personalit invitate al pranzo al quale io dovevo prender parte era il signor Murthwhaite, il grande esploratore indiano del quale vi avr parlato il buon Gabriele Betteredge, a quanto credo. Ebbi piacere di conoscere un uomo cos famoso, e poich avevo udito raccontare ci che era accaduto alla villa nella sera del compleanno di Rachele, quando le signore si ritirarono per lasciare noi uomini ai sigari e ai liquori, essendogli gi stato presentato me gli avvicinai. Forse, pensai, avrebbe potuto dirmi qualche cosa dinteressante riguardo alla famosa gemma.
Se non mi sbaglio, signor Murtwhaite, cominciai, voi conoscevate la fu Lady Verinder, e vi interessaste alla strana successione di avvenimenti che fin con la perdita dellOcchio di Luna. Sono lavvocato e lamico, oso dire, della famiglia Verinder, e largomento minteressa.
Egli sembr improvvisamente svegliarsi da una specie di torpore che pareva essergli consueto, e mi guard acutamente.
Ah! Avete forse saputo qualche cosa degli indiani, recentemente? domand.
Ho ragione di credere di aver parlato con uno di essi, ieri, nel mio ufficio, risposi. E gli raccontai in poche parole ci chera accaduto, concludendo:  chiaro che la domanda fattami da quelluomo nellandar via aveva uno scopo. Perch dunque voleva sapere quanto tempo ha un debitore per pagare?
Lesploratore rimase per qualche momento in silenzio, poi replic:
Ci che mi dite mi stupisce, signor Bruff. Non avrei mai creduto a tanta audacia. Quanto allo scopo della domanda, per,  possibile che non lo comprendiate?
Sono mortificato, ma realmente non capisco.
Eppure  semplice. Soltanto, bisogna seguire il mio ragionamento.
E cominciando dagli avvenimenti di quella sera a villa Verinder egli mi spieg come gli indiani cercassero infaticabilmente il diamante, e, con mezzi noti soltanto ad essi, lo avessero seguito, per cos dire, a passo a passo. Avevano dovuto sapere che qualcuno lo aveva messo in pegno presso Luker, che questi a sua volta lo aveva depositato alla banca, ed ora volevano esser certi del termine in cui il debitore avrebbe dovuto riscattarlo, per poter fare un nuovo tentativo quando Luker, per restituire la gemma, fosse stato costretto a ritirarla. Infatti, posta cos, la cosa mi pareva logica; e lo riconobbi, Poi egli soggiunse:
Ed ora, ditemi voi una cosa, vi prego, signor Bruff.  evidente che qualcuno ha portato il diamante dallo Yorkshire a Londra, dandolo in pegno al signor Luker. Si  potuto sapere, o almeno fondatamente supporre, chi fosse questa persona?
No, che io sappia, purtroppo.
Ho udito non so che cosa a proposito del signor Godfrey Ablewhite... Mi si dice che sia un eminente filantropo di professione; circostanza gi di per s sospetta, questa.
Mi affrettai a riconoscere che il signor Ablewhite non aveva tutte le mie simpatie, ma soggiunsi che circa laffare del diamante era stata riconosciuta la sua perfetta innocenza.
Ah! E allora lasciamo al tempo di chiarire la cosa, replic tranquillamente lesploratore. Ed ora ditemi ancora: quando, cos allingrosso, credete che possa scadere il termine in cui la persona che ha impegnato il diamante potr riscattarlo, secondo le consuetudini?
Ma pressa poco verso la fine di giugno, a quanto credo.
Cos alla fine di giugno dellanno venturo glindiani avranno unaltra buona occasione, la migliore, forse. Allora io sar a migliaia di miglia dallInghilterra, giacch conto di ripartire per visitare zone ancora inesplorate; ma sar bene che teniate a mente questa data, per poter essere a Londra in quel tempo.
Credete dunque che accadr qualche cosa di grave?
Mah! Vi dico soltanto che mi sentir meglio al sicuro fra i pi feroci fanatici dellAsia Centrale di quanto sarei se uscissi dalla banca tenendo il diamante in tasca. Glindiani sono stati sconfitti due volte, signor Bruff: ho in mente che alla terza vinceranno.
Cos fin il nostro colloquio su questo argomento; e poi parlammo daltro. Tuttavia, ritornato a casa, scrissi unannotazione sul mio taccuino
Giugno 1849. Verso la fine di questo mese probabilmente si udir parlare degli indiani.
E detto questo cedo la penna, che non ho pi ragione di tenere, a un altro narratore.
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TERZO RACCONTO. 
Scritto da Franklin Blake.
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1.
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Nella primavera del 1849 viaggiavo in Oriente, quando mi giunse notizia della morte di mio padre. La lettera, di mano del signor Bruff, minformava che ero unico erede della sua grande sostanza, e mi consigliava a ritornare subito in patria, per le ulteriori pratiche. Il consiglio era saggio; e cos la mattina dopo, allalba, mi mettevo in cammino per rifare a ritroso quel viaggio da me voluto per dimenticare il crudele trattamento usatomi da Rachele e per guarirmi dallamore per lei.
Quando, dopo qualche tempo, potei rivedere il signor Bruff, la prima persona della quale domandai fu appunto Rachele; e questo dimostra quanto poco lavessi dimenticata. Lavvocato mi raccont tutto ci che era accaduto durante la mia assenza, compreso il fidanzamento con Godfrey e la rottura di esso per motivi che non volle o non pot rivelarmi, poi mi disse che Rachele si trovava in casa della sua nuova tutrice, una vedova sorella di suo padre, la signora Merridew, abitante a Portland Place.
 superfluo dire che mezzora dopo io bussavo alla porta della signora Merridew, senza avere avuto il coraggio di confessare quella mia intenzione al signor Bruff.
Il domestico che venne ad aprirmi mi disse di non essere certo che la signorina Verinder fosse in casa. Comunque prese il mio biglietto da visita e and a vedere, ma per ritornare poco dopo a dirmi, impenetrabile in viso, che era uscita.
Non potevo pensare che Rachele non volesse ricevermi; sicch me ne andai dicendo che sarei ritornato alle sei. Ritornai, infatti, ma per sentirmi dire ancora che la signorina non cera. Domandai al domestico se le avesse dato il mio biglietto, e mi rispose che s. La deduzione era facile, dunque: Rachele si rifiutava di ricevermi! Perch? Ad ogni modo, io da parte mia non potevo rassegnarmi a un trattamento simile senza saperne la ragione, e quindi mandai un altro biglietto alla signora Merridew, pregandola di accordarmi un colloquio.
La signora non fece alcuna difficolt, e poco dopo mi trovavo in un comodo salottino, dove la padrona di casa, una vecchietta molto gentile, mi accolse premurosamente. Ella si mostr meravigliata e dispiaciuta alludire il mio racconto, ma mi rispose che non era in grado di darmi alcuna spiegazione, cos come non poteva, per delicatezza, fare pressioni di alcun genere sulla sua pupilla perch mutasse di parere. E fu questo il risultato di quel colloquio dal quale ben altro mi ero aspettato.
Non mi rimaneva che unultima cosa da fare, e cio di scrivere a Rachele; e la mattina seguente mandai il mio domestico a portarle una lettera, ordinandogli di attendere la risposta. La risposta venne, infatti; ma verbale, e letteralmente in questi termini: La signorina Verinder declina lonore di entrare in corrispondenza col signor Franklin Blake.
Pure amandola appassionatamente come lamavo, mi sentii ribollire dindignazione a quellinsulto. In quel momento venne da me il signor Bruff a parlarmi daffari, ma io non ne volli sapere, e mi sfogai invece a raccontargli che cosa mi era accaduto. Egli non pot darmi spiegazioni pi di quanto avesse potuto fare la signora Merridew; allora suonai il campanello e al domestico che apparve ordinai di farmi la valigia e di portarmi un orario ferroviario. Il signor Bruff, meravigliato, mi domand che volessi fare.
Parto per Frizinghall col prossimo treno, risposi.
Potrei domandarvi a quale scopo?
Signor Bruff, il risentimento di Rachele verso di me non pu spiegarsi che in un solo modo: e cio per avere io contribuito con ogni mio potere alle indagini che si fecero subito dopo la scomparsa di quel maledetto diamante. Ora, io non voglio starmene cos, e intendo di ritornare alla villa, a cercare di scoprire il suo segreto, e cio la ragione per la quale ella tacque con tutti, persino con sua madre, e mostr subito tanta inimicizia per me, mentre... mentre fino a poche ore prima le cose erano andate ben altrimenti. E vi so dire che se tempo, fatiche, denaro e buona volont potranno risolvere il problema, io metter la mano sul ladro del diamante.
Vane furono tutte le rimostranze del buon signor Bruff. Col primo treno partii, e verso il tramonto di quello stesso giorno mi trovavo davanti alla ben nota terrazza della villa. Feci il giro delledificio, e nel cortile posteriore scorsi, conoscevo bene le sue abitudini, il caro vecchio Betteredge, al suo solito angolo, con la pipa in bocca e col diletto Robinson Crusoe sulle ginocchia. Sia che egli vedesse la mia ombra allungata, dal sole, sia che lo risvegliasse da un lieve sopore il breve ringhiare dei cani che gli erano accanto, il fatto sta che egli trasal e si volse a guardarmi facendosi solecchio con la mano. Ma io avevo gli occhi pieni di lacrime, e fui obbligato ad attendere un momento prima di parlare. Fu lui, invece, che mand una breve esclamazione, e mi venne incontro con passo un po incerto.
Bel tramonto per fare una passeggiata, signor Franklin! fu tutto ci che seppe dirmi, come se ci fossimo lasciati qualche ora prima. Ma il tono della voce smentiva quellapparente indifferenza. Suppongo che siate sceso in albergo a Frizinghall, nevvero? La villa  chiusa.
No, Betteredge, non sono a Frizinghall; ma se vorrete venire domattina a Hotherstones Farm, dove allogger, farete colazione con me.
Grazie, signor Franklin, vi sono molto obbligato per la vostra gentilezza. Ma non si tratta di questo. Suppongo che abbiate qualche cosa da dirmi, e non vedo lora di sapere la ragione del vostro improvviso arrivo.
Perch venni qui lultima volta, Betteredge?
Per quel malaugurato diamante, signor Franklin.
Ebbene, e pel diamante ritorno ora.
Il buon vecchio rimase un momento perplesso, come temendo di avere male udito, poi replic, tentennando la testa:
Vedo bene che volete scherzare, signor Franklin.
Neppure per sogno! Vergo qui per riprendere le indagini al punto in cui furono lasciate quando io partii dallInghilterra; e vi so dire che trover chi rub il diamante.
Lasciate stare il diamante, signor Franklin, ascoltate il consiglio di un vecchio che vi vuol bene... salvando il dovuto rispetto. Quella maledetta gemma ha portata la disgrazia nella nostra casa. E poi, come potreste sperare di riuscire voi, perdonatemi, l dove il Sergente Cuff dov dichiararsi vinto? Cuff, cio il pi gran detective dInghilterra!
Amico mio, ormai la mia decisione  presa. Ma a proposito di Cuff, ne avete pi avuta notizia?
S, indirettamente; e credo che non potr aiutarvi, perch si  ritirato dalla professione. Ha comperato un piccolo poderetto con un cottage, a Dorking, e l non pensa che a coltivare rose.
Pazienza, far a meno del suo aiuto. Frattanto siete voi che potrete essermi utile, Betteredge, riferendomi tutto ci che vi disse e che fece Cuff in quelloccasione. So che avete buona memoria, e io potr cos riprendere le indagini sulla base di quelle fatte appunto dal vostro gran detective. Mi bastate voi: vedete che mi contento di poco.
Queste ultime parole parvero urtare il buon Betteredge, giacch egli replic subito:
Valgo poco, io, infatti, signor Franklin; ma avreste potuto capitare peggio.
Ma no, amico mio; dicevo cos, e non per voi... Si direbbe per che sappiate qualche cosa. Ditemela, dunque!
Egli sembr tentennare un momento, poi replic, ostinatamente:
Non so nulla, signor Franklin; e poi, valgo cos poco, io! Piuttosto, vi dispiacerebbe di dirmi in quali termini vi siete lasciato con la signorina, se non sono indiscreto?
Compresi che forse avrei toccato il suo lato debole, e gli raccontai tutto ci che era accaduto al mio ritorno. Egli mi ascolt attentamente, poi usc a dire:
E non temete, signor Franklin, di... di fare qualche scoperta che possa... che possa dispiacere alla signorina Rachele?
Compresi che quelle parole erano lespressione del suo geloso attaccamento alla padroncina, e mi affrettai a rispondere:
No. Son sicuro di lei quanto potete esserlo voi; e se anche giungessi a scoprire il suo segreto son certo che non vi troverei cosa capace di menomare la profonda stima che ho per lei.
Gli scrupoli di Betteredge sembrarono dileguarsi, a quelle parole.
Ebbene, signor Franklin, per quanto mi dispiaccia, e dico cos perch avrei desiderato che questa faccenda rimanesse sepolta per sempre, convengo che c infatti una cosa che dovrei dirvi. Vi ricordate quella povera ragazza che era con noi, Rosanna Spearman?
Se me ne ricordo! E ho sempre creduto, come credo ancora, che ella entrasse un po nella faccenda del diamante, altrimenti la sua strana condotta non si spiegherebbe.
Ebbene, quando vorrete, signor Franklin, potrete sapere la verit.
Rimasi sbalordito a quella notizia, e replicai domandando a Betteredge se volesse scherzare.
Scherzare, a proposito di quella poveretta! Il Cielo me ne guardi, signor Franklin! Vi ho detta la verit. Rosanna lasci una lettera suggellata, una lettera... diretta a voi.
A me! E dov?
Lha una sua amica, a Cobbs Hole. Dovete averne udito parlare: la figlia di un pescatore, Lucia la Zoppa.
Mi ricordo di lei. E perch la lettera non mi fu mandata?
Quella ragazza ha una sua volont ben precisa, signor Franklin; ed ella si  ostinata a volerla consegnare a voi soltanto.
Andiamo, allora, Betteredge; andiamo a prenderla subito.
Stasera  troppo tardi: a Cobbs Hole risparmiano le candele, e vanno a letto presto. Domattina, se volete; e verr anchio.
Di buonora?
Quando vorrete voi, signor Franklin.
Va bene. Al pi presto possibile, allora.
E insieme ci avviammo verso Hotherstones Farm.
Ho un vago ricordo di quella notte, ma ritengo che dovessi riposare poco, nonostante la calorosa accoglienza avuta dagli affittuari del podere, giacch il sole si era appena levato che, senza far neppure colazione, e avendo preso soltanto un pezzo di pane che andai sbocconcellando per via, ritornai alla villa, attendendomi di dovere svegliare Betteredge. Con mia sorpresa, invece, lo trovai che sera gi alzato e mi aspettava davanti alla terrazza. Mi parve pensoso.
Ebbene, come state stamattina, Betteredge? domandai.
Non molto bene, signor Franklin.
Davvero! E che avete?
Ahim, signor Franklin, una nuova specie di malattia, sebbene per me non sia propriamente nuova, dato che ne ebbi gi qualche accesso quando era qui il Sergente Cuff. La prenderete anche voi.
Che idea! E perch dovrei prenderla anchio? Di che si tratta, dunque?
Ebbene, si tratta nientemeno che della febbre del detective.
Ah, ah! E la cura, in questo caso, sarebbe di leggere la lettera della povera Rosanna? Andiamo a prenderla, allora.
La signora Yolland ci accolse con molta cortesia; e stavamo scambiando le prime frasi con lei, quando sulla soglia della cucina apparve Lucia, pallida, con gli occhi pi che mai fieri e penetranti.
Lucia, ecco il signor Franklin Blake, present Betteredge con una certa esitazione. Ed ella, dopo essere rimasta un momento immobile si avanz zoppicando pi che mai, e fissandomi con uno sguardo in cui mi parve di scorgere una espressione dorrore.
Signor Betteredge, disse poi con voce acuta, vogliate ripetermi dunque il nome di questo... gentiluomo!
Il nome di questo signore, Lucia,  Franklin Blake, replic seccamente Betteredge.
La ragazza mi lanci unaltra occhiata di fuoco, poi zoppicando usc. La buona signora Yolland cominci a fare le scuse per lo strano comportamento della figlia, e io stavo per rispondere, quando Lucia ricomparve tenendo in mano una lettera. Stesi la mano per prenderla, ma ella si ritrasse di un passo.
Un momento! Voglio prima vedervi bene...
Non cera da sbagliare sullespressione del suo viso: ero per lei un oggetto dorrore e di disgusto. Poi chin la testa sulla stampella, e ludii mormorare: Oh, povera sorellina mia! Che trovavi dunque di straordinario in questuomo? Infine si decise a darmi la lettera.
Ebbene, prendetela. Ma dite, potete mangiare e dormire in pace, voi? Fingete di non comprendere? Andate, andate, e che il Signore Onnipotente mi eviti di dovervi vedere ancora.
E si allontan di nuovo, zoppicando pi che mai. La madre volle ricominciare le sue scuse e spiegarci che Lucia era inconsolabile per la perdita della sua amica; ma tanto Betteredge che io tagliammo corto e uscimmo, perch non vedevamo lora di leggere la postuma lettera, che forse conteneva la spiegazione del mistero.
Eravamo, appena fuori del cottage, che nella mia impazienza ruppi il suggello della missiva. Era indirizzata: Al signor Franklin Blake, da esser consegnata in mano sua. La busta conteneva una striscia di carta e unaltra busta chiusa; e sulla striscia erano queste parole;
Signor Blake, se avete curiosit di sapere le ragioni del mio comportamento mentre eravate in casa di Lady Verinder seguite le istruzioni che troverete nella busta qui unita, ma curando che nessuno possa vedervi. Vostra devota serva: Rosanna Spearman.
 superfluo dire che aprii immediatamente laltra busta. Essa conteneva un foglio che diceva:
Pro-memoria. Andare alle Sabbie Tremanti fra due maree. Procedere lungo la Punta Meridionale, finch il faro che vi si trova, e lasta della bandiera della Stazione Guardacoste sopra Cobbs Hole, siano in linea. Deporre sulle rocce un bastone per guidare la mano lungo la linea suddetta, avendo cura che un capo del bastone tocchi il limite delle rocce. Tastare lungo il bastone fra le alghe, fino a trovare la catena. Scorrere con la mano lungo la catena, fino alla parte di essa che pende dalle rocce e si perde nelle sabbie mobili. Tirare la catena.
Mentre stavo leggendo le ultime parole, udii alle mie spalle la voce di Betteredge. Lo scopritore della febbre del detective era in preda a un furioso attacco di quella malattia.
Non ci reggo pi, signor Franklin, esclam. Che cosa dice la lettera? Per lamor di Dio, che cosa dice?
Gli consegnai la lettera e il promemoria che laccompagnava. Lesse la prima senza eccessivo interesse, ma il secondo documento lo agit assai.
Il Sergente Cuff laveva detto! esclam. Iddio ci protegga, signor Franklin, abbiamo in mano il segreto sul quale ci siamo tutti rotta la testa inutilmente, a cominciare dal celebre Cuff!  bassa marea ora, come vedete.
Alz gli occhi, e scorgendo un ragazzo a poca distanza, occupato a rammendare una rete, gli grid:
Quando volta la marea, figliuolo?
Fra unora.
Guardammo i nostri orologi.
Possiamo camminare lungo la riva, propose Betteredge, e arrivare alle Sabbie Tremanti per di l. Che ne dite, signor Franklin?
Andiamo.
Tra via, mi rivolsi a Betteredge perch egli mi rinfrescasse la memoria sulle bizzarre azioni della povera Rosanna in quelle giornate fatali, e col suo aiuto tutto mi ritorn chiaro alla mente.
Non fu difficile trovare la posizione indicata dal promemoria. Deposi il mio bastone da passeggio sul molo roccioso, e guardammo lora. Avanzavano ancora venti minuti, e io mi sedetti sopra una sporgenza della roccia. Con mia grande sorpresa, Betteredge accenn a lasciarmi. Gliene chiesi la ragione, ed egli mi ricord che nella lettera era espresso il desiderio che io fossi solo nella ricerca del segreto di Rosanna.
Potete credere che mi costa parecchio allontanarmi proprio ora, soggiunse il buon vecchio. Ma la poveretta ha avuto una fine terribile, e non vorrei esser io, signor Franklin, a farvi in certo modo contravvenire ai suoi ultimi desideri. Vi aspetter nella pineta; e vi prego di non farmi penare troppo. La febbre del detective non  una malattia facile da sopportare, in un momento come questo.
E mi lasci solo. Quella breve attesa mi parve interminabile. Il sole splendeva lietamente su tutto il paesaggio, la frescura dellaria era deliziosa al respiro: anche quel luogo solitario ne era rallegrato, e perfino lumida superficie delle Sabbie Tremanti nascondeva sotto ai riflessi dorati la sua natura traditrice facendo dimenticare lorrore che ricopriva.
A un tratto vidi il tremolio premonitore della sabbia, come il sinistro brivido di una qualche mostruosa creatura sottostante. Mi alzai, e mi avvicinai al bastone.
Lo percorsi con la mano, secondo le istruzioni, e a pochi pollici dal termine della roccia, in una piccola fenditura dove il dito penetrava appena, sentii la catena. La seguii col tasto, ma fui arrestato da un grosso ciuffo di alghe, cresciuto senza dubbio nella fessura dal tempo in cui Rosanna Spearman vi aveva collocato la catena.
Mi era egualmente impossibile allontanare quelle alghe, quanto di passarci la mano a forza. Dopo aver segnato esattamente il punto, mi affacciai cautamente allorlo di roccia, per tentar di trovare, con qualche opportuno scandaglio, il luogo preciso in cui la catena affondava nelle sabbie.
In quella posizione avevo la faccia a pochi piedi dalla pericolosa superficie delle Sabbie Tremanti. A vedermela cos vicina, e corsa ogni tanto da quellorribile tremolio, risentii come una scossa nervosa. Una orribile immagine della morta, riapparsa sulla scena del suo suicidio, per aiutarmi nelle mie ricerche, il terrore indicibile di vederla affiorare dalla tremante distesa di quelle atroci sabbie, a indicarmi il punto preciso, mi ossessionarono, e mi fecero gelare il sangue pur sotto i caldi raggi del sole. Confesso che quando la punta del mio bastone tocc le sabbie chiusi gli occhi.
Un istante dopo, ero libero da quei terrori superstiziosi, e in preda a tuttaltra emozione Al primo tentativo, ero incappato giusto: il bastone aveva toccato la catena!
Reggendomi con una mano alle sporgenze rocciose, potei abbassar laltra fino a ghermire i primi anelli. Incominciai a tirare, e da l a un istante avevo in mano la scatola di metallo.
Lazione dellacqua aveva talmente arrugginita la catena, che non mi riusc di toglierla dalla scatola, sicch dovei rompere questa con laiuto di un sasso. Nellinterno si vedeva come una stoffa bianca ben preservata per la chiusura ermetica. La trassi fuori, e vidi che ne cadeva una lettera, indirizzata a me. Esaminai dapprima la stoffa; e per quanto essa avesse presa la forma rettangolare del recipiente, costretta comera stata per tanto tempo in cos breve spazio, non ebbi la minima difficolt a riconoscere che si trattava di una veste da notte. La distesi per quanto meglio mi fu possibile, e non stetti molto a vedere che a un certo punto essa aveva come una macchia di vernice o di colore. Finalmente! Era la veste da notte tanto cercata, macchiata al contatto della decorazione fresca della porta di Rachele!
Rimasi per qualche momento come sbalordito; e avrei giurato di riudire in quel momento la voce tranquilla e melanconica del Sergente Cuff: Cercare se vi sia qualche indumento che abbia una macchia di vernice, cercare la persona alla quale appartiene, e se essa non pu spiegare la sua presenza nel salottino della signorina quella notte non si dovr cercar lontano per trovare il ladro del diamante.
Fui interrotto nelle mie riflessioni da un rumore di passi sulla roccia. Era il povero Betteredge, in cui evidentemente la febbre del detective aveva preso il sopravvento, e che non aveva avuta la pazienza di attendermi pi a lungo. Lasciai che si avvicinasse, e col minor numero di parole possibili gli dissi che cosa avevo trovato. Egli rimase per qualche momento in silenzio, come sopraffatto, poi domand ansiosamente:
E la lettera, signor Franklin? Che dice la lettera?
 vero; ora la legger.
Tenevo in mano, cos dicendo, la veste da notte, e la volgevo e rivolgevo fra le mani, come se essa avesse potuto dirmi il nome del suo proprietario; ed ecco che in quellatto scorsi un nome, un nome ricamato, di quelli che servono a contraddistinguere la biancheria. Spiegai convulsamente il lembo gualcito, e con orrore e sbalordimento insieme lessi quel nome...
Era il mio!
Cos, dunque, avevo trovato il ladro del diamante tanto cercato: ed il ladro ero io stesso.
...
2.
...
Non ricordo che confusamente ci che accadde. Ho una vaga idea delle buone amorevoli parole di Betteredge, delle sue premure, del grog che egli mi prepar quando fummo ritornati alla villa, delle sue proteste contro quella bugiarda veste da notte. Ricordo per che per prima cosa, appena potei rimettere un po dordine nei miei pensieri, lessi la lettera di Rosanna, nella quale potevo trovare una spiegazione al mistero, era divenuto pi fitto che mai; e poich quella lettera lho conservata, posso riportarla quasi per intero.
Signor Blake, ho una confessione da farvi. Una confessione, per dolorosa o terribile che possa essere, pu consistere in poche parole; per la mia due bastano: vi amo.
Guardai Betteredge, sbalordito; egli si limit a tentennare la testa, e lo udii brontolare non so che cosa a proposito della figlia Penelope e dellacume femminile. Poi disse:
Leggete, leggete, signor Franklin. Vedremo.
Sarebbe per me una vergogna insopportabile, continuava la lettera, scrivervi una cosa simile e sopravvivere; ma quando voi leggerete questa mia confessione io sar da tempo morta, ed  ci che mi rende ardita. Nemmeno una tomba, avr, che possiate guardare con occhio di scherno o di rimprovero, giacch mia tomba saranno le Sabbie Tremanti, che mi celeranno per sempre.
Con questo foglio troverete la vostra veste da notte con la macchia di vernice, e certo vorrete sapere come e perch io labbia celata a tutti, e non ne abbia parlato. Ebbene, la ragione  sempre quella: vi amavo, cos come vi amo ancora.
Mi sono sforzata, e quanto! di attirare la vostra attenzione perch mi guardaste, almeno; ma invano. Se aveste potuto sapere quanto piangevo nelle lunghe notti senza sonno, forse avreste avuto piet di me e mi avreste fatta lelemosina di unocchiata di tanto in tanto, cos, perch potessi vivere. Ma forse se aveste potuto leggermi nellanimo la vostra occhiata non sarebbe stata di piet, perch sapevo quanto amaste la signorina Rachele, e io la odiavo, lei!... Ella vi faceva mettere delle rose nella camera, vedete, ma io le gettavo via e le sostituivo con altre mie. Quante volte, cos, avete portata una mia rosa allocchiello! Era il mio unico conforto in tanta miseria. No, sbaglio: un altro conforto avevo, ed era quello di ritornare il pi spesso che potevo alle Sabbie Tremanti, tetre e irrequiete come lanima mia, e di rimanervi a lungo a contemplarle. E in quei momenti mi dicevo: Ecco, forse sar questa la mia tomba. Vedete,  appunto cos.
E vi ho amato, signor Franklin, dal primo momento che a quelle stesse Sabbie Tremanti vi vidi giungere... Vi ricordate?
Ma vengo al fatto della scomparsa del diamante. Come ricorderete, il signor Seegrave cominci col far perquisire le camere della servit. Le donne andarono da lui a protestare, ed io mi unii ad esse, perch se avessi fatto diversamente sarei stata sospettata. Egli ci disse di stare attente a non affollarci troppo, e ci fece notare che avevamo danneggiata la decorazione sulluscio. Ripensai a lungo a quelle parole, e mi ricordai che Penelope, la sola che parlasse con me volentieri fra le altre della servit, mi aveva detto giorni prima che i colori da voi usati si asciugavano in poche ore. Qualcuno, dunque, aveva fatto quel danno non la mattina, ma la notte precedente; qualcuno, cio il ladro... La conseguenza era facile, non vi pare?
Voi sapete forse che tra le mie incombenze era quella di rimettere in ordine la vostra camera. Se soltanto poteste sapere che gioia era per me, vedere il letto nel quale avevate dormito, toccare i cuscini sui quali avevate appoggiata la testa!... Ma a che parlare di ci, ormai? Dunque, anche quella mattina, dopo essere uscita dal salottino della signorina, andai a riordinare la vostra camera. Ed ecco che, nel piegare la veste da notte, vidi su di essa la macchia di vernice! Rimasi cos sbalordita, che per poter pensare e prendere una decisione senza correre il rischio di esser disturbata corsi in camera mia tenendo in mano la veste da notte...
Non vi dir quali fossero i miei sospetti in quei primi momenti, perch vi irritereste, e a ragione, contro di me, mentre invece vorrei che ricordaste la povera Rosanna con un sentimento di piet soltanto.
La lettera continuava poi spiegando, ci che Betteredge ha gi raccontato, che la povera ragazza aveva sostituita la mia veste da notte con altra fatta con tela chera andata a comperare in citt. Poi ella ricordava lincidente di quella mattina, quando era venuta a trovarmi nella biblioteca per riportarmi un anello cadutomi, e soggiungeva che in quelloccasione aveva sperato di richiamare la mia attenzione raccontandomi che cosa fosse accaduto, ma ne era stata impedita dal sopravvenire di Betteredge. E concludeva:
Quando poi udii il sergente Cuff dire che il ladro del diamante doveva essere colui sui cui indumenti si fosse trovata la macchia di vernice capii che bisognava fare sparire la vostra veste. Non vogliate dispiacervi, signor Franklin, se vi dico che sentivo unamara gioia allidea di fare qualche cosa per voi, e una cosa in un certo senso importante per la vostra pace, se non pel vostro onore. Ma come farla sparire, la veste? Riflettei a lungo, e conclusi che avrei potuto conservarla in modo da nasconderla ad ogni occhio umano; conservarla, non distruggerla per darvi un giorno la prova di ci che avevo fatto per amor vostro. Volevo per parlarvi prima, e a questo scopo mi celai nella boscaglia; ma voi non passaste, e pass invece il sergente Cuff, il quale era con Betteredge e si accorse di me. Per questa circostanza, e per tante altre che sapete, mi sentivo sospetta, mi aspettavo da un momento allaltro di essere arrestata. La disperazione mi prese: il mio passato gravava sempre su di me e mi accusava, voi non mi volgevate neppure uno sguardo... Perch vivere? Perch vivere, dunque?
Cos, la mia decisione  stata presa. Nasconder la veste da notte nelle Sabbie Tremanti, poi in esse, le mie sole amiche, finir la mia vita. Ma che dico, le mie sole amiche? Anche la povera Lucia Yollands mi  sinceramente amica, povera creatura e a lei affider la lettera che vi metter sulle tracce della scatola di latta e di ci che essa contiene.
Cos, dico addio al mondo, che mi  stato tanto avaro della felicit che prodiga agli altri; addio alla vita, che anche una sola parola gentile da parte vostra, unocchiata pietosa, mi avrebbe resa sopportabile (e questo non prendetelo per rimprovero, signor Franklin, ve ne scongiuro!) Cercate per, se vi sar possibile, di avere per me un pensiero di perdono. Io non posso spiegare quale sia il mistero del furto del diamante in relazione a ci che ho trovato, ma son certa che siete innocente; comunque, morir amandovi, e quanto!
Vorreste, signor Franklin, quando vi capitasse di parlare di me, avere quella stessa dolce inflessione di voce che avevate parlando della signorina Rachele? Se s, e se gli spiriti dei morti realmente sopravvivono, io credo che il mio spirito udir, e ne tremer di gioia.
Addio, signor Franklin; e credetemi, sempre, la vostra
Rosanna Spearman.
...
3.
...
Quando ebbi finita la lettura, interrotta pi volte dalle esclamazioni di Betteredge, per qualche momento ci guardammo in silenzio; poi fu io a domandargli:
Ebbene, Betteredge, c qui qualche cosa che possa guidarci nella spiegazione di questo mistero, secondo voi?
Egli mi guard gravemente e trasse un sospiro.
Nulla, purtroppo, signor Fraklin. Se volete un mio consiglio, mettete da parte la lettera e con essa il proposito di approfondire questo mistero, almeno fino a che le circostanze non siano pi favorevoli e voi vi siate un po acquietato; altrimenti...
Ma neppure per sogno, Betteredge! interruppi. Ora meno che mai. Credete dunque che voglia rimanere sotto il peso di...
Fui interrotto a mia volta da un picchio alla porta. Betteredge parve sorpreso ed annoiato, e tuttavia disse:
Chi ? Avanti!
Apparve un uomo, uno dei tipi pi interessanti che abbia mai visto. I movimenti e la sveltezza erano quelli di un giovane, il viso di un vecchio: e a paragonarlo a Betteredge si sarebbe creduto essere lui il maggiore fra i due. Le guance erano flaccide, i capelli bianchi, gli occhi incavati; ma nel rimanente i lineamenti erano nobili e denotavano in lui lo studioso.
Mi dispiace di aver disturbato, disse egli cortesemente. Ero venuto soltanto per darvi la lista dellentrante settimana, signor Betteredge. Eccola.
E, salutando di nuovo cortesemente, usc.
Chi  costui? domandai, incuriosito.
Un medico, assistente del dottor Candy. A proposito, signor Franklin, credo che vi dispiacer di sapere che il povero dottor Candy, in seguito al violento raffreddore che prese ritornando a casa la sera del compleanno della signorina, ebbe una lunga malattia. Ora si  rimesso in salute, ma  sempre soggetto ad attacchi di vario genere, e soprattutto ha perduta la memoria, sicch tutto il suo lavoro ricade sul suo assistente, il dottor Jennings, che ora avete veduto. Ma ritorniamo a ci che ci preme di pi, signor Franklin, se non vi dispiace...
A sera, me ne andai alla stazione, accompagnato,  superfluo dirlo, da Betteredge. Lunica decisione che avessi saputa prendere era stata quella di narrare ci che mi era accaduto al signor Bruff, per averne qualche consiglio. Perci portavo con me: la lettera della povera Rosanna e la veste da notte, nella valigia. Per via, fui io che ripresi leterno argomento dei nostri discorsi.
Betteredge, cominciai, prima di andare a Londra vorrei farvi due domande. Riguardano me, e forse vi sorprenderanno.
Tanto meglio, se mi sorprenderanno, signor Franklin; sar questo il modo di non farmi pensare pi a quella poveretta.
Ebbene, ecco la prima domanda: ero ubbriaco, quella notte?
Che dite! Ubbriaco, voi! esclam il buon vecchio. Non sapete dunque che uno dei vostri gravi difetti  di bere soltanto a tavola, e di non assaggiare che raramente una goccia di liquore?
Per quella era unoccasione straordinaria, e pu darsi che senza avvedermene fossi meno sobrio del solito.
Neppure questo, signor Franklin, e ve lo dimostro. Stavate male, quella sera, tanto che vi persuademmo a prendere un dito di cognac per sollevarvi.
Non sono abituato al cognac, io; e potrebbe essere che...
Ma no, vi dico! A mia vergogna debbo confessare che mescolai a un bicchierino di quel nobile liquore un bicchierone dacqua di seltz, sicch ne venne fuori una bibita che non sarebbe bastata a ubbriacare neppure un bambino.
Basta, so di potermi fidare della vostra memoria in simile materia. Ditemi, ora, Betteredge, voi mi avete conosciuto da quando ero ragazzo. Avete mai notato che fossi sonnambulo?
Betteredge si ferm, tentenn la testa e riprese a camminare.
Vedo a che volete giungere, signor Franklin: cercate di rendervi conto come mai vi faceste quella macchia di vernice senza ricordare di essere andato nel salottino della signorina. No, siete le mille miglia lontano, ancora. Non siete mai stato sonnambulo.
E senza dubbio Betteredge aveva ragione. Non ho mai menata una vita solitaria, io, e se fossi stato sonnambulo lo avrei saputo. Poi il mio vecchio amico riprese:
Daltra parte vi faccio notare, signor Franklin, che se, ubbriaco o sonnambulo, foste andato nel salottino della signorina, avreste preso il diamante. E come sarebbe ora a Londra, secondo voi?
Eravamo giunti alla stazione, e il treno era gi annunciato. Non ebbi quindi tempo di valutare a dovere la saggia osservazione di Betteredge e di discuterne, e mi limitai a rispondergli che aveva ragione, e che anche quella circostanza avrei fatta presente al signor Bruff. Gli lasciai il mio indirizzo di Londra per qualsiasi evenienza e gli promisi che se vi fossero state importanti novit gliele avrei comunicate. Infine, caso strano, mentre stringevo la mano a Betteredge vidi di nuovo luomo che era venuto alla villa, il dottor Jennings, il quale mi salut togliendosi il cappello.
Curiosa! dissi a Betteredge.  la seconda volta che vedo quelluomo... A proposito, che lista vi aveva portata? Ho dimenticato di domandarvelo.
Oh, cosa di poco momento! Per ordine della povera Lady Giulia, da anni si d del vino a spese della famiglia agli ammalati e ai vecchi dei dintorni; e il dottor Jennings mi porta la lista di costoro ogni settimana.
Il treno entrava nella stazione. Salutai di nuovo con effusione Betteredge, e partii.
Non potei vedere il signor Bruff che alla mattina seguente; e per dare unidea delleffetto che gli fece il mio racconto mi baster dire che quando ebbi finito egli ordin una tazza di t forte, e mand a dire ai commessi che non poteva essere disturbato per alcuna ragione. Fatto questo esamin accuratamente la veste da notte, lesse la lettera di Rosanna e infine parl.
Signor Franklin Blake, mi disse gravemente, questa  una faccenda molto seria, e per vari rispetti: voglio dire che riguarda non soltanto voi, ma anche Rachele. Ora la sua strana condotta non  pi un mistero: intendo, che ella  certa che foste voi a rubare il diamante.
Le mie riflessioni della notte mi avevano portato alla stessa conclusione, dalla quale per, naturalmente, avevo rifuggito. Ma ora, davanti a quella precisa affermazione, ero costretto a riconoscere che il signor Bruff aveva perfettamente ragione.
Il primo passo da fare, quindi, prosegu lavvocato,  di fare appello alla lealt di Rachele. Ella ha taciuto fino ad ora, ma davanti a questi nuovi avvenimenti dovr parlare. In altri termini, bisogna persuaderla o costringerla, secondo sar necessario, a dirci su quali basi si fonda la sua certezza che voi abbiate preso lOcchio di Luna. Pu darsi che cos tutto questo edificio si riduca in polvere.
 confortante per me, questo, signor Bruff, osservai. Ma vorrei sapere...
Vorreste sapere su quali basi a mia volta mi fondi per credere cos? Ecco, in due parole. Notate che guardo questa faccenda da avvocato, e cio da un punto di vista legale, in base a fatti e a prove. Dunque, debbo ammettere che la veste da notte  vostra; ma che cosa ci prova che foste voi ad andare quella sera nel salottino di Rachele? Ci sarebbe poi la lettera di Rosanna. Voi potete considerarla da un punto di vista sentimentale, e sta bene; ma io no. Sono avvocato, io, e debbo vagliare le cose freddamente. Ora, chi mi dice che ella, senza parlare dei suoi cattivi precedenti, vi abbia detta tutta la verit? In altri termini, se Rachele vi ha sospettato in base alla sola prova della veste da notte, vi sono novantanove probabilit su cento che sia stata Rosanna a mostrarle lindumento e a parlarle della cosa, se non a fare quella macchia... No, no, ascoltate. Nella sua lettera ella confessa di essere stata gelosa di Rachele, confessa di aver cambiate le rose, fa comprendere che sperava di vedere voi e Rachele bisticciarvi. Ora, una simile donna, innamorata e gelosa, sarebbe stata capace di prenderne cinquanta, dei diamanti, per raggiungere il suo scopo, e soprattutto per allontanarvi da Rachele. E notate che ella non ha distrutta la prova contro di voi, mentre avrebbe potuto farlo. Che ve ne pare?
Qualcuna di queste riflessioni lho fatta anchio; ma...
Ma la piet vi ha vinto, e forse vi ha fatto avere orrore del vostro sospetto.  una cosa che vi fa onore; ma non basta.
Ma supponiamo che si accertasse che ero io a portare la veste da notte. Che bisognerebbe pensare, allora?
Supponiamo, avete detto; ma non so vedere come si possa avere una certezza, in questo caso. Se fosse cos, sarebbe naturalmente piuttosto difficile provare la vostra innocenza. Ma aspettiamo, e vediamo anzitutto che cosa ci dir Rachele.
Ella deve credermi colpevole, vi dico; altrimenti non mi avrebbe trattato con tanta crudelt.
 vero; e tuttavia mi domando se non ci possa essere stata qualche altra cosa ad allontanarla da voi, qualcuna di quelle circostanze che noi avvocati chiamiamo concomitanti. Cercate bene nella vostra memoria, e ditemi: mentre stavate alla villa accadde qualche cosa che potesse dare a Rachele unidea men che buona di voi e della vostra condotta?
Mi alzai dalla sedia agitato. S, qualche cosa era avvenuta, ma di cos lieve momento che non potevo credere avesse influito tanto sullanimo di Rachele. Betteredge ha gi raccontato che un giorno un signore venne a cercarmi alla villa, per parlarmi di affari; ed ecco di che si trattava.
Una volta, trovandomi a Parigi, e a corto di denari come spesso allora mi accadeva, avevo commessa la sciocchezza di accettare un prestito dal padrone di un piccolo ristorante nel quale ero ben conosciuto, col patto che avrei dovuta restituire la somma entro un certo termine. Ma il termine pass, e io mi trovai, come accade spesso anche a molti galantuomini, nellimpossibilit di pagare, sicch dovei limitarmi a mandare al mio creditore una cambiale. Ma il mio nome, disgraziatamente, era apparso troppo spesso su simili documenti, e la cambiale non fu potuta scontare. Volle la disgrazia che in quel tempo il mio creditore cadesse in dissesto; e allora egli mand in Inghilterra un suo parente avvocato a cercarmi. Costui seppe che stavo alla villa di mia zia, e venne a farmi visita. Era un uomo di temperamento un po caldo; sicch, una parola tira laltra, ci bisticciammo seriamente. La zia e Rachele, disgraziatamente, erano nella stanza attigua e udirono tutto; e allora la zia entr e volle sapere di che si trattasse. Il francese mostr la cambiale, e disse che avevo contribuito a dissestare un disgraziato che aveva avuta fiducia nella mia onest. Mia zia mi conosceva abbastanza per vedere le cose da un punto di vista meno sfavorevole a me; tuttavia pag immediatamente la somma, e mi fece qualche affettuoso rimprovero per la mia leggerezza. Ora, sia che Rachele avesse udita la seconda parte di ci che disse il francese, sia che fosse la madre a parlargliene, sta il fatto che ella prese la cosa sotto un aspetto che vorrei definire romantico, e mi chiam senza cuore e uomo senza princip: in breve, poche frasi estremamente severe per un peccato che in s era lieve. Non riuscii a rappaciarmi con lei che il giorno seguente, e cio quando mi fu possibile di spiegarle come stesse esattamente la cosa.
Era questo lincidente del quale avevo fatto cenno al signor Bruff, al quale raccontai laccaduto per filo e per segno; ed egli, dopo avermi ascoltato attentamente, osserv:
S, potrebbe darsi che questo avesse avuta influenza nellanimo di Rachele disponendola male contro di voi.  qualche cosa, gi, ma non basta. Insomma, bisogna assolutamente parlare con lei. Per, come fare perch dica apertamente tutto ci che sa e che ha in cuore? Potreste suggerire voi qualche mezzo?
Sono deciso a parlare personalmente a Rachele, signor Bruff.
Voi! Proprio voi! E come, se... Sinterruppe, parve riflettere, poi continu. Ma forse non avete torto: a mali estremi estremi rimedi, e chi non risica non rosica. Infatti, se riusciste a parlare voi con Rachele, avreste nel giuoco una carta che a me manca.
Una carta a mio favore? replicai sorpreso. E quale?
Ebbene, figliuolo, vi dir una cosa che affido al vostro onore, spieg il signor Bruff: e per la prima volta in quel colloquio il volto gli si addolc in un sorriso. Del vostro onore mi fido, se non del vostro carattere troppo impulsivo... Insomma, ho ragione di credere che Rachele conservi; in qualche angoletto del cuore, una certa perversa debolezza per voi. Toccate questa corda, e vedrete se essa non  capace di fare sprizzare la verit dalle labbra di una donna come lacqua da una sorgente. Il problema principale, per,  sempre quello: come farete a vederla, se non vuole ricevervi?
La difficolt, infatti, era tanto grave da sembrare insormontabile; tuttavia, a furia di riflettere e di metterci della buona volont, il caro signor Bruff fin con lideare un certo piano. Dapprima tentenn molto, ma a poco a poco fin col convincersi che quella era lunica via possibile, e si decise. Oh, non fu facile vincere i suoi scrupoli, ve laccerto! Ma egli amava Rachele, e anche a me voleva bene; e il fine, spesso, giustifica i mezzi.
Si trattava, in poche parole, di questo: la signorina Bruff e le figlie avrebbero invitata Rachele a passare una giornata con loro, e io avrei dovuto cogliere loccasione per entrare in casa Bruff e vederla nel momento in cui lavrebbero lasciata sola a questo scopo.
Ringraziai lavvocato per la sua inestimabile cooperazione, e rimanemmo daccordo che allindomani avrei saputo qualche cosa.
Il giorno seguente, infatti, e confesso qui che mi parve essere quello il pi lungo della mia vita, egli venne da me mentre facevo colazione. Senza una parola, mi diede una grossa chiave; poi, mentre lo guardavo ansiosamente, disse:
Signor Franklin,  la prima volta in vita mia che mi vergogno di me stesso.
Verr? domandai per tutta risposta.
S, verr per lora del lunch, e rimarr tutto il pomeriggio.
E la signora e le signorine Bruff sanno?...
Necessariamente. Le donne, sapete, in queste faccende non vanno tanto per il sottile; sono io che ho dei rimorsi atroci!
Vi sono immensamente obbligato. E questa chiave, che cos?
La chiave del cancello posteriore del mio giardino. Trovatevi l alle tre del pomeriggio, entrate nel giardino, passate per la serra, attraversate il salottino col quale essa comunica e aprite la porta di fronte, che mena nella sala da noi chiamata della musica. L troverete Rachele, e... e sola.
Come ringraziarvi, signor Bruff?
Ve lo dir io, il come: non biasimandomi per ci che accadr.
E cos dicendo se ne and.
La mattina fu interminabile. Per ingannare il tempo lessi la mia corrispondenza, e fra le lettere ne trovai una di Betteredge, il quale minformava fra laltro che il dottor Jennings gli aveva domandato, al ritorno dalla stazione, chi io fossi. Saputolo, aveva detto che spesso il dottor Candy aveva manifestato il desiderio di parlarmi, per una sua speciale ragione; sicch egli, Jennings, desiderava di essere avvertito se io fossi ritornato a Frizinghall o nelle vicinanze della villa, per potermi condurre da lui.
In un altro momento quella notizia mi avrebbe incuriosito; ma nello stato in cui ero misi la lettera in tasca, e non ci pensai pi.
Non voglio tediare chi legger queste pagine con la descrizione della mia impazienza durante quelle ore eterne, che mi sembrarono davvero anni, n col riferire i dubbi, le incertezze che mi presero quando, alle tre precise, aprii il cancello posteriore del giardino di casa Bruff, e dopo avere attraversato la serra e il salottino mi trovai davanti alluscio della sala della musica. Udivo, attraverso i battenti chiusi, qualche tenue nota del pianoforte, cos come Rachele soleva fare quando era pensosa o rattristata, me ne ricordavo bene... Fui costretto ad aspettare un momento, tanto il cuore mi batteva. Il passato e il presente mi sorgevano insieme davanti, in quel momento, e il contrasto fra essi mi colpiva dolorosamente. Ma dopo che ebbi trascorso circa un minuto in quella dolorosa esitazione mi dissi che era tempo di agire. Cos raccolsi le mie forze, come si conviene ad un uomo, girai la maniglia delluscio, ed entrai.
...
4.
...
Nelludire aprirsi luscio Rachele si volse e si alz.
Per un momento rimanemmo a guardarci in silenzio, separati da tutta la lunghezza della sala. Ella parve a un certo punto fare uno sforzo per riprendersi, ma tutto ci che riusc a fare fu di continuare a guardarmi fissamente. Temetti di averle fatta una troppo brusca sorpresa, e dolcemente la chiamai:
Rachele!
Il suono delle mie parole parve richiamarla alla realt. Il viso, pallidissimo, le si color lentamente, ed ella fece qualche passo verso di me, ma senza dir parola. Si sarebbe detto che agisse sotto uninfluenza dispotica dalla quale la sua volont era dominata. Si avvicinava, si avvicinava... E in quel momento dimenticai il doloroso sospetto che gravava su di me, dimenticai tutto, il passato, il presente: non vedevo che la donna da me tanto amata la quale mi si avvicinava sempre pi. Ella tremava, ora. Rimasi per un po indeciso, poi non potei resistere oltre, e quando mi fu dappresso la presi fra le braccia e le tempestai la faccia di baci.
Ci fu un momento in cui mi parve che ella me li restituisse, quei baci; un momento in cui anchella pareva aver dimenticato. Ma improvvisamente si sciolse dal mio abbraccio con un grido di orrore, e con una forza alla quale non avrei potuto resistere anche se avessi voluto mi respinse.
Vigliacco! esclam poi ansando. Miserabile senza cuore!
Furono queste le sue prime parole: il pi atroce rimprovero che una donna possa fare a un uomo.
Mi ricordo che c stato un tempo, Rachele, risposi amaramente, in cui sapevate trovare parole ben diverse per dirmi che vi avevo offeso!
Quel rimprovero parve colpirla, giacch ella mi guard meno fieramente; poi rispose in un tono che non conoscevo in lei, un tono di cupa umilt che mi strinse il cuore:
 giusto; ma forse sono un po scusabile. Dopo ci che avete fatto vi pare dunque degno di un uomo venire qui da me e prendermi di sorpresa, come avete fatto voi?  leale, approfittare del mio sbalordimento per baciarmi, per farvi baciare? Ma questo  un modo di pensare da donna; e avrei dovuto saperlo che il vostro sarebbe stato diverso.
Quelle scuse erano anche meno sopportabili dellinsulto; e credo che luomo pi degradato lo avrebbe sentito.
Se non fosse che il mio onore  nelle vostre mani, risposi risentito, me ne andrei subito, e per non rivedervi mai pi. Avete accennato a ci che ho fatto: ma che ho fatto, dunque?
Come! Siete voi che fate a me, a me, una simile domanda?
Naturalmente.
Ah! Non sapete dunque che io ho tenuta segreta la vostra infamia, che ho sofferto le conseguenze di questa mia eccessiva delicatezza? Ed  questa la ricompensa, che voi mi facciate ora lingiuria di domandarmi che avete fatto? Ogni senso di gratitudine  dunque proprio morto in voi? Eravate un gentiluomo, una volta; eravate caro a mia madre, e, purtroppo ancora pi caro a me...
Ma qui la voce le trem. Ella si lasci cadere in una poltrona, e volgendo le spalle si copr il viso con le mani. Da parte mia aspettai qualche tempo prima di arrischiarmi a parlare di nuovo; ma dovevo pur raggiungere il mio scopo; e dissi:
Se non volete parlare voi, parler io.  necessario. Son venuto qui perch ho qualche cosa di molto grave da dirvi: volete ascoltarmi?  una cosa che non si nega ai peggiori colpevoli, questa.
Ella non si mosse, come se non avesse udito; n io mi avanzai di un passo verso la poltrona. Per, con una fierezza che non era inferiore alla sua, parlai; e dissi della mia scoperta alle Sabbie Tremanti e di tutto ci che avevo saputo. Per quanto mi sforzassi di riassumere, il racconto prese qualche tempo; e tuttavia ella non si mosse un istante dalla sua positura. Cominciavo a perdere il dominio di me stesso: ma la mia vita intera dipendeva da quel colloquio, e mi sforzai di rimaner calmo.
Ora ho una domanda da farvi, conclusi. Rosanna Spearman vi parl della veste da notte, e ve la mostr? S, o no?
Ed allora ella si alz di scatto, volgendosi verso di me; poi mi si avvicin, scrutandomi attentamente, e tutto ci che seppe dirmi fu:
Ma siete pazzo?
Mi rattenni ancora, e risposi tranquillamente:
Per favore, vorreste rispondere alla mia domanda?
In verit non vi capisco. Volete forse raggiungere qualche vostro scopo occulto, parlandomi cos? Si dice che la morte di vostro padre vi abbia fatto ricco:  forse per compensarmi della perdita del diamante che venite da me? Non vi  rimasto dunque neppure tanto cuore da farvi vergognare di un passo simile?
Stava per continuare, ma la interruppi bruscamente. Ormai mi ero rattenuto anche troppo; e proruppi, indignato:
Voi mi fate torto in un modo odioso! Mi sospettate di aver rubato il diamante: ora, ho il diritto di sapere, voglio sapere perch!
Sospettarvi! replic ella non meno indignata. Ebbene, sappiate, impudente, che vi ho visto coi miei occhi prendere il diamante!
Quelle terribili parole mi colpirono come un fulmine; e per quanto sapessi di essere innocente rimasi senza parole davanti alla mia fiera accusatrice, in modo che ella pot credere, come chiunque altro al suo posto avrebbe, creduto, che io fossi schiacciato da quella terribile testimonianza. Poi Rachele continu con un lieve tono di sprezzante piet nella voce:
Vi ho risparmiato allora, e vi avrei risparmiato anche adesso, se non mi aveste costretta a parlare. Addio. Si mosse verso luscio, come per andarsene, poi esit, si rattenne, e vedendo che me ne rimanevo tuttavia muto, come fulminato, riprese: Perch siete venuto qui a farvi umiliare? Perch siete venuto ad umiliare anche me? Ma per lamore di Dio, dite qualche cosa, dunque! Se vi  rimasta una scintilla di piet e di onore, parlate, non permettete che io mi abbassi cos! Parlate, inveite, scacciatemi; ma difendetevi!
Scosso da quella veemente invocazione, mi avvicinai a lei; ma ero sempre stordito, sconvolto. Avrei voluto parlare ragionevolmente, ma non potei. Le presi la mano, e tutto ci che riuscii a dire fu:
Rachele, una volta mi amavate!
Ella rabbrivid, ma non ritrasse la mano, che rimase tremante nella mia; poi replic debolmente:
Non parliamo di questo!...
Rachele, ripresi con un po pi di fermezza, lasciate che vi dica una cosa, e per assurda che possa sembrarvi non ve ne indignate: bisogna che dica la verit, cos come avete fatto voi. Mi avete detto di avermi visto prendere il diamante: ebbene, davanti a Dio che ci ascolta, sulla mia salute eterna, dichiaro che... che non so di aver fatto nulla di simile. Dubitate ancora?
Lasciatemi la mano, replic ella debolmente: e non disse altro; ma lasci cadere la testa sulla mia spalla, e invece di ritrarre la mano strinse la mia. In quel momento il mio amore parve traboccare di nuovo: ma mi rattenni, e continuai a parlare del terribile mistero che minacciava di travolgere il mio onore.
Avrei unaltra cosa da chiedervi, Rachele: desidererei cio che, mi diceste tutto ci che accadde in quella malaugurata notte, dal momento in cui ci salutammo a quello in cui mi vedeste prendere il diamante.
Ella rialz la testa e si sforz di liberare la mano.
Oh, perch ritornare su questo? Perch?
Ve lo dir io il perch, Rachele. Voi ed io siamo vittime di un mostruoso mistero, di un equivoco, di una menzogna che porta la maschera della verit. Forse, rivivendo quelle ore terribili, potremo comprendere. Aiutatemi, ve ne supplico!
Ella lasci ricadere la testa sulla mia spalla, poi grosse lacrime le scesero lentamente dalle guance.
E credete che anche io non mi sia attaccata a questa speranza? replic. Che non mi sia sforzata tante, tante volte di guardare le cose sotto laspetto dal quale le guardate voi?
Da sola, s; ma non con me. Insieme riusciremo, forse.
Quella mia insistenza parve far risorgere in lei una speranza morta da tempo. Ella rispose a tutte le mie domande non soltanto con docilit, ma con intelligenza, e con levidente desiderio di aiutarmi.
Cominciamo, dissi. Che faceste quando ci augurammo la buona notte? Andaste a letto?
S.
Che ora era? Lo notaste?
Saranno state le dodici, credo.
Vi addormentaste?
No; non potevo dormire.
Eravate inquieta?
Pensavo a voi.
Quella risposta mi turb profondamente; e qualche cosa nel tono pi che nelle parole mi and diritto al cuore. Dovei attendere qualche momento prima di riprendere:
Vi era luce in camera vostra?
No... Soltanto quando mi rialzai accesi di nuovo la candela.
Cio, quanto tempo dopo essere andata a letto?
Circa unora dopo, mi pare.
E che faceste allora?
Stavo per uscire, e avevo indossata la mia veste da camera. Volevo andare nel salottino a prendere un libro...
E apriste luscio?
S, ma non andai nel salottino.
Perch?
Avevo visto un chiarore, e uditi dei passi che si avvicinavano.
Vi spaventaste?
No... allora no. Sapevo che la povera mamma dormiva poco e male, e mi ricordai che quella sera si era sforzata di persuadermi ad affidare a lei il diamante. Mi parve che fosse eccessivamente preoccupata a questo riguardo; e quindi pensai che ella potesse venire a vedere se fossi ancora sveglia, per riparlarmi del diamante.
Che faceste, dunque?
Spensi la candela, in modo da farle credere che fossi a letto. Avevo la mia idea: e volevo che il diamante rimanesse l dove lavevo posto.
Dopo avere spenta la candela ritornaste a letto?
Non ne ebbi il tempo. Lavevo appena spenta che luscio del salottino si apr, e vidi...
Chi vedeste?
Vidi voi
Vestito come al solito?
No, in veste da notte, e con una candela in mano.
Solo?
Solo.
Poteste vedermi in faccia?
S.
Chiaramente?
Chiaramente. La luce della candela vi si rifletteva sul viso.
Avevo gli occhi aperti?
S.
Notaste nel mio sguardo qualche cosa di strano? Non so, come se fosse vuoto, inespressivo?
No. Avevate gli occhi lucenti... pi lucenti del solito, anzi. Vi guardaste attorno, come se comprendeste di trovarvi dove non avreste dovuto essere, e come se temeste di essere visto.
Osservaste qualcosa di insolito nella mia andatura?
Camminavate come sempre. Vi fermaste in mezzo alla stanza.
E voi, vedendomi, che faceste?
Che potevo fare? Ero, come pietrificata, non potevo parlare, non potevo gridare; non avevo neppure la forza di chiudere luscio.
Avrei potuto vedervi, stando dovero?
Certo; ma non guardaste mai dalla mia parte.  inutile che me lo domandiate: son certa che non mi vedeste.
E come ne siete certa?
Avreste preso il diamante, se mi aveste vista? Vi sareste comportato come vi comportaste dopo?... Oh, ma non mi fate parlare di questo! Desidero di rispondervi tranquillamente: aiutatemi a mantenermi calma. Parliamo daltro.
Aveva ragione, in tutto. Cos continuai:
Che feci, dopo essermi fermato in mezzo alla stanza?
Vi voltaste e andaste difilato allangolo presso la finestra, dove era il mobile indiano.
Quando vi fui dappresso dovevo avervi voltate le spalle. Come vedeste dunque ci che facevo?
Mi muovevo secondo vi muovevate voi.
E come? Mi vedevate anche le mani?
S. Cerano degli specchi nel salottino, e vi vedevo bene.
E che vedeste?
Metteste la candela sul mobile, poi apriste i cassetti luno dopo laltro, fino a che giungeste a quello nel quale avevo riposto il diamante. Metteste la mano dentro, e lo prendeste.
E come vi accorgeste che lo prendessi?
Vidi lo scintillio della gemma fra le vostre dita.
Richiusi il cassetto?
No. Avevate il diamante nella destra, e con la sinistra riprendeste la candela.
Mi guardai attorno, dopo?
No.
Uscii immediatamente dalla stanza?
No. Rimaneste per qualche tempo quasi immoto. Vedevo il vostro viso di profilo, nello specchio. Mi facevate limpressione di essere assorto in meditazioni non piacevoli.
Che accadde poi?
Vi riscuoteste improvvisamente e usciste senzaltro.
Richiusi luscio dietro di me?
No. Passaste rapidamente nel corridoio, e ve ne andaste lasciando luscio aperto. Poi la luce della vostra candela si affievol, scomparve, e io rimasi sola al buio.
E accadde nulla, da quel momento fino a che tutta la casa seppe che il diamante era scomparso?
Nulla.
Ne siete sicura? Non vi sarete poi addormentata?
Non chiusi occhio, quella notte; anzi non ritornai neppure a letto. E, vi ripeto, nulla accadde fino a che la mattina venne Penelope, come al solito.
Lasciai ricadere la mano di Rachele, e feci concitatamente qualche passo per la sala. Ella aveva risposto esaurientemente a tutte le domande che le avevo fatte, e nulla ne era scaturito che mi potesse scagionare. Una sola cosa appariva certa: ed era quella, orribile, che io avevo rubato il diamante.
Fu Rachele la prima a rompere il silenzio.
Ebbene? Mi avete fatte delle domande, e io vi ho risposto. Mi avete fatto sperare che potesse risultarne qualche cosa; che avete da dire, ora?
Il tono in cui ella parlava mi avvert che stavo perdendo di nuovo la momentanea influenza che avevo riacquistata su di lei. E fu allora che io commisi un errore fatale. Disperato come ero, e non sapendo in qual modo spiegare lorrendo mistero, perdetti la testa e... e volli rimproverare Rachele per avermi tenuta celata la verit.
Se aveste parlato prima, se mi aveste spiegato... cominciai; ma ella non mi lasci finire, e mand unesclamazione dira e di dolore.
Come! Se vi avessi spiegato, dite! Dio mio! Ma vi  dunque altruomo simile a questo, nel mondo intero? Come! Taccio per non disonorarlo, mentre il cuore mi si spezza, per salvarlo metto a repentaglio la mia stessa riputazione, ed ecco che  lui proprio lui, che me ne fa un rimprovero! E che avrei dovuto fare dunque, secondo voi? Dirvi senzaltro: Amore mio, tu sei un ladro! Leroe che amo e che onoro, al quale penso giorno e notte,  entrato di soppiatto nella mia stanza per derubarmi; ma non fa nulla...  questo che avrei dovuto dire, secondo voi? Miserabile! E non sapete che avrei preferito perdere cinquanta diamanti piuttosto che vedervi mentirmi cos come mi mentite ora?
Presi il capello, e, per piet di lei, s, posso dirlo sinceramente, per piet di lei, mi volsi e senza dire una parola andai verso luscio. Ma avevo appena toccata la maniglia che ella mi raggiunse e mi scost violentemente.
No! esclam ansando. Non ancora! A quanto pare, sono io che debbo giustificare la mia condotta a voi! Rimarrete, dunque, e ascolterete; a meno che non vogliate scendere ancora pi in basso, e usare la violenza contro di me per andarvene.
Mi sentivo strappare il cuore a udirla, a vederla cos. Con un cenno le feci comprendere che sarei rimasto: parlare mi era impossibile. Andai a sedermi, sempre in silenzio, e vidi che il rossore dellira dava luogo a poco a poco sul suo volto a un pallore mortale. Poi ella parve farsi forza, e parl tenendo gli occhi bassi, le mani strette insieme.
Quella notte non dormii... Se vi dicessi per quali ragioni non mi comprendereste... Non volli svegliare tutta la casa, come forse avrei dovuto fare; e del resto nonostante ci che avevo visto vi amavo tanto da ammettere persino limpossibile, tutto, tranne che voi aveste deliberatamente rubato. Pensai pensai, poi finii con lo scrivervi una lettera.
Non lho mai avuta.
Lo so. Aspettate e comprenderete. In quella lettera nulla vi scrivevo apertamente, e se essa fosse caduta in altre mani non vi avrebbe rovinato per tutta la vita. Vi dicevo in sostanza che sapevo essere voi indebitato, lincidente dellavvocato francese me lo dimostrava, e vi offrivo in prestito una grossa somma, fidando di poterla avere... E lavrei avuta, s, a qualunque costo! Avreste capito, perch accennavo anche alla scarsa delicatezza vostra nel cercare denaro. Feci anche di pi: combinai con Penelope il modo in cui ella avrebbe dovuto consegnarvi la lettera, cio quando nessuno vi avesse visti. Speravo cos che avreste colta loccasione facendo in modo da rimettere segretamente il diamante a suo posto nel cassetto.
Cercai di dire qualche cosa, ma ella alz la mano.
Oh, so ci che vorreste dirmi! Che non avete ricevuta quella lettera,  vero? Ebbene, lo so, vi dico; infatti, la lacerai.
Ma perch?
Per la migliore di tutte le ragioni: perch seppi che voi, proprio voi, avevate avuta limpudenza di chiedere lintervento della polizia, e pretendevate di dirigere o quanto meno di aiutare le indagini; perch aveste laudacia di farmi sapere che volevate parlarmi a proposito del furto, di quel furto che voi avevate commesso. Tanta ipocrisia, tanta falsit mi rivoltarono, e io preferii stracciare la lettera anzich essere obbligata a gettarvela in viso. Poi volli parlarvi, ve ne ricordate? E lo feci in modo da farvi intendere chiaramente che sapevo; e voi fingeste di meravigliarvi, e mi faceste quella vostra menzognera faccia innocente... Cos mi persuasi, una volta per sempre, che eravate ci che siete, e cio il pi vile e il pi miserabile uomo che mai abbia respirato.
Se aveste parlato allora, dissi amaramente, forse avrei potuto dimostrarvi che facevate torto a un innocente.
E insistete a dire che avrei dovuto parlare? Ma non comprendete dunque che se avessi parlato pubblicamente sareste stato disonorato per sempre? E del resto, vi sareste limitato a negare, cos come fate ora. Credete forse che allora vi avrei creduto? Ma che cosa  una menzogna per un uomo, quando egli pu abbassarsi sino a fare ci che vidi fare a voi? Vidi, capite? E volete che vi dica anche qualche cosa di pi? Ebbene, io non credo alla storiella della veste da notte e della lettera di Rosanna. Dopo essere fuggito via col vostro bottino ora ritornate con una nuova menzogna sulle labbra, e mi dite che vi ho fatto torto!
Se fossi rimasto un momento ancora non so a che cosa avrebbe potuto trascinarmi la disperazione: certo, a parole che poi avrei profondamente deplorate. Cos mi avviai nuovamente verso luscio. Ma anche questa volta ella mi afferr il braccio e mimped di passare.
Lasciatemi andare, Rachele, dissi sforzandomi di mantenermi calmo. Lasciatemi, sar meglio per voi e per me.
Ma ella era frenetica addirittura, e parve non avermi udito.
Oh, ma perch siete venuto qui? prosegu disperatamente. Perch? Temete che io vi denunci, ora? Siete ricco, potete sposare la donna che pi vi piacer: temete forse che io possa dire ad altri ci che ho detto soltanto a voi, per impedirvelo? No, no, non abbiate paura: non parler, non posso parlare, perch... perch io sono ancora pi vile, ancora pi miserabile di voi! Perch non posso strapparmi dal cuore il vostro ricordo, neppure ora! E potete contare sulla mia vergognosa debolezza... Oh, Dio mio! Mi disprezzo ancora pi di quanto disprezzi lui!
E scoppi in singhiozzi disperati. A mio malgrado le lacrime vennero agli occhi anche a me; e il mio stato danimo divenne cos doloroso, che non avrei potuto sopportarlo un minuto di pi.
Tempo verr in cui saprete che sono innocente! potei esclamare appena. E se questo non potr accadere, non mi rivedrete mai pi!
E cos dicendo aprii luscio e fuggii. Ella balz sulla soglia, mi segu nel salottino.
Franklin, Franklin! gridava disperatamente. Ti perdono, Franklin! Non ci rivedremo pi!... Dimmi che che tu mi perdoni.
Mi volsi verso di lei, ma non potei parlare. La vedevo confusamente attraverso un velo di lacrime. Feci un gesto con la mano, un gesto di addio, e fuggii.
...
5.
...
In quella stessa sera, a tarda ora, ebbi, una visita del signor Bruff. Cera un notevole mutamento nei suoi modi, ed egli pareva aver perduta la sua consueta presenza di spirito. Per la prima volta in vita sua mi strinse la mano in silenzio.
Vengo da Hampstead, disse poi;, e ho saputo che finalmente vi  stata rivelata la verit. Per, ve lo dico sinceramente, se avessi potuto prevedere quanto questo sarebbe costato avrei preferito lasciarvi nellignoranza.
Avete vista Rachele?
Lho riaccompagnata io a casa, perch da sola non sarebbe potuta andarvi, tanto era sconvolta. Mi  difficile ritenere voi responsabile di ci che  accaduto, visto che lincontro  avvenuto in casa mia e con la mia complicit; ma posso chiedervi, e in un certo senso pretendere, che queste penose scene non vi si ripetano. Rachele  giovane, ha ferma volont, e non dubito che si riprenda; ma posso esser certo che non cercherete di rivederla, salvo che col mio consenso?
Dopo ci che ella ha sofferto, e che ho sofferto anchio, potete contare sulla mia parola.
Benissimo! esclam il signor Bruff sollevato. Ora, vediamo come stanno le cose vostre. Rachele vi ha detta senza dubbio la verit, e se ella vi crede colpevole per la stessa testimonianza dei suoi occhi non c da biasimarla...
Io non la biasimo, interruppi. Vorrei soltanto che avesse parlato prima.
E perch avrebbe dovuto farlo? Non ve ne sarebbe venuto un danno maggiore? Daltra parte ella stessa mi ha detto stasera che non avrebbe creduto alle vostre proteste dinnocenza allora, cos come non vi crede adesso. Date retta a me, signor Franklin, lasciamo andare il passato, e vediamo invece se lavvenire non possa farci trovare il bandolo della matassa.
Mi pare che dimentichiate che tutta questa faccenda, per la parte che riguarda me, si riferisce proprio al passato.
Ascoltate, figliuolo. Si tratta dellOcchio di Luna,  vero? Ebbene, noi sappiamo che il diamante  stato messo in pegno presso quel Luker. Chi ha fatto questo? N voi n io lo sappiamo. Sappiamo per che verso la fine di giugno Luker sar costretto a ritirare la gemma dalla banca per restituirla al suo debitore. Ebbene, metteremo qualcuno precisamente alla banca, quando il tempo sar venuto, a sorvegliare, e cos sapremo chi sia stato colui che ha fatto loperazione. Da questo a giungere alla scoperta del ladro non c che un passo, mi pare.
Riconobbi, un po a malincuore, che aveva ragione; ma osservai:
Lidea  nuova per me, ed ingegnosa, a quanto mi pare. Ha per un solo difetto: quello di costringerci ad aspettare; e nella situazione nella quale mi trovo lattesa mi  insopportabile.
Capisco, capisco... Ma che vorreste fare?
Avevo pensato di ricorrere di nuovo al Sergente Cuff. So che si  ritirato, ma so anche dove trovarlo. Voglio provare.
Sia pure. Cuff, a quanto mi  stato detto, sinteress molto della sparizione del diamante, e non deve essere difficile riuscire a farvelo interessare di nuovo. Ad ogni modo vi avverto che quando il tempo sar venuto far il tentativo che vi ho detto.
Benissimo; sempre che io non riesca a renderlo superfluo.
Il signor Bruff sorrise, mi fece i suoi migliori auguri e se ne and.
La mattina seguente andai nella cittadina di Dorking, a cercare il Sergente allindirizzo datomi da Betteredge. Disgraziatamente la donna che mi ricev, e che debbo credere fosse la sua governante, mi disse che il signor Cuff era in Irlanda.
Per affari? domandai. Ma la donna sorrise.
Il signor Cuff non si occupa ora che di una sola cosa, signore, replic. Un giardiniere irlandese ha trovato non so che a proposito di rose, ed egli  andato a informarsi.
Sapete quando potr ritornare?
Con precisione no.
Lasciai il mio biglietto da visita, dopo avervi scritto a matita: Ho qualche cosa da dirvi a proposito dellOcchio di Luna. Appena sarete di ritorno favorite di avvertirmi. E me nandai.
Purtroppo non avevo nullaltro da fare che attendere; e attendere, in quella dolorosissima sospensione danimo, significava passare giornate interminabilmente lunghe, senza fare un passo verso la soluzione del problema che tanto mi stava a cuore. Riflettei a lungo sulla possibilit di un diversivo che mi aiutasse almeno a passare il tempo, e infine mi ritorn in mente la lettera ricevuta da Betteredge. Il dottor Jennings, dunque, gli aveva detto che il suo collega, il nostro buon dottor Candy, avrebbe desiderato di parlarmi: e allora, perch non sarei andato subito alla villa? Una vaga speranza mi pass anzi per la mente, che si trattasse cio della cosa che tanto mi stava a cuore; ma la scacciai, per cos dire, troppo sfiduciato per volere andare incontro a una nuova delusione. Ci per non mimped di prendere il primo treno della mattina seguente per Frizinghall.
Dopo avere avvertito Betteredge del mio arrivo, andai direttamente in casa del dottor Candy. Dopo ci che Betteredge mi aveva detto, mi aspettavo bens di trovare sul viso suo gi grassoccio e giocondo tracce della malattia sofferta, ma mai mi sarei aspettato un mutamento cos profondo. Il viso era avvizzito, gli occhi avevano uno sguardo vago e come atono, i capelli erano divenuti grigi, la persona curva e quasi cadente. Di mutato per non cera che la persona, giacch abiti, ambiente, tutto era gaio ed elegante come prima.
Ho spesso pensato a voi, signor Blake, mi disse il dottore dopo che ci fummo stretta la mano e che egli mi ebbe espresso il suo piacere nel vedermi. Se c qualche cosa che posso fare per voi, eccomi. Ai vostri comandi, ai vostri comandi.
Disse quelle frasi banali con una strana vivacit, e nello stesso tempo dissimulando male la curiosit che aveva di conoscere la ragione della mia visita. La cosa dapprima mi parve strana; ma ricordando ci che Betteredge mi aveva detto, e cio che il disgraziato aveva perduta la memoria, mi credetti in dovere di aiutarlo.
Mi avete fatto dire, per mezzo di Gabriele Betteredge...
Ma egli non mi lasci terminare, e il viso parve illuminarglisi, come se ricordasse improvvisamente.
Ecco, ecco, ecco! esclam. Infatti vi ho mandato a dire qualche cosa.
Che cio avreste voluto vedermi quando mi fossi trovato a venire qui di nuovo. Eccomi. Che volevate dirmi, dottore?
Gi, gi, eccovi qua, infatti. E Betteredge aveva ragione: avevo qualche cosa da dirvi. Gi, gi!
E tacque. Volli aiutarlo ancora.
 un pezzo che non ci vediamo, dottore. Lultima volta fu al compleanno di mia cugina Rachele...
Ci sono! esclam egli trionfalmente. S, il pranzo per la festa del compleanno...
Si alz vivamente e mi guard, come se volesse aggiungere qualche cosa di molto importante; ma a poco a poco lo sguardo perd la sua improvvisa vivacit, ed egli ricadde a sedere, con una cos evidente espressione dimbarazzo e di vergogna sul viso, che infine compresi chiaramente come egli, pur avendo perduta la memoria, si sforzasse di non fare apparire ad altri quella sua penosa infermit.
Era uno spettacolo pietoso. Ma oltre a questo naturale sentimento di commiserazione qualche altra cosa mi agitava in quel momento. Mi pareva evidente che ci che il dottore aveva da dirmi si riferisse a quel malaugurato giorno del compleanno, e la speranza che potesse trattarsi dellOcchio di Luna rinverd nel mio animo. A ogni costo, bisognava fare in modo che egli ricordasse.
 circa passato un anno, ormai, ripresi, da quella giornata cos piena di avvenimenti. Non avreste per caso, dottore, voi che dovete avere tante cose per la testa, segnato in qualche luogo, nel vostro taccuino, che so, o nel diario, se ne tenete uno, ci che volevate dirmi?
Non ho bisogno di prender nota delle cose di cui debbo ricordarmi, signor Blake, replic egli un po sostenuto. Non sono poi tanto vecchio da dover ricorrere a simili mezzi.
Ah, vorrei poter dire lo stesso anchio! sospirai, per blandire la sua innocente mania. Invece, ecco che spesso i ricordi mi diventano confusi. Prendete, per esempio, quel pranzo da Lady Verinder...
Gi, quel pranzo da Lady Verinder! ripet il dottore, il cui viso si illumin di nuovo. Volevo appunto dirvi qualche cosa a questo proposito... Un bellissimo pranzo, nevvero? soggiunse poi; e compresi che ancora una volta era incapace di ricordare.
Ero disperato; e non a torto, giacch tutti i miei tentativi per ricondurre il povero Candy allargomento che mi interessava tanto furono inutili. Finimmo cos col parlare del pi e del meno; e quando, dopo una mezzora, mi alzai per salutarlo e andarmene, avevo il cuore stretto da una nuova angoscia. Qualche cosa mi diceva che in quel cervello di malato vi era un ricordo che avrebbe potuto magari essere la chiave del mistero, ed ecco che dovevo riconoscere limpossibilit di procurarmela da lui.
Scesi nellatrio, e la domestica stava per aprirmi la porta, quando udii dietro di me una voce dirmi gentilmente:
Temo che abbiate trovato il dottore Candy molto mutato, signor Blake. Io sono il suo assistente, Jennings.
Mi volsi e mi trovai a faccia a faccia con luomo che avevo visto alla villa e poi alla stazione.
Infatti, risposi. Quanto a voi, signore, vi avevo gi visto, e sapevo il vostro nome.
Non mi decidevo ad andarmene: qualche cosa mi diceva che lassistente di Candy mi aveva aspettato nellatrio, ed ero curioso di sapere se avesse qualche cosa da dirmi. Daltra parte rimanere non potevo. Trovai perci un pretesto banale.
Ebbene, uscivate forse, signor Jennings? Potremmo fare un tratto insieme. Vado da mia zia, la signora Ablewhite.
Uscimmo. Dopo aver parlato dellinfermit che affliggeva il dottor Candy, e Jennings mi conferm che veramente egli se ne vergognava, non potei rattenermi dal parlare di ci che pi mi stava a cuore.
Vogliate scusarmi, signor Jennings; ma giacch siamo a parlar di questo, vi dir che il dottore pare abbia qualche cosa da dirmi, che disgraziatamente non  riuscito a ricordare.
Infatti, signor Blake; e so che la vostra era unimpresa disperata. Per vi sarebbe il modo di rintracciare i ricordi svaniti dalla mente del dottore, credo, senza ricorrere a lui.
Davvero! esclamai vivamente. Vi confesser che la cosa mi interessa enormemente. E sarei indiscreto se vi domandassi come potreste riuscire a questo?
Nessuna indiscrezione, signor Blake; soltanto, bisognerebbe che aveste la pazienza di ascoltarmi, giacch per spiegarvi bene la cosa debbo risalire alla malattia del dottore.
Non occorre dire che lo avrei ascoltato per ore, se fosse stato necessario; e glielo dissi. Allora Jennings cominci:
Quando rientr in casa da Villa Verinder, quella notte, il dottore era bagnato fino alle ossa. Trov una chiamata urgentissima da parte di un ammalato grave, e poich disgraziatamente ero anchio ad assistere un ammalato, vi and lui stesso, senza prendersi la pena di cambiarsi di vestito. Alla mattina, quando ritornai, trovai il domestico del dottore preoccupatissimo. Il padrone aveva una violenta febbre, con delirio. Andai subito a vederlo, e compresi che si trattava di un caso piuttosto grave. Egli parve non riconoscermi, e continu, nel suo delirio, a parlare in modo sconnesso. Potei capire chiaramente che egli aveva come un pensiero fisso che riguardava voi, signor Blake. Non mi tacciate di poca delicatezza se vi dico che, comprendendo trattarsi di una cosa che poteva interessare molto terze persone, e principalmente voi, ripeto, ritenni opportuno di segnare a matita sul mio taccuino le parole staccate e i brani di frasi che il dottore pronunciava. Se egli si fosse ristabilito, avrei lacerato tutto; se invece la malattia avesse avuto conseguenze mortali o di altro genere, come  purtroppo avvenuto, forse il mio lavoro non sarebbe stato inutile. Quante volte non  accaduto, comment poi egli malinconicamente, che segreti i quali avrebbero potuto salvare qualcuno siano stati sepolti con chi li custodiva!
Avete fatto benissimo, esclamai vivamente. E ve ne sono molto grato, dottor Jennings. Andiamo subito a leggere quei vostri appunti.
Il viso del mio compagno si oscur.
Ah, mi dispiace, ma questo  impossibile! replic risolutamente. Se la malattia del dottore lo avesse portato alla tomba, non dico: ma egli  vivente, e sebbene io sia moralmente certo che ci che egli intendeva di dirvi si riferisse appunto alle cose che io ho notate, non posso tradire un segreto sorpreso cos.
Ma perch me ne avete parlato, allora? proruppi, esasperato da quel nuovo ostacolo. E come volete che il dottore vi autorizzi, mettiamo, a dirmi tutto, se egli non ricorda, e se voi, come credo, non vorrete confessargli ci che avete fatto?
In un certo senso avete ragione, signor Blake, rispose egli umilmente. Per non dispero di far ricordare al dottore le circostanze alle quali egli accennava; e allora potr parlarvene egli stesso.
Rimasi per qualche tempo meditabondo, non potendo rassegnarmi ad attendere, soprattutto nellincertezza della riuscita. Poi ad un tratto presi una decisione, e dissi:
Ascoltatemi bene, signor Jennings. Linteresse che io ho in questa faccenda  gravissimo, e non dipende da sola curiosit. Ho la certezza di parlare a un gentiluomo, e non esito a farvi delle confidenze che son certo rimarranno sepolte in voi.
Egli assent gravemente; ed allora, il pi rapidamente possibile, gli raccontai tutta quella parte dellaffare del diamante che si riferiva a me, e specialmente della lettera di Rosanna e dellatteggiamento di Rachele. Egli mi ascolt attentissimamente, e quando ebbi finito osserv, scrollando il capo:
Stando cos le cose,  unaltra faccenda. Sono disposto ad aiutarvi per quanto  in mio potere, signor Blake, tanto pi che ho conosciute persone che forse sarebbero state salve se qualcuno le avesse messe sulla via che poteva condurre alla verit. E sospir. Ebbene, vi far vedere i miei appunti. Ma, sempre per aiutarvi, permettete che vi faccia qualche domanda: siete sicuro che la testimonianza della signorina sia esatta, nel senso che ella non abbia potuto commettere errore circa la persona che entr nel salottino?
Sicurissimo; sono anche certo di essere stato colui che entr. Debbo per soggiungere che dovetti farlo senza averne coscienza, altrimenti...
Un momento! esclam vivamente Jennings, afferrandomi il braccio. Ora mi par di comprendere!... Ditemi, signor Blake, avete mai preso oppio, voi?
Mai in vita mia. Ma...
Un momento, ve ne prego. E ricordate se in quel tempo, lanno scorso, aveste qualche disordine nervoso? Eravate, per esempio, irrequieto, irritabile? Dormivate male?
S, proprio come voi dite. Vi erano anzi delle notti in cui non riuscivo a chiudere occhio.
E la notte della festa dormiste bene, invece? Sforzatevi di ricordare...
Ricordo perfettamente: dormii come da tempo non mi accadeva. Debbo dirvi che quella irrequietezza e quel malessere li attribuivo al fatto di avere improvvisamente smesso di fumare.
Ecco un giorno memorabile, nella vita vostra e per riflesso anche nella mia, signor Blake! esclam Jennings gravemente. Non potete credere quanto sia lieto di potervi essere utile, ricordando... s, perch non confessarlo a voi? ricordando di essermi trovato in un caso pressa poco simile. Ebbene, posso dirvi che i punti rimasti per me tuttora oscuri nelle frasi del dottore ora mi si schiariscono. Dio sia benedetto, credo di potervi dare il modo di provare la vostra innocenza!
Ma spiegatevi, in nome del Cielo! Che volete dire?
In quel momento un uomo che veniva a passo affrettato verso di noi scorse Jennings e grid da lontano:
Venite, venite presto, dottore! Mia moglie...
Eccomi, eccomi, amico, rispose prontamente Jennings. E rivoltosi a me soggiunse:  un caso grave, signor Blake, lo so. Perdonatemi se vi lascio momentaneamente. Fra un paio dore potr rivedervi. Siete allalbergo, nevvero?
S, ma aspettare ancora!...
Abbiate pazienza, e pensate a quanto di bene pu derivare a voi da tutto questo. Arrivederci, signor Blake. Allalbergo.
E si allontan quasi di corsa.
...
6.
...
Quelle due ore dattesa furono quasi insopportabili. Andai vagando per la campagna, mi pareva di aver camminato per giornate intere! e un po prima che le due ore fossero trascorse ritornai allalbergo. Con mia grande gioia trovai Jennings che gi mi aspettava. Egli volle che ci sedessimo accanto a una tavola, e poi trasse di tasca un piccolo rotolo.
 Sono andato a prendere i miei appunti, disse. Ora li consulteremo insieme, e cercheremo di chiarire la faccenda.
Cos dicendo apr il rotolo. Erano due fogli piuttosto grandi, in uno dei quali erano scritte parole ad intervalli, nellaltro frasi a inchiostro rosso e nero, alternatamente. Esasperato comero dalla curiosit e dallimpazienza, non ebbi la calma necessaria per esaminarli bene.
Ma abbiate piet di me, signor Jennings! esclamai. Ditemi che cosa posso sperare, prima che io legga tutto questo!
Volentieri, acconsent egli gentilmente. Per dovrei farvi qualche altra domanda.
Domandatemi tutto ci che volete, ma fate presto.
Egli mi guard sorridendo, con unespressione di simpatia negli occhi.
Vi comprendo benissimo, signor Blake. Dunque, vediamo. Mi avete detto che mai avete preso oppio, che voi sappiate.
Difatti.
Comprenderete subito perch vi ho detto che voi sappiate. In quel tempo, dunque, eravate irritabile, irrequieto, soffrivate dinsonnia; e invece, nella notte della festa, dormiste profondamente. Dico bene?
Benissimo. Ma continuate.
Continuo. Il vostro nervosismo dipendeva, secondo voi, dal fatto che avevate smesso di fumare. Smetteste improvvisamente?
Da un minuto allaltro.
Di solito fumavate, nevvero?
Potrei dire che da ragazzo ho sempre fumato. Fu Betteredge che attribu il mio nervosismo alla mancanza di fumo.
E Betteredge aveva ragione. Un uomo abituato da tempo a fumare deve avere una non comune costituzione per smettere da un momento allaltro senza che il suo sistema nervoso ne soffra temporaneamente. Ed ora passiamo ad altro. Vi ricordate se per caso quella sera, o prima, aveste qualche discussione col dottor Candy su cose della sua professione?
Riflettei un momento, poi mi ricordai. S, cera stata una certa disputa fra il dottore e me, a proposito della saldezza dei miei nervi, una disputa finita poi per lintervento di mia zia. Mi pareva una cosa trascurabile, e tuttavia la raccontai a Jennings.
Ecco unaltra circostanza importante, comment egli, con mia meraviglia. Ditemi ancora, signor Blake, avevate alcuna ragione speciale, quel giorno, per pensare al diamante? In altri termini, cera qualche cosa che vi preoccupasse a quel proposito?
Avevo infatti gravi ragioni per essere angustiato a causa di quella malaugurata gemma. Sapevo che cera chi si era proposto di averla ad ogni costo, e temevo per mia cugina.
Si parl del diamante, a tavola?
S, e anche dopo, quando tra mia zia e mia cugina si discusse del modo migliore per custodirlo quella notte.
Jennings prese le carte e me le porse.
Ebbene, signor Blake, leggete, ora; e forse, avendo presenti le mie domande e le vostre risposte, saprete due cose che vi sbalordiranno: la prima, che entraste nel salottino della signorina Verinder e prendeste il diamante in uno stato dincoscenza prodotta dalloppio, la seconda che quelloppio vi fu somministrato dal dottor Candy a vostra insaputa, come pratica confutazione delle opinioni che gli avevate espresse.
Presi le carte intontito. E Jennings concluse:
Vogliate perdonare al povero dottore.  stato causa di terribili equivoci, ma lha fatto innocentemente. Vedrete che, se non fosse stato per limprovvisa malattia, la mattina seguente egli sarebbe venuto a confessarvi il tiro fattovi.
Scorsi impazientemente gli appunti, un po dolente, lo confesso, che il responsabile fosse ormai al coperto dal mio giusto risentimento. Non riporter qui il foglio in cui erano scritte frasi e parole staccate, ma soltanto laltro, il quale, a quanto seppi, conteneva le stesse parole e le stesse frasi, ma abilmente completate da Jennings, in modo da farne un tutto intelligibile e coerente. Sottolineo le aggiunte da lui fatte perch la cosa riesca cos pi chiara e precisa.
...Il signor Franklin Blake  un giovanotto intelligente e di carattere piacevole, ma ha bisogno dimparare quando parla di medicina. Mi ha confessato che soffre dinsonnia, e io gli ho detto che non ha i nervi a posto, e che dovrebbe prendere qualche farmaco. Mi ha replicato che il prendere farmachi e il brancolare nel buio sono la stessa cosa; e questo in presenza di tutti, a tavola. Ho ribattuto che  lui che brancola in cerca di sonno, e che questo sonno soltanto un farmaco glielo pu dare. Egli mi ha rimbeccato alludendo ai ciechi che guidano gli altri ciechi. Ebbene, io gli potevo dare una notte di sonno nonostante il suo nervosismo: daltra parte egli ne ha realmente bisogno. La piccola farmacia di Lady Verinder  a mia disposizione; gli ho somministrato venticinque gocce di laudano senza che egli se ne accorgesse. Poi andr da lui e gli domander: Ebbene, signor Blake, vi sentite di prendere qualche cosa per dormire? Ed egli mi risponder: Grazie, ma anche senza medicina ho passata unottima notte. E allora, gi la verit. Ma avete presa una buona dose di laudano, caro signore, prima di andare a letto! Ebbene, che ne dite, ora?
Nel turbinio di pensieri che quella lettura aveva sollevato nella mia mente non potei fare a meno di ammirare lingegnosit del mio nuovo amico; e glielo dissi, mentre gli rendevo i fogli. Ma egli minterruppe modestamente fin dalle prime parole, e mi domand se fossi persuaso che le cose erano andate come egli aveva supposto.
Ignoro completamente linfluenza del laudano, e non potrei avere unopinione mia personale, risposi. Mi pare per che abbiate perfettamente ragione. E voi siete un competente.
Benissimo. Ora per viene un altro quesito: voi ed io siamo convinti del brutto tiro fattovi del dottore, ma come convincere gli altri?
Diamine! replicai, accennando ai due fogli. Ma egli scosse la testa.
Inutile, inutilissimo, signor Blake, al punto in cui sono adesso le cose; e per tre chiare ragioni. La prima che questi appunti sono stati presi in circostanze eccezionali che possono apparire inverosimili; la seconda, che la mia  una spiegazione scientifica, ma non tale da essere creduta ad occhi chiusi; la terza, infine, che a garantire lautenticit delle parole del dottore non ci sono che io, senza contare che si direbbe che ho male interpretato il vaniloquio di un ammalato in delirio. C un altro mezzo, invece: ed  quello... di ripetere la prova.
Davvero! E in che modo?
Ditemi, siete disposto ad assoggettarvi a un esperimento che per lo meno potrei definire non comune?
Son pronto a tutto, pur di dimostrare la mia innocenza.
Vi fareste guidare assolutamente da me? Ma badate che forse rischiate di cadere in ridicolo presso gli sciocchi, o di aver delle rimostranze da parte di amici la cui opinione vi  cara...
Ditemi che debbo fare, interruppi impazientemente, e lo far, avvenga che pu.
Ebbene, signor Blake, eccovi la mia idea. Ruberete il diamante, per la seconda volta, incoscientemente, e in presenza di testimoni insospettabili. Questo vi meraviglia? continu egli vedendo che mi ero alzato di scatto. Eppure  ci che si deve e si pu fare. Ricomponetevi, sedete, e vi spiegher meglio. Voi avete ripreso a fumare, nevvero?
S, da... da quando partii pel continente.
Fumate pi di prima, o meno?
Pi.
Vorreste smettere di nuovo, improvvisamente? Diciamo, da oggi stesso?
Anche da questo momento.
Ebbene, se come laltra volta voi soffrirete di disturbi nervosi e dinsonnia, avremo fatto un primo passo, e importante; cio vi avremo messo nelle stesse condizioni in cui eravate la sera della festa. Date le stesse cause, dovremmo avere logicamente gli stessi effetti. Cercherete poi di pensare continuamente al diamante. Insomma, ripeteremo lesperimento nelle medesime condizioni. Ecco la mia proposta, che non  fatta a cuor leggero. Potrei citarvi molti casi, alcuni dei quali riferiti da illustrazioni della scienza medica, che appoggerebbero la teoria in base alla quale vi propongo di tentare lesperimento: ma non intendo di farvi una conferenza su certe peculiarit delle funzioni cerebrali. Comunque, mi limito a citarvi qualche caso...
Ed effettivamente egli mi rifer dei fatti che avrebbero rafforzata la mia decisione, se questa non fosse gi stata incrollabile. Quando ebbe finito osservai:
Tutto ci che avete detto  chiarissimo, e sono convinto pi che mai. Una sola cosa per non riesco a comprendere: avevo creduto fino ad ora che leffetto delloppio sotto la forma di laudano fosse quello di dare come uno stato di stupore, di far dormire anche; mentre io invece avrei agito, mi sarei alzato, sarei andato attorno come un sonnambulo...
 questo lerrore di molti circa loppio, signor Blake; vedete, io stesso che vi parlo cerco in questo momento di mettere al vostro servizio tutta la mia capacit intellettuale, tutto il mio cervello, sferzato per da una buona dose di laudano, superiore a quella che il dottor Condy vi somministr.  una mia abitudine, da quando... da quando ebbi delle disgrazie. Potrei farvi leggere dei trattati...
Non occorre, signor Jennings: sono convinto, arciconvinto. Ma vorrei domandarvi unaltra cosa. Dunque, io presi il diamante e uscii dal salottino. Ma che feci dopo? E soprattutto, che ne feci, del diamante? E come accade che fu un altro, a meno che non andassi io stesso dal signor Luker in un nuovo momento dincoscienza, il che  inammissibile, ad andarlo a mettere in pegno a Londra?
Stavo per venire proprio a questo. Se lesperimento che vi propongo potr farsi nelle identiche circostanze di luogo, di tempo e cos via, potremo assistere a una ripetizione di tutto ci che faceste quella notte; e potremo scoprire forse dove il diamante sia andato a finire. Dopo, sar pi facile cercare chi pu averlo preso. Ora, ci che c da fare  questo: ottenere dalla signorina Verinder il permesso di compiere lesperimento nella villa. Anzi fin da ora dovreste andare a dormire nella stessa camera che occupavate in quei giorni.
E chi glielo domander questo permesso? domandai.
Non potreste farlo voi dunque?
Neppure per sogno. Dopo ci che  accaduto fra noi a proposito del diamante non  il caso n che le scriva n che vada da lei.
Jennings riflett un momento, poi riprese:
Volete permettermi una domanda un po delicata?
Fate pure, risposi, dopo una certa esitazione.
Mi sbaglio supponendo che vi interessavate in modo... non esclusivamente amichevole, diciamo, della signorina?
 proprio cos.
Eravate corrisposto?
S.
E credete che la signorina sarebbe lieta di sapere per prova irrefutabile che siete innocente?
Ne sono certo.
In questo caso, scriver io alla signorina Verinder, se me lo vorrete permettere; e le dir tutto ci che abbiamo detto e fatto oggi.
Non occorre dire che accettai premurosamente quella profferta. Poi ci separammo, stabilendo che ci saremmo riveduti al pi presto per i definitivi accordi. Ringraziai il provvidenziale amico di tutto quanto avrebbe fatto per me, e quelluomo bizzarro mi rispose, stringendomi calorosamente la mano:
Ricordatevi, signor Blake, che se posso rendere a qualcuno anche un lieve servizio ne ho per ricompensa uno dei pochi raggi di sole che illuminano la mia tempestosa vita.
Evidentemente egli aveva nel suo passato un triste segreto; ma non mi attentai a domandargliene, n esso, del resto, pu interessare questa narrazione.
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QUARTO RACCONTO. 
Estratto dal giornale del dottor Ezra Jennings.
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15 giugno 1849. Ho finito di scrivere la lettera, alla signorina Verinder. Mi  riuscita pi lunga di quanto credessi. Le ho riferito tutto e lho lasciata libera di decidere.
16 giugno. Ho visto il signor Blake, il quale, come egli stesso mi ha confermato,  irrequieto e nervoso. Dorme male e poco, esattamente come in quei giorni. Ci affretteremo il pi possibile.
17 giugno. Il dottor Candy va a stare per una quindicina di giorni con un suo amico, nel mezzogiorno dellInghilterra. Sono lieto di questo: saremo pi liberi per la grande prova.
Ho ricevuta la risposta della signorina Verinder. Una lettera piena di dolcezza, dalla quale si comprende lelevatezza danimo di colei che lha scritta. Ella mi dice che le notizie da me datele lhanno persuasa dellinnocenza del signor Blake, sicch per lei non occorrerebbe la minima prova; per acconsente, per il pubblico. Si duole amaramente di non aver avuto bastevole fiducia nel signor Blake; ma desidera che io non gli mostri la lettera, e che gli dica soltanto che la signorina Verinder ha acconsentito.  evidente che ella lo ha sempre amato, anche quando lo credeva colpevole.
Inoltre ella mi chiede di potere assistere personalmente, non soltanto allesperimento, ma anche a tutto ci che dovr farsi per rimettere le stanze della villa esattamente nello stato in cui erano in quei tristi giorni. Vedr se sar possibile di accontentarla.
Ho riferito al signor Blake ci che mi era permesso di dirgli della lettera della signorina. Egli mi ha replicato, non senza amarezza, che comprendeva la mia delicatezza nel non volergliela far leggere.
18 giugno. Credo di aver trovato il modo di accontentare la signorina Verinder, almeno per la parte pi importante. Ella potr partire da Londra in tempo per giungere qui dopo il tramonto, nel giorno in cui faremo lesperimento, giacch a quellora il signor Blake per mio ordine dovr rimanere in camera sua. Quanto al ripristinare le cose nella villa, se ne occuper Betteredge, per quanto egli si mostri stranamente restio ad aiutarci in questa faccenda. Forse per lui si tratta di ubbie, se non di peggio; ma son sicuro che non sar lultimo a rallegrarsi del risultato.
Il signor Blake  poi venuto a farmi leggere una lettera dellavvocato Bruff, al quale egli aveva scritto a proposito dellesperimento. Il signor Bruff disapprova, e in termini molto espliciti. Ha laria di credere che si tratti di una ciarlataneria, e dice che, avendo riferito il caso a un eminente medico, questi per tutta risposta si  stretto nelle spalle sorridendo. Tutto sommato, egli protesta contro questa falsa speranza che si darebbe ai due innamorati, se cos posso dire, e teme le conseguenze di una delusione.
19 giugno. Altre difficolt e altre proteste. Le difficolt vengono da Betteredge, il quale dice, molto energicamente, che ha vissuto abbastanza per non credere a certe sciocchezze. Tuttavia, soggiunge, poich il suo dovere  quello di ubbidire, ubbidir; ma vuole che io gli dica per filo e per segno ci che deve fare nella villa. Ci vuol pazienza: ma io non posso cedere.
Altre proteste, poi, vengono dalla tutrice della signorina Verinder, la signora Merridew, la quale si oppone a che la pupilla venga sola fra tanti uomini, nella villa, e mi prega di riconsiderare la cosa per vedere se non si possa fare a meno dellesperimento, visto che la signorina non si piega alla volont di chicchessia. Rispondo suggerendole che venga anche lei; cos la signorina non sar sola fra tanti uomini!
Il signor Blake  sempre pi nervoso e irrequieto. Bene.
20 giugno. Il signor Blake ha avuta una notte insonne. Bisogner affrettare i preparativi.
Egli ha ricevuta una lettera con la quale il sergente Cuff lo informa di essere ritornato dallIrlanda, e lo prega di spiegargli su quali nuove circostanze del mistero del diamante desidererebbe avere la sua opinione. Ho consigliato al mio cliente, chiamiamolo cos, di raccontargli tutto.
22 giugno. Ieri sera sono stato troppo male per poter scrivere; e daltra parte non avevo nulla dimportante da ricordare.
Il signor Blake pass la notte dal 20 al 21 in grave disordine; nervoso. La notte scorsa, invece, ha dormito un po ed  stato meglio.
23 giugno. Il signor Blake ha avuta di nuovo una cattiva notte. Mi ha raccontato che ieri a sera il suo bisogno di fumare era cos tormentoso, che temendo di cedere alla tentazione chiuse larmadietto nel quale ha le scatole dei sigari e gett la chiave dalla finestra. Ebbene, stamattina il cameriere glie lha riportata! Laveva vista luccicare nel fondo di una cisterna prosciugata e laveva ripresa. Quando si dice il destino!
24 giugno. Abbiamo deciso, il signor Blake ed io: domani sar il gran giorno.
25 giugno, ore 5 pomeridiane. Siamo alla villa, e approfitto di qualche momento in cui non ho da fare per scrivere questi appunti, che forse mi saranno scientificamente preziosi.
Il signor Blake  in uno stato di ipersensibilit che mi impressionerebbe se non sapessi come stanno le cose. Sar questione di poche ore soltanto, del resto. Tutto va bene.
Il signor Bruff ha scritto di nuovo. Verr anche lui alla gran prova, ma non senza protestare. La signorina Verinder arriver stasera con la signora Merridew.
Ore 7 Pomeridiane. Tutto  pronto. Ora andremo a pranzo, esattamente alla stessa ora nella quale si tenne il pranzo pel compleanno della signorina; e avremo anche le stesse pietanze. Il mio scopo  chiaro: il laudano deve agire sullo stesso processo digestivo.
Ore 10 pomeridiane. I testimoni, o gli amici (come dire?) sono giunti. Al loro arrivo alla villa il signor Blake, indotto da me, era andato nella sua camera, dalla quale uscir quando lo vorr io.
Lavvocato Bruff mi ha guardato con evidente espressione di sfiducia. La signorina Verinder, invece, nel vedermi si  fermata di botto, come esitante; ma poi si  ripresa subito, ha lievemente arrossito, e stendendomi la mano mi ha detto:
Ma io non posso trattarvi da estraneo, dottore! Se sapeste quanto mi ha reso felice la vostra lettera!
 una creatura deliziosa. Poi mi ha domandato:
E dov adesso? Naturalmente intendeva di parlare del signor Blake. Che fa? Ha chiesto di me? Ha parlato di me? Che effetto gli fa lo stare qui, dopo quei terribili giorni? Quando gli darete il laudano? Posso vedere quando lo verserete nella caraffa del cognac? Oh, se poteste immaginare quale  il mio interessamento, dottore, e quanto io sia impaziente!
Non lo immagino, lo so, signorina, ho risposto.
Ed ella ha avuto un sorriso radioso: poi ha ripreso:
Mi avete sollevata da una indicibile miseria, mi avete data una nuova vita; come potrei essere cos ingrata da celarvi qualche cosa? S, amo Franklin, lho amato sempre, anche quando lo accusavo a torto, anche quando gli dicevo le cose pi aspre e pi crudeli. C in questo qualche scusa per me? E domani, quando egli sapr che sono qui, credete che...
Domani, dissi, vedendo che si interrompeva, non dovrete fare altro che dirgli ci che mi avete detto ora.
Il bel viso le si  illuminato; Ma non abbiamo potuto dire altro perch  venuto Betteredge col t.
Dopo di ci sono stato presentato alla signora Merridew, la quale mi ha fatto qualche gentile rimostranza, e soprattutto si  dimostrata preoccupata che non accada qualche esplosione. Infatti, ha soggiunto, tutti gli esperimenti scientifici ai quali ho assistito son finiti sempre con unesplosione. Lho rassicurata del mio meglio, ma ella non si  mostrata troppo convinta, e ha finito col dire che preferiva andarsene a letto.
Ho visto anche il signor Blake, il quale  impaziente. Lho calmato alla meglio...
Ma vedo che a momenti sono le undici; e debbo mettere da parte questi fogli.
Ore 2 antimeridiane. Lesperimento  stato fatto.
Verso le undici, quando cio ho smesso di scrivere, sono andato a trovare lavvocato Bruff e gli ho detto di prepararsi ad assistere, in qualit di testimonio, a ci che sarebbe avvenuto, e anche a controllare la quantit di laudano che stavo per dare al signor Blake. Egli  apparso un po contrariato, ma ha finito col cedere. Scommetterei che ne aveva una gran voglia. Insieme siamo poi andati dal signor Blake, davanti al quale egli non ha fatto mistero della sua apparente incredulit.
Ma davvero non vi interessa ci che sta per accadere? ha detto vivamente il signor Blake. Ebbene, signor Bruff, voi non avete pi immaginazione di quel che ne abbia una mucca!
La mucca  un animale utilissimo, signor Blake, ha risposto tranquillamente lavvocato; ed  uscito con me.
Nel suo salottino, la signorina Verinder, pallida e agitata, passeggiava irrequieta. In un angolo era Betteredge, come a guardia della bottiglietta di laudano. Il signor Bruff si  messo silenziosamente a sedere, leggendo, o fingendo di leggere, alcune riviste legali prese nella biblioteca. Subito la signorina si  rivolta a me, angosciata.
Come sta, ora, signor Jennings?  nervoso?  irritato? Credete che riusciremo? E siete sicuro che non gli far male?
Sicurissimo, siate tranquilla, signorina. Ecco, aiutatemi voi stessa a contare le gocce.
Un momento! Sono le undici passate, ora. Quanto tempo ci vorr perch il laudano agisca?
Non  facile dirlo. Unora, forse.
Bisogner che la stanza sia al buio, come allora, nevvero?
Certo.
Ed io aspetter nella mia camera... come allora...
Abbiamo distolto per un momento il signor Bruff dalla sua lettura, e tutti e quattro insieme abbiamo contate le gocce: Venticinque. La signorina ha voluto aggiungere lei lacqua, dicendo che voleva metter mano alla preparazione. Allora ho tratto di tasca un pezzo di cristallo le cui dimensioni, a quanto mi era stato detto, erano pressa poco eguali a quelle dellOcchio di Luna, e ho soggiunto: Ebbene, mettete mano anche al resto: collocate questo pezzo di vetro esattamente dovera il diamante.
Quando tutto  stato pronto lho avvertita di badare bene a spegnere la candela in tempo, poi, seguito dal signor Bruff e da Betteredge, sono andato dal signor Blake a dargli la bevanda preparata. Dopo di che egli si  messo a letto. Noi tre ci siamo seduti, e il tempo  incominciato a passare, con una lentezza esasperante...
Il signor Bruff leggeva sempre; ma era ormai evidente che la rivista non occupava che una minima parte dei suoi pensieri. Quanto a Betteredge, ha dimenticato a un certo punto la sua dignit, ha dimenticato che secondo lui in quel momento stavo per fare un brutto tiro al signor Franklin, e mi ha susurrato, con voce agitata:
Per amor di Dio, dottore, diteci quando comincer!
Non prima di mezzanotte, ho risposto. Tacete e non fate alcun movimento.
Il signor Franklin, intanto, si muoveva sempre irrequieto nel letto. Per distrarlo ho cominciato a parlare del diamante e delle trame che si facevano intorno ad esso. Egli mi ha ascoltato dapprima attentamente, poi sbadigliando di tanto in tanto; e alla fine, senza sforzarsi di resistere al sonno che lo vinceva, si  addormentato.
Dieci minuti son passati senza che accadesse nulla. Io ero curvo sul dormiente, il cui respiro era tranquillo e regolare. A un certo punto, volgendomi improvvisamente, ho visto la Legge, rappresentata dal signor Bruff, protendersi ansiosamente verso il dormiente, mentre la Dignit, nella persona di Betteredge, obliosa di ogni distinzione sociale, allungava la testa sulla spalla del compagno. Vistisi colti in fallo, essi hanno indietreggiato confusi, come scolaretti.
Ho fatto loro segno di togliersi le scarpe, e me le son tolte anchio. Era infatti necessario che, dovendo seguire il signor Blake, potessimo farlo senza il minimo rumore.
Improvvisamente il signor Franklin si  scosso, si  raddrizzato a mezzo e ha scostate da s le coperte; poi ha messo un piede sul pavimento. Borbottava qualche cosa. Tendendo lorecchio, ho potuto udire queste parole: Avrei fatto meglio a lasciarlo alla banca; sarebbe stato pi sicuro...
Il cuore mi batteva forte. Come in quella notte, il pensiero del diamante dominava nel cervello del dormiente. Poi egli si  alzato pian piano. Le pupille apparivano contratte, il viso preoccupato.  rimasto un momento come a riflettere, poi ha presa la candela e si  avviato verso luscio.
Labbiamo seguito, nel massimo silenzio. Nello scendere le scale egli ha parlato ancora.
E quel cassetto non  nemmeno chiuso!... Gli indiani possono essere nascosti in casa... Che so io? Potrebbe accadere qualche cosa... Gli indiani...
Lo abbiamo seguito gi per le scale, lungo il corridoio, nella sala. Procedeva sicuro, senza mai volgersi indietro. Infine ha salito unaltra scalinata, ha attraversato un altro corridoio, ed  giunto al salottino della signorina Verinder.  entrato risolutamente, poi si  fermato in mezzo alla stanza, guardandosi attorno. Noi eravamo rimasti dietro luscio semiaperto. Dal nostro posto potevamo vedere luscio della camera della signorina, socchiuso. La nobile creatura aveva spenta la candela, come aveva promesso; in verit, ella si dominava magnificamente.
Dopo essere rimasto per un momento irresoluto, il signor Blake si  avvicinato al mobile indiano, e vi ha appoggiata sopra la candela; poi ha aperto e richiuso, luno dopo laltro, i cassetti, finch  giunto a quello nel quale era il falso diamante. Si  curvato un momento a guardare, poi ha presa la pietra e lha tenuta nella destra, mentre con la sinistra riprendeva a candela.
Fino a quel momento aveva ripetuti esattamente i gesti fatti nella precedente occasione; e noi aspettavamo pi ansiosi che mai, attendendo il seguito delle sue azioni. Ma ecco che egli ha fatta qualche cosa di diverso dellaltra volta; e cio  andato fin verso un sof che  in un angolo e vi si  gettato a sedere. Ne vedevo bene gli occhi: il fittizio splendore che li aveva animati svan, e lo sguardo divenne vago e incerto. Ha sospirato, si  passata la mano sulla fronte, poi ha lasciato cadere dalla mano il falso diamante, il quale  andato a ruzzolare presso luscio, rimanendo per ben visibile. Egli non ha fatto alcuno sforzo per andarlo a raccogliere. Ha sospirato ancora, poi ha lasciata cadere la testa sul petto. Ha tentato di rialzarsi,  ricaduto a sedere, semisdraiato, questa volta, appoggiando la testa sui cuscini. Era luna e venticinque minuti. E prima che avessi potuto rimettere in tasca lorologio al quale avevo guardata lora, il signor Blake dormiva.
Era finita. Linfluenza sedativa del laudano lo aveva vinto. Lesperimento era compiuto.
Sono entrato nel salottino, dicendo al signor Bruff e a Betteredge che potevano entrare anchessi. Ormai nulla avrebbe svegliato il dormiente. Mi sono avvicinato, gli ho toccato il polso: era regolare, come il respiro.
Ed ora che facciamo? ho domandato. Dormir per sei o sette ore almeno, e non possiamo lasciarlo qui.
Prima che i miei compagni potessero rispondere, mi sono udito chiamare dolcemente dalla signorina Verinder. Ella era presso luscio della sua camera, e aveva in mano uno scialle e una coperta leggera presa dal suo letto.
Avete intenzione di vegliarlo? mi ha domandato.
S. Non sono assolutamente certo della durata dellazione del laudano e non vorrei lasciarlo solo. Penso dove possiamo trasportarlo...
Ma perch lo disturbereste? Aggiustatelo alla meglio su sof, e cos dicendo mi ha dato lo scialle e la coperta. Io me ne star nella mia camera, e voi potrete rimanere con lui.
Era infatti la via pi semplice e pi sicura da seguire, quella e anche il signor Bruff e Betteredge lhanno approvata. Cinque minuti dopo il signor Blake dormiva sempre pi profondamente sul suo letto improvvisato. La signorina ci ha augurata la buona notte e si  ritirata.
I miei due compagni, prima di ritirarsi a loro volta, hanno voluto stringermi la mano... Evidentemente lesperimento che non volevano  apparso conclusivo anche ad essi. Peccato che non abbiamo potuto veder riprodursi interamente la scena! Avremmo saputo dove fu messo il diamante...
26 giugno, ore 8 antimeridiane. Il signor Blake comincia a muoversi, per la prima volta da stanotte. La signorina  inginocchiata accanto al sof, e si  situata in modo che quando egli aprir gli occhi per prima cosa vedr lei,
Debbo lasciarli soli? S, s...
Ore undici antimeridiane. La villa  tornata a vuotarsi. Son tutti ripartiti per Londra col treno delle dieci. Io mi risveglio alla tristezza della mia vita solitaria e senza amici.
Non  il caso che trascriva qui tutte le care e belle cose che mi hanno detto, specialmente i due innamorati: e soprattutto  inutile. Quelle parole mi risuoneranno allorecchio ancora nei momenti di sconforto, e mi aiuteranno a portare il peso della vita pel tempo che mi  rimasto. Il signor Blake mi ha promesso di scrivermi per tenermi al corrente di ci che accadr. La signorina ritorner alla villa in autunno, senza dubbio pel suo matrimonio, e mi ha fatto promettere che prender un po di vacanza e sar suo ospite. Con quanta gratitudine mi ha detto stringendomi la mano: Questa  opera vostra!
Gli ammalati mi aspettano. Ritorno al mio monotono lavoro...
Ma Dio sia benedetto per la Sua misericordia. Ho visto un po di sole, per qualche giorno sono stato felice.
...
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...
QUINTO RACCONTO.
 e secondo del signor Franklin Blake.
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...
Ho molto poco da aggiungere per completare il racconto di Ezra Jennings.
Posso dire soltanto che mi svegliai al mattino del 26 assolutamente ignaro di ci chera accaduto dal momento in cui mi ero addormentato nel mio letto. Accanto al sof vidi Rachele inginocchiata... Ma di ci che accadde e di ci che ci dicemmo non credo di dover fare un racconto particolareggiato; e mi limito a dire che cintendemmo perfettamente. Del resto, lettori e lettrici, ricordatevi dei bei giorni in cui vi amavate appassionatamente, e saprete che cosa ci dicemmo Rachele ed io.
A colazione, il signor Bruff disse che desiderava vivamente che laccompagnassi a Londra al pi presto, ricordandomi che la banca nella quale il diamante era depositato era sorvegliata, e che da un momento allaltro la nostra presenza avrebbe potuto essere necessaria laggi. E la cosa interess tanto Rachele, che ella decise, senza che la signora Merridew facesse la minima obbiezione, di partire con noi col treno delle dieci, in modo da essere sul luogo nel caso che qualche cosa avvenisse.
Tutti per eravamo dispiacenti di doverci separare cos bruscamente da Jennings. Fu impossibile persuaderlo ad accompagnarci. Io gli promisi di scrivergli, e Rachele riusc a strappargli la promessa di averlo ospite nella villa al suo ritorno in autunno. Non  facile resistere a Rachele!
Giunti a Londra, mentre stavamo per uscire dalla stazione, si avvicin al signor Bruff un ragazzotto vestito con un frusto abituccio nero, e notevole per gli occhi straordinariamente sporgenti. Dopo che ebbe udito ci che il ragazzotto voleva dirgli, il signor Bruff preg le signore di scusarci se non le accompagnavamo sino a Portland. Ebbi appena il tempo di promettere a Rachele che sarei andato da lei al pi presto a raccontarle gli avvenimenti che sentivo vicini, che lavvocato mi prese pel braccio e mi trascin verso un cab. Il ragazzotto dagli occhi sporgenti si arrampic a cassetta, e il vetturino ebbe ordine di dirigersi a Lombard Street.
Notizie della banca? domandai quando la vettura si mise in moto.
Notizie del signor Luker, rispose il mio amico.  stato visto unora fa uscire dalla sua casa, a Lambeth, e salire in cab insieme con due signori che i miei uomini hanno riconosciuti per agenti in borghese. Se il signor Luker ha presa una simile precauzione per paura deglindiani, la deduzione  facile: va a ritirare lOcchio di Luna.
E noi andiamo alla banca a vedere che succede?
S, o a sapere che  successo, quanto meno. A proposito, avete notato il mio fattorino, quello che  a cassetta?
Ho notati i suoi occhi. Veramente straordinari.
Il signor Bruff si mise a ridere.
Non avete torto.  per quegli occhi che al povero ragazzo hanno messo il soprannome di Ribes; e infatti i suoi occhi hanno una certa rassomiglianza coi chicchi del ribes, cos staccati... Mi servo di lui per varie commissioni; e vorrei che i miei impiegati, i quali gli hanno messo quel soprannome, potessero essere abili quanto lui.  bravissimo, credetelo,  uno dei pi avveduti ragazzi di Londra.
Non stemmo molto a smontare davanti alla banca in Lombard Street. Ribes salt gi ad aprirci lo sportello, e guard il padrone con una muta preghiera negli occhi.
Vuoi entrare anche tu, eh? disse bonariamente il signor Bruff. E vieni pure; ma non ti staccare da me fino a nuovo ordine. Ha una prontezza docchio e di spirito straordinaria, soggiunse poi a bassa voce rivolto a me, e con lui bastano due parole, quando gli altri non capirebbero dopo venti.
Entrammo. Il salone, col lungo banco dietro il quale stavano glimpiegati, era affollato. Ognuno aveva fretta di ritirare o di depositare denaro, prima che si chiudesse.
Due uomini si staccarono dalla folla e si avvicinarono al signor Bruff.
Ebbene? domand questi. Lo avete visto?
Una mezzora fa  entrato negli uffici.
E non ne  uscito ancora?
Nossignore.
E allora aspettiamo, concluse lavvocato volgendosi a me.
Guardai attentamente nella folla aspettandomi di scorgere gli indiani, o almeno uno di essi: niente. Il solo che fra i presenti avesse la pelle abbronzata, quasi scura, era un uomo di alta statura, vestito da marinaio. Poteva essere uno degli indiani, travestito? Ma poi mi dissi che era impossibile. Il marinaio era molto pi alto, e la faccia, a quanto si poteva vedere dal poco che ne lasciava scoperta unirsuta barbaccia nera, era larga il doppio di quelle tre che avevo vedute a Frizinghall.
Avranno anchessi le loro spie, osserv a bassa voce il signor Bruff, il quale, evidentemente, aveva fatte le mie stesse riflessioni, e guardava anche lui il marinaio barbuto. Una potrebbe essere proprio quella, per esempio...
Ma in quel momento il ragazzotto lo tir rispettosamente per il lembo del vestito; quei suoi occhi fenomenali erano intenti a un punto della sala. Guardammo anche noi, e lavvocato susurr:
Attenzione! Ecco Luker!
Un uomo usciva infatti da una porticina che corrispondeva con gli uffici interni, seguito da due robusti personaggi nei quali era facile riconoscere due agenti in borghese.
Tenetelo bene docchio, mormor lavvocato. Se deve passare il diamante a qualcuno,  proprio ora che lo far.
Senza accorgersi di noi, giacch non guard neppure dalla nostra parte, il signor Luker si faceva lentamente strada fra la folla. Vidi distintamente la sua mano fare un movimento mentre egli passava accanto a un signore basso e grosso, decorosamente vestito di grigio. Costui trasal e si volse a guardarlo. Luker intanto proseguiva. Alla porta di strada le due guardie gli si misero ai fianchi. Dietro di essi veniva uno degli uomini del signor Bruff. E non maccorsi daltro.
Guardai il mio amico, e poi il signore vestito di grigio, significativamente.
S, lho visto anchio, susurr Bruff. E volse gli occhi intorno a cercare il secondo dei suoi uomini; ma non pot vederlo. Volle dire qualche cosa a Ribes, ma anche il ragazzotto era scomparso.
Che diavolo succede? esclam irritato il signor Bruff. Ci hanno lasciati proprio mentre ne avevamo pi bisogno!
Era venuta la volta delluomo basso e vestito di grigio ad avvicinarsi allo sportello. Egli porse un assegno, ricev del denaro, e si volse per andarsene.
Che facciamo, dunque? brontol Bruff. Non possiamo abbassarci sino a pedinarlo, noi.
Io non me ne far certo scrupolo, replicai. E vi assicuro che non vorrei perderlo di vista neppure per diecimila sterline.
In questo caso io non perder di vista voi, neppure per il doppio. Bella occupazione per un uomo nella mia situazione! continu poi Bruff brontolando, mentre seguivamo lo sconosciuto fuori della banca. Per lamore del Cielo, che nessuno ne sappia nulla: sarei rovinato!
Luomo vestito di grigio sal in un omnibus che andava verso lovest della citt, e noi salimmo dietro di lui. Evidentemente il signor Bruff aveva qualche residuo di giovinezza latente, giacch, ve lassicuro, nel mettersi a sedere nel veicolo arross; proprio, in fede mia!
In Oxford Street luomo fece fermare lomnibus e scese. Scendemmo anche noi. Egli entr in una farmacia, e lavvocato, trasal.
La mia farmacia! esclam. Blake, credo che abbiamo commesso un solenne errore!
Entrammo a nostra volta. Il signor Bruff scambi qualche parola a bassa voce col farmacista, poi venne verso di me tutto umiliato, mi prese pel braccio e mi condusse fuori.
Almeno  una cosa che ci fa onore, disse poi.
Che cosa? domandai, non comprendendo.
Non capite? Che voi ed io siamo i peggiori detectives dilettanti che abbiano mai messe le mani in una faccenda di questo genere. Luomo vestito di grigio  da trentanni al servizio del mio farmacista, il quale lo ha mandato alla banca a incassare un assegno. Certo ha a che fare con lOcchio di Luna quanto un bambino appena nato.
Ah!... Ed ora, che facciamo?
Che volete che facciamo? Non ci resta che andare nel mio studio. Ribes e quellaltro, evidentemente, hanno seguita una traccia diversa dalla nostra. Speriamo che riescano meglio di noi!
Quando giungemmo allo studio il secondo degli uomini che erano a sorvegliare alla banca era giunto gi da un quarto dora, e ci aspettava.
Ebbene? domand vivamente il signor Bruff. Quali notizie?
Signor avvocato, mi dispiace, ma mi sono sbagliato. Avrei giocata la testa che il signor Luker avesse passato qualche cosa a un signore anziano che aveva un soprabito chiaro. Ed ecco che questi, a quanto ho saputo,  il proprietario di uno dei pi noti negozi di chincaglierie di Londra.
E Ribes, dov? domand ancora Bruff, in tono di rassegnazione.
Luomo lo guard meravigliato.
Ribes, signor Bruff? Ma da quando sono uscito dalla banca non lho pi visto!
Va bene; andate pure. Poi il signor Bruff continu, quando rimanemmo soli: Una delle due: o Ribes ha disertato, non saprei perch, o  in caccia per conto proprio. Basta, che ne direste se pranzassimo qui, nella speranza che quel bravo ragazzo ritorni fra unora o due? Ho del buon vino in cantina, e possiamo mandare a prendere un boccone al ristorante.
Pranzammo, infatti, in una delle stanze dello studio. Prima che si sparecchiasse, un commesso venne ad annunciare che una persona desiderava di parlare al signor avvocato. Si trattava di colui che aveva seguito il signor Luker alluscita dalla banca.
Il suo rapporto non conteneva alcuna notizia interessante. Il signor Luker era ritornato a casa, aveva mandato via le guardie, e non era pi uscito. Non aveva ricevuto alcuno, e intorno alla casa non si era visto nessun segno degli indiani.
Va bene, potete andare, disse anche a lui il signor Bruff.
Credete dunque che il signor Luker si sia portato a casa il diamante? domandai quando fummo di nuovo soli.
No davvero, altrimenti non avrebbe licenziati gli agenti.
Aspettammo ancora, ma Ribes non si vedeva. Giunse pel signor Bruff lora di partire per Hampstead, e per me quella di andare da Rachele a Portland. Lasciai al portiere dello studio il mio biglietto da visita, sul quale avevo scritto il mio indirizzo a Londra, e gli dissi di darlo a Ribes qualora fosse tornato, avvertendolo che venisse da me: sarei stato in casa alle dieci e mezzo.
Passai la serata seduto accanto a Rachele, in una stanza lunga una diecina di metri, in fondo alla quale era la signora Merridew. Nessuna meraviglia quindi che ritornassi a casa alle dodici e mezzo anzich alle dieci; ma se qualcuno c che possa meravigliarsene, spero di non conoscerlo mai.
A casa, il domestico, nellaprirmi la porta mi diede un pezzo di carta sul quale lessi:
Se non vi dispiace, signore, io vado a dormire. Ritorner domattina tra le nove e le dieci.
Nessuna firma; ma qualche domanda che feci al camerie e mi fece sapere che era venuto a cercarmi un ragazzotto dagli occhi straordinariamente sporgenti, il quale, dopo aver atteso unora buona, aveva scritte quelle poche parole ed era andato via, dicendo gravemente che se non dormiva non era buono a nulla.
Alle nove, la mattina seguente, ero pronto per ricevere il signor Ribes. Alle nove e mezzo udii un passo nella stanza attigua a quella nella quale ero.
Avanti, Ribes! esclamai.
Grazie, signor Blake, rispose una voce grave e melanconica. Luscio si apr, ed entr il Sergente Cuff.
Ho creduto bene di passare di qui a vedere se ci foste, prima di scrivere nello Yorkshire, continu il mio inaspettato visitatore.
Lo guardai per qualche momento tra curioso e meravigliato. Era sempre lo stesso Cuff che avevo conosciuto, e non aveva cambiato di una linea, tranne che nel vestito, giacch aveva un cappello bianco a larghe tese, giacca da caccia, calzoni corti, ghette, e portava in mano un nodoso bastone di quercia. Evidentemente teneva a farsi riconoscere per un uomo che viveva in campagna. Gli feci i miei complimenti, ai quali rispose lagnandosi del fumo e del frastuono di Londra, poi lo invitai a far colazione con me.
Ebbene, il vostro diamante minteressa ancora, disse egli quando ci fummo seduti a tavola. Non lho mai dimenticato, e temo che mi abbia fatto prendere una solenne cantonata. Non sarebbe la sola della mia carriera, badate. Non  che nei libri che i poliziotti sono infallibili.
Siete giunto in tempo per salvaguardare la vostra reputazione, dissi.
Prego, signor Blake; vi faccio osservare che mi sono ritirato dalla professione, e che della mia reputazione non mimporta un fico. Sono venuto, vedete, perch ricordo con animo grato la liberalit con la quale la povera Lady Verinder volle ricompensarmi, e solo per questa ragione son disposto a ritornare per poco alle mie antiche occupazioni. Ora, se non vi dispiace, signor Blake, raccontatemi che cosa  accaduto da quando io partii dalla villa.
Gli raccontai ogni cosa, il pi brevemente possibile, fino a ci che era accaduto il giorno precedente. Lesperimento del dottor Jennings sembr interessarlo moltissimo. Quando ebbi finito egli osserv:
Non sono daccordo con questo signor medico nel ritenere che dopo aver preso il diamante voi lo nascondeste; ma convengo con lui che lo portaste in camera vostra.
E che accadde allora, secondo voi? domandai.
Non ha alcun sospetto il signor Bruff?
Non pi che ne abbia io.
Senza replicare, Cuff si alz, and alla mia scrivania e scrisse qualche cosa. Poi ritorn verso di me con una busta chiusa sulla quale era il mio nome, con lannotazione: Strettamente personale. In un angolo era la sua firma.
Prendete, signor Blake, mi disse quelluomo strano. Lanno scorso sospettai a torto di qualcuno, e potrebbe darsi che mi sbagliassi anche ora. Aspettate ad aprire questa busta finch avrete saputo la verit, poi vedete se il nome di colui che sar stato riconosciuto colpevole  lo stesso di quello che ho scritto io nel foglio.
Presi la busta, la misi in tasca, poi domandai al Sergente che ne pensasse di ci che era accaduto alla banca.
Avete agito benissimo; ma vi era unaltra persona da tener docchio, oltre il signor Luker.
Quella il cui nome avete scritto or ora, nevvero?
Precisamente, signor Blake. Ma ora non si pu rimediare. Forse avrei una proposta da fare a voi e al signor Bruff; ma intanto aspettiamo se torna il fattorino con qualche notizia.
Parlammo del pi e del meno, di Betteredge, di Begbie il giardiniere, e io cominciavo a temere che il Sergente si ingolfasse in una disquisizione sulla coltura delle rose, quando finalmente il domestico venne ad avvertirmi che Ribes era giunto. Ordinai che lo facesse passare subito. Il ragazzotto entr, ma vedendo che non ero solo rimase sulla soglia, guardando il Sergente con manifesta diffidenza.
Parla pure davanti a questo signore, dissi. Egli  qui per assistermi, e sa tutto ci che  accaduto. Sergente Cuff, soggiunsi poi, questo bravo ragazzo  il fattorino del signor Bruff.
Evidentemente la fama del grande detective era giunta fino a Ribes, giacch nelludire quel nome illustre egli spalanc i suoi strani occhi e li strabuzz in modo che credetti stessero per cadergli sul tappeto!
Vieni qua, figliuolo, disse Cuff, e facci sapere che hai da dirci.
La presenza del celebre detective, del quale tante cose straordinarie si raccontavano specialmente negli uffici degli avvocati londinesi, pareva affascinare il ragazzo. Egli si mise davanti al Sergente con le mani dietro la schiena, come un neofita che attenda di essere esaminato sul catechismo, e attese.
Come ti chiami? domand Cuff.
Ottavio Guy; ma in ufficio mi chiamano Ribes per via degli occhi.
Ebbene, Ottavio Guy, detto Ribes, ieri sei scomparso dalla banca, prosegu il Sergente con la massima gravit. Dove sei andato?
Ho seguito un uomo.
Chi era costui? Che aspetto aveva?
Alto, signor Cuff, con una gran barba nera e una giacca da marinaio.
S, s, me lo ricordo! interruppi. Anzi il signor Bruff ed io credemmo che fosse una spia deglindiani.
Il sergente non sembr interessarsi molto dellopinione mia e del signor Bruff, e continu il suo interrogatorio.
Vediamo: perch hai seguito quel marinaio?
Ecco, signore, il signor Bruff voleva sapere se il signor Luker, nelluscire dalla banca, passasse qualche cosa a qualcuno; e io vidi il signor Luker dare di sfuggita qualche cosa al marinaio dalla barba nera.
E perch non lo dicesti subito al signor Bruff?
Non ebbi tempo di dirlo ad alcuno. Il marinaio usc in gran fretta.
E tu gli corresti dietro, eh?
Sissignore.
Ribes, disse Cuff accarezzando la testa del ragazzo, tu hai qualche cosa, qui dentro, e non  certo del cotone. Ti faccio le mie congratulazioni.
Ribes arross di piacere, e Cuff continu:
E che fece il marinaio quando fu in istrada?
Chiam un cab, signor Cuff.
E tu?
Mi attaccai dietro il cab.
In quel momento il domestico venne ancora, ad annunciarmi questa volta, la visita del commesso principale del signor Bruff. Comprendendo la necessit di non interrompere lesame del sergente, uscii nella stanza attigua, e dal commesso seppi che lavvocato, colpito da un attacco di gotta, non poteva muoversi dal letto, e che, inquieto, mandava a domandarmi se avessi notizie. Gli scrissi un biglietto per comunicargli che Ribes era venuto, che era venuto anche il sergente Cuff, che i due parlavano insieme, e che al pi presto gli avrei fatto sapere qualche cosa. Intanto stesse tranquillo.
Nel ritornare nellaltra stanza vidi che Cuff si era alzato ed era in procinto di tirare il cordone del campanello.
Ah, eccovi! esclam egli vedendomi rientrare. Scusate la libert che mi prendo, ma stavo appunto per farvi chiamare. Vedete, non ho il minimo dubbio che questo ragazzo, questo valente ragazzo e accarezzava sulla testa Ribes, cos dicendo, abbia seguito proprio colui che cerchiamo. Si  perduto un tempo prezioso, signor Blake, a causa del vostro malaugurato ritardo di ieri sera. Se foste rientrato alle dieci, come avevate detto... Basta, ora lunica cosa che ci rimanga a fare  quella di chiamare un cab.
Cinque minuti non erano ancora trascorsi che Cuff, io e Ribes, questultimo a cassetta, correvamo verso la City.
Uno di questi giorni, mi disse a un tratto il Sergente accennando verso Ribes, quel ragazzo far grandi cose in quella che fu la mia professione.  il pi svelto e avveduto che abbia visto da anni e anni a questa parte. Ora vi dir la parte essenziale di ci che ho saputo da lui, signor Blake. Vi ricordate che ha detto di essersi attaccato al cab nel quale era il marinaio?
Perfettamente.
Ebbene, il cab and da Lombard Street alla Darsena della Torre di Londra. L il marinaio scese, e and a parlare col dispensiere di un piroscafo olandese che partir, o  partito stamattina, per Rotterdam, per domandargli se poteva salire subito a bordo e dormire nella sua cuccetta. Il dispensiere rispose negativamente, dicendo che bisognava far pulizia, e che soltanto il giorno seguente, e cio stamane, i passeggeri avrebbero potuto salire a bordo. Il marinaio volse le spalle e si allontan dal molo. Quando fu di nuovo nella strada, Ribes not per la prima volta un uomo vestito decentemente da operaio che passava dal lato opposto della via, e che pareva non perdere docchio il marinaio. Questi si ferm ad unosteria del vicinato ed entr. Ribes, non sapendo che fare sul momento, si tenne fra altri ragazzi che stavano a guardare le buone cose esposte nella vetrina dellosteria. Dopo un minuto vide avvicinarsi lentamente un cab, che si ferm presso loperaio; e dal cab un uomo si sporse a parlare a questultimo. Quelluomo, mi ha detto spontaneamente Ribes, era scuro di carnagione, come un indiano.
Era chiaro che Bruff ed io avevamo presa unaltra cantonata. Il marinaio non era una spia al servizio deglindiani, se costoro a loro volta lo facevano spiare. Poteva essere il ladro del diamante?
Dopo un po, riprese il Sergente, il cab si mosse, allontanandosi lentamente. Loperaio attravers la strada ed entr anche lui nellosteria. Ribes attese fuori un gran pezzo, finch si sent stanco e affamato, poi entr a sua volta. Aveva in tasca uno scellino, e pranz sontuosamente, a quanto mi ha detto.
E che vide nellosteria?
Vide che il marinaio, seduto a una tavola, leggeva il giornale, mentre loperaio, a unaltra tavola, faceva lo stesso. Era poco meno che buio, quando il marinaio si alz e usc. Nella strada si guard intorno sospettosamente, ma il ragazzo, che lo aveva seguito, appunto perch ragazzo rimase inosservato. Loperaio non era ancora uscito. Il marinaio si avvi come incerto su quale via prendere; e a un tratto Ribes scorse di nuovo loperaio dallaltro lato della strada. Il marinaio cammin e cammin, finch giunse a Shore Lane, presso Lower Thames Street, e l si ferm davanti a unaltra osteria, che  anche locanda, allinsegna della Ruota della Fortuna; poi, dopo avere esitato, entr. Entr anche Ribes. Cerano molte persone al bar, la maggior parte di aspetto rispettabile; e infatti quellosteria ha unottima fama, soprattutto per i pasticci di maiale.
Quelle digressioni mi irritavano. Cuff se ne avvide e si limit al racconto di Ribes, senza aggiungervi alcun commento di suo.
Il nostro marinaio domand al padrone se poteva avere un letto, e quegli rispose che no, non ce nerano pi di disponibili; ma la ragazza chera al banco lo corresse, ricordandogli che era ancora libero il numero 10. Poco prima che accadesse questo, Ribes aveva notato, fra coloro che si affollavano al bar, il solito operaio; ma quando loste chiam il cameriere perch accompagnasse il cliente alla camera numero 10, il bravo ragazzo, al quale pare che nulla sia passato inosservato, si accorse che loperaio era scomparso. Il marinaio fu dunque condotto alla sua camera, e Ribes, non sapendo che fare nel frattempo, ebbe la saggezza di aspettare per vedere che sarebbe accaduto. E qualche cosa accadde, infatti. Si udirono in alto della scalinata voci irose, loste fu chiamato; poi improvvisamente riapparve loperaio, ma questa volta tenuto stretto al bavero dalloste, e, con grande sorpresa di Ribes, apparentemente ubbriaco fradicio. Loste lo trascin fino alla porta di strada, lo mise fuori, e lo minacci di chiamare la polizia se fosse rientrato ancora. A quanto Ribes pot comprendere da ci che loste vociferava, pare che loperaio fosse stato sorpreso nel numero 10, e che, con lostinazione propria degli ubbriachi, sostenesse di avere presa lui quella camera. Ribes fu cos meravigliato da quella improvvisa ubbriachezza in una persona che fino a quel momento aveva mostrato di essere perfettamente in s, che non pot resistere alla voglia di seguirlo nella via. Finch fu in vista dellosteria luomo continu a far la parte dellubbriaco, vacillando e brontolando incomprensibilmente; ma appena ebbe voltato langolo riprese lequilibrio, e torn perfettamente sobrio. Ribes ritorn allosteria letteralmente sbalordito. Attese ancora, se per caso qualche altra cosa accadesse, ma tutto rimase tranquillo, sicch il bravo ragazzo decise di ritornare allo studio. Aveva appena presa questa risoluzione, che dallaltro lato della via rivede chi? Loperaio daccapo! Guardava una certa finestra in alto, lunica che fosse illuminata; poi, se ne and. Ribes ritorn allo studio, venne a casa vostra, vi aspett inutilmente, e poi... e poi il resto lo sapete. Ecco come stanno le cose.
E che pensate voi di tutto questo, signor Cuff?
Mi pare che la faccenda si faccia seria; e per cominciare, a voler giudicare da ci che Ribes ha visto, centrano glindiani.
Gi... E il marinaio devessere la persona alla quale Luker ha dato il diamante. Mi pare strano per che n il signor Bruff, n il suo uomo, n io ci siamo accorti della manovra, e abbiamo sospettato persone che non centravano.
Non  strano, signor Blake: il signor Luker, in vista del rischio che correva, avr probabilmente voluto deviarvi, facendo a bella posta gesti che dovevano farvi sospettare di altri che non fosse il marinaio.
E vi rendete conto di ci che  accaduto allosteria? domandai ancora. Evidentemente luomo vestito da operaio agiva per conto deglindiani: non capisco quindi perch a un certo punto fingesse lubbriachezza.
Credo di essermi fatta unidea della cosa, signor Blake. Se vorrete riflettere un momento vedrete che loperaio, chiamiamolo cos, doveva aver avuto precise istruzioni daglindiani, i quali, troppo astuti per arrischiarsi a farsi vedere alla banca o allosteria, tanto pi che sono facilmente riconoscibili, son costretti a servirsi di altre persone. Benissimo. Il loro incaricato segue il marinaio, ode qual il numero della camera assegnatagli, nella quale, notate bene,  indubbio che rimarr durante la notte lOcchio di Luna, e scompare. Dove va?  presumibile che glindiani vorranno avere da lui la descrizione della camera, della posizione in cui , dove  precisamente situata, e se vi si pu penetrare durante la notte, mettiamo. Che deve fare lincaricato, dunque, per poter avere queste notizie? Precisamente ci che ha fatto: e cio se ne va alla chetichella su per la scalinata a dare unocchiata alla camera. Ma ecco che viene sorpreso mentre fa le sue osservazioni; e allora non trova altro rimedio che quello di fingersi ubbriaco.  cos che spiego lindovinello, signor Blake. Uscito dallosteria probabilmente egli va a rendere conto di ci che ha visto e saputo, poi ritorna a vedere se il marinaio  nella sua camera o no. C, a quanto comprende dalla finestra illuminata; e quindi egli e i suoi mandanti son certi che fino allindomani il marinaio e il diamante rimarranno l. Quanto a ci che possa essere accaduto dopo che Ribes se ne fu andato, ebbene, lo sapremo fra breve. Certo sarebbe stato molto meglio se avessimo potuto saperlo stanotte; ma voi avete ritardato, e... Insomma, speriamo per il meglio.
Dopo pochi minuti giungemmo a Shore Lane. Il cab si ferm, e Ribes salt gi da cassetta ad aprirci lo sportello.
Appena entrammo nella sala dellosteria Alla Ruota della Fortuna fu chiaro anche alla mia inesperienza che qualche cosa dinsolito e forse di grave era accaduto. La sola persona che stesse al banco al quale si servivano i liquori era una servetta, ragazza evidentemente punto pratica del mestiere; e infatti qualche avventore picchiava impazientemente sul banco per essere servito, trovando troppo lunga lattesa. Laltra ragazza di solito addetta al bar era in fondo, agitata e preoccupata. Quando Cuff and a domandarle delloste ella rispose in tono seccato che era disopra, e che non poteva essere disturbato da chicchessia.
Venite con me, signor Blake, disse tranquillamente Cuff avviandosi verso la scala e facendo cenno anche a Ribes di seguirci.
Stupita e indignata, la ragazza chiam ad alta voce il padrone, dicendogli che degli impiccioni prepotenti stavano salendo. Sul pianerottolo del primo piano vedemmo venire verso di noi loste, irritatissimo.
Chi diavolo siete, anche voi? E che volete qui? domand aspramente appena ci vide.
Calmatevi, amico, replic quietamente Cuff. E per cominciare vi dir chi sono io: sono il Sergente Cuff.
Quel nome famoso produsse immediatamente il suo effetto; e loste, divenuto ad un tratto umile e ossequioso, apr luscio di un salottino e ci preg di entrare.
Sono sottosopra, signore, questa  la verit, spieg.  accaduta una brutta cosa, qui; e capirete che per un uomo nella mia posizione...
Capisco, capisco, interruppe Cuff. Ma se non vi dispiace vengo subito al motivo che mi conduce. Questo signore ed io vorremmo farvi qualche domanda su una certa faccenda che ci interessa.
E cio, signore?
Vorremmo sapere qualche cosa a proposito di un tale dalla carnagione scura, vestito da marinaio, che  stato a dormire qui stanotte.
Oh, Signore! Ma  proprio per lui che tutto lalbergo  sottosopra in questo momento! esclam loste levando le braccia al cielo. Forse che voi, Sergente, o questo signore sapete qualche cosa di quelluomo?
Non potremo dirvelo che dopo averlo visto, replic Cuff.
Vederlo?! Ma ecco proprio ci che nessuno di noi  riuscito a fare, dalle sette di stamane. Infatti ieri sera egli ordin che lo si svegliasse alle sette. Cos  stato fatto; ma per quanto si picchiasse alluscio della sua camera, non si  potuto ottenere che rispondesse. Abbiamo provato di nuovo alle otto, poi alle nove: nulla! Silenzio di tomba. Luscio era chiuso internamente col catenaccio. Ho picchiato io stesso, facendo un frastuono dinferno, ma sempre con lo stesso risultato. Ora sono andati a chiamare un fabbro perch apra luscio a costo di sfondarlo... Che sar successo, mi domando?
Era ubbriaco ieri sera, il vostro cliente? domand Cuff.
Per niente.
Potrebbe essere uscito senza passare dalla porta comune?
La camera numero 10  sotto il tetto, e nel soffitto c una botola che d appunto sul tetto, accanto al quale c una casa in riparazione. Credete che quel briccone possa essere fuggito di l per non pagarmi, signor Cuff?
Non saprei dirvelo. Certo un marinaio abituato ad arrampicarsi non sarebbe stato troppo imbarazzato a salire sul tetto e poi a calarsi nella strada.
In quel momento fu annunciato larrivo del fabbro; e allora tutti insieme salimmo allultimo piano. Osservai che Cuff appariva anche pi grave del solito; e mi meravigli anche che egli, dopo essersi condotto appresso Ribes, ora gli ordinasse di attenderci gi in sala.
In pochi minuti il martello e gli altri utensili del fabbro ebbero aperto luscio cos ostinatamente chiuso; per non ci fu ancora possibile entrare, perch alcuni mobili erano stati messi a ridosso dei battenti, in modo da barricarli. Riuscimmo tuttavia a scostarli. Entr loste pel primo, poi il Sergente, poi io. Gli altri che si erano radunati sul pianerottolo ci seguirono, alla rinfusa.
Per prima cosa guardammo verso il letto, e tutti trasalimmo. Il marinaio non era fuggito. Interamente vestito, stava steso sul letto, col viso coperto da un cuscino.
Che diamine vuol dire questo? domand ansiosamente loste.
Senza rispondere, Cuff si avvicin al giacente e sollev il cuscino. Apparve la faccia del marinaio, placida e immota. I capelli e la barba erano appena appena scomposti. Gli occhi erano spalancati, e pareva che guardassero verso il soffitto; ma erano cos vitrei e fissi che mi sentii rabbrividire, e per sottrarmi a quella vista macabra mi avvicinai alla finestra. Tutti gli altri, con Cuff, si raggrupparono intorno al letto.
Deve essergli preso un accidente! esclam loste sgomento.
 morto, replic Cuff. Chiamate il medico pi vicino e avvertite la polizia.
Un cameriere part subito con quegli incarichi. Intanto Cuff rimaneva accanto al letto, come affascinato. Gli altri aspettavano, per vedere che cosa egli avrebbe fatto.
Volsi di nuovo la faccia verso la finestra, appoggiando la fronte ai vetri; ma un momento dopo sentii tirarmi pianamente per la falda del vestito, mentre una vocetta susurrava:
Venite a vedere, signore...
Era Ribes. Roteava gli occhi, ma non per lorrore: anzi si sarebbe detto che essi avessero unespressione desultanza. Evidentemente egli era fiero di aver fatto del lavoro di detective per proprio conto.
Venite a vedere... ripet; e mi condusse verso una tavola che era in un angolo della camera.
Sulla tavola era una scatoletta di legno, aperta e vuota; accanto, un po dovatta, di quella di cui si servono i gioiellieri per avvolgervi le gemme. Poco lontano un pezzo di carta lacerato, sul quale si vedevano un suggello in parte rotto e alcune parole perfettamente leggibili. Lessi:
Depositata Presso i signori Bushe, Lysaught e Bushe, a mezzo del signor Septimus Luker, abitante a Middlesex Place, Lambeth, una scatoletta di legno avvolta in carta e suggellata, contenente un oggetto di gran valore. Da restituire soltanto, a richiesta, al signor Luker personalmente, per conto dei detti signori Bushe e Compagni.
Sicch anche gli ultimi dubbi svanivano, riguardo a un certo punto almeno: il marinaio aveva avuto in suo possesso lOcchio di Luna, ed evidentemente era a lui che lo aveva dato il signor Luker il giorno prima, alla banca.
Di nuovo sentii tirarmi per la falda. Ribes non aveva finito ancora.
Furto! esclam egli, sempre a bassa voce, indicando la scatoletta vuota.
Ti era stato detto di rimanere nella sala, osservai. Va via, dunque!
Ed assassinio, complet lo strano ragazzo, indicando luomo steso sul letto.
Cera qualche cosa per me di cos rivoltante in quellodioso compiacimento di Ribes, che lo presi per le spalle e lo misi fuori della porta.
Nel rientrare, udii Cuff domandare dove fossi. Mi vide e mi chiam accanto a s.
Signor Blake, guardate la faccia di questuomo! susurr.  truccata, ed eccone la prova.
Mindic, cos dicendo, una sottile riga chiara sulla fronte del morto, una linea che si staccava stranamente sul colore abbronzato della pelle, proprio alla radice dei capelli; poi, afferrando qualche ciocca di questi, soggiunse:
E vediamo che c qua sotto.
I nervi non reggevano a quello spettacolo; volsi la testa. E in quellatto scorsi ancora Ribes, che, salito su una sedia, guardava al disopra delle spalle degli astanti che cosa facesse il suo idolo, il grande Cuff. Lo udii sussurrare:
Ecco, gli toglie la parrucca...
Mi feci largo fra i presenti per avvicinarmi a lui; ma in quel momento si udirono soffocate esclamazioni di stupore, e Ribes susurr ancora:
Gli ha strappata via la barba!
Ancora un breve silenzio, poi il Sergente chiese non so che cosa. Loste si avvicin al lavabo e ne ritorn portando una catinella con acqua e un asciugamani.
Ribes fremeva sulla sedia.
Venite, venite a vedere, ora, signore! esclam, questa volta rivolgendosi proprio a me. Ecco, gli lava la faccia!
Ed ecco che improvvisamente Cuff si fece largo fra i presenti e venne alla mia volta. Il suo viso di solito cos tranquillo era sconvolto da unespressione dorrore.
Venite a vedere, signor Blake, mi disse, anche lui, o meglio ordin. Poi si corresse: No, prima aprite la busta che vi ho data stamattina.
Sbalordito, trassi di tasca la busta, laprii. Su un foglietto era tracciato un nome, nientaltro che un nome: Godfrey Ablewhite.
Ed ora, riprese Guff, venite a vedere luomo che  sul letto.
Lo seguii, mi avvicinai al letto, guardai il viso del morto.
Era mio cugino Godfrey!
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SESTO RACCONTO
. Da una lettera del Sergente Cuff.
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Dorking, 30 luglio 1849.
Pregiatissimo signor Blake,
Debbo anzitutto chiedervi scusa per questo ritardo nel mandarvi il rapporto che mi impegnai a scrivere per voi. Ho dovuto aspettare per farlo pi completo possibile, per quanto breve, e credo di aver raggiunto il mio scopo. Troverete in esso, infatti, risposta alla maggior parte delle domande, se non proprio a tutte, che mi rivolgeste quando ebbi lonore di vedervi lultima volta, e riguardanti il defunto vostro cugino signor Godfrey Ablewhite.
Anzitutto accenno alla sua morte. Pare ormai indubbio che egli fu soffocato nel sonno con un cuscino, che gli assassini furono i tre indiani, e che il motivo del delitto fu lOcchio di Luna, da essi voluto a qualunque costo riprendere.
Mi hanno condotto a questa conclusione anzitutto lesame della camera in cui il delitto avvenne, e in secondo luogo le indagini fatte dalla polizia e le testimonianze da essa raccolte.
La morte per soffocamento fu accertata dallautopsia del cadavere. Sul movente del delitto non v il minimo dubbio, almeno per noi.
Quanto al modo in cui glindiani poterono penetrare nella camera, mi son convinto che essi passarono per la botola che si apriva nel soffitto. Essa era bens chiusa a catenaccio dallinterno; ma risulta che vi fu praticata, con uno strumento taglientissimo o una sottile sega, unapertura quadrata; passando una mano attraverso questa, il catenaccio pot essere rimosso. Una scaletta a piuoli trovata nella casa adiacente, in riparazione, dimostr come avessero fatto gli assassini a salire, scendere, risalire ancora, e poi giungere di nuovo nella via dopo aver commesso il delitto.
Quanto agli autori, non pare dubbio che fossero precisamente glindiani; e ci per le seguenti ragioni.
Prima:  risaputo che glindiani avevano un gravissimo interesse a impossessarsi del diamante. Seconda:  per lo meno probabile che luomo dalla carnagione scura visto da Ribes mentre, dal cab parlava con loperaio, fosse appunto uno deglindiani. Terza:  certo che loperaio fu visto spiare il signor Ablewhite ed esaminare la camera. Quarta: nella camera del delitto fu trovato un pezzetto di filo doro che i periti hanno accertato essere di fattura indiana. Quinta: la mattina del 27 giugno tre uomini, i cui connotati corrispondevano a quelli dei tre indiani, furono visti in Lower Thames Street, e furono visti anche partire da Londra col piroscafo diretto a Rotterdam.
Chi potesse essere il complice degli assassini, quello travestito da operaio,  impossibile dire. Soltanto, apparirebbe quasi certo che egli, insieme con altri, non fu che lo strumento degli indiani, Probabilmente comprato con denaro o altrimenti.
Aggiungo ancora che, dopo il verdetto della giuria dichiarante che si trattava di omicidio volontario commesso da persona o persone sconosciute, la famiglia Ablewhite ha offerto una vistosa ricompensa a chi scoprisse i colpevoli. Nulla  rimasto intentato a questo scopo; ma invano. Luomo travestito da operaio si  sottratto a tutte le ricerche; ma a suo riguardo aggiunger qualche cosa alla fine del presente rapporto.
Ed ora qualche parola su ci che accadde alla villa di Lady Verinder.
Pare ormai accertato che il signor Godfrey Ablewhite conduceva, per cos dire, una doppia vita: da una parte egli appariva gentiluomo onesto, mite, dedito ad opere di beneficenza, assolutamente rispettabile; dallaltra era dedito ai piaceri, tanto che aveva in affitto sotto finto nome una villa suburbana nella quale abitava una sua amante. Ho fatte indagini in quella villa, e vi ho trovati quadri, sculture, mobili artistici, una serra con fiori rarissimi, tutto ci, insomma, che pu esservi di pi lussuoso e di pi raffinato. La signora aveva molti ricchi gioielli, carrozza e cavalli.
Inoltre, mi sono risultati i seguenti fatti.
Il signor Godfrey aveva in deposito una somma di ventimila sterline, affidatagli come a uno dei due tutori di un giovane di buona famiglia orfano e ancora minorenne. Questo pupillo sarebbe divenuto maggiorenne nel febbraio 1850, e per quellepoca il signor Ablewhite avrebbe dovuto restituire la somma affidatagli. Intanto, al pupillo era corrisposta una rendita semestrale di seicento sterline dai due tutori. Per incassare le ventimila sterline, o una parte di esse, occorreva la firma di entrambi i detti tutori. Ora, tale somma risulta completamente ritirata; ma la firma dellaltro tutore si  accertato ora essere stata contraffatta, senza dubbio dal signor Ablewhite, che aveva riscosso il denaro per suo conto.
Il giorno precedente a quello del compleanno della signorina Rachele, anche questo ho accertato, il signor Godfrey and dal padre, a Frizinghall, a chiedergli un prestito di trecento sterline, cio quante gliene occorrevano per pagare, proprio in quei giorni, la sua parte della rendita semestrale al pupillo. Il signor Ablewhite Padre rifiut di dargli sia pure uno scellino.
Il giorno seguente il signor Godfrey and, insieme con voi, alla villa della zia. Poche ore dopo, egli faceva una domanda di matrimonio alla signorina, come voi stesso mi avete detto. Se la domanda fosse stata bene accolta, era la fine di tutte le difficolt e di tutte le preoccupazioni di denaro pel signor Godfrey. Invece egli fu respinto.
Sorvoliamo sul brutto scherzo fattovi dal dottor Candy; soltanto vi dir che egli comunic la sua intenzione di darvi del laudano al signor Godfrey, il quale, con linconsapevole complicit di Betteredge, si un al complotto.
Veniamo ora a ci che abbiamo potuto sapere dal signor Luker, con le buone o con le cattive, il signor Bruff ed io.
La sera del venerd 23 giugno 1848 Luker ebbe una visita dal signor Godfrey. Egli fu addirittura sbalordito quando si vide presentare lOcchio di Luna, giacch sapeva bene che nulla di simile si trovava sui maggiori mercati europei. E il signor Godfrey aveva due modeste proposte da fargli: che il signor Luker, cio, volesse comperare la gemma, o che sincaricasse di venderla, anticipandogli nel frattempo una buona somma.
Luker esamin il diamante, lo pes, e lo stim allincirca trentamila sterline. Non pot fare a meno di domandare: Ma come vi trovate a possedere un tesoro simile, signor Ablewhite? E il cliente cominci un racconto inverosimile: senonch Luker lo interruppe: Via, via, questo non me lo darete a intendere!
Il signor Godfrey cominci unaltra storiella; ma anche questa volta Luker lo interruppe, e chiam il domestico perch accompagnasse alla porta lo strano visitatore.
Messo cos alle strette, il signor Godfrey raccont la verit, almeno in parte. Eccola:
Dopo che voi prendeste il laudano egli vi diede la buona notte e se ne and nella sua camera, che, lo ricorderete, era attigua alla vostra e con essa comunicante. Indoss la veste da camera, e, agitato comera dalle sue preoccupazioni, invece di andare a letto si mise a sedere, immerso nelle riflessioni. Dopo qualche tempo vi ud muovere nella vostra camera. La porta di comunicazione era rimasta socchiusa, e ad essa egli si avvicin, nel timore, cos disse, che vi sentiste male per il laudano ingerito. Ud invece che parlavate da solo, e dicevate: Che so io? Gli indiani possono essere anche nascosti in casa... Poi usciste nel corridoio, ed egli vi segu silenziosamente, sempre temendo che il laudano vi facesse qualche brutto scherzo. Vi segu fino al salottino della signorina, vi vide entrare e, poich avevate lasciato luscio socchiuso, vi vide prendere il diamante. Pot anche accorgersi che la signorina vi aveva visto commettere il furto, per cos dire. Poi voi usciste; ma prima di rientrare nella vostra camera esitaste un po. In quel momento vi voltaste e lo vedeste. Allora sembraste decidervi; lo chiamaste e gli diceste, con una voce che non pareva la vostra: Tieni, Godfrey, prendilo tu e riportato alla banca di Frizinghall. Qui non  al sicuro. E gli deste il diamante. Poi soggiungeste: Non Posso andarvi io stesso. Ho la testa pesante, e mi pare che mi manchi il pavimento sotto i piedi.
Detto ci, rientraste in camera vostra e cadeste sul letto, riaddormentandovi immediatamente.
Venuta la mattina, apparve chiaro, dalle vostre parole e dai vostri atti, che non ricordavate assolutamente nulla si ci che era accaduto la notte. Nello stesso tempo, gli atti e le parole della signorina Verinder dimostravano altrettanto chiaramente che ella era decisa, per amor vostro, a tener segreto a tutti ci che aveva visto. Perci egli, il signor Godfrey, poteva tenersi il diamante, sicuro dellimpunit. Fra lui e la completa rovina non cera che una tavola di salvezza costituita dallOcchio di Luna; ed egli se ne serv.
Questo raccont il signor Godfrey, messo alle strette, a Luker; e Luker, non nuovo alle ricettazioni, ritenne che lultima versione fosse vera almeno nelle sue parti essenziali, pensando, fra laltro, che il suo cliente fosse troppo sciocco per averla inventata cos di sana pianta. Quanto al diamante, poi, fu convenuto che si sarebbe fatto cos: Luker avrebbe prestate al signor Godfrey duemila sterline, trattenendo in pegno il diamante; se, dopo un anno, il debitore gli avesse restituite tremila sterline, avrebbe riavuta la gemma; in caso contrario questa sarebbe rimasta di propriet del signor Luker, il quale, a titolo di grazioso dono, avrebbe tirato un frego su qualche precedente debituccio del signor Godfrey.
Dopo lungo dibattere e dopo molte esitazioni il signor Godfrey, stretto dalla necessit, aveva accettato il mostruoso patto. Dopo tutto, avrebbe avuto un anno di tempo per procurarsi le tremila sterline. Se non avesse dovuto pagare le trecento sterline della semestralit al suo pupillo, la mattina seguente, disse, sarebbe andato a vendere il gioiello ad Amsterdam. Ma il tempo stringeva, persino le ore erano contate; e, ripeto, accett.
Come il Luker depositasse il diamante alla banca, e che cosa glindiani facessero tanto a lui che al signor Godfrey, lo sapete gi.
Poi vostro cugino fece nuovamente domanda di matrimonio alla signorina Verinder, e questa volta fu accettato. Ma quando pot sapere che ella non aveva diritto che alla rendita della propriet lasci che il fidanzamento si rompesse, visto che la combinazione perdeva per lui qualsiasi interesse.
Mi obbietterete forse che sposando la signorina Verinder in un anno egli avrebbe potuto mettere da parte le tremila sterline necessarie per riavere il diamante.  vero; ma a parte il fatto che il fidanzamento fu la signorina a romperlo, bisogna aver presente che la signora della villa suburbana, avuto sentore del progettato matrimonio, ed essendo un tipo col quale non cera da scherzare, minacci uno scandalo qualora lamante non le avesse assegnata e garantita una solida pensione. Ora, le rendite della signorina Verinder non potevano bastare a tanti bisogni.
Saprete gi che poco prima del giugno il signor Ablewhite ebbe un legato di cinquemila sterline da una delle sue tante ammiratrici. Ebbene, fu questo legato che lo condusse alla morte.
Ho potuto accertare che, ricevuto quel legato, egli and ad Amsterdam, e l prese accordi con un famoso lapidario per tagliare il diamante in sei pietre. Poi ritorn, travestito, riscatt il diamante, e... e il resto lo sapete.
Non mi rimane che da dirvi una cosa: e cio che c ancora qualche speranza di ricuperare il diamante. Gli indiani sono, presumibilmente, sulla via del ritorno. Il piroscafo non far scalo che a Bombay, e quelle autorit sono avvertite. In questo caso potr darsi che, arrestati glindiani, si possa venire a sapere chi fosse luomo travestito da operaio.
Ho lonore di protestarmi, signor Blake, vostro devotissimo
Riccardo Cuff.
(Ex-Sergente della Polizia Investigativa.)
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SETTIMO RACCONTO
. (Da una lettera del dottor Candy.)
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Frizinghall, 26 settembre 1849.
Caro signor Blake,
Dallesservi stata restituita, tuttora chiusa, la lettera da voi inviata al mio compianto amico ed assistente Ezra Jennings, avrete compresa lirreparabile disgrazia accaduta. Infatti egli  morto nelle mie braccia una settimana fa.
Non vogliate biasimarmi se non vi ho avvertito della sua prossima fine:  stato lui a vietarmelo espressamente, soggiungendo: Debbo al signor Blake qualche giorno di gioia. Non voglio rattristarlo. Le sue sofferenze sono state atroci. Nei pochi momenti di tregua che il male gli lasciava lho spesso pregato di darmi lindirizzo di qualche suo parente; ma egli si  rifiutato anche a questo, dicendo che voleva morire come era vissuto, sconosciuto da alcuni e dimenticato da altri. Cos, la storia della sua vita  rimasta un mistero.
Ci ha lasciato. Era un uomo veramente notevole, quello, signor Blake, quantunque il mondo non lo conoscesse; e coraggioso, anche, giacch da coraggioso sopport la sua triste vita. La sua perdita mi d un doloroso senso di vuoto. Del resto dopo la malattia non sono stato pi lo stesso. Per tutte queste ragioni penso di cedere la mia clientela e di ritirarmi, per fare qualche cura che possa giovarmi.
Si dice qui che nel mese entrante sar celebrato il matrimonio fra voi e la signorina Verinder. Vogliate accettare i miei auguri pi fervidi, e le mie pi vive congratulazioni.
Compiacetevi di presentare i miei ossequi alla signorina Verinder; e credetemi, signor Blake, il vostro devotissimo
Tommaso Candy
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OTTAVO RACCONTO. 
Il secondo di Gabriele Betteredge.
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Sono io che ho incominciati questi racconti, ed io li finisco. No, non  dellaborrito diamante che voglio scrivere ancora, ma di un avvenimento di famiglia, di gran lunga pi importante.
Il matrimonio fra la signorina e il signor Franklin ebbe luogo il 9 ottobre 1849, nella nostra villa. Per loccasione mi feci fare un nuovo vestito, che secondo Penelope mi stava a pennello. Gli sposi andarono a passare la luna di miele in Iscozia.
Poi son passati dei mesi e dei mesi (anche pi presto di quanto io desiderassi). E finalmente stamattina, 5 novembre 1850, il signor Franklin  venuto da me tutto gaio e contento, a dirmi:
Betteredge, ho una buona notizia da darvi. Prima che passino molti mesi ci sar un grande evento alla villa.
Un evento che riguarda la famiglia, signor Franklin? ho domandato.
Precisamente la famiglia, caro Betteredge.
E centra in qualche cosa la signora, in questo? ho domandato ancora.
Moltissimo, ha replicato il signor Franklin, cominciando un po a meravigliarsi.
Non occorre che mi diciate di pi, signor Franklin. Che Iddio benedica entrambi! Sono veramente felice della buona notizia.
Il signor Franklin mi ha guardato sbalordito: poi mi ha domandato:
Posso domandarvi chi ve lha detto? Io lho saputo appena qualche minuto fa, per esempio, e nella massima segretezza.
Quella s che era una buona occasione per tirar fuori Robinson Crusoe, e per leggere il passo riguardante i figliuoli che io avevo segnato nel giorno del matrimonio del signor Franklin! E infatti ho lette quelle meravigliose parole con tutta lenfasi che conveniva al soggetto, concludendo:
Ed ora, signor Franklin, credete a Robinson Crusoe?
Betteredge, ora son convinto anchio, ha risposto il caro figliuolo con altrettanta solennit.
E mi ha stretta la mano. Finalmente lavevo convertito!
E con questo il mio secondo racconto  finito. Non  il caso di sorridere perch ho detto cos poco, e soprattutto per ci che ho detto. Padronissimi tutti di farsi beffe del vecchio Betteredge, ma quando si tratta di Robinson Crusoe la cosa  diversa.
Con questo, signore e signori, un bellinchino, e la storia  finita.
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EPILOGO.
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LOCCHIO DI LUNA RICONQUISTATO.
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1. 
RAPPORTO DI UN INCARICATO DEL SERGENTE CUFF (1849).
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Il 27 dello scorso giugno ebbi istruzioni dal Sergente Cuff di sorvegliare tre uomini, sospetti di assassinio e descrittimi come indiani. Erano stati visti imbarcarsi sul piroscafo diretto a Rotterdam.
Partii da Londra su un altro piroscafo diretto anchesso a Rotterdam, la mattina seguente. Appena giunto riuscii a rintracciare il comandante del primo piroscafo, e da lui seppi che realmente tre indiani avevano viaggiato con la sua nave, ma che a un certo punto avevano domandato a che ora sarebbero giunti a Calais. Nel sapere che il piroscafo andava invece a Rotterdam si erano mostrati molto angosciati, e uno di essi aveva pregato il capitano di farli scendere a terra, dicendo che si accontentavano di perdere il prezzo del biglietto. Mosso a compassione, dato che si trattava di stranieri, e poich la nave passava presso Gravesend, il capitano aveva fatto segnali a un battello della costa e li aveva sbarcati.
Poich quello era stato evidentemente uno stratagemma usato daglindiani per far perdere le loro tracce, non misi tempo in mezzo. Ritornai in Inghilterra, mi feci sbarcare a Gravesend anchio, e riuscii a sapere che cosa era accaduto. Da Gravesend glindiani erano ritornati a Londra, da Londra erano partiti per Plymouth, e l si erano imbarcati sul Bewley Castle, un veliero diretto a Bombay.
Riferita la cosa al signor Cuff, egli provvide ad avvertire le autorit di Bombay perch la polizia salisse sul piroscafo appena esso fosse entrato in porto, e arrestasse i tre indiani. E con questo il mio compito cess. N ho saputo poi come la cosa andasse a finire.
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2. 
RAPPORTO DEL CAPITANO DEL BEWLEY CASTLE.
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Sono richiesto dal sergente Cuff di riferire alcuni fatti relativi a tre indiani che alla fine dello scorso giugno simbarcarono sul Bewley Castle, il trealberi da me comandato e diretto a Bombay.
Glindiani salirono a bordo a Plymouth. Durante il viaggio non ebbi ragione di lagnarmi del loro comportamento.
In relativa prossimit della costa indiana fummo sorpresi da una grande bonaccia, per cui la nave rimase ferma per qualche tempo. In simili casi,  noto, la disciplina di bordo viene ad essere un po rilassata. Ricordo, per esempio, che alcuni passeggeri, calate a mare le scialuppe, si divertivano a remare intorno alla nave; dopo di che esse, anzich venir ritirate di nuovo, rimanevano attaccate presso i fianchi del bastimento. Noi ufficiali, fosse il caldo, fosse la noia derivata da quella situazione, non insistevamo perch labuso avesse termine.
Nella terza notte di bonaccia nulla si ud che facesse pensare a qualche incidente; ma la mattina ci accorgemmo che una delle scialuppe mancava, e che i tre indiani erano scomparsi. Evidentemente essi avevano rubata limbarcazione appena calata loscurit, e, data la vicinanza della costa e lo stato del mare, non dubito che pervenissero a sbarcare sani e salvi, prima dellalba.
La cosa mi parve abbastanza strana; e non fu se non quando giungemmo a Bombay che compresi la ragione dellatto dei tre indiani: essi erano ricercati dalla polizia. Fui biasimato per quel rilassamento di disciplina che aveva resa possibile la fuga dei colpevoli o presunti tali, e riconoscendo la giustezza dellappunto non potei fare che le mie scuse allautorit e ai miei armatori.
Da quel tempo, nulla ho pi saputo di coloro. E non ho altro da dire.
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3.
 DA UNA LETTERA DEL SIGNOR MURTHWAITE AL SIGNOR BRUFF.
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Vi ricordate, caro avvocato, di quella specie di semiselvaggio insieme col quale foste a pranzo una sera dellautunno del 1848, a Londra? Permettetemi di ricordarvi che il nome di quel tale era Murthwaite, e che aveste con lui, a pranzo finito, una lunga conversazione a proposito del famoso diamante indiano lOcchio di Luna.
Da quel tempo ho vagato per lAsia Centrale, poi son ritornato nel nord e nel nord-ovest dellIndia, dove in passato avevo viaggiato. E fu cos che una quindicina di giorni or sono mi trovai in una certa localit, pochissimo nota agli europei, detta Kattiawar, dove mi accadde qualche cosa che pu interessare anche voi personalmente.
Nella regione di Kattiawar la popolazione  fanaticamente devota allantica religione ind, cio alladorazione di Brahma e Visn. I pochi maomettani che vi si trovano sono tenuti docchio, e se uno di essi fosse anche sospettato di aver uccisa una vacca, animale sacro per glind, sarebbe messo irremissibilmente a morte. Nella regione vi sono anche due grandi templi: Dwarka, dove sarebbe nato il dio Krisna, e Somnauth, una vera cittadina che nellundicesimo secolo fu saccheggiata e quasi distrutta da Mahmoud el Ghizni, il conquistatore musulmano.
Trovandomi l per la seconda volta, non volli allontanarmi da Kattiawar senza aver riveduta la magnifica desolazione di Somnauth. Mi avviai perci a quella volta, considerando che il viaggio dovesse durare non meno di tre giorni, a piedi.
Ma quasi subito mi accorsi di non essere il solo ad andare verso Somnauth, giacch numerosi gruppi, di due o tre persone, facevano la mia stessa via. Parlando con qualcuno dei viandanti mi feci credere un ind buddista di una lontana regione, che andava a Somnauth in pellegrinaggio. Conosco la lingua locale come linglese, e sono abbastanza magro e bruno di carnagione per poter passare da indiano. N i miei vestiti mi smentivano.
Il secondo giorno aument il numero dei pellegrini, che convergevano da altre vie in quella che percorrevamo. Un piccolo servigio che ebbi occasione di rendere a uno di essi, un ind di alta casta, mi mise a contatto con lui. Seppi cos che al tempio si sarebbe tenuta una grande funzione in onore della dea Luna.
Giunti che fummo al tempio, la maggior parte della folla rimase allesterno; ma il mio amico ind, che godeva di speciali privilegi, pot farmi entrare con lui in una parte del santuario, non so se ricostituita o risparmiata nel saccheggio ma scoperta e situata in modo che anche dallesterno si scorgeva bene. Era di sera, e la luna si levava in quel punto. Si udiva il mormorio dellimmensa folla; e una musica lieve e lamentosa, prodotta da flauti e da strumenti a corda, dava a tutta la scena un fascino esotico che avvinceva.
Improvvisamente, su una piatta roccia che si ergeva in fondo, vidi apparire tre uomini. In colui che era in mezzo riconobbi, indovinate? quello stesso al quale avevo parlato una certa sera, sulla terrazza di lady Verinder. Non ho dubbio che gli altri due fossero gli stessi che erano con lui in Inghilterra. Il mio amico, che mi vide leggermente trasalire, a bassissima voce mi spieg che quelli erano bramini i quali avevano contravvenuto alle rigorose norme della loro casta in servigio di Visn, il quale tuttavia aveva loro comandato di fare atto di purificazione. Quella stessa sera essi avrebbero dovuto partire per tre direzioni differenti, senza pi incontrarsi, senza pi restare nel loro cammino, fino alla morte.
In quel momento la musica cess, e i tre uomini si prostrarono. Rialzatisi, si abbracciarono, e uno dopo laltro scesero dalla roccia fra i fedeli, che fecero loro largo in un silenzio di morte. Poi si allontanarono, e non li vedemmo pi.
Di nuovo si ud la musica, ma non pi lamentosa: si sarebbe detta trionfante, ora. La folla intorno a me rabbrivid, si restrinse. Poi una cortina fu sollevata, e alla nostra vista apparve una nicchia meravigliosamente ornata. In essa, seduto in trono, sulla mistica antilope, le quattro braccia stese ai quattro angoli della terra, era il simulacro della Luna, sulla cui fronte splendeva il diamante giallo che avevo visto in Inghilterra risplendere sul petto di una ragazza inglese: lOcchio di Luna!
Cos, dopo otto secoli la meravigliosa gemma  ritornata l donde fu strappata. Come questo sia potuto accadere lo sapete voi forse, io no.
Gli anni passano e gli avvenimenti si ripetono nel ciclo del tempo. Quali saranno le ulteriori peripezie dellOcchio di Luna? La risposta la lascio al destino.
...
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...
FINE.